Collettivo Autorganizzato Universitario Napoli

Collettivo Autorganizzato Universitario Napoli Collettivo Autorganizzato Universitario di Napoli. Ci vediamo in assemblea il mercoledì, ore 14:00, Aula Autogestita R5, Palazzo Giusso, Uni. Orientale

ONU: CESSATE IL FUOCO Dopo mesi di ignavia e passività nei confronti del genocidio in atto, oggi, 25 marzo, l'ONU dichia...
25/03/2024

ONU: CESSATE IL FUOCO
Dopo mesi di ignavia e passività nei confronti del genocidio in atto, oggi, 25 marzo, l'ONU dichiara un immediato cessate il fuoco e il rilascio di tutti gli ostaggi.

Il ministro degli affari esteri Antonio Tajani afferma quanto questo cessate il fuoco faccia "ben sperare", dimostrando ancora una volta l'ipocrisia del governo italiano, fra i primi fornitori di armi allo stato genocida di israele e asservito ad una narrazione mediatica distorta e apertamente sionista.
Davanti ad un genocidio non si "spera", si sceglie da che parte stare, e si agisce di conseguenza e il governo italiano ha già fatto la sua scelta da tempo armando il carnefice e criminalizzando, con il supporto della finta opposizione parlamentare, chi organizza nei luoghi del sapere la solidarietà al popolo e alla resistenza palestinese.

Tale risultato dimostra che questi mesi di mobilitazioni internazionali dal basso, nonostante la repressione e tutti i tentativi di discredito, stanno mettendo a dura prova i nostri governi.
È arrivato il momento di fermarci? Assolutamente no! È necessario continuare a mobilitarci e ad organizzarci fino a quando i palestinesi e tutti i popoli oppressi non avranno conquistato la propria libertà! 🇵🇸

VITTORIA DEGLI STUDENTI! SALTATA LA CONFERENZA DI MOLINARI ALLA FEDERICO IIOggi, nel polo d'ingegneria a piazzale Tecchi...
15/03/2024

VITTORIA DEGLI STUDENTI! SALTATA LA CONFERENZA DI MOLINARI ALLA FEDERICO II

Oggi, nel polo d'ingegneria a piazzale Tecchio, noi studenti e studentesse abbiamo contestato una conferenza organizzata insieme al direttore de ‘La Repubblica’ Maurizio Molinari, lo stesso che dal 7 Ottobre spinge su una propaganda sionista e distorta di quello che in realtà è un genocidio perpetrato da Israele nei confronti del popolo palestinese.

Questa mattina siamo qui per denunciare la censura di media e giornali italiani, che oscurano la politica di sterminio di Israele, le sue brutali violenze e si ostinano a non divulgare immagini e racconti di un movimento internazionale che si sta opponendo al genocidio.

Ma anche per gridare il nostro dissenso nei confronti del rettore della Federico II, che ancora una volta dimostra di schierarsi dalla parte di uno stato assassino, sostenendolo sul piano culturale ed economico tramite accordi che contribuiscono sistematicamente e attivamente nel opera di pulizia etnica del popolo palestinese.

Non accettiamo questa posizione di sottomissione alle strategie imperialiste e guerrafondaie di USA e NATO, a supporto di uno stato assassino in nome del profitto.

È necessario rompere ogni tipo di accordo con Israele e boicottare ogni forma di sostegno al genocidio.

Lo faremo a partire dalle Università, vogliamo le dimissioni del Rettore Lorito dalla Fondazione Med-Or (fondata da Leonardo S.p.A.) e che le università non siano luogo in cui fomentare l’ideologia di guerra.

In ogni piazza, in ogni università e laddove sarà necessario, contesteremo chi avalla e sfrutta questo mercato di morte.
Non lasceremo spazio ai sionisti e alla loro propaganda.

DAGLI STUDENTI E LE STUDENTESSE AL TEATRO SAN CARLO: BASTA ESSERE COMPLICI DI UN GENOCIDIO!Oggi noi studenti e studentes...
11/03/2024

DAGLI STUDENTI E LE STUDENTESSE AL TEATRO SAN CARLO: BASTA ESSERE COMPLICI DI UN GENOCIDIO!

Oggi noi studenti e studentesse del Collettivo Autorganizzato Universitario eravamo al Teatro San Carlo per pretendere che l’Università Federico II prenda posizione sul genocidio in corso in Palestina e che il rettore, Matteo Lorito, si dimetta immediatamente dal consiglio scientifico della Fondazione Med-Or (fondata da Leonardo S.p.A.).

Crediamo che durante la celebrazione degli ottocento anni dalla nascita dell'ateneo sia necessario una riflessione critica sul ruolo che hanno i luoghi del sapere all'interno della società e, specialmente, su quanto contribuiscano alla ricerca e allo sviluppo di armamenti. Infatti, le Università israeliane con le quali l’Università Federico II intrattiene rapporti e partnership accademiche stanno contribuendo sistematicamente e attivamente nel opera di pulizia etnica del popolo palestinese

Non possiamo più tollerare che le nostre università siamo complici di crimini contro l’umanità.

Finchè le nostre università non decideranno di schierarsi dalla parte del popolo palestinese occuperemo ogni spazio possibile per denunciare il massacro in atto e la complicità delle nostre istituzioni.

In piazza per un 8 marzo di lotta!I problemi e le discriminazioni che viviamo non sono altro che caratteristiche struttu...
10/03/2024

In piazza per un 8 marzo di lotta!

I problemi e le discriminazioni che viviamo non sono altro che caratteristiche strutturali di un sistema sociale costruito sullo sfruttamento, discriminazione l’odio e il dominio.
Viviamo ingabbiate in ruoli di genere costruiti dal capitalismo e dal patriarcato, che ci ritraggono come delle sottoposte, subordinate, figure tanto angeliche quanto demoniache il cui scopo unico è la cura e la riproduzione. Siamo carne da macello in un mondo che non ci include come soggetti attivi.

Quest’anno con il corteo nazionale a seguito della morte di Giulia Cecchettin che ha visto la partecipazione di oltre centomila persone, è esplosa la rabbia femminista stanca di vivere nel conservatorismo sociale e ideologico. Ma, soprattutto, stanca di assistere ad una classe politica, dalla destra al centro-sinistra, che nel nome del cambiamento avalla dinamiche di sfruttamento e oppressione, una classe politica che non vuole cambiare dei paradigmi sistemici, ma solo sfruttarli al massimo nell’illusione di creare nuove condizioni di vita che, però, rimangono precarie.

Negli anni abbiamo denunciato proprio questo, in ogni piazza che abbiamo costruito in virtù di un discorso intersezionale. Che la libertà si conquista abbattendo il dogma capitalista e i sistemi di dominio sociale che sfrutta per riprodursi e perseverare, che non esiste libertà laddove c’è lo sfruttamento di un altro.

Quest’anno, in particolare, non abbiamo parlato di dominio patriarcale esclusivamente in relazione alle donne, lo abbiamo trattato come una delle tante matrici che consentono il dominio coloniale su popoli che vengono sottomessi a politiche di sterminio e genocidio.
Dominare e possedere un corpo, significa pretendere di deciderne il destino, a proprio piacimento.

Ciò che sta accadendo in Palestina, in Congo e non solo, non può essere scisso dalla lotta di liberazione delle donne. La resistenza dei popoli oppressi e la difesa dei territori occupati con l’uso della forza più brutale è una rivendicazione chiave del movimento transfemminista.

Per questo siamo scesi in piazza, per dire chiaramente che ciò che viviamo quotidianamente sulla nostra pelle, in un’altra parte del mondo assume un significato ben più ampio. Che ribellarsi alle politiche dei nostri governi, che organizzarsi, attivarsi, per immaginare un futuro costruito a misura di ognuno di noi può significare la liberazione di un popolo tutto, può significare la fine di un genocidio e dell’occupazione sionista.

Lottare contro ciò che viviamo, significa scardinare tutte le dinamiche di dominio e rimettere al centro della politica il diritto ad una vita dignitosa per tutte e tutti.

‼️ Domani, ore 12:00, Piazza del Plebiscito, flash mob "Stop al Genocidio" ‼️Domani mattina in occasione nella giornata ...
01/03/2024

‼️ Domani, ore 12:00, Piazza del Plebiscito, flash mob "Stop al Genocidio" ‼️

Domani mattina in occasione nella giornata internazionale della solidarietà con il popolo palestinese lanciata da International Peoples' Assembly, saremo in piazza per denunciare la violenza genocida di Israele. "La strage avvenuta ieri in cui 112 persone sono state uccise e più di 700 sono state ferite mentre erano in fila in attesa di ricevere cibo e aiuti umanitari è l'ennesimo atto vergognoso di Israele contro il popolo palestinese" dichiarano gli organizzatori, "Non possiamo essere complici e legittimare la pulizia etnica in Palestina.

Tutto il mondo sta dicendo 'Stop al genocidio!'".

Concesso il voto ai fuori sede? Sì… ma anche no!Vi ricordate quando nel 2022, esponenti di destra e non, ci hanno ripetu...
22/02/2024

Concesso il voto ai fuori sede? Sì… ma anche no!

Vi ricordate quando nel 2022, esponenti di destra e non, ci hanno ripetuto all’infinito che era impossibile trovare un modo affinché studenti e lavoratori fuorisede potessero votare alle elezioni politiche? Strano, visto che nella maggior parte dei Paesi europei è possibile… e infatti a quanto pare non era così!

In occasione delle elezioni europee che si terranno il prossimo giugno, è stato presentato un emendamento che potrà ammettere il voto degli studenti e delle studentesse (ma non dei lavoratori) fuorisede.

Una vittoria direbbe qualcuno. Una presa in giro diciamo noi, se pensiamo che questo emendamento non verrà applicato alle elezioni politiche.
Durante l’ultima tornata elettorale, in tantissimi si sono attivati affinché si potesse votare in un domicilio diverso da quello di residenza. Questo perché i tempi di vita dettati dallo studio, dal lavoro o altro, non sempre ci consentono di spostarci per giorni; per non parlare del costo dei trasporti che aumenta in maniera esorbitante nel periodo di elezioni e che, ancora una volta, in pochi possono permettersi.

È chiaro che esiste una precisa volontà di escludere una fetta importante da un momento così decisivo, non a caso quella in cui rientrano più giovani e su cui le politiche fasciste e repressive di questo governo (e non solo) non attecchiscono.
Mentre sempre più giovani prendono consapevolezza della devastazione che ci creano intorno, per il profitto e il gusto della sopraffazione, provano ad accontentarci con qualche briciola.

A chi dirà: "Meglio di niente" risponderemo: "Illusi", perché 'democrazia' non è solo il momento elettorale ma la partecipazione e il protagonismo diretto dei giovani (sempre più esclusi) e che un provvedimento vada preso in senso generale e non eccezionale.
Già da studenti, e in futuro come lavoratori, molti di noi saranno costretti ad emigrare per una vita quantomeno sostenibile, e anche in questo caso vogliamo essere liberi di decidere, scegliere e votare.

SIAMO SENZA PAROLE. ABBIAMO SOLO LE SUE. “Se un giorno dovessi morire, vorrei che il mio corpo fosse portato in Africa, ...
14/02/2024

SIAMO SENZA PAROLE. ABBIAMO SOLO LE SUE.
“Se un giorno dovessi morire,
vorrei che il mio corpo fosse portato in Africa,
mia madre ne sarebbe lieta.
L’Africa mi manca molto e
anche mia madre, non deve piangere per me.
Pace alla mia anima, che io possa riposare in pace.”

Ousmane Sylla è il 41esimo morto di CPR. 41esima morte di stato.
il CPR è luogo di violenza. I luoghi di detenzione amministrativa, sono campo libero alla discrezionalità e all'abuso di potere dell'amministrazione, dove la legge è sospesa. Sono un attentato alle libertà di ciascun3. Un esperimento sociale di tortura di Stato sulla pelle di migliaia di persone migranti ogni anno.
È ora che la politica, il Viminale, lo Stato, le Prefetture si assumano la responsabilità di quello che da ormai 25 anni sta accadendo nei luoghi di detenzione amministrativa. E così anche la società occidentale, che per troppo tempo si è girata dall'altra parte. I diritti fondamentali - e in primo luogo quello alla libertà personale - quando vengono calpestati per alcun3, si affievoliscono per tutt3. I più hanno scelto senza tanto sgomento di invisibilizzare la causa migrante e la lotta ai lager di stato, la lotta antirazzista con la A maiuscola. Ma ci chiediamo: come si può invisibilizzare qualcosa che già non esiste nella percezione della maggioranza della società civile? È sadico togliere “il niente al nulla”, è troppo comodo e ci fa inorridire.
In troppi hanno scelto la via dell’indifferenza, ma non è tardi per cambiare rotta. In questo momento ci accomuna almeno un solo privilegio, ed è quello di non essere sbattuti su un pavimento ghiacciato in un Cpr e da questa consapevolezza, dalla nostra rabbia e dal sostegno de3 solidal3, possiamo porre le basi per un cambiamento radicale che possa finalmente beneficiare a chi LO STATO E LA SOCIETA’ ITALIANA HA VOLTATO LE SPALLE.
PER OUSMANE E PER TUTT3 L3 ALTR3

La violenza dello stato colpisce ancora e come sempre si abbatte su chi non può difendersi, su chi non ha la capacità ec...
08/02/2024

La violenza dello stato colpisce ancora e come sempre si abbatte su chi non può difendersi, su chi non ha la capacità economica per rispondere a tali abusi, su chi spesso non ha un'istruzione adeguata, una conoscenza dei propri diritti e non parla nemmeno la stessa lingua dello stato e dei suoi bracci, quella del denaro.

Come Ousmane, che aveva lasciato la sua terra in cerca di un futuro per sé e la sua famiglia, a causa, soprattutto, delle politiche colonizzatrici e oppressive dei paesi europei nei confronti di stati considerati come meno sviluppati. È stato 3 mesi in Italia ma non ha mai visto la luce del sole se non attraverso le grate e gli alti muri grigi di un CPR, l'unico mezzo, insieme ad un mozzicone di sigaretta che ha potuto usare per dire addio ai suoi cari e alla sua Africa, prima di impiccarsi con le proprie lenzuola.

Ousmanne è l'ennesima vittima di una lunga lista all'interno di un algoritmo che porta ad una sola soluzione: l'annullamento della persona.

Un ragazzo di soli 22 anni che ha dovuto compiere un atto tragico per ricordare al mondo che, prima di essere chiuso in un lager per migranti, era un essere umano.

Perché di questo si tratta, di lager, all' interno di una democrazia, attraverso i quali lo stato decide di nascondere, in questo caso di uccidere quelli che la nostra società considera ultimi.

Varie inchieste negli ultimi anni hanno mostrato la brutalità dei CPR, che è fuori di ogni scala di misura del raccapricciante. Luoghi in cui lo stato di diritto non esiste e ogni individuo perde la propria identità tramite l'utilizzo di violenze, mancanza di igiene, di normative sulla sanità e la somministrazione di psicofarmaci.

Ma questo non basta, i cosiddetti detenuti che patisco tutto questo non hanno commesso altro reato se non quello di esistere, e molti di loro rischiano, come Ousmanne, di essere trattenuti per periodi lunghissimi in questi luoghi. Perché la permanenza massima è passata da 3 mesi a 18 prima che la richiesta di asilo venga valutata.

La notizia delle ultime ore riporta la risposta delle autorità del CPR al ritrovo di Ousmane: "in infermeria non c'è niente, solo terapia sedativa".

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Oggi ricordiamo il compagno Vittorio Arrigoni, giornalista e attivista per i diritti umani.Recatosi più volte a Gaza , n...
04/02/2024

Oggi ricordiamo il compagno Vittorio Arrigoni, giornalista e attivista per i diritti umani.

Recatosi più volte a Gaza , nei territori occupati, il racconto dei suoi viaggi ha permesso al mondo di conoscere ciò ch'è davvero accaduto in Palestina.

In un momento storico come quello presente, in cui la barbarie sionista imperversa senza sosta e senza ritegno, è ancora più importante ricordare e tramandare la figura di Vittorio, e di chi come lui, con il proprio impegno, ha continuato battersi per verità e giustizia, ponendosi ad esempio agendo sempre in prima linea.

Assassinato a Gaza il 15 aprile 2011, resta con noi il suo ricordo e il suo messaggio, che quotidianamente portiamo avanti.

Noi studenti e studentesse dell'università Orientale occupata abbiamo affisso in suo onore una targa commemorativa, che rappresenta non soltanto un ricordo ma anche un esempio, una volontà di ripercorrere i suoi passi tenendo ben a mente le sue parole, : "Restiamo Umani".

Ciao Vik.

rigoni #🇵🇸

26/01/2024
IL SAPERE È UN’ARMA CONTRO GLI OPPRESSORI!Venerdi 17/10 studenti universitari in piazza a sostegno del popolo palestines...
16/11/2023

IL SAPERE È UN’ARMA CONTRO GLI OPPRESSORI!
Venerdi 17/10 studenti universitari in piazza a sostegno del popolo palestinese.

Dallo scorso 7 ottobre è in corso un vero e proprio genocidio all’interno della striscia di Gaza che ha causato finora più di 11.000 vittime civili di cui più di 5000 bambini. Il CPJ ha confermato l’uccisione di 42 giornalisti e strutture sanitarie e ambulanze vengono sistematicamente prese di mira, mentre corrente elettrica e reti internet vengono continuamente tagliate per non mostrare al resto del mondo il massacro in corso.
Mentre l’esercito israeliano si macchia in prima persona di questi crimini di guerra, tantissimi sono gli apparati statali e istituzionali israeliani e le aziende private che stanno contribuendo sviluppo del settore militare che sta portando al genocidio.

Le Università giocano un ruolo fondamentale per la politica coloniale Israeliana, infatti, se da un lato troviamo la Leonardo S.p.A., la più grande azienda produttrice di armi in Italia, con la quale le Università italiane collaborano costantemente (la fondazione Med-Or ne è l’esempio più lampante) dall’altro abbiamo le Università Israeliane, che sono sempre state in linea con il governo israeliano e contribuiscono tutt’ora alla sistematica operazione di pulizia etnica del popolo palestinese, continuano ad avere rapporti con le nostre Università, nel silenzio e nella complicità delle istituzioni accademiche italiane.
La scienza non deve essere uno strumento di sterminio ma di progresso dell’umanità intera. Da studenti e studentesse universitarie, accogliendo l’appello dell’Università palestinese di Birzeit, crediamo che le nostre Università debbano prendere una posizione chiara rispetto al conflitto, pretendendo un immediato cessate il fuoco e debbano immediatamente interrompere i rapporti con chi esporta guerra e chi porta avanti dei veri e propri crimini di guerra ai danni di un popolo.

Opponiamoci all’utilizzo della ricerca scientifica nel campo bellico!
P4L3ST1N4 LIBERA!

LA MOBILITAZIONE CONTINUA, ORGANIZZIAMOCI INSIEME!La sede di Palazzo Giusso dell’Orientale stamattina ha ripreso le atti...
14/11/2023

LA MOBILITAZIONE CONTINUA, ORGANIZZIAMOCI INSIEME!

La sede di Palazzo Giusso dell’Orientale stamattina ha ripreso le attività didattiche dopo l’occupazione della scorsa settimana, ma non per questo si è esaurita la solidarietà al popolo Palestinese da parte di studenti e studentesse.

La mobilitazione continua! Per questo ci vediamo domani per un assemblea pubblica, alle ore 15:30, a Palazzo Giusso, per ti**re le somme dell’occupazione della scorsa settimana e organizzare insieme i prossimi passi della mobilitazione a sostegno del popolo palestinese.

P4L3ST1N4 LIBERA!

Indirizzo

Naples

Orario di apertura

14:00 - 18:30

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