17/03/2026
Con la fine dei lavori, per Via Repubblica e Piazza Martini il futuro è quello di restare – o diventare – area pedonale tout court.
Dopo anni di voci, sussurri ,e qualche dichiarazione affrettata, oggi sappiamo che gli accessi su Via Repubblica, salendo da Via Piave e scendendo da Via XXV Aprile, oltre che l’ingresso a Piazza Martiri da Via Portone, saranno coperti e vigilati da ben 3 varchi dotati di telecamere per la lettura delle targhe.
Ergo, non si potrà più transitare con la propria auto se non si è residenti o autorizzati, sanzione pecuniaria assicurata.
Ancora non sono bene chiari i tempi di avvio, nemmeno troppo le modalità operative, ma il cerchio sembra doversi chiudere a breve.
Tuttavia, non vi sono ancora risposte sicure a proposito di come verranno concesse le autorizzazioni, ad esempio, per il carico e scarico dei corrieri, agli orari dedicati, sul come verrà garantito l’accesso degli utenti ai servizi fondamentali come i presidi medico-sanitari, le banche e le attività commerciali e in quali tempi si vedranno restituiti i parcheggi sotterranei di Via Portone e Via Bertola.
Abbiamo appreso che anche qui il nodo sta venendo finalmente al pettine, ma mancano tempi certi e una regolamentazione sicura.
Resta la grande incertezza su Via Bertola, sulla quale è previsto un ulteriore importante lavoro pubblico di risistemazione.
Riamane un grosso problema il traffico di attraversamento deviato sulle vie immediatamente tangenti il centro pedonalizzato, con gravi effetti ad imbuto in più punti e incroci pericolosi ancora non messi in sicurezza ( Incrocio Via Roma- Via Cascina del Sole).
Manca il completamento della Complanare, opera fondamentale considerata necessaria per qualsiasi altra decisione viabilistica nel tessuto urbano novatese.
Piccole contraddizioni, importanti lacune che segnano un progetto di riqualificazione deficitario, dove fin dall’inizio è mancata una pianificazione coerente, un disegno viabilistico complessivo, una revisione generale del P.g.t.u.
Limiti importanti che testimoniano una certa frettolosità, la stessa riscontrabile anche nell’avvio del Piano Della Sosta, la quale ha subito un processo di messa a regime faticoso e lento, a scapito della certezza e della trasparenza per i residenti, i lavoratori e gli utenti.
Un progetto che ha restituito un nuovo ambiente urbano, esteticamente molto bello, con alcune soluzioni che si sono rivelate casualmente azzeccate, opportune, ma che hanno sofferto di una mancata pre-visione sui problemi che ancora oggi insistono.
Ancora si procede a risposte frammentarie, incerte, ad ulteriori frettolosi passaggi decisionali non proprio chiarissimi nel contenuto e nella portata, cosi come nelle modalità: il proposto regolamento sull’uso del suolo pubblico, al momento rimandato, testimonia una certa fregola nel dover chiudere tutte la partite sul centro storico.
Ztl, viabilità, parcheggi, uso del suolo pubblico, tutte questioni aperte che rischiano di venir chiuse un po’ troppo alla chetichella.
Partite importanti che meriterebbero l’ascolto attento dei cittadini interessati, scelte il più possibile partecipate e condivise, e un’amministrazione che non imponga soluzioni unilaterali, rigide e impermeabili al bisogno concreto e alle reali necessità di chi ne subisce il maggior carico, per quanto inevitabili possano sembrare.
Partite che richiedono a livello istituzionale un dovuto approfondimento tecnico e politico, anche in riferimento al nuovo PGTU da adottare, parametro essenziale per valutare le scelte viabilistiche proposte.
Anche il regolamento sull’uso del suolo pubblico proposto, che molto va ad incidere sulla questione, poteva attendere un tempo migliore per maturare in un Atto maggiormente rispondente al bisogno di sicurezza e certezza per le attività del territorio, sociali, commerciali, lavorative tutte.