31/12/2020
📖 Concludiamo il nostro omaggio per i cinquant'anni dal premio Nobel per la letteratura di Pablo Neruda con un nostro augurio e un simpatico episodio tratto da "Confesso che mi sono divertito" di Maurizio Valenzi (disponibile in e-book sul nostro sito >https://bit.ly/3rL0TOX) sull'avventura italiana del poeta cileno:
"L’undici gennaio 1952 Pablo Neruda sta pranzando con Paolo Ricci in un ristorante del lungomare. Telefonano dalla pensione Maurice di via Partenope: "Qui c’è la polizia". Al poeta cileno viene notificato l’ordine di espulsione, Neruda ha appena il tempo di chiedere a Ricci di saldare un piccolo debito con il libraio Casella. Gli agenti sono gentili, offrono al poeta un caffé e giornali di sinistra, si scusano, "dobbiamo obbedire agli ordini". Corriamo alla stazione, c’è anche Alicata, protestiamo, offriamo a Neruda fiori rossi, . Alla stazione di Roma sono in attesa altri compagni, Moravia, Elsa Morante, Guttuso, Levi. Gridano "Pablo deve restare". La polizia carica, Elsa rompe l’ombrello sulla testa di un questurino. Infine il ministro Scelba cede: Pablo resta in Italia. Alicata scrive a Edwin Cerio, gli chiede di ospitare Neruda a Capri. Cerio acconsente. Pablo arriva con la nuova compagna, Matilde Urrutia, capelli ricci come una medusa. Scrive versi appassionati anche sui tovaglioli dei bar, li intitola Versos del capitan. Vengono pubblicati a Napoli, grazie alla sottoscrizione di 44 compagni: sono anonimi, per rispetto alla prima moglie Delia."
🌷 A voi tutto il nostro affetto per aver superato un anno difficile e inaspettato. E' vero, non è ancora finita. E il nostro augurio è quello di saper riunire le energie e affrontare con forza e coraggio quest'ultimo tratto di strada proprio come nelle parole dell’ultima lirica di Neruda, "La lettera lungo la strada":
[...]"Ma tantomeno posso
dimenticare il mio popolo.
Vado a lottare in ogni strada,
dietro ogni pietra."
✨Buon inizio anno a tutti!🌟