Il Rione Rosso non esisterebbe se non fosse per Alba la formidabile sarta che ha creato questi meravigliosi abitii! Questa rievocazione storica nasce 29 anni fa grazie alla Sagra dell'Agricoltura, del Commercio e dell'Artigianato che vuole inserire quest'evento accanto al Palio. Ogni anno va arricchendosi di nuovi abiti e interessanti novità! I BORGHI
La Storia
-Borgo General Vitali (Rione Bianco
)
E' il borgo principale, nello stemma è rappresentato un drago, oggi simbolo del Comune di Mordano. Questo borgo è il luogo in cui regnó nel 1400 la Signora della Bordella.
-Borgo San Germano (Rione Nero)
Nello stemma sono raffigurate due croci che rappresentano le due chiesette della villa appartenuta un tempo ai Conti Cannonieri, che attualmente ospita l'hotel-ristorante Panazza.
-BORGO MONTEBOTTONE (RIONE ROSSO)
Nello stemma è raffigurata una carriola, perchè anticamente nel borgo era estratta la ghiaia del fiume che poi era trasportata mediante carriole dagli scariolanti.
-Borgo Mezza Luna (Rione Blu)
E' così chiamato perchè il territorio in quella zona si presenta a forma di mezza luna.
-Borgo San Bartolomeo (Rione Verde)
E' così chiamato per via della chiesa, presente in via Nuova, dedicata al Santo.
-Borgo San Francesco (Rione Verde Chiaro)
Chiamato così perchè al centro del Borgo sorge la Cappellania di S. Francesco, il monumento più antico presente nel Comune di Mordano, costruito con tutta probabilità prima dell'anno Mille.
-Borgo Bubano (Rione Giallo)
E' la prima frazione (per numero di abitanti) del Comune di Mordano. Sfilata in costume sul prato
-Borgo Chiavica (Rione Azzurro)
E' la seconda frazione (per numero di abitanti) del Comune di Mordano.
-Borgo Fornace (Rione Giallo Oro)
Il Borgo copre un'area molto ampia, nella quale viene prelevata la terra per la vicina fornace.
-Borgo Fluno (Rione Arancione)
Il Borgo si trova ai confini di Bubano e Chiavica e si estende lungo la via Fluno, da cui prende il nome. MORDANO
La Storia
Per tutto l’alto Medioevo il feudo di Mordano fu oggetto di aspre contese tra Bologna e Imola (da quest’ultima dista solo 11 chilometri). Alla fine del Duecento Maghinardo da Susinana si impossessò del feudo, che poi lasciò all’amico Matteo Ragnolo. Fu poi la volta, verso la metà del ‘300, dei Della Bordella di Imola. In seguito Mordano seguì la sorte di Imola, passando prima sotto i milanesi, poi i veneziani, i faentini e il nipote di Papa Sisto V, Girolamo Riario. Alla morte di quest’ultimo, Mordano passò alla di lui vedova Caterina Sforza, che però non lo tenne a lungo. Nel 1494, infatti, lo dovette cedere ai francesi di Carlo VIII. Nei secoli successivi rimase a lungo sotto il governo della Chiesa, ma dovette ritornare in mano straniera nel 1796, quando arrivarono in Romagna le truppe napoleoniche. Con la restaurazione del dominio pontificio, Mordano divenne sede di Podesteria soggetta al governo di Imola, nella Legazione di Ravenna. Dopo la fine dello Stato della Chiesa, il Governatore delle «Provincie provvisorie» Luigi Carlo Farini, il 27 dicembre 1859, ridefinì le circoscrizioni territoriali aggregando il Comune di Mordano alla Provincia di Bologna.