17/01/2023
Oggi veniva ucciso Luigi Sica a Napoli. E alla foto di Matteo Messina Denaro preferisco postare la sua, oggi.
Perché non solo la violenza da “super boss” ammazza ed ha ammazzato seriamente, ma l’oblio, uccide due volte e le “complicità”, usare la violenza per prevaricare e tutto ciò che c’è fuori la mafia, che la rende forte.
E condivido, l’analisi di quanti si chiedono, dopo 30 anni? e a casa sua, a Palermo?
Ci saremmo tutti aspettati un arresto transoceanico del latitante, sotto terra, con un aspetto significativamente stravolto, ed invece anche nel volto riconoscibile ed uguale.
Spero che più in avanti si diffonda la notizia, che, insieme all’intelligence messa in campo da magistratura e forze dell’ordine, sono stati… i lavoratori della clinica…. persone comuni, ad accorgersi di quell’arrivo e segnalare.
La mafia è la mafiosita stravolge la vita comune, normale, delle nostre comunità, quartieri, città.
Come quella di Luigi. Luigi Sica. E sta a tutti noi vigilare.
Aveva 16 anni Luigi, lo chiamavano tutti “Maradona” per il suo amore per il calcio. Il suo sogno era diventare un campione come Fabio Cannavaro, giocare e vincere in nazionale.
Aveva da poco concluso un allenamento su un campetto di , una sera come le altre.
Dopo l'allenamento Luigi incontrò i suoi amici nei pressi di un distributore di benzina in via Santa Teresa degli Scalzi, punto di ritrovo dei giovani del rione Sanità. Poco distante si era radunato un altro gruppetto di ragazzi.
Tra questi c’era un ragazzo di nome Ciro.
Scoppia una lite e Ciro riceve uno schiaffo, dopodiché si allontana in compagnia di un suo amico quattordicenne, minacciando Luigi con poche, inequivocabili, parole: “io ti uccido”.
Perché la cultura dei “boss” è uccidere chi ti fa un torto, rinnegare libri ed istruzione e tanti giovani sono ingannati, truffati e crescono, ingiustamente, in questo humus culturale e comportamentale.
Fu proprio l’amico quattordicenne ad offrire a Ciro un coltello a serramanico con il quale si consuma il delitto. I ragazzi tornarono sul posto e Ciro uccise Luigi con tre coltellate.
Successivamente, il killer venne condannato a 15 anni di carcere, il suo complice a 10.
Luigi Sica è uno dei minori uccisi in Campania dalla violenza giovanile criminale. Da quel giorno la sua famiglia non ha mai smesso di fare memoria insieme alle associazioni e ai tanti che sentono queste ingiustizie come proprie.
Anche nel tuo nome, rinnoviamo il nostro impegno. Affinchè non ci siano mai più “Ciro” e “Luigi”.
Più diritti, più scuola, più opportunità, meno solitudini, per contrastare ogni forma di violenza. E più STATO, che sono le forze dell’ordine e gli apparati ma siamo anche noi, per preservare la NOSTRA vita comune, la nostra libertà, la nostra normalità.
Normalità. Che è così speciale. Come giocare a pallone ed emozionarsi perché gli amici ti chiamano “Maradona!”.
Come la vita di Luigi e di tutti gli innocenti di cui Matteo Messina Denaro ha determinato la morte!