05/01/2019
NON RIMARRÀ NESSUN PRIVILEGIO: ANCHE SALLUSTI SE NE FARÀ UNA RAGIONE
Luigi Di Maio nella scorsa legislatura ha restituito circa 11.000 euro al Fondo di ammortamento titoli di Stato e 150.000 euro al Fondo di Garanzia per il “Microcredito”. Ma non solo: ha rinunciato anche a 177.401 euro di indennità lorda che gli sarebbe spettata per la sua carica di vicepresidente della Camera e a 32.500 euro del rimborso spese per l'ufficio di rappresentanza. Il totale fa 370.997 euro. Tutti soldi a cui avrebbe avuto diritto ma che ha deciso di restituire o di non prendere.
Alessandro Di Battista ha restituito 209.000 euro a cui si aggiungono i 43.000 euro dell’assegno di fine mandato, che ha devoluto ai terremotati e per finanziare progetti sociali in Congo, ed i 3.500 euro di restituzione forfettaria dell’ultimo trimestre di legislatura. In totale ben 255.926 euro.
Solo Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista hanno restituito circa 627 mila euro. Pensate se l’avessero fatto tutti i parlamentari degli altri partiti quanti soldi lo Stato avrebbe potuto risparmiare e incanalare sui servizi per i cittadini.
Ma nonostante ciò stamattina Alessandro Sallusti, in un editoriale sul Giornale, l’ha sparata grossa, accusando Luigi Di Maio e Alessandro di Battista di sguazzare nei privilegi.
Una notizia per Sallusti: i parlamentari degli altri partiti non hanno mai restituito un solo euro ed hanno sempre incassato tutto il malloppo, compresi privilegi e benefit. Il MoVimento 5 Stelle ha rinunciato ad oltre 40 milioni di euro di indennità tra Parlamento ed eletti nelle istituzioni locali e a quasi 90 milioni complessivi se si contano i 47,5 milioni di euro di rimborsi elettorali mai percepiti.
Ci vuole faccia tosta, è vero, e Sallusti ha dimostrato di averla. Occorre ricordare allo “smemorato” direttore che è solo grazie al MoVimento 5 Stelle se sono stati tagliati i vitalizi agli ex deputati, agli ex senatori e, grazie ad una norma contenuta nella Manovra del Popolo, saranno tagliati anche agli ex consiglieri regionali.
E che dire delle pensioni d’oro? Sallusti non deve aver digerito l’emendamento che chiede un lauto contributo ai nababbi delle pensioni d’oro per alzare le pensioni minime.
Ma non ci fermeremo qui: gli stipendi dei parlamentari sono troppo alti e rappresentano l’ultimo privilegio da superare. In questo 2019 approveremo la legge taglia stipendi dei parlamentari. Tutti. Come promesso renderemo vincolante il buon esempio che fino ad oggi abbiamo portato avanti da soli. Prenderemo questi soldi e li metteremo nelle tasche degli italiani. Non c’è nulla di più concreto che tagliare fondi da dove non serve ed utilizzarli per migliorare la qualità della vita dei cittadini. È un impegno con gli italiani che, come sempre, onoreremo.