Oliveto di Monteveglio

Oliveto di Monteveglio Amministratore della pagina: Prof.ssa Raffaella Zagni Sorge sulla riva destra del fiume Samoggia, su una collina a 224 m di altezza s.l.m. (CFR.

DOVE SI TROVA:
E' un'importante frazione del Comune Valsamoggia - Monteveglio (Bo) situata a breve distanza dal capoluogo (circa 25 km a ovest). E’ posto in posizione panoramica estremamente felice, con ampie vedute sulla vallata del Samoggia, sulle colline di Monteveglio, sulla pianura padana e sulla cerchia appenninica, compresa l’imponente vetta del Cimone, del Monte Giovo e degli altri monti

del gruppo tosco-emiliano. Nelle giornate particolarmente limpide si scorgono le Alpi. Abitata fin dalla preistoria, la collina fu sede di abitati etruschi e forse romani. Ora è un nucleo affascinante, da vedere perché ci mostra come fosse un borgo-castello durante il Medio Evo. UN PO' DI STORIA:
Nell'anno 776 l'abitato di Oliveto, allora chiamato Casale Sociorum, fu donato dai duchi longobardi di Persiceta all'abbazia di Nonantola, che lo comprese nel suo feudo fino al 1131, anno in cui gli olivetani si resero indipendenti, costituendo un libero comune, che sopravvisse per circa un secolo, passando poi liberamente al comune di Bologna e seguendone fedelmente le sorti nei secoli successivi. Nel 1428, l'abitato e il suo castello furono distrutti dalle truppe mercenarie di Caldora, essendosi gli olivetani, assieme ai bolognesi, ancora una volta ribellati al dominio papale. Nel 1803 i francesi di Napoleone, che avevano invaso la regione, soppressero il comune di Oliveto, passandone il territorio, corrispondente all'attuale parrocchia, sotto il comune di Monteveglio. I MONUMENTI:
A Oliveto ci sono alcuni antichi monumenti:
1. Scarsi resti del castello dell'XI secolo, dell'oratorio di Santa Maria delle Grazie già esistente nell'anno mille e recentemente restaurato.
2. Il campanile che non è altro che la torre angolare del vecchio castello, come lo confermano le mura possenti e l'aspetto di architettura militare.
3. La Chiesa parrocchiale di San Paolo, attaccata al campanile, priva di facciata, con l'ingresso laterale, nella quale è custodita la pala attribuita alla seicentesca pittrice bolognese Elisabetta Sirani.
4. Una grande costruzione medioevale chiamata la "Casa Grande dell'Ebreo"; sui muri è rimasta una vecchia e scheggiata lapide in terracotta, scritta in latino e non facilmente leggibile, che ha permesso di risalire al periodo in cui è stata edificata: nel 1410 da Salomon Mathasia. Essa fu sede della comunità ebraica e la prima banca di tutta la Val Samoggia.
5.La Bronzina, costruzione risalente all'ultimo periodo medioevale (ad eccezione della torre incorporata, dell'XI secolo); nel 1527 fu l'albergo dei Grandi di Spagna e successivamente, attorno al XVI secolo la Bronzina fu anche il lazzaretto dove venivano ricoverate e isolate le persone colpito dal morbo durante le numerose pestilenze, e poi fonderia di bronzo attorno al 1775. ORIGINE DEL NOME:
Come si è detto Oliveto si chiamò, all'inizio del Medio Evo, Casale Sociorum e poi Casale Sociolo. Il nome si estese più tardi ad alcune case poste al piede delle collina che successivamente, da Sociolo, presero il nome Soziore e quindi Stiore, che è oggi il nome della località. Dal nome della collina che era di Monte Oliveto, e traeva origine dalle grandi estensioni di oliveti di cui la zona era circondata nell'antichità (di cui oggi non ne rimane praticamente traccia). Casale Sociorum prese il nome di Monte Oliveto, nel X secolo, e successivamente di Oliveto. LA FESTA DEL PAESE:
La festa del paese e della parrocchia (e quindi anche di Stiore) avveniva il 25 gennaio, giorno della conversione di San Paolo, cui è dedicata la chiesa parrocchiale. Ma l'inclemenza della stagione invernale ha fatto quasi sparire la tradizione e la festa viene invece celebrata la prima domenica di settembre, ricorrenza di Sant'Egidio (o di San Gillo, come diciamo noi). Una chiesetta, posta sulla collina fra Oliveto e Stiore, e dipendente dalla parrocchiale di San Paolo, è infatti dedicata a S.Egidio. Il santo fu un monaco, di origine ateniese, che si spostò dalla Grecia alla Francia, dove divenne eremita e rimase fino alla morte. Non è stato chiarito il motivo esatto per cui proprio a lui è stato dedicato, nei tempi antichi, un oratorio posto sulle colline bolognesi, ma occorre ricordate che, nel medioevo, il culto di S. Egidio era assai diffuso. LA POPOLAZIONE:
Il nome esatto degli abitanti è quello di olivetani. Tale dizione si trova nel vocabolario patronimico italiano del Cherubini, con l'indicazione: "Olivetano: di Oliveto nel Bolognese. Ghirardacci, Storia di Bologna I 79, 80, 92, ecc." Tale denominazione, tratta da indicazioni storiche che risalgono a vari secoli fa, è una delle poche che il Cherubini indica per gli abitanti della valle del Samoggia, assieme a "Montevegliano o Montevegliese: di Monteveglio, nel Bolognese. Mancano invece nel vocabolario le indicazioni relative al nome degli abitanti di altre località della valle del Samoggia,quali Pradalbino, Stiore, Zappolino, Samoggia, Crespellano e Monte Maggiore. Gli abitanti di Oliveto hanno caratteri etnici comuni a quelli degli abitanti delle colline, di derivazione appenninica e ligure (i liguri della preistoria neolitica): statura media, corporatura robusta, capelli scuri. E' peraltro presente il tipo biondo, residuo di antichi stanziamenti gallici, germanici o sarmatici. Gli olivetani sono di carattere pacifico, orgoglioso ma aperto verso i forestieri. Hanno sempre avuto un notevole spirito di indipendenza. Pur ignorando la gloriosa storia del loro paese e sapendo del loro passato solo qualche leggenda, tramandata oralmente dalla tradizione popolare, sembra siano inconsciamente consapevoli della loro passata autonomia, che giunse addirittura alla forma del libero comune, che diede praticamente a Oliveto, nel Medio Evo, la caratteristica di stato indipendente. IL DIALETTO:
Il dialetto, che i giovani tendono ormai ad abbandonare, è quello emiliano, peraltro con caratteristiche sue proprie che lo distinguono sia dal bolognese che dal modenese. Gli abitanti più anziani parlano invece il dialetto che, fino al secolo scorso, era l'unico idioma conosciuto. Narra il Calindri che, ai suoi tempi, gli olivetani ignoravano il vero nome del loro paese, e che non sapevano indicare ai forestieri dove si trovasse Oliveto, in quando ne conoscevano solo il nome dialettale: l'Livè. Serafino Calindri, Dizionario corgrafico, 1782).

Indirizzo

Oliveto Di Monteveglio (BO)
Oliveto
40053

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