Prospettiva Operaia

Prospettiva Operaia Prospettiva Operaia è un collettivo animato da militanti che condividono le tesi del Coordinamento per la Rifondazione della Quarta Internazionale.

Per una Primavera Operaia
25/03/2023

Per una Primavera Operaia

🔴 LA FASE ATTUALE DELLA GUERRA 🔴di Jorge Altamira02/03/2023▪️Come fermare l’escalation.La commemorazione del primo anniv...
07/03/2023

🔴 LA FASE ATTUALE DELLA GUERRA 🔴

di Jorge Altamira

02/03/2023

▪️Come fermare l’escalation.

La commemorazione del primo anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina è servita a dimostrare che la NATO è pronta a portare la guerra contro la Russia alle sue estreme conseguenze. Biden ha dichiarato, in occasione di un evento coreografico nella città polacca di Cracovia, che gli Stati Uniti sono pronti a fare “tutto il necessario” per ottenere una vittoria contro la Russia. Putin, da parte sua, ha denunciato il trattato di ispezione sulle armi nucleari con gli Stati Uniti in un discorso alla Duma. In questo discorso, Putin ha rivelato la crisi del regime politico russo, denunciando che l’oligarchia russa stava estraendo la ricchezza del Paese per accumulare capitali sui mercati azionari esteri e nei paradisi fiscali. La ristrutturazione di un regime strutturato sulla restaurazione del capitalismo, senza capitale privato, è un vicolo cieco. Lo ha avvertito prima di tutti la stessa NATO, che ha confiscato, oltre alle riserve internazionali della Russia, i beni e le proprietà dell’oligarchia all’estero, con la prospettiva di “rinazionalizzarli” nei Paesi capitalisti di destinazione, dopo un processo legale.

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🔴 BIDEN A KIEV, LA MINACCIA DI UNO SCONTRO NUCLEARE 🔴Di Jorge Altamira21/02/2023▪️Dalla “guerra di logoramento” allo sco...
28/02/2023

🔴 BIDEN A KIEV, LA MINACCIA DI UNO SCONTRO NUCLEARE 🔴

Di Jorge Altamira

21/02/2023

▪️Dalla “guerra di logoramento” allo scontro totale.

Gli uffici di propaganda del governo statunitense si sono impegnati a fondo per evidenziare la presenza di Biden a Kiev, accompagnandola con una buona dose di disinformazione. Lo hanno dipinto come un gesto coraggioso di esporsi nel “teatro di guerra” senza disporre di truppe yankee sul territorio. Tuttavia il governo si è comunque preoccupato di informare il Cremlino del viaggio di Biden onde evitare “un incidente che potrebbe far degenerare la guerra”.

Lo stesso Biden si è preoccupato di chiarire lo scopo della visita improvvisa nella capitale ucraina. Con l’annuncio da parte della NATO di un’offensiva militare russa “imminente” lungo il confine che separa l’est dall’ovest dell’Ucraina, Biden ha affermato che l’intervento militare statunitense nella guerra “durerà il tempo necessario”. È un’espressione copiata alla Banca Centrale Europea quando è dovuta intervenire per salvare le banche e i grandi conglomerati dalla bancarotta.

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https://prospettivaoperaia.org/2023/02/28/biden-a-kiev-la-minaccia-di-uno-scontro-nucleare/

15/01/2023

Il 15 gennaio 1919 Rosa Luxemburg venne rapita e assassinata dai gruppi paramilitari assoldati dal governo socialdemocratico tedesco per sedare la ”Rivolta di gennaio”.

Una grande rivoluzionaria, morta per mano dei nemici di classe.
Oggi vogliamo ricordarla con uno dei passi più belli (e attuali) della sua opera più famosa “Riforma sociale o rivoluzione?”

Buona lettura: https://prospettivaoperaia.org/2018/04/27/rosa-luxemburg-in-difesa-del-catastrofismo/

♨️ BENZINA: TAGLIARE LE ACCISE O I PROFITTI? ♨️È ormai già dall’inizio dell’anno passato (2022) che assistiamo ad un ria...
13/01/2023

♨️ BENZINA: TAGLIARE LE ACCISE O I PROFITTI? ♨️

È ormai già dall’inizio dell’anno passato (2022) che assistiamo ad un rialzo dei prezzi delle materie prime dell’ e della trazione. In questi giorni di inizio 2023, è la a preoccupare più di tutte, visto che, con il nuovo anno, è stato cancellato il taglio delle accise che aveva permesso di moderare un po’ l’aumento dei prezzi. Si prepara dunque una nuova decurtazione ai salari dei lavoratori e delle lavoratrici che vedono aumentare mese dopo mese le spese fisse che devono affrontare per raggiungere i posti di lavoro e tutte le altre zone dove il trasporto pubblico locale, spesso pessimo, non arriva.

Ma cosa sono le ? Si tratta di imposte sulla fabbricazione e la vendita, in questo caso della benzina. Sono tasse imposte sulle imprese che traggono profitto dalla lavorazione e smercio di questo bene e che i ricchi imprenditori del settore riversano sul prezzo finale; quindi, sulle masse di lavoratori che nell’economia di mercato devono acquistare tutto. Tutti i governi nel capitalismo hanno bisogno delle tasse, che servono a mantenere la pace sociale con l’erogazione (sempre più misera) di servizi sociali, educativi, ambientali e sanitari. Senza questa soglia minima di servizi la classe lavoratrice sarebbe impossibilitata a concludere la giornata lavorativa, sarebbe ridotta alla fame e si ribellerebbe presto. Quindi anche se il governo Meloni dice che cancellare il taglio sulle accise della benzina è stata “una scelta sofferta”, la verità è che l’oltre un miliardo al mese così ricavato gli serve. E se per le imprese questi soldi versati nella forma di accise verranno recuperati nella forma di crediti d’imposta (e quindi a breve di fatto risparmiati), per i lavoratori e le lavoratrici non è previsto nulla del genere. Ancora una volta, ad essere tassato veramente non è il grande capitale, ma le masse.

Inoltre, il prezzo della benzina aumenta a livello internazionale quando aumenta il costo del . Questo è l’elemento di discussione più importante, che guarda caso manca dal dibattito e dalle comunicazioni dei difensori dell’economia di . Nell’economia di mercato è legittimo alzare i prezzi, così come approfittare di situazioni di necessità per aumentare i profitti. Con il taglio delle accise i profitti delle imprese che lavorano e smerciano la benzina non vengono di fatto toccati, continuano a prosperare. Anche perché se le regole del mercato lo consentono – e in questo periodo lo consentono eccome – loro possono alzare ulteriormente il prezzo di base su cui vengono calcolate le imposte. E le masse pagano e si impoveriscono.

Tagliare le accise non risolverà il problema alla radice: il problema è che nell’economia di mercato il focus è il profitto privato di pochi a discapito di molti. Per difendere gli interessi di mercato si formano raggruppamenti economici e politici, si costruiscono “interessi nazionali”, si cercano di conquistare “spazi economici” con la strategia della tensione e le guerre. Negli ultimi anni la mancanza di crescita, di investimenti, di capacità di ripresa dalla crisi e di competitività economica dell’industria è stata sopperita tramite un salto qualitativo e quantitativo del livello di sfruttamento del proletariato. Si sono svalutati i salari in relazione al potere d’acquisto. La disoccupazione giovanile tocca percentuali record, soprattutto nel meridione. Sono aumentati lavoro precario, età lavorativa, orari e ritmi di lavoro, nonostante il progresso tecnologico. Di conseguenza si assiste a una costante diminuzione della sicurezza sul lavoro, documentata dai dati ufficiali che hanno registrato un aumento di morti e infortuni sul lavoro. Con l’avanzare della crisi gli interessi dei lavoratori e dei padroni sono sempre più inconciliabili. La guerra imperialista in atto, nella quale lavoratori russi e ucraini si ammazzano tra loro per gli interessi dei propri sfruttatori, ne è il ritratto più esplicativo. Il capitalismo non è più in grado neanche di garantire quel minimo di benessere che ha portato lavoratori e lavoratrici all’accettazione della propria condizione di sfruttamento, ma riesce solo a generare una catastrofe dopo l’altra.

Non sarà un eventuale taglio alle accise sulla benzina a salvare la situazione. Occorre ripartire dagli SCIOPERI e prendere coscienza dei RAPPORTI DI FORZA. Siamo di più e siamo più pericolosi. Rivendichiamo un TETTO AL PREZZO DELLA BENZINA, la REDISTRIBUZIONE IMMEDIATA DEI PROFITTI maturati e la NAZIONALIZZAZIONE SENZA INDENNIZZO delle aziende che lavorano e smerciano i carburanti, poniamole SOTTO IL CONTROLLO DEI LAVORATORI, opponiamoci all’economia di mercato. Così otterremo un reale abbassamento dei prezzi.

Link all'articolo: https://prospettivaoperaia.org/2023/01/13/benzina-tagliare-le-accise-o-i-profitti/

🔴 Se il padrone si strozza, arriva la manovra di Heimlich del governo. 🔴In un contesto che si aggrava di anno in anno e ...
14/12/2022

🔴 Se il padrone si strozza, arriva la manovra di Heimlich del governo. 🔴

In un contesto che si aggrava di anno in anno e che nel 2023 segnerà la continuazione di una guerra imperialista nel cuore dell’Europa e un’inflazione mai così alta da 40 anni a questa parte (quantificata a novembre di quest’anno all’11,8 %), il copione rimane sempre lo stesso. Soffre l’impresa soffocata dalla crisi e il governo interviene prontamente applicandole una manovra di Heimlich per continuare a farla respirare. Tutto a spese dei lavoratori e delle lavoratrici, a cui non restano neanche le briciole.

In continuità con quanto fatto da tutti i governi precedenti, la manovra del governo Meloni è un pugno in faccia a lavoratori, disoccupati e pensionati. Negli ultimi anni la mancanza di crescita, di investimenti, di capacità di ripresa dalla crisi e di competitività economica dell’industria è stata sopperita tramite un salto qualitativo e quantitativo del livello di sfruttamento del proletariato. Si sono svalutati i salari in relazione al potere d’acquisto. La disoccupazione giovanile tocca percentuali record, soprattutto nel meridione. Sono aumentati lavoro precario, età lavorativa, orari e ritmi di lavoro, nonostante il progresso tecnologico. Di conseguenza si assiste a una costante diminuzione della sicurezza sul lavoro, documentata dai dati ufficiali che hanno registrato un aumento di morti e infortuni sul lavoro. Dopo la crisi del 2008, questi hanno esaurito la curva discendente cominciata dal dopoguerra per cominciare a risalire. La crisi della borghesia, la crisi delle imprese, viene pagata dai lavoratori a prezzo del proprio sangue.

Questa manovra, come vedremo, partecipa all’attacco di Stato e padronato contro i lavoratori portato avanti in tutti questi anni da tutte le forze politiche che si sono alternate al governo.

Continua a leggere: https://prospettivaoperaia.org/2022/12/14/se-il-padrone-si-strozza-arriva-la-manovra-di-heimlich-del-governo/

🔴 A 100 anni dalla marcia su Roma: la nascita del fascismo (IV – finale) 🔴Di El Be◼ Quarta parte: L’assalto del fascismo...
07/12/2022

🔴 A 100 anni dalla marcia su Roma: la nascita del fascismo (IV – finale) 🔴

Di El Be

◼ Quarta parte: L’assalto del fascismo al potere.

L’Italia del dopoguerra sembrava ingovernabile. Dopo le dimissioni degli ultimi quattro governi in quattro anni consecutivi, fu ora la volta del primo ministro Ivanoe Bonomi a dimettersi (febbraio 1922). Di fronte alla rinuncia alla carica, il re Vittorio Emanuele III avviò negoziati con le varie forze per cercare di superare la crisi politica. Filippo Turati, leader dell’ala riformista del PSI, fu tra coloro che risposero all’appello; questo portò all’espulsione di Turati dal suo partito. Alla fine, il governo fu assunto da Luigi Facta, un uomo senza leadership che poteva occupare quel ruolo solo a causa della totale impasse delle forze politiche italiane. Il suo governo sarebbe stato poco più di un fantasma che attendeva impotente l’avvento del fascismo.

▪️ Lo “sciopero legalitario”

La sinistra riformista, temendo la mobilitazione rivoluzionaria della classe operaia, riponeva le sue speranze nel chiedere al re Vittorio Emanuele III di intervenire contro i fascisti. A gennaio, la dirigenza riformista della CGL, insieme al Sindacato dei ferrovieri e ad altri sindacati esterni al centro, si era riunita e aveva formato un grande fronte di sindacati chiamato Alleanza del lavoro. La formazione dell’Alleanza avvenne troppo tardi, senza alcuna attività preparatoria e con la maggioranza dei lavoratori disillusi dai propri dirigenti sindacali.

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🔴 A 100 ANNI DALLA MARCIA SU ROMA: LA NASCITA DEL FASCISMO (III) 🔴 Di El Be◼ Terza parte: l’ascesa del fascismo e la str...
28/11/2022

🔴 A 100 ANNI DALLA MARCIA SU ROMA: LA NASCITA DEL FASCISMO (III) 🔴

Di El Be

◼ Terza parte: l’ascesa del fascismo e la strategia della sinistra

La sconfitta della rivoluzione italiana nel settembre 1920 aprì un periodo di arretramento generalizzato del movimento operaio. Questo processo, in realtà, si inseriva in un periodo di riflusso internazionale inaugurato dalla sconfitta della rivoluzione tedesca. Allo stesso tempo, la repubblica socialista ungherese fu sconfitta. Il fallimento della Seconda Internazionale pose la necessità di costruire nuovi partiti operai dalle rovine della socialdemocrazia.

▪️Il fascismo e la borghesia

Durante il Biennio Rosso italiano, contemporaneamente alla nascita di numerosi comitati e unioni operaie, iniziò anche un processo di formazione di associazioni borghesi. Nel 1919, la presidenza della Confindustria fu assunta da Giovanni Pirelli (fondatore dell’azienda che porta il suo cognome) il quale ne trasferì la sede a Roma per porsi al centro della scena politica.

Il fascismo era ben lungi dall’avere il sostegno unanime della borghesia. Una parte della borghesia era favorevole a un governo del PSI, stile Repubblica di Weimar in Germania, come mezzo per contenere le lotte operaie. È il caso di Camillo Olivetti (fondatore dell’omonima azienda), che era addirittura iscritto al PSI e aveva un rapporto personale con Turati. Il PSI era un vero e proprio partito di massa e la sua leadership riformista aveva dato ampia prova di essere addomesticata dal regime politico.

Dopo le occupazioni delle fabbriche, il movimento di Mussolini cominciò a suscitare maggiore simpatia in alcuni settori borghesi che sentivano di aver perso il controllo dei mezzi di produzione. I contributi finanziari della borghesia al fascismo cominciarono ad aumentare progressivamente. L’obiettivo della borghesia non era quello di portare Mussolini al potere, ma piuttosto di usare le sue squadracce contro i lavoratori nei conflitti operai, per poi sbarazzarsene.

I padroni assoldavano la “protezione” dei loro impianti. Ma avevano comunque grandi riserve nei confronti del fascismo. A volte le richieste di denaro per la “protezione” erano veri e propri ricatti da parte delle bande fasciste.

D’altra parte, a differenza del PSI e del Partito Popolare Cattolico, il fascismo non era un movimento di massa e non era inserito nel movimento sindacale. Le bande armate erano utili per le azioni antioperaie in un determinato settore, ma non erano sufficienti per sottomettere l’intero potente proletariato italiano. Inoltre, la soluzione dei conflitti attraverso l’azione violenta dei fascisti creava seri ostacoli al normale svolgimento della produzione e della circolazione dei beni.

All’interno del fascismo, Mussolini promosse una linea che presentava il suo come un partito dell’ordine e non del caos, come si pensava che fosse. Iniziò ad aprire un dialogo con il Presidente del Consiglio Giovanni Giolitti e lo sostenne nel Trattato di Rapallo, con il quale i nazionalisti più estremisti erano in disaccordo. Nel 1921 firmò il patto di pacificazione con il PSI, promettendo di fermare l’escalation di violenza, ma fu ripudiato dai suoi stessi sostenitori e il patto fu rotto.

CONTINUA A LEGGERE: https://prospettivaoperaia.org/2022/11/28/a-100-anni-dalla-marcia-su-roma-la-nascita-del-fascismo-iii/

26/11/2022
🔴 Governo padronale e reazionario, la risposta di lavoratrici e lavoratori! Scioperiamo il 2 dicembre, in piazza il 26 n...
25/11/2022

🔴 Governo padronale e reazionario, la risposta di lavoratrici e lavoratori! Scioperiamo il 2 dicembre, in piazza il 26 novembre e il 3 dicembre! 🔴

L’elezione, anche in Italia, di un governo conservatore e reazionario non concede la perdita di un solo giorno senza che ci sia una risposta netta e di massa da parte delle classi lavoratrici. Attenzione, si tratta di un governo a livello economico perfettamente in continuità con quelli che lo hanno preceduto (la situazione di crisi pluridecennale, aggravata dalla guerra imperialista in Ucraina, non consente alcuna elemosina spacciata per misura progressiva e la volontà politica resta quella di scaricarne il peso sulle spalle di lavoratori e disoccupati) ma la facile propaganda di destra con cui gli eredi dell’infame Almirante si sono fatti strada fino alla conquista della maggioranza parlamentare li obbliga a segnare qualche punto sotto l’aspetto delle politiche identitarie.

Così ci troviamo di fonte ad un pericoloso mix di macelleria sociale (abolizione del reddito di cittadinanza, nessun aumento salariale a spese del padronato, nessuna riduzione dell’età pensionabile), repressione diffusa (la norma fintamente anti-rave, in realtà anti-sciopero, anti-picchetto, anti-manifestazioni) e provvedimenti identitari (contro donne e migranti).

È necessario essere presenti in ogni occasione di conflitto, fomentarle, organizzarle, a partire dal corteo nazionale contro lo sfruttamento della donna di sabato a Roma, contro un governo clericale, antiabortista, reazionario e contro le donne, ancor più infido se a guidarlo è una donna, che pone alla guida del suo “ministero per la famiglia, la natalità e le pari opportunità”, una delle figure più invise e di ostacolo all’autodeterminazione femminile e delle soggettività LGBT+, Eugenia Rocella (per un’analisi maggiormente approfondita su cosa si celi dietro le “politiche per la natalità” si veda https://prospettivaoperaia.org/2022/09/03/natalita-e-famiglia-naturale-ecco-perche-lutero-e-ancora-una-volta-al-centro-della-campagna-elettorale/).

La prossima settimana, venerdì 2 dicembre, ci sarà poi lo sciopero generale praticamente di tutte le sigle del sindacalismo di base, contro l’impoverimento di salari e pensioni e viceversa l’innalzamento incontrollato dei prezzi (a partire da quelli di prima necessità), inflazione e recessione, regalie ai padroni di ogni ordine e grado. Invitiamo i lavoratori e le lavoratrici ad astenersi in massa dal lavoro in tale giornata.

Nella giornata successiva ci si rivede tutti in piazza a Roma per continuare la lotta contro guerra e carovita, ponendo le basi per una lotta generale contro il sistema di barbaro sfruttamento, di morte e distruzione, di un regime economico-sociale-politico in putrefazione.

VENERDI’ 2 DICEMBRE SCIOPERO GENERALE PER BLOCCARE, PRODUZIONE, SERVIZI, TRASPORTI, FERMIAMO TUTTO CONTRO UN SISTEMA CHE CI AFFAMA!

SABATO 26 NOVEMBRE E 3 DICEMBRE APPUNTAMENTO A ROMA, IN PIAZZA DELLA REPUBBLICA ALLE 14.00, PER LE MANIFESTAZIONI DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI CONTRO GUERRA E SFRUTTAMENTO, OPPRESSIONE DI DONNE, GAY, TRANS, POLITICHE DI REPRESSIONE E ANTIOPERAIE!

https://prospettivaoperaia.org/2022/11/25/governo-padronale-e-reazionario-la-risposta-di-lavoratrici-e-lavoratoriscioperiamo-il-2-dicembre-in-piazza-il-26-novembre-e-il-3-dicembre/

🔴 100 anni dalla marcia su Roma: la nascita del fascismo (II) 🔴di El BePubblichiamo la seconda parte del documento sulle...
15/11/2022

🔴 100 anni dalla marcia su Roma: la nascita del fascismo (II) 🔴

di El Be

Pubblichiamo la seconda parte del documento sulle origini e lo sviluppo del fascismo, 100 anni dopo la marcia su Roma. Per leggere la prima parte: https://prospettivaoperaia.org/2022/11/02/100-anni-dalla-marcia-su-roma-la-nascita-del-fascismo-i/

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◼ Parte seconda: La sconfitta della rivoluzione.

“Ricordate il 1919? Era l’anno in cui l’intera struttura dell’imperialismo europeo vacillava sotto l’impatto della più grande lotta di massa della storia del proletariato, e in cui ogni giorno attendevamo la notizia della proclamazione della Repubblica Sovietica in Germania, Francia, Inghilterra, Italia. Il termine “soviet” era diventato molto popolare, i soviet furono organizzati ovunque. La borghesia era sconvolta. Il 1919 è stato l’anno più critico nella storia della borghesia europea”.

Leon Trotsky, “Sulla rivoluzione fallita del settembre 1920”, 20 ottobre 1922.

La Prima Guerra Mondiale ha lasciato dietro di sé un’Europa devastata, un’enorme destabilizzazione politica e una classe operaia in rivolta. In Europa crollano diversi regimi politici, a partire dall’impero zarista russo, detronizzato dalla rivoluzione bolscevica. L’Impero tedesco cadde con l’abdicazione dell’imperatore Guglielmo II. L’Impero austro-ungarico si dissolse e si frammentò in numerosi Stati. Lo stesso successe con l’Impero Ottomano, culminato con la dichiarazione della Repubblica di Turchia. In Ungheria fu proclamata la Repubblica Popolare, seguita dalla Repubblica Sovietica. Il primo ministro italiano si dimise nel bel mezzo della guerra e ne seguì un periodo di duratura instabilità politica.

In tutto il continente scoppiò un’ondata di scioperi e manifestazioni contro la guerra, guidate da operai, contadini, soldati e marinai. In Gran Bretagna, il movimento degli Shop Stewards (“Delegati Sindacali”), organizzazioni operaie di base nate nelle fabbriche di armi, prese piede e nel 1917 organizzò uno sciopero di 200.000 lavoratori in 48 città. Di fronte alla forza dello sciopero, il governo britannico fu costretto a esentare dal servizio militare una serie di settori di lavoratori di vari rami. Lo stesso movimento fondò in seguito “Giù le mani dalla Russia”, contro l’invasione di nazioni straniere per soffocare la rivoluzione bolscevica. Guidò grandi scioperi, come quello dei portuali, che si rifiutarono di caricare le armi dirette contro la rivoluzione.

Continua a leggere su: https://prospettivaoperaia.org/2022/11/15/100-anni-dalla-marcia-su-roma-la-nascita-del-fascismo-ii/

Mo bast...   Carovita, aumento bollette, devastazione ambientale, crisi climatica,  ,  .La catastrofe è già qui!Guerra a...
05/11/2022

Mo bast...
Carovita, aumento bollette, devastazione ambientale, crisi climatica, , .
La catastrofe è già qui!

Guerra alla guerra imperialista!
Guerra al capitalismo!

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