15/05/2026
Liberiamo Napoli dalle violenze. Stop the war. Napoli, 16 maggio 10.30 a Piazza Garibaldi.
Domani saremo in piazza alla marcia popolare dell’educazione. Saremo lì a sostegno delle richieste che associazioni, realtà educative, movimenti e cittadinanza chiede per liberare Napoli dalle violenze.
Proposte concrete di chi lavora ogni giorno nella nostra città a contatto con le giovani generazioni.
Come scritto nell’appello: “Semplicemente? Vogliamo tutto quello che semplicemente si può fare e che non è stato fatto.
Un Decreto Comunità (non con un altro nome di città o quartiere per marchiare chi ci abita) e una legge regionale sull’educativa di comunità che prevedano:
- la continuità: la fine dei bandi annuali e della competizione al ribasso. Risorse per progetti territoriali quinquennali per sperimentare modelli duraturi di cura e rigenerazione sociale;
- la partecipazione: una co-programmazione reale degli interventi educativi nei quartieri con chi opera sui territori;
- la stabilità: un salario mensile minimo nel rispetto dei contratti collettivi per educatorə, operatorə, assistenti sociali sotto al quale non si affidino gare, bandi e servizi;
- la serietà: un piano anticorruzione negli ambiti sociali di zona per affidare i servizi alle vere realtà che si occupano dei territori e non a finte cooperative, spesso legate ad interessi con i clan;
- la cultura e lo sport: l’accesso gratuito a musei, teatri, cinema, luoghi d’arte, alle strutture sportive, ai concerti per tutti lə studentesse e gli studenti e le famiglie dei contesti più poveri e isolati delle città;
- l’infanzia: una misura straordinaria per prendersi cura e prevenire, sin dalla nascita, condizioni di vulnerabilità, esclusione e dispersione educativa, attraverso azioni integrate a sostegno della fascia 0-6 anni e oltre, capaci di rafforzare strutture e interventi educativi mettendo in rete asili nido, scuole dell’infanzia, biblioteche, ludoteche e servizi a supporto del benessere fisico, relazionale e psichico delle bambine e dei bambini;
- la qualità: il riutilizzo sociale affidato alle comunitá, attraverso la riqualificazione pubblica di immobili dismessi, spazi abbandonati, terre incolte e beni confiscati per progetti di innovazione e mutualismo che creino lavoro, economia di scambio e circolare e un sano modello di sviluppo nei territori in cui non sono rimasti che palazzi e serrande abbassate.
- il disarmo: un’idea di educazione di comunità dove la scuola sia al centro di una relazione aperta e costante negli spazi del quartiere e nel tempo di vita; un’educazione fondata su pratiche nonviolente e collettive.”