05/09/2026
Sul quotidiano Il Centro di oggi 5 settembre, un articolo a tutta pagina intitolato “Il caso di Ortona
“L’ombra nera”: Nella sala del Comune il convegno con i neofascisti che s’ispirano ai putiniani.
Sottotitolo: “Dal figlio del fondatore di Ordine Nuovo all’ex braccio destro di Vannacci: ecco gli ospiti dell’associazione già diffidata dalla Provincia di Pescara”
Quale è l’obiettivo del convegno? Mettere in discussione i valori di democrazia e libertà
dell’Occidente e dell’Unione Europea? Fare apologia del fascismo e dell’imperialismo russo (Dugin) e legittimare l’invasione dell’Ucraina?
Conosciamo bene i valori del “macellaio” Putin e i pericoli che ne derivano per i nostri valori e per la nostra sicurezza. Come conosciamo bene i suoi obiettivi: demolire le istituzioni internazionali; indebolire e dividere l’Unione Europea.
Ma l’Europa, con tutta la sua farraginosità, con tutti i suoi limiti e le sue contraddizioni, rimane
l’esperimento politico più avanzato mai tentato nella storia per costruire uno spazio di convivenza fondato sulla legge, sul rispetto dei diritti e sulla rinuncia alla sopraffazione come strumento di governo.
Come ha detto Sergio Mattarella, al Forum Ambrosetti: “L'Unione Europea costituisce la
manifestazione più eclatante al mondo di condivisione di sovranità, sorretta da valori comuni, capace di assicurare pace, diritti, prosperità diffusi a un gruppo di Stati, adusi per secoli a combattersi l'un l'altro. I suoi successi sono indiscutibili - e per questo, talvolta, invidiati e osteggiati - al pari della sua
attrattività, tuttora intensa e vitale".
Un’Europa frammentata in sfere d’influenza sarebbe un’Europa che smette di esistere come soggetto politico autonomo, la fine della nostra sovranità collettiva, la dissoluzione progressiva delle nostre libertà individuali, la resa senza condizioni alla logica di potere: la servitù.
Ma l’Europa dispone di una storia, di istituzioni, di valori e di interessi comuni sufficientemente solidi da poter costruire una risposta adeguata. Ma spetta alle classi dirigenti, ai politici, agli intellettuali,
il compito di parlare dei grandi valori dell’Europa, ma è anche compito di ogni cittadino di difendere la propria libertà democratica e di riconoscere che quella libertà non è un dato acquisito per sempre
e non è garantita da nessuna forza esterna.
Esiste il “reato di apologia del fascismo” (art 4 legge n.645 del 1952,). La norma sanziona chiunque pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.
Come è scritto nell’articolo del Centro, la Provincia di Pescara ha diffidato l’associazione, così il Comune di Ortona non può assecondarla. Infatti, a chi lavora contro i valori costituzionali della nostra democrazia, non si può concedere uno spazio pubblico per promuovere valori antidemocratici…
anche se sono state seguite correttamente le formalità per la loro concessione.