Skun_K - Laboratorio Politico Sociale

Skun_K - Laboratorio Politico Sociale Skun_K - Laboratorio Politico Sociale Perché lo “Skun_K”?

Il progetto " Skun_K - Laboratorio Politico Sociale " nasce dalla volontà politica di alcune realtà, distinte e autonome, ma accomunate dai valori dell'anticapitalismo, dell'antifascismo, dell'antirazzismo e dell'antisessismo, operanti in diversi ambiti sul territorio della IX Municipalità. Questi soggetti, dando vita allo “Skun_K”, si prefissano di costruire un luogo politico, ma anche e soprattu

tto fisico, aperto alle problematiche e ai bisogni del quartiere, che riesca a fungere sia da punto di riferimento per tutti i singoli e le soggettività che si riconoscono nei valori fondanti lo spazio stesso, sia da luogo di socialità e di aggregazione in un territorio in cui spazi del genere mancano da tempo. In quest’ottica le realtà che attraverseranno lo spazio politico dello “Skun_k” si ripropongono di utilizzarlo come centro catalizzatore delle vertenze politiche e rivendicative, costruite o ancora da costruire nel territorio e come laboratorio di analisi e sperimentazione di pratiche virtuose in grado di soddisfare i bisogni di chi vive la periferia. Queste realtà lavoreranno conservando totale autonomia e indipendenza, riservandosi la possibilità di costruire in sinergia vertenze condivise, in modo da poter potenziare la propria capacità d’azione e diffusione sul territorio. Perché sentiamo l’esigenza di costruire un Laboratorio Politico e Sociale tra Soccavo e il Rione Traiano? Perché vogliamo combattere la condizione di quartieri dormitorio, aree pensate fin dalla loro progettazione come sterili alveari, senza nessun luogo che possa essere di incontro e di socializzazione, che una determinata idea di città ci impone. Perché non accettiamo che per soddisfare esigenze differenti da quelle limitate e insufficienti che il quartiere è in grado di appagare, si sia obbligati ad una vera e propria micro migrazione interna e quotidiana verso altri luoghi della città, tra l’altro, affidandosi a mezzi di trasporto pubblici che, per le loro condizioni e gli scarsi fondi che vi sono destinati, condizionano la libertà di movimento. Perché rivendichiamo pari diritti e dignità anche per chi vive nei quartieri ai margini della città e crediamo sia doveroso scardinare la logica del pensiero massificato secondo la quale le periferie sono un problema, un contenitore di subalternità e di criminalità, che va affrontata con la repressione e non con il miglioramento del degrado, che da sempre colpisce i quartieri più popolari. Perché crediamo che in tutte le periferie, i ragazzini a sedici anni debbano avere diritto a strutture sportive, trasporti, luoghi di socialità e di crescita culturale e non debbano morire ammazzati perché, incapace di sopperire a tutte queste esigenze, lo Stato non sa reagire che con un colpo di pi***la.

24/06/2022

"RULLO DI TAMBURI IN PERIFERIA"

Della rassegna GIUGNO GIOVANI 2022 è ormai quasi giunta al termine.

🌻 SABATO 25 ci saluteremo con l'ultima giornata di festa per accogliere al meglio le persone incontrate in questi tre laboratori svolti nel parco Costantino e per rafforzare le amicizie già consolidate.

Per questo vi aspettiamo SABATO 25

- 🥳 PARATA ORE 18
Rotonda san Domenico (via Epomeo)

- 🎊 FESTA ORE 20
Ex auditorium Nosengo, viale Traiano 92
~ Con proiezione di "Scampia Felix"
~ E intervento del Frente Murguero Campano - M'abbrucia o' Frente
~ Rinfresco offerto da Bar DELISA, via Cornelia dei Gracchi

Vi aspettiamo con l'associazione SKabb -Collettivo SKART-abbelliamo e BandAssurda Murga Flegrea

Evento patrocinato da ASL- Dipartimento dipendenze e dal Comune di Napoli.

Aperto ed adatto per tutti e tutte, dai 7 ai 110 anni.

19/06/2022
11/05/2022
02/05/2022

Galleria Principe di Napoli
Lunedì 02.05.2022 ore 18.30

Contro la guerra, la propaganda di guerra e la censura. Per la libertà di informazione

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Chiediamo a tutti coloro che avvertono la gravità della situazione di far circolare il testo e aderire anche se sono impossibilitati a intervenire e a partecipare - Per adesioni [email protected]

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“In Italia non c’è la censura ed è garantito il pluralismo”. È il coro di risposta a chi osa sollevare questioni rispetto alla narrazione dominante sulla guerra in Ucraina. E in effetti sugli organi di informazione viene dato un qualche spazio a chi solleva dubbi, a chi propone analisi discordanti dalla propaganda di regime. Ma coloro ai quali viene concesso quello spazio sono sistematicamente attaccati, derisi, umiliati, isolati, messi all’indice. In alcuni casi ricevono minacce. Al punto, persino, di scoraggiarli dal prendere posizione pubblicamente. Chi non si scoraggia riceve doppia e tripla razione di “pluralismo”. Oppure viene oscurato.

È successo a giornalisti, docenti, analisti, attivisti politici, ognuno di loro ha un percorso umano, professionale, politico, civile e una diversa provenienza, ma tutti hanno in comune di essere finiti nel “tritacarne” mediatico.

Perchè in Italia non si può parlare seriamente delle cause della guerra in Ucraina? Perchè non si possono sollevare questioni sulla coerenza della politica del governo Draghi con gli interessi nazionali? Perchè non si possono fare i conti su quanto gravano – e su chi gravano – le sanzioni alla Federazione Russa? Perchè non si può affrontare seriamente il discorso che inviare armi coinvolge direttamente l’Italia nel conflitto? Perchè dobbiamo ingoiare litri di propaganda a senso unico e chiudere gli occhi di fronte alle smentite plateali di bufale confezionate per suscitare reazioni (ricordiamo “il teatro di Mariupol”)?

La censura (quella diretta e quella indiretta fatta di derisione e liste di proscrizione) è l’altra faccia della propaganda di guerra.

Siamo convinti che servano invece un ragionamento approfondito e un confronto ampio per comprendere la situazione; che serva un’insorgenza civile contro i bavagli e le gogne; che serva una resistenza ampia verso chi ha già deciso per tutti che il nostro paese debba diventare vittima e carnefice al servizio di interessi e sentimenti opposti a quelli della grande maggioranza della popolazione.

Pochi giorni fa, la magistratura inglese ha dato parere positivo all’estradizione di Julian Assange negli USA dove sarà processato per aver reso pubblici dei documenti che per il governo USA dovevano rimanere segreti. Assange rischia 175 anni di carcere.

Non siamo riusciti a proteggerlo dalla vendetta degli stessi che oggi pretendono di imporre un’informazione sia a senso unico, pilotata, manipolata e dagli stessi che si fanno strumento di questa manipolazione.

Incontriamoci per parlarne, per confrontarci e per organizzarci

Galleria Principe – Napoli
2 maggio alle ore 18:30

Partecipano
Luigi De Magistris
Ciro Raia – Presidente dell’ANPI di Napoli
Antonio Amoretti – Partigiano delle Quattro Giornate e Presidente Onorario dell’ANPI di Napoli
Giorgio Bianchi – Corrispondente di guerra, fotoreporter, regista e scrittore
Filippo Severino – Pax Christi di Napoli
Luciano Ferrara – Giornalista e fotoreporter
Stefano Federici – Giornalista
Fabiola D’Aliesio – Partito dei CARC
Jorit Agoch – Artista
Ciro Crescentini – Giornalista, direttore de IL DESK, quotidiano indipendente
Francesco Santoianni – giornalista, esperto di fake news
Pino Guerra – Fotografo
Nicola Nardella- Presidente della VIII Municipalità del comune di Napoli
Elena Coccia- Segretaria Provinciale PRC Napoli
Maria Muscara'- consigliera M5S della Regione Campania
Valentina Dell'Aversana - Coordinamento No Green Pass Napoli

16/04/2022

PATRIMONIO PUBBLICO

Giovedì è stata firmata la lettere di intenti con , per la creazione di un fondo per la gestione di una parte dei beni pubblici della città che si ritiene possano creare valore per la città.

Il patrimonio immobiliare del comune di Napoli è costituito da circa 65mila unità, di cui la metà assolvono alla funzione di edilizia residenziale pubblica.

Questa parte, secondo quanto pare di capire dalle intenzioni espresse dell’amministrazione, non verrà coinvolta nell’operazione. Rimangono quindi circa 30mila beni comunali che saranno inseriti nel fondo per essere successivamente messi a valore tramite un fitto o definitivamente dismessi.

Tra questi la , , lo , a Bagnoli e tantissimi pezzi di città che non sono dei semplici immobili di pregio ma piuttosto dei monumenti a costituzione dell’identità cittadina.

Sorge spontanea, data la rilevanza dei beni in causa, una domanda di carattere metodologico: come verranno selezionati i beni considerati di pregio per i quali il Comune deciderà di conservare la proprietà e quali invece potranno essere alienati? Come intende procedere il Comune nella selezione di quegli immobili che vengono definiti strategici e quali invece al contrario, per ammissione dello stesso sindaco potranno essere dismessi?
Andranno definiti dei criteri in tal senso?

Suggerisco che assieme al perimetro degli edifici che verranno inseriti nel Fondo possano essere individuate le finalità con le quali questi edifici saranno selezionati, se per essere fittati o venduti. In questo modo si darebbe un grande segnale di trasparenza, si potrebbe aprire un serio dibattito cittadino sulla destinazione che intendiamo ai beni strategici della città, a garanzia di un lavoro serio e realmente condiviso.

È necessario che il Consiglio venga fortemente coinvolto in tal senso.

Non è poi chiaro come si innesterà tutto questo complesso con il piano di dismissione e valorizzazione che il Comune già possiede e con il piano di riequilibrio siglato con la Corte dei conti.

Discorso a parte va fatto per quegli immobili che riteniamo di non voler in alcun modo sottoporre all’ingerenza dei privati. Quegli immobili ai quali riconosciamo un valore sociale, che seppur non creatori di valore strettamente economico restituiscono alla società in termini di assistenza e presenza civica sul territorio.

Sia chiaro: non abbiamo nessun pregiudizio ideologico, ben venga l’appoggio dei privati che devono creare ricchezza per la città e per loro stessi, laddove ci sono le condizioni perché questo avvenga. Verrà venduto ciò che si terrà giusto vendere e dato in uso quello che considereremo vantaggioso dare in uso, ma non tutto nasce per creare guadagno economico.

L’esperienza dei beni comuni ce lo ha insegnato: esistono realtà che riescono a restituire alla città molto di più che un canone di fitto, tramite il lavoro fatto con le persone e per i territori.

Soprattutto in questa città, dove il lavoro sociale fatto tramite i beni pubblici può significare salvare un ragazzo dalla delinquenza e dove la gratuità di un servizio che non è soggetto a logiche di profitto, perché erogato a costo zero, è per molte persone l’unico modo per poterne usufruire.

Non dimentichiamo quale è il ruolo del pubblico: è indispensabile la sostenibilità economica ma che vada di pari passo con la garanzia dei diritti al cittadino.

16/04/2022
16/04/2022

1 febbraio 2016, CANAL+ — “Documentario francese (sub-ITA) sulla rivoluzione ucraina, le devianze neonaziste e il diretto coinvolgimento degli Stati Uniti. Vietato in Ucraina” (Lafionda…

Indirizzo

Viale Adriano, 90
Naples
80126

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