14/12/2018
CENTRO MIGRANTI A SECONDIGLIANO?
MERITIAMO CHIAREZZA
Un mese fa lanciammo la notizia di un centro d'accoglienza nel cuore del centro storico di Secondigliano.
Siccome nei giorni trascorsi ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori, abbiamo deciso di vederci ancora più chiaro, evitando polemiche strumentali e sterili.
In queste ore abbiamo letto dall' Assessorato ai Diritti di Cittadinanza e alla Coesione Sociale sul Roma che la delibera passata ieri in Consiglio Comunale riguarda solo la procedura per non perdere i fondi PON necessari per ristrutturare il bene confiscato in via Vittorio Emanuele III e che a breve l'assessore Marmorale incontrerà il Presidente di municipalità Maurizio Moschetti insieme ai cittadini, per decidere INSIEME la destinazione della struttura.
Non sappiamo se questo confronto quando avverrà e se avverrà, noi vorremmo che avvenisse in piazza, pubblicamente, e non in stanze chiuse.
Quindi, per chi è interessato alla singola notizia, possiamo dire che al momento NON È programmato alcun centro per migranti a Secondigliano o in altre parti della municipalità.
Detto questo, siamo molto felici di questa notizia dataci dall'assessorato, ma fino al momento del confronto riteniamo opportuno ribadire alcuni concetti estremamente importanti per noi.
- Il quartiere di Secondigliano vive un degrado comune a tutte le periferie di Napoli e di tutte le grandi metropoli d'Italia e d'Europa.
Con questo non vogliamo metterla sul piano di chi dice che i "problemi sono ben altri", ma questo non ci vieta di fare una analisi critica della superficialità di certe scelte amministrative.
- Nella VII Municipalità c'è l'aeroporto di Capodichino che ogni anno vede 13 milioni di passeggeri. Il centro storico di Napoli è invaso di turisti: quanti di questi si fermano da noi? Zero.
Abbiamo una risorsa importante per la città e, mentre in altre quartieri si assiste ad una ripresa economica importante, a noi cosa rimane se non lo smog e il rumore a qualsiasi ora del giorno e della notte?
Colpa delle nostre scarse capacità imprenditoriali forse o della nostra totale ritrosia a fare fronte comune, ma c'è sicuramente una mancata progettualità istituzionale che non riguarda Scampia, Napoli est e Bagnoli.
- Nel quartiere ci sono circa 10 beni confiscati attualmente inutilizzati. Su dieci, uno può essere dedicato ad attività sociali e di inclusione, ci mancherebbe. Ma gli altri nove? Perché non se ne parla? Più il tempo passa e più ci sarà bisogno di fondi pubblici per ristrutturarli e metterli in sicurezza. Su questo vorremmo una pianificazione giusta ma soprattutto veloce, che dia al quartiere l'opportunità di riscattarsi economicamente dopo anni di degrado. Le idee a riguardo non mancano e, come sempre, siamo pronti a metterle GRATUITAMENTE al servizio della comunità.
È forse la volontà politica a ve**re meno?
Probabilmente, non facendo da portatori di voti o non supplicando cose che dovrebbero essere diritti acquisiti, siamo consapevoli di essere più un fastidio che una risorsa.
- Non solo l'amministrazione comunale ha le sue colpe però. Pure i rappresentanti della municipalità hanno la propria dose di responsabilità ed è giusto ricordarglielo nonostante l'impegno di alcuni. Possibile che ai cittadini tocchi vedere solo di diatribe interne tra le varie fazioni ed egocentrici selfie? Possibile che il consigliere di San Pietro si occupi solo di San Pietro, quello di Miano solo di Miano e quello di Secondigliano solo della propria strada?
Possibile che quando c'è da affrontare questioni serie come questa, ognuno si giri dall'altra parte e quando si tratta di prendersi i meriti per aver aggiustato una buca, ci si azzuffi come piccioni sul pane secco?
A noi pare un tantino poco sinceramente e la cosa ci dispiace, perché secondo una logica di prossimità, i primi a battersi per i diritti del quartiere dovrebbero essere tutti loro a prescindere dagli strumenti, dalle competenze e dal partito di appartenenza.
Così come ci pare poco l'impegno del Senatore Ortolani, unico rappresentante parlamentare del quartiere, persona e professionista stimabile, ma da cui ci aspettavamo e ci aspettiamo un po' di più dell'attuale silenzio, soprattutto perché facente parte di un movimento che ha basato il proprio credo politico sull'azione dal basso e sull'ascolto della cittadinanza.
Questo argomento, così come la questione dell'impianto rifiuti a San Pietro, la chiusura del parco principale della municipalità e tanti altri, dovrebbe spingere tutti ad avere un minimo di buon senso e a fare fronte comune.
In altri quartieri popolari come la Sanità, i Quartieri Spagnoli o Scampia, in questi giorni si assiste a numerose e bellissime iniziative, a noi, invece, tocca leggere ogni volta di polemiche, su polemiche, su polemiche con associazioni, parrocchie, comitati eccetera che si dividono invece di unirsi e ragionare sul da farsi.
È questo quello che ci meritiamo?
Cosa abbiamo fatto di male per essere puntualmente vittime di una cattiva amministrazione a tutti i livelli e di non avere alcuna visione strategica?
- Per quanto riguarda noi, pur essendo mediamente giovani (il più vecchio di noi ha 32 anni), sentiamo tutto il peso del fallimento come cittadini e come promotori di un impegno civico "puro" che rifiuta per statuto qualsiasi appartenenza a partiti politici e che fa dell'amore e dell'attaccamento verso il proprio quartiere come unica bandiera possibile.
Quello che facciamo, lo facciamo per il bene della comunità, senza chiedere mai qualcosa in cambio.
Per questo sentiamo di dover chiedere scusa a tutta la città di Napoli e in particolar modo ai nostri coetanei che in questi anni hanno visto in noi una speranza, perché da soli stiamo perdendo una battaglia in cui crediamo in tanti.
Non lo facciamo perché masochisti, ma in una società in cui tutti vogliono sentirsi dire "bravo" senza alcun merito apparente, noi sentiamo di volerci prendere le nostre responsabilità sulla questione e pure quelle degli altri su tutte le altre problematiche che affliggono il nostro territorio.
Siamo e restiamo dalla parte del quartiere che ha delle necessità strutturali evidenti e che si divide ogni volta invece di unirsi per il bene comune. Per chi lo vorrà, noi ci saremo sempre.
Perché a noi fa più paura l'indifferenza che sta ammazzando Secondigliano peggio della faida, che una assunzione di responsabilità civica.
COORDINAMENTO LARSEC
LABORATORIO DI RISCOSSA SECONDIGLIANESE