Elohim - la prova del dio alieno

Elohim - la prova del dio alieno Un approfondito studio sugli Antichi Astronauti, in un libro minuzioso e dettagliato che risponde passo passo a ogni dubbio sulla Teoria del dio alieno ELOHIM.

Il termine che nella Bibbia, da secoli, identifica Dio, è in realtà un sostantivo plurale. E se le antiche civiltà avessero voluto raccontarci la storia di una pluralità di individui? Così nasce la TEORIA DEL DIO ALIENO. E' possibile che Antichi Astronauti extraterrestri abbiano visitato la Terra migliaia di anni fa venendo scambiati per divinità e facendo nascere intere religioni? Ne sono convint

i gli scrittori Charroux, Drake, Von Dàniken, Sitchin
e non ultimo Mauro Biglino, balzato agli onori della cronaca senzazionalistica per aver insinuato, attraverso i suoi libri, che nella tradizione letterale delle Sacre Scritture, al posto di Dio, si racconti la storia di UFO e alieni. La Bibbia parla veramente di alieni? Gli Elohim sono davvero una razza di extraterrestri trasformati in Dio dalla Teologia? Yahweh era davvero uno spietato alieno assetato di potere? E Mosè era per davvero il suo fido luogotenente? Dio e il racconto biblico sono veramente un'invenzione per il controllo delle coscienze? Qualcuno ci sta davvero ingannando? Il dibattito va avanti ormai da vari lustri. E' giunta l'ora di verificare tutte le ipotesi messe in campo e appurarne la validità. Questo saggio si pone di METTERE ALLA PROVA la TEORIA degli
ELOHIM ALIENI per poter dare, finalmente, una risposta alla questione. Sarà definitiva? L'Autore promette di svelare l'inganno.

Ma… cosa stavano facendo gli Elohim? Erano discesi sulla Terra, profittando del fatto che in quell’epoca, Nibiru, il lor...
27/02/2026

Ma… cosa stavano facendo gli Elohim? Erano discesi sulla Terra, profittando del fatto che in quell’epoca, Nibiru, il loro pianeta, era tornato, dopo 3600 anni, a orbitare nel Sistema Solare e, precisamente, molto vicino al pianeta Terra. Era quella un’occasione da non perdere per atterrare su quel desolato corpo celeste che ruotava intorno alla stella Sole. Un posto poco ospitale, ma che possedeva l’unica cosa per cui gli Elohim avevano fatto un viaggio così importante: l’oro.
Nel sottosuolo di quel pianeta, vi era una grande quantità di questo prezioso metallo che agli Elohim serviva per essere vaporizzato nell’atmosfera di Nibiru che stava diventando irrimediabilmente fredda e rarefatta. L’oro terrestre sarebbe stato la salvezza di tutto il pianeta degli Elohim quindi bisognava trasferirsi, probabilmente per lungo tempo, sulla Terra ed estrarre il pregiato elemento dopo aver realizzato ampie miniere nelle quali gli Elohim avrebbero dovuto faticare molto. E così fu.
Anu aveva pensato a tutto. Aveva impiegato secoli per approntare la grande astronave dalla quale discesero oltre seicento Elohim a gruppi di cinquanta. Aveva affidato la spedizione a suo figlio Enki del quale si fidava ciecamente e adesso, sotto i suoi occhi, tutto si stava compiendo nel modo giusto...

(tratto da "Elohim la prova del dio alieno")

– Lei è molto critico verso le teorie degli “antichi astronauti” applicate alla Bibbia. Perché?- Perché sono costruzioni...
25/02/2026

– Lei è molto critico verso le teorie degli “antichi astronauti” applicate alla Bibbia. Perché?
- Perché sono costruzioni moderne proiettate su testi antichi.
La Bibbia nasce in un contesto culturale preciso: il Vicino Oriente antico. I suoi autori parlano il linguaggio simbolico, mitico e teologico del loro tempo. Quando leggo che gli Elohim sarebbero extraterrestri tecnologicamente avanzati, non vedo un’analisi filologica: vedo una sovrapposizione di categorie del XX e XXI secolo su testi di tremila anni fa. L’ebraico biblico è una lingua concreta, sì, ma è anche profondamente teologica. La parola Elohim non è un codice segreto per “astronauti”, è un termine che, nel suo contesto, indica il divino... con tutte le sfumature proprie del pensiero semitico antico. Il problema non è porre domande. Il problema è leggere ciò che si vuole trovare.

– Ma chi sostiene queste teorie dice di basarsi sulla traduzione letterale dei testi.
- La traduzione “letterale” non esiste mai in senso assoluto. Ogni traduzione è interpretazione. Se prendo un termine antico e lo isolo dal suo contesto culturale, religioso e linguistico, posso fargli dire quasi qualunque cosa. Dire che la Bibbia “in realtà” parla di alieni significa ignorare: il genere letterario dei testi, il parallelismo con le altre letterature mesopotamiche, l’evoluzione del monoteismo israelitico, il simbolismo tipico del linguaggio religioso antico... Non è un complotto nascosto dalla Chiesa o dai rabbini. È semplice storia delle religioni.

– Lei quindi esclude totalmente che la Bibbia parli di alieni?
- Assolutamente sì. La Bibbia parla di Dio, dell’uomo, dell’alleanza, del peccato, della giustizia, della misericordia. Parla di un popolo che interpreta la propria storia alla luce della fede. Trasformare tutto questo in un racconto di ingegneria genetica extraterrestre significa ridurre un testo teologico a un copione fantascientifico. È una narrazione affascinante, certo. Ma è moderna. Non appartiene al testo: appartiene all’immaginario contemporaneo. Se vogliamo discutere seriamente della Bibbia, dobbiamo farlo con gli strumenti della filologia, dell’archeologia e della storia delle religioni, non con le categorie della fantascienza applicate retroattivamente.

(da un'intervista a Daniele Arrichiello)

Nel libro dio alieno della Bibbia, nel primo capitolo, Biglino difende l'importanza della traduzione letterale del testo...
30/12/2024

Nel libro dio alieno della Bibbia, nel primo capitolo, Biglino difende l'importanza della traduzione letterale del testo biblico ebraico, sostenendo che questo tipo di approccio al significato della Bibbia porta a fare delle scoperte sensazionali. A suo dire nella Bibbla ci sarebbero alcuni brani di difficile comprensione che diventerebbero chiari e trasparenti soltanto se letti alla luce di una traduzione letterale.
Questo avverrebbe perché le traduzioni attuali, sarebbero diffuse dalla teologia che le avrebbe, nei secoli, rese funzionali alla dottrina che si voleva veicolare. Secondo questo pensiero,
i capi religiosi, con la complicità di teologi, esegeti e traduttori, avrebbero da sempre forzato i significati originari delle parole
delle Bibbia, per renderli confacenti alle verità di fede della religione.
Secondo [Mauro Biglino], ad esempio, il termine ebraico [kavod] significherebbe letteralmente "oggetto pesante". Ora nella Bibbia, si dice che Dio appare con il suo kavod.
La teologia che avrebbe avuto la necessità di veicolare i dogmi della spiritualità e della trascendenza di Dio, non avrebbe potuto accettare né spiegare il senso di un versetto biblico in cui Dio appare con il suo oggetto pesante, e allora, con vari espedienti e con l'ausilio di metafore e allegorie, sarebbe riuscita a "inventare" il significato di "gloria" al termine [kavòd), in modo da ottenere un più tranquillizzante Dio che appare con tutta la sua Gloria.
Biglino, sarebbe quindi giunto a smascherare l'inganno, a restituire il vero significato al termine e, attraverso la traduzione letterale, portarci l'immagine di Dio che appare con il suo oggetto pesante, che quasi sicuramente non puó che essere "un'astronave".

Questo è ciò che la traduzione letterale produrrebbe secondo il pensiero della Teoria. Nei suoi libri, l'Autore del dio alieno spiega che il mondo della religione e della teologia vorrebbe vietare la traduzione letterale, proprio per nascondere il vero significato della Bibbia che, altrimenti, verrebbe fuori con tutte le conseguenze negative per la Chiesa e il suo potere. In questa visione delle cose, il traduttore Biglino si pone come un eroe rivoluzionario che, con audacia e coraggio, contravverrebbe ai piani occulti della teologia e dell'esegesi classica, realizzando una traduzione letterale con la quale si scoprirebbe «ciò che non si vuole che venga detto».

Ma le cose stanno davvero cosi? Davvero la Chiesa non vuole che si faccia la traduzione letterale perché ha paura che si comprenda ciò che è meglio sia nascosto?

(Tratto da "Elohim, la prova del dio alieno" - 2017, pag. 155)

[...]Il paradosso di tutto ciò sta nel fatto che se da una parteMauro Biglino dice di aver scoperto quale sia la vera st...
28/12/2024

[...]
Il paradosso di tutto ciò sta nel fatto che se da una parte
Mauro Biglino dice di aver scoperto quale sia la vera storia
raccontata dalla Bibbia, dall'altra parte ci dice che quella
stessa storia si evince da un libro inattendibile, modificato,
cambiato, rimaneggiato, manipolato, e quindi non avente alcuna credibilità. A questo punto anche la storia che Biglino
trae dalla Bibbia, quella di alieni e macchine volanti è completamente infondata e improbabile, poiché la si desume da
un testo travisato, manomesso, alterato, snaturato e difforme
da quello che doveva essere in origine.
Stando cosi le cose, si potrebbe anche dire che in origine
la Bibbia era stata scritta come un libro di ricette e che, a seguito delle manipolazioni, oggi sia quella che leggiamo e da
cui si traggono racconti di Elohim extraterrestri e cosi via.
A questo punto bisogna rendersi conto che si potrebbe
anche affermare che la Bibbia sia nata esattamente come un
testo religioso e che parlava di Dio, ma che a causa di manipolazioni, di errori di ricopiatura, sviste e imprecisioni, ci sia
giunta cosi profondamente cambiata e diversa da poterci leggere dentro storie di alieni venuti dallo spazio...

(Elohim, la prova del dio alieno, 2017, pag. 81)

Mauro Biglino nei suoi libri e conferenze, allo scopo di sminuire il racconto dell'Esodo nel quale si dice che il popolo...
13/07/2023

Mauro Biglino nei suoi libri e conferenze, allo scopo di sminuire il racconto dell'Esodo nel quale si dice che il popolo di Israele attraversa il Mar Rosso, afferma che, in realtà, avrebbero attraversato semplicemente un canneto.
Quindi dovremmo immaginarci questa folla di persone che semplicemente sposta delle piante acquatiche, e a mezzo busto nell'acqua passa dall'altra riva.

Eppure... la Bibbia, che Biglino dice di tradurre alla lettera, dice in maniera dettagliata come avviene questo evento di questo passaggio. E questo è il primo punto importante: o si segue il racconto così come è scritto o si lascia perdere.
Non ha senso buttare alle ortiche tutto il racconto però poi andare a tradurre letteralmente un sostantivo ebraico per dire che gli Israeliti in realtà attraversarono un canneto...

Il testo biblico è chiaro nel dire che il popolo è accampato di fronte al mare. E' chiaro anche nel dire che, nel momento in cui vorrebbe scappare via da lì poiché il Faraone è alle calcagna, ritengono che sia impossibile fuggire in quanto dietro hanno le montagne e davanti il mare.
Il testo dice chiaramente che Mosè manda il popolo a dormire e lui passa la notte in preghiera davanti al mare. Il testo dice che il mare impiega una intera notte per diventare percorribile, e solo sul far del mattino, al risveglio degli israeliti, di fronte ad essi si presenta una lingua di terra calpestabile, frutto di una bassa marea provocata da un forte vento, e il mare che resta soltanto a destra e sinistra. Il testo lo dice chiaramente. Il mare è a destra e sinistra e di fronte a loro c'è una striscia di terra calpestabile.

Eppure Biglino si ostina a dire che hanno semplicemente guadato un canneto.

Perchè dice questo? Perchè Biglino dice di tradurre letteralmente il termine YAM SUF e il sostantivo ebraico "suf" è usato altre due volte nella Bibbia con il significato di "canna di giunco".
Per questo motivo Biglino conclude che YAM SUF debba significare CANNETO.
SUF, significa quasi certamente, GIUNCO, PIANTA ACQUATICA. Per alcuni avrebbe il significato di ALGA.
Poichè il termine YAM significa "mare", Biglino dice che Mosè fece attraversare un "mare di canne" cioè un "canneto".
Davvero un'idea stramba quella di pensare che gli ebrei per definire un canneto usassero la frase: "mare di canne".
Se l'autore biblico ha scritto YAM, quello era davvero un MARE.
Un Mare che veniva chiamato, probabilmente, il MARE DEL GIUNCO.
Un po' come oggi potremmo parlare del MARE DEI SARGASSI (il sargasso è un'alga galleggiante).
Nessuno penserebbe che, dicendo "mare dei sargassi" intendessimo una grossa quantità di alghe... Per tutti è chiaro che stiamo dando un nome ad un vero e proprio mare.
Questo significa che anche l'autore biblico per YAM SUF intende un vero e proprio mare col suo nome.
Il MAR DEL GIUNCO, potrebbe essere tra l'altro un nome identificativo di una località ben precisa: in altre parti della Bibbia abbiamo dei versetti nei quali si identifica un luogo preciso chiamandolo SUF.
Quindi quel mare attraversato dagli ebrei potrebbe essere anche semplicemente il mare di SUF, cioè il mare che si trova sulla costa di SUF.

Alcune traduzioni hanno scelto di chiamare YAM SUF col nome MAR ROSSO.
E' corretto?
Sì è corretto, perchè il MAR ROSSO era tutto lo specchio d'acqua compreso tra PITHOM ed ELAT e lo YAM SUF era in quel territorio.
Quindi dire che Mosè fece attraversare il YAM SUF è identificare il luogo preciso, dire che hanno attraversato il MAR ROSSO è identificare lo stesso mare ma un po' più genericamente.

È uscito il secondo numero di "Torah Project Italia Magazine". In questo numero ci sono anche io in un bellissimo artico...
01/07/2021

È uscito il secondo numero di "Torah Project Italia Magazine". In questo numero ci sono anche io in un bellissimo articolo sulla teoria bigliniana degli alieni a cui piaceva annusare il fumo della carne bruciata. Non perdetevelo!
Disponibile su: [email protected]

Daniele Arrichiello

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15/02/2021

Sul numero di febbraio 2021 della rivista "UFO INTERNATIONAL MAGAZINE" diretta da Roberto Pinotti, si parla di me e del mio libro. Grazie alla Redazione! 😊

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Daniele Arrichiello è autore indipendente che ha scritto un testo molto interessante dal titolo, "Elohim, la prova del Dio alieno", su Mauro Biglino, un auto...

...Neanche imparo a farmi i fatti miei...🙈🙉🙊
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