Dignita' identita' orgoglio

Dignita' identita' orgoglio PER AMARE NAPOLI,NON BASTA NASCERCI. NAPOLI BISOGNA SENTIRLA DENTRO!

"Napoli e' la citta' che preferisco sia dal punto di vista della bellezza che culturale .E' la mia seconda citta' ma for...
09/12/2024

"Napoli e' la citta' che preferisco sia dal punto di vista della bellezza che culturale .
E' la mia seconda citta' ma forse anche la prima."

"Maradona ha rappresentato per Napoli qualcosa di molto importante. E' stato il riscatto, il vanto della citta' .Quello ...
06/12/2024

"Maradona ha rappresentato per Napoli qualcosa di molto importante.
E' stato il riscatto, il vanto della citta' .
Quello che ha fatto lui lo hanno fatto solo i Borbone e Masaniello."

Cit. Pino Daniele

" Non esistono ostacoli ....ma punti di vista‼"
26/10/2024

" Non esistono ostacoli ....ma punti di vista‼"

Buongiorno da Pullecenella💙
24/10/2024

Buongiorno da Pullecenella💙

"SI NA' FERITA E' APERTA, E' 'O VEROCE VO' TIEMPO PA' SANA'MA SI' T' ABBRUCIA FORTENU' POCO E SENTIMENTO 'A PO' STUTA'"
22/10/2024

"SI NA' FERITA E' APERTA, E' 'O VERO
CE VO' TIEMPO PA' SANA'
MA SI' T' ABBRUCIA FORTE
NU' POCO E SENTIMENTO
'A PO' STUTA'"

Se e' troppo spinta la elimino!💙🧜‍♀️
21/10/2024

Se e' troppo spinta la elimino!💙🧜‍♀️

Parthenope 💙🧜‍♀️
20/10/2024

Parthenope 💙🧜‍♀️

Non sono abbastanza forte per il nord: là imperversano gli spiriti pedanti ed artefatti, che non sanno fare altro che la...
09/10/2024

Non sono abbastanza forte per il nord: là imperversano gli spiriti pedanti ed artefatti, che non sanno fare altro che lavorare alle norme della convenienza, come il castoro alla sua costruzione. Ho vissuto tutta la mia gioventù fra gente simile! Mi è venuto in mente all'improvviso, mentre per la prima volta vedevo il cielo grigio e rosso della sera scendere su Napoli – un brivido di compassione per me stesso, l'idea di cominciare a vivere da vecchio, e lacrime, e, all'ultimo istante, la sensazione di essere ancora in tempo per salvarmi. (Friedrich Wilhelm Nietzsche)
💙⛰🌙®️

IL GIGANTE CHE DERIDEVA I POTENTICi fu un tempo in cui Largo di Palazzo, l’attuale piazza Plebiscito, era sorvegliata da...
07/10/2024

IL GIGANTE CHE DERIDEVA I POTENTI

Ci fu un tempo in cui Largo di Palazzo, l’attuale piazza Plebiscito, era sorvegliata da una immensa statua di Giove proveniente dalla rube euboica di Cuma, la prima città della Magna Grecia e anello di congiunzione tra Napoli e l’Ellade. Il Gigante del Largo di Palazzo, così come venne chiamato dai napoletani, fu collocato nel 1668 sul margine meridionale della piazza dal viceré don Pedro Antonio d’Aragona, e rappresentò per ben 138 anni il veicolo attraverso il quale i napoletani, con la propria straripante ironia, si prendevano gioco dei potenti.

Da simbolo del potere autoritario, dal forte impatto evocativo, la statua del Giove Cumano divenne per il popolo il Gigante parlante, l’improbabile portavoce di lazzari e intellettuali che con sberleffi e componimenti satirici schernivano le cariche istituzionali che si succedevano nell’adiacente Palazzo Reale. Un’usanza dilagante e profondamente oltraggiosa capace di mandare su tutte le furie i governati di Napoli, che a più riprese tentarono di estirpare questa umiliante condanna con ogni mezzo. Si racconta che il viceré Luis de la Cerda, duca di Medinaceli, sul finire del XVII secolo provò a scoraggiare i napoletani promettendo una taglia di 8.000 scudi d’oro a chiunque fosse stato capace di cogliere sul fatto gli irriverenti burloni. Un tentativo che, ahilui, si dissolse nell’inquietante controproposta dei lazzari napoletani, che nella notte affissero sulla base della statua una taglia di 80.000 Ducati d’oro per chiunque fosse stato in grado di decollare l’ardito governante ed esporre la testa mozzata in piazza Mercato.

Durate i burrascosi moti rivoluzionari del 1799, il popolo fasciò il Gigante cumano con i colori della Repubblica Napoletana, e sul capo riccioluto di Giove fu riposto il simbolo della rivoluzione francese, un enorme berretto frigio che fu poi strappato via qualche tempo dopo dai sanfedisti Napolitani capeggiati dal Cardinale Ruffo.

Ma che fine ha fatto questa colossale statua classica, ignara protagonista della nostra storia millenaria? Ebbene, l’acròlito di Giove fu destinato all’oblio da Giuseppe Bonaparte, sul trono di dal 1806 al 1808. Il re di Napoli, stanco dell’intemperanze dialettiche del Gigante cumano, ordinò che fosse smantellato e condotto nelle scuderie reali, fino a quando, agli inizi del XIX secolo, entrò a far parte della collezione esposta nel Real Museo Borbonico di Napoli.

Da quel momento sul Gigante “parlante” calò il freddo sipario dell’indifferenza. Uno dei simboli più importanti della città di Napoli, capace di attraversare più o meno indenne oltre due millenni di , si trova oggi relegato in compagnia di altri marmi in un anonimo cortile del Museo Archeologico di Napoli, a due passi dalla porta d’uscita. Un tronco di marmo malandato e storpio che passa quasi inosservato, ma che in passato, con i suoi pungenti sberleffi, fu capace di irridere e umiliare i potenti della città.

Si narra che il giorno destinato al trasloco imposto da re francese, sulla base del Gigante apparve una frase che diceva: “Lascio la testa al Consiglio di Stato, le braccia ai Ministri, lo stomaco ai Ciambellani, le gambe ai Generali e tutto il resto a re Giuseppe…” Un’allusione, quest’ultima, fin troppo eloquente, e che di certo non necessita di ulteriori spiegazioni…

DIGNITA' IDENTITA' ORGOGLIO⛰®️

Sempre attuale 💙Amice miei, popolo mio, gente: vuie ve credite ca io sò pazzo e forze avite raggione vuie: io sò pazze o...
07/10/2024

Sempre attuale 💙

Amice miei, popolo mio, gente: vuie ve credite ca io sò pazzo e forze avite raggione vuie: io sò pazze overamente. Ma nunn'è colpa da mia, so state lloro che m'hanno fatto'ascì afforza n'fantasia! Io ve vulevo sulamente bbene e forze sarrà chesta 'a pazzaria ca tengo 'ncapa. Vuie primme eravate munnezza e mò site libbere. Io v'aggio fatto libbere. Ma quanto pò durà sta libbertà? Nu juorno?! Duie juorne?! E già pecchè pò ve vene 'o suonno e ve jate tutte quante 'a cuccà. E facite bbuone: nun se pò campà tuttà a vita cu na scupetta 'mmano. Facite comm'a Masaniello: ascite pazze, redite e vuttateve 'nterra, ca site pat' 'e figlie. Ma si ve vulite tenere 'a libbertà, nun v'addurmite! Nun pusate ll'arme! 'O vedite? A me m'hanno avvelenate e mò me vonno pure accidere. E ci 'hanno raggione lloro quanno diceno ca nu pisciavinnolo nun pò addeventà generalissimo d'a pupulazione a nu mumento a n'ato. Ma io nun vulevo fa niente 'e male e manco niente voglio. Chi me vo' bbene overamente diccesse sulo na preghiera pe me: nu requia-materna e basta pé quanno moro. P' 'o rriesto v' 'o torno a dì: nun voglio niente. Ann**o so' nato e ann**o voglio murì. Guardate!!

Ultimo discorso tenuto da Tommaso Aniello d'Amalfi detto Masaniello (1620 – 1647) Prima di essere barbaramente ucciso.

Masaniello, senza i nostri lumi, ma nel tempo stesso senza i nostri vizi e gli errori nostri, suscitò in tempi meno felici una gran rivoluzione in quel regno; la spinse felicemente avanti perché la nazione lo desiderava ed ebbe tutta la nazione con lui perché egli voleva solo ciò che la nazione bramava. Con piccolissime forze, Masaniello ardì opporsi, e non invano, alla immensa vendetta della nazione sp****la; Masaniello morì, ma l'opera sua rimase. (Vincenzo Cuoco)

IN ITALIANO

Amici miei, popolo mio, gente: voi credete che io sia pazzo e forse avete ragione voi: io sono pazzo veramente. Ma non è colpa mia, sono stati loro che per forza mi hanno fatto impazzire! Io vi volevo solo bene e forse sarà questa la pazzia che ho nella testa. Voi prima eravate immondizia ed adesso siete liberi. Io vi ho resi liberi. Ma quanto può durare questa vostra libertà? Un giorno?! Due giorni?! E già perché poi vi viene il sonno e vi andate tutti a coricare. E fate bene: non si può vivere tutta la vita con un fucile in mano. Fate come Masaniello: impazzite, ridete e buttatevi a terra, perché siete padri di figli. Ma se invece volete conservare la libertà, non vi addormentate! Non posate le armi! Lo vedete? A me hanno dato il veleno e adesso mi vogliono anche uccidere. Ed hanno ragione loro quando dicono che un pescivendolo non può diventare generalissimo del popolo da un un momento all'altro. Ma io non volevo far niente di male e nemmeno niente voglio. Chi mi vuol bene veramente dica per me solo una preghiera: un requiem soltanto quando sarò morto. Per il resto ve lo ripeto: non voglio niente. N**o sono nato e n**o voglio morire. Guardate!!

"E' NA' PASSIONE CCHIU' FORT' 'E NA' CATENA‼"
07/10/2024

"E' NA' PASSIONE
CCHIU' FORT' 'E NA' CATENA‼"

Buonanotte Identitari💙
06/10/2024

Buonanotte Identitari💙

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