29/10/2025
MIMÌ, DARIO E FRANCESCO SONO LIBERƏ, LA MOBILITAZIONE CONTRO GENOCIDIO, GUERRA, REPRESSIONE CONTINUA!
CORTEO VENERDÌ 31/10 H17:30 PIAZZA DEL GESÙ
A seguito di un intenso weekend di lotta nella città di Napoli oggi un grande presidio di solidarietà ha atteso la sentenza dell’udienza preliminare di conferma delle misure cautelari per Mimì, Dario e Francesco e finalmente è arrivata: obbligo di firma, ma dopo tre giorni lasciano il carcere e tornano a casa. Il tentativo di punire esemplarmente tre compagnə oggi è saltato, e dopo tre assurde notti in carcere lə nostrə compagnə sono finalmente a casa.
Accogliamo con sollievo la liberazione dellə compagnə ma non c’è solo da festeggiare: l’obbligo di firma resta una grave limitazione della libertà personale, assegnata illegittimamente a chi sabato al Pharmexpo è entratə nel parco della Mostra d’Oltremare (pagando un biglietto), ha espresso il proprio libero pensiero contestando TEVA e la sua complicità con l’apartheid e il genocidio e si è trovatə al centro di una aggressione fisica e giuridica senza precedenti. La stampa parla di “pro Pal”, ma chi sono veramente i “pro Pal” lo sappiamo bene: sono le lavoratrici e i lavoratori, le studentesse e gli studenti, lə abitanti di questa città, che sanno da che parte stare e non hanno intenzione di abbassare la testa quando le loro istituzioni, da quelle nazionali a quelle locali, dal Comune di Napoli alle Università, continuano a rendersi complici del un genocidio e del progetto coloniale.
La stretta repressiva cui ci troviamo di fronte, frutto di chiare direttive governative e internazionali, nell’epoca della finta pace del piano Trump che è stata già violata con nuovi attacchi a Gaza appare più chiara che mai: con i procedimenti penali a carico dellə compagnə, da Anan, Ali, Mansour e Tarek fino a Mimì, Dario e Francesco, con la repressione delle ultime settimane a Bologna, Milano, Roma e Torino appare evidente che i governi hanno paura del movimento di massa in solidarietà con la Palestina, perché lotta contro il cuore del sistema che tiene in vita gli interessi economici dell’occidente intero.
La repressione dello stato di polizia non ci fermerà! Ci vediamo venerdì!