24/09/2022
Siamo quasi arrivate/i alla fine della nostra corsa contro il tempo. Appena un mese fa festeggiavamo un successo enorme: 60000 firme raccolte in poco più di dieci giorni, nelle due settimane più calde di agosto. Oggi come ieri sentiamo il bisogno di rivolgerci a voi, e dunque a noi, nel dirvi GRAZIE. Grazie alle candidate e ai candidati, alle militanti, agli attivisti, alle partecipanti, ai simpatizzanti, a chi è residente all’estero e avrebbe voluto votare per noi, ma non ha potuto, grazie a chi ha scelto di condividere con noi uno spazio di riflessione. Grazie a chi ha creduto in questo progetto, in particolare Jean-Luc Mélenchon, Pablo Iglesias, Jeremy Corbyn e tutti coloro che anche da lontano guardano con speranza a Unione Popolare, ricordandoci che abbiamo bisogno oggi più che mai di una Sinistra internazionalista. Grazie al nostro portavoce Luigi de Magistris, che si è fatto carico delle nostre idee, trasmettendole alla cittadinanza nelle piazze e nei vicoli di questo Paese, con passione e determinazione.
In appena due mesi, abbiamo assistito a una mobilitazione popolare senza precedenti. Sapere che Unione Popolare ha attraversato le sensibilità e le idee di ciascuna/o riempie di senso e di orgoglio il tempo che abbiamo deciso di investire nel nostro progetto comune, nel nostro sogno collettivo. Qualunque sarà il risultato delle elezioni, noi un risultato importante lo abbiamo già ottenuto: una mobilitazione intergenerazionale e intersezionale che non si arresterà il 25 settembre. La vostra partecipazione ci ha ricordato che a immaginare un futuro migliore non siamo sole/i. Siamo una moltitudine di differenze, disagi e necessità, ma con una visione del mondo comune, inclusiva, pacifista, accogliente, ambientalista e solidale. Questo significa per noi essere di sinistra.
Ce l’abbiamo messa tutta per raggiungere l’obiettivo del 3% e siamo convinte/i di potercela fare, con la partecipazione di tutte/i coloro che ripongono fiducia e speranza nel progetto di Unione Popolare. Per questo nel nostro progetto abbiamo cercato di dare voce a tutte/i, in particolare a chi non ha più voce, o non ne ha mai avuta, a chi ha perso il lavoro, a chi un lavoro non lo trova, a chi vive con poco troppo poco, a chi non ha un tetto, a chi non vede riconosciuti i propri diritti, a chi soffre, a chi vive in una condizione di marginalità o di sfruttamento. Lo sguardo delle nostre idee è costantemente rivolto in quella direzione. Ai centri di potere abbiamo sempre preferito le periferie, reali e metaforiche.
Facciamo la differenza. Votiamo consapevolmente. Il nostro progetto non si arresterà.