17/09/2026
🍇 La Festa dell’Uva di Mosciano merita di essere riconosciuta. Punto.
Leggo le dichiarazioni del consigliere Francesco Taglieri sul voto contrario alla proposta di legge regionale per il riconoscimento e la valorizzazione della Festa dell’Uva di Mosciano Sant’Angelo.
Taglieri precisa che il suo voto non è contro Mosciano, né contro la Festa dell’Uva e la sua storia. Bene. Ma proprio per questo è importante ribadire una cosa: riconoscere ufficialmente una tradizione non significa necessariamente fare una legge “bandiera”.
La Festa dell’Uva non nasce oggi e non nasce nelle stanze della politica. È una tradizione che affonda le proprie radici nella storia della comunità moscianese e che, con la 68ª edizione del 2026, continua a coinvolgere cittadini, contrade, associazioni e volontari. È patrimonio della nostra comunità e rappresenta una parte della cultura rurale e popolare abruzzese.
Il riconoscimento regionale avrebbe proprio il valore di dare dignità istituzionale a una storia costruita dal basso, attraverso generazioni di persone che hanno dedicato tempo, passione e volontariato alla Festa.
E c’è un punto che va chiarito: la proposta prevede il riconoscimento e la valorizzazione della manifestazione senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale, utilizzando le risorse e gli strumenti già disponibili.
Quindi sì al confronto sulle modalità di sostegno alle manifestazioni culturali abruzzesi. Sì a criteri trasparenti e uguali per tutti. Ma questo non deve diventare un motivo per negare il valore di una tradizione che appartiene a Mosciano e, attraverso Mosciano, alla storia culturale dell’Abruzzo.
🍇 La Festa dell’Uva non chiede privilegi. Chiede di essere riconosciuta per quello che è: una tradizione storica, popolare e identitaria che merita di essere valorizzata.
Adesso il percorso deve arrivare fino in fondo: il riconoscimento regionale della Festa dell’Uva di Mosciano Sant’Angelo.
Perché le tradizioni non si cancellano con un voto.
Si custodiscono, si valorizzano e si tramandano.