29/04/2020
La Notte che non esiste, eppure c’é!
Che fine farà?
Dopo aver pazientato e aver riscontrato la completa assenza da qualsiasi tavolo e discussione della categoria “Notte” a livello centrale ma anche a livello regionale e cittadino, il comparto Notte si é mosso, per affermare il suo diritto all’ esistenza!
Lettera dei lavoratori della notte al Governo, alla Regione Campania, al Sindaco di Napoli. (sintesi)
Egregio Presidente Conte, Presidente De Luca, Sindaco
….abbiamo il dovere di esprimere il nostro “diritto di esistenza”. Chi Vi scrive è una categoria che ancora oggi non è riconosciuta:
i lavoratori della notte. Tale categoria si distingue dalle altre di ristorazione o bar; parliamo di american bar, night bar, culture club e disco bar, ma anche pub. Tali attività fanno dell’aggregazione sociale la loro vocazione. In tali attività hanno luogo concerti, dj set, mostre, stand up show, performance d’arte e in generale eventi di intrattenimento volti ad aggregare un numero considerevole di persone, mediante una parola: cultura. Anche la cultura del bere.
La nostra vocazione è di accorciare le distanze, creare relazioni.
Capirete che tali finalità non si sposano con le attuali necessità nazionali di contenimento. Non sarà possibile per tutte queste attività riaprire se non quando i tempi saranno maturi. La “Movida” è un fenomeno che potrà riprendere insieme ai cinema, al teatro, ai concerti, a tutte le attività che non prevedono distanze sociali limitate.
La notte è al pari del giorno una risorsa, sviluppa un PIL fondamentale della nostra economia nazionale (ed é in crescita), ma abbiamo ancora una enorme difficoltà a farci riconoscere, a lavorare per lo sviluppo di tale segmento e oggi a difenderlo. Manca di fatto un sindacato che possa parlare per noi e possa interagire con altri sindacati, ad esempio con il sindacato (zoppo) dei lavoratori dello spettacolo.
Si apra dunque un dibattito sulla tematica, si riconosca il settore, trattandolo con la dovuta attenzione, rispetto e tutela.
Si deve cambiare la narrazione della notte che ci vede ancora come “figli di nessuno”, troppo spesso sminuiti e accomunati a “banditi”, mentre è di notte, nei club e nei locali che muovono i primi passi tutti gli artisti e nascono molte ispirazioni. Nessuno pensa a noi in tal senso.
Se non è ancora il tempo di uscire e stare insieme, di fare socialità, allora dobbiamo restare chiusi garantendoci però gli aiuti necessari.
COSA FARE DUNQUE?
Su tutto l’ Individuazione di un codice ATECO specifico per le attività che esercitano di sera e di notte. Quindi il prolungamento della cassa integrazione dei dipendenti, sgravi fiscali e incentivi dedicati che ci permettano di far sopravvivere le attività. La creazione del sindacato della notte e lavorare sin da adesso sulla ripartenza che sarà tra molto tempo, dunque si approfitti per far nascere la nuova Movida, come quella degli anni '80 sp****la. Un movimento culturale che guardi all'innovazione e all'anti proibizionismo delle dittature (...)
Associazione Notti Napoletane
L’ associazione Notti Napoletane é una associazione di associazioni delle aree della Movida napoletana. Nasce con lo scopo di sviluppare la sana Movida, ponendosi come interlocutore con la pubblica amministrazione e le istituzioni.