24/03/2021
La nostra battaglia per la zona franca è stata immensa, convinta e determinante. Oggi, con il COVID, tutto è passato in seconda linea. Ma l'argomento non è stato accantonato. Arriveranno tempi in cui si potrà continuare a rivendicare un diritto, se pur con tutte le migliorie possibili imparando dagli errori del passato, che i Sardi hanno a causa della loro condizione di perifericità rispetto al resto del paese. O lottiamo per l'indipendenza oppure dobbiamo lottare per qualcosa che ci metta in condizione di competere alla pari con tutte le altre regioni. Ne più e ne meno di come hanno fatto le canarie con la Spagna. Se si chiede troppo fino all'impossibile ci si arena in pratiche, delibere, lettere e comizi inutili. Se ci si presenta con le carte in regola e si presenta un piano economico finanziario fattibile, giusto ed equo, passi per colui che sta chiedendo legittimamente quello che gli è dovuto. Fosse anche solo per 10 anni. E che problema c'è a rientrare nell'ordinarietà se le cose vanno bene come dalle altre parti? Quello per cui dobbiamo lottare è l'eliminazione del GAP infrastrutturale e le difficoltà di spostamento che abbiamo rispetto al resto d'Italia. Se le risolviamo dobbiamo accettare un rientro nell'ordinarietà, ma solo allora. Concludo chiedendo a tutti i zonafranchisti di vecchia data di tenersi pronti alla battaglia quando verremo chiamati, in pace e con serietà e intelligenza. Lo dobbiamo ai nostri figli per una Sardegna migliore, vivibile e prospera.