12/10/2025
Quando la coerenza diventa solo uno slogan da utilizzare secondo convenienza.
Collinvitti parla oggi di coerenza, ma quale coerenza può rappresentare chi, fino a poche settimane fa, raccoglieva firme per trasformare l’hotel in una RSA e, allo stesso tempo, proponeva la sua alienazione, ovvero la vendita? Che coerenza c’è nel cambiare posizione politica e abbandonare il Comitato che lui stesso aveva promosso, insieme a Tessitori Gianfranco, De Mei Luca, Guarnacci Elisa, Mancini Sergio, Ricci Elisa — tutti ex consiglieri comunali — solo perché ha incontrato la ferma opposizione dei cittadini alla vendita di un bene pubblico?
Dove si trova la coerenza nel far depositare, a nome di un comitato, firme (alcune delle quali contestabili) a sostegno della vendita e, subito dopo, presentare una mozione — con gli stessi soggetti — in cui la vendita sparisce?
Quale coerenza esiste in un’alleanza improvvisata e a che prezzo tra, cacciatore e furbetto (Facebook ricorda anche questo) da una parte chi ha contribuito all’abbandono dell’hotel, lasciando il Comune esposto a un contenzioso pericoloso, e dall'altra chi lo ha sempre definito una "cattedrale nel deserto", senza fare nulla in oltre un decennio di amministrazione per valorizzarlo?
Quale coerenza quando si sottoscrivere un programma elettorale dove è prevista la riapertura dell'hotel e poi si cerca altro
E infine, come si può parlare di valorizzazione dell’hotel mentre, contemporaneamente, si presenta una mozione per non rinnovare la convenzione della piscina pubblica, con l’effetto concreto di chiuderla?
Ma questa è un’altra storia. E ve la racconteremo presto.
Noi abbiamo presentato una proposta di finanziamento da 7 milioni di euro destinata alla riqualificazione di diverse strutture comunali, tra cui l’albergo.
Se questa strada non dovesse andare a buon fine, attiveremo una procedura pubblica per la ricerca di un partner privato, operante nel settore turistico, in grado di contribuire alla valorizzazione del bene mantenendolo nella disponibilità pubblica.
Qualora anche questa ipotesi non si concretizzasse, restiamo aperti al confronto su altre proposte, che non si limitino esclusivamente all’idea di una RSA e che prevedano, invece, una pluralità di funzioni compatibili con l’identità del luogo — come una casa dello studente, un centro per il "dopo di noi", oppure un ostello della gioventù.