17/04/2026
25 APRILE
CONTRO GUERRA E CAROVITA
CON LA RESISTENZA PALESTINESE
CACCIAMO IL GOVERNO MELONI!
SABATO 25 APRILE ORE 11.00 PORTA CAPUANA (NA)
Il 25 aprile non è solo il giorno di ricordo e memoria della liberazione dal nazifascismo, ma rivendicazione costante dell'antifascismo come pratica quotidiana e sempre attuale contro ogni progetto autoritario, contro razzismo e patriarcato. Un impegno antifascista che significa oggi anche esprimere solidarietà e sostegno alla lotta di liberazione dei popoli oppressi dall’imperialismo e dal fascismo, alla resistenza palestinese, libanese, iraniana, venezuelana, cubana e all’autodeterminazione di tutti i popoli della terra.
Il genocidio portato avanti dall’entità sionista, con oltre centomila morti, prosegue normalizzato, spacciato da “tregua” a Gaza e in Cisgiordania, intensificandosi in Libano e in Iran, al fine di controllare rotte, risorse energetiche, e non solo. Il “metodo Gaza” avanza con la stessa ferocia e con le stesse complicità occidentali, europee, italiane – con aziende come Leonardo e MSC in prima linea, con le basi militari NATO/USA in Italia come il JFC di Lago Patria e quelle di Sigonella, Aviano, Ederle, il Muos di Niscemi – senza dimenticare i paesi del golfo nelle retrovie.
Il sistema capitalistico di sfruttamento tenta di conservarsi e di prolungare la sua vita già ampiamente oltre il sostenibile per l’umanità e il pianeta. Per farlo, l’élite occidentale suprematista e sessista bianca deve imporre col riarmo un’economia di guerra, ovvero profitti per pochi padroni e sacrifici per molti subordinati. Il governo italiano, quindi, decide di destinare soldi al riarmo e al genocidio sottraendoli alla sanità pubblica, all’istruzione, al lavoro, alla cura dei nostri territori: così aumenta, di giorno in giorno, l’invivibilità dei territori, il costo della vita e la “guerra tra poveri”. In parallelo, si introducono manovre volte a minare la capacità di agire della società, criminalizzando e reprimendo ogni dissenso (vedi l’ennesimo ddl sicurezza e il ddl che equipara antisionismo e antisemitismo), instillando il seme dell’islamofobia, generando confusione tra opposizione politica e “terrorismo”, applicando una sospensione selettiva dei diritti in un progetto autoritario accelerato dall’avanzata delle destre ma non solo che accomuna il governo meloni con gran parte degli stati occidentali.
È necessario costruire presidi antifascisti anche nei luoghi della formazione, a partire dalle scuole, il cui potere emancipatorio è da sempre oggetto di attacchi da parte dei poteri autoritari che oggi favoriscono la crescita di organizzazioni di stampo fascista. La Riforma Valditara e il ddl Gasparri reprimono ogni possibilità di analizzare la realtà e riflettere criticamente sulle nuove, e vecchie, rivoluzioni che si muovono nel resto del mondo. L’università, luogo di produzione del sistema sociale, permeata dalla privatizzazione e dalla aziendalizzazione, è sempre più funzionale a un sistema economico di sfruttamento. L’economia di guerra ha gradualmente asservito i saperi al profitto di aziende belliche. Rettori nei comitati med-or, una fondazione della Leonardo spa; tirocini con la Leonardo spa o accordi stretti con la NATO come nel caso della Federico II, spacciandolo per offerta formativa.
Contro questo progetto fascista di società del governo Meloni e contro l'avanzata delle destre in tutto il mondo è necessario oggi più che mai costruire un fronte di opposizione sociale e di radicale antagonismo.
L’israelizzazione delle società occidentali è già in atto e ci vuole preparare alla guerra non solo attraverso l’esportazione di pratiche violente e di polizia, sistemi di controllo e sorveglianza informatica, ma anche disciplinando i cittadini occidentali sul modello dei sionisti, carnefici e spettatori del genocidio, ‘patrioti’ e ‘in guerra’ anche quando da turisti aggrediscono attivisti, solidali, comportandosi come padroni nelle nostre città.
Tutto ciò dimostra anche la paura del governo italiano e del sistema sionista nei confronti della Resistenza palestinese e del movimento di solidarietà che è stato capace di dissolvere la cortina di fumo che copre genocidio, occupazione e apartheid: la necessità dell’unione delle lotte antimperialiste e anticoloniali è più chiara che mai. Nonostante i tentativi di promuovere la narrazione delle divisioni noi siamo uniti, complici e solidali al fianco del popolo palestinese che è unico e unito fra Cisgiordania, Striscia di Gaza, Territori del ’48, diaspora ed esilio, nella lotta per la sua autodeterminazione e per il ritorno alla propria Terra. La strada da percorrere è quindi al fianco del popolo palestinese e della sua resistenza che è viva, non assoggettata né svuotata, e continua a difendere la propria Terra contro l’occupante da quasi un secolo di colonialismo di insediamento. Per tutto questo, la resistenza partigiana al nazifascismo di ieri è, oggi, la resistenza palestinese al sionismo, ogni soggettività che lotta contro l’oppressione imperialista e coloniale, la militarizzazione degli spazi e della nostra società, la gentrificazione, il patriarcato, il precariato. I partigiani di ieri erano “colpevoli” di essere antifascisti, i partigiani di oggi sono “colpevoli” di Palestina. Che il 25 aprile, giorno della resistenza dei popoli oppressi, sia il rilancio della mobilitazione a sostegno della lotta antimperialista, contro guerra, riarmo e carovita, contro il governo fascista e la sua finta opposizione.