19/04/2023
https://www.facebook.com/SetNapoli/photos/a.1182372975238658/2725677474241526/
Restiamo abitanti della nostra città:
il 10 maggio Assemblea cittadina alla Galleria Principe di Napoli !
(spostata dal cortile di santa chiara causa previsioni sulla pioggia)
(appello pubblico)
Caro affitti e aumento del costo della vita, espulsione dei residenti storici e degli studenti, privatizzazione dello spazio pubblico e del patrimonio culturale, inquinamento ambientale: se manca ogni regolamentazione l’industria turistica, nell’attuale cornice neoliberale, privatizza i profitti e socializza i danni sociali e ed ecologici.
La casa da diritto primario è stata trasformata da Airbnb e dalle altre piattaforme digitali in un bene di consumo, infrastruttura chiave per l’economia turistica. In assenza di una normativa adeguata a tutela dell’abitare, le case vacanze nel centro storico di Napoli sono diventate minialberghi, a danno di fasce sociali più fragili, giovani e studenti. Secondo i siti specializzati attualmente nell'area "Unesco" della città almeno ottomila appartamenti sono alloggi turistici (!).
Mentre il 2023 si è aperto con oltre diecimila sfratti esecutivi (dati Prefettura), trovare una casa da abitare è diventato ormai un privilegio per ceti garantiti e benestanti. Una casa vacanze invece può rendere fino a 20mila euro al mese: senza tutela e sostegno alla residenzialità e senza un freno alle piattaforme turistiche, il futuro di tutto il centro storico di Napoli sarà simile a quello di Venezia e Firenze. Centri storici che perdono sempre più abitanti, da visitare unicamente a pagamento.
Sulla città come bene comune prevale una totale mercificazione. Sebbene l'amministrazione Manfredi si è di recente aggiunta ai Comuni che chiedono una legge nazionale "per non diventare come Disneyland", davvero nulla ha fatto finora per censire e contenere gli affitti turistici. Anzi, lungi dal contrastare l'economia speculativa, trasforma il patrimonio culturale da bene comune e
strumento di uguaglianza in profitto turistico, imponendo un biglietto per l’accesso a siti come Castel dell’Ovo e la vendita di beni pubblici come la Galleria Principe (in ossequio agli accordi nefasti del Patto per Napoli), mentre continua a rinnovare la delibera che permette l'occupazione di suolo pubblico in deroga alle normative. L’invasione di dehors e tavolini e la metamorfosi del tessuto commerciale di vicinato in attività di ristorazione è funzionale alla trasformazione della città in un parco a tema per turisti. Un parco a tema in cui studenti, migranti, ceti popolari, fasce marginali non troveranno più alcuno spazio e che, come ormai molti studi dimostrano, non può essere l'unico volano di sviluppo per il territorio, produce poca redistribuzione della ricchezza, arricchisce una minoranza ma crea lavoro povero e precario e molto spesso in nero.
Infine, i danni ambientali prodotti dall’aumento delle rotte aeree turistiche e dalle navi da crociera graveranno ancora una volta sugli abitanti di Napoli e sulle nuove generazioni, in termini di aumento della patologie e di surriscaldamento climatico.
Una grande città non può ridursi a una monocoltura della rendita immobiliare e del Food&Wine:
Napoli oggi assomiglia al Titanic, lanciata contro un iceberg mentre l’amministrazione organizza festival dei piatti tipici nell’intento di accaparrarsi altri turisti-consumatori.
Ma la storia del Titanic insegna che è solo la prima classe a salvarsi dallo schianto.
Per questo il 4 maggio alle ore 18 abitanti, studenti e studentesse, associazioni, realtà di base e movimenti napoletani sono invitati a prendere parola in un’assemblea pubblica, al fine di organizzare insieme una campagna sulla difesa dell’abitare, del patrimonio pubblico e dell’ambiente.
Di fronte alla violenza silenziosa della prima classe, ammutiniamoci!
Rete Set Napoli
Campagna per il Diritto all'abitare
Rete dei Beni Comuni di Napoli
Mi Riconosci Campania
(per aderire all'iniziativa inviate un messaggio alla posta della pagina)