Fondazione Biblioteca Italiana per Ciechi "Regina Margherita" -ETS

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Fondazione Biblioteca Italiana per Ciechi "Regina Margherita" -ETS La Biblioteca Italiana per i Ciechi, sorta nel 1928, è da sempre la principale Biblioteca al serviz

30/07/2026

A Monza la Biblioteca italiana per ciechi: tra i 96 mila volumi in Braille e gli spartiti musicali chiesti anche da Bocelli
di Federico Berni

È l'unica realtà di questo tipo in Italia. E arrivano molte richieste anche dall’estero: il polo musicale spedisce ai tanti musicisti non vedenti gli spartiti «tradotti» nell'alfabeto tattile

I loro volumi viaggiano ovunque. In Italia, in Europa, nel mondo. Dalla Divina Commedia a Harry Potter. Dalla Nona di Beethoven, al terzo concerto per pianoforte di Rachmaninov, fino alle partiture di brani pop. Chilometri di carta, di fogli interamente segnati da sequenze infinte di punti in rilievo. Scrittura in Braille, da leggere al tatto.
Un archivio da 96 mila opere custodito a Monza, in via Ferrari, sede della Biblioteca Italiana per ciechi, un fabbricato industriale su due piani e oltre 2 mila metri quadri di superficie, dai locali ordinati e migliorati da recente ristrutturazione. Con un’eccellenza, tra le tante, rappresentata dal «polo musicale», che spedisce a chiunque ne faccia richiesta gli spartiti «tradotti» con l’alfabeto creato ai primi dell’Ottocento dal giovane Louis Braille, inventore francese che p***e la vista per un’infezione in età infantile.
Un servizio utilizzato da artisti come Andrea Bocelli, Frida Bollani Magoni, o da enti quali la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d’America, a Washington (la più grande del mondo), l’università giapponese di Yokohama, il centro di formazione «Piano Cantabile», fondato nel 2001 ad Aubagne, in Provenza. E da tanti musicisti ciechi o ipovedenti, sia amatoriali, che professionisti da palcoscenici internazionali.

«Gli spartiti musicali editi dalla Biblioteca per ciechi di Monza sono tra i più rinomati e apprezzati al mondo», spiega Nicola Stilla, vice presidente dell’ente fondato nel 1928 a Genova, poi trasferito a Milano nel ’35 e pochi anni dopo spostato a Monza (all’epoca in Villa Reale) per sfuggire ai bombardamenti. «La nostra è una normalissima biblioteca, ma con testi trascritti in Braille. Narrativa, editoria scolastica (gratuita) in questo caso anche a carattere ingrandito per ipovedenti. Ed è “circolante”, nel senso che l’utente non viene qui in sede, ma, in base al nostro catalogo, ci chiede il volume che gli interessa, e noi glielo facciamo arrivare a domicilio».
L’unica realtà in Italia che fornisce questo servizio «da sempre», precisa Stilla, inseguendo lo scopo fondante dell’istituzione: «Favorire, per le persone cieche, l’accesso alla cultura». E chi lavora qui, infatti, trasmette passione autentica per l’importanza dell’opera svolta. «Siamo anche gli unici nel Paese a stampare materiale musicale, anche su richiesta; molte sono le domande che arrivano dall’estero. Tanti non vedenti studiano la musica».
E ci sono molti grandi artisti che ne beneficiano. La riproduzione finale, realizzata con la collaborazione di un concertista del Conservatorio di Milano, è «fedele in modo assoluto al testo musicale», perché il «Braille comprende tutti i segni e i caratteri grafici possibili e immaginabili».
Vi si trova tutto ciò che anima il pentagramma: legature, pause, chiavi, alterazioni. Per un musicista non vedente, lo sforzo è doppio. Il testo deve essere infatti prima memorizzato: «Una mano va sui tasti, l’altra sullo spartito per essere imparato al tatto».

Uno scanner particolarmente sofisticato permette inoltre con un sistema di intelligenza artificiale la digitalizzazione dei brani più antichi, di cui non esisteva copia informatica. La biblioteca monzese (realtà che dà lavoro a oltre 30 persone) pubblica anche, oltre ai libri del catalogo, 13 riviste (dalla divulgazione scientifica, alla cucina), con abbonati anche in Algeria, Argentina e Brasile. Sono circa sei milioni di pagine all’anno: «I ciechi sono lettori avidi, innamorati della conoscenza».

22/06/2026

La cambierà linguaggio: addio al termine minorati spazio alla parola .

La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato all’unanimità il disegno di legge, a prima firma Guidi, che modifica gli articoli 3 e 38 della Costituzione: la parola “disabilità” farà parte degli elementi per i quali è vietata ogni discriminazione.

Il termine “minorati” verrà definitivamente eliminato.

Il primo passo di un percorso parlamentare che innoverà il testo Costituzionale.

Il percorso proseguirà in Aula al Senato e poi alla Camera, prima di tornare per la seconda lettura richiesta dalle regole costituzionali.

23/02/2026

In occasione della Giornata Nazionale del Braille, è importante ricordare che l’Università di Firenze, attraverso il proprio Sistema Bibliotecario di Ateneo, ha attiva una convenzione con la Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita” per il servizio “Libri digitali”.

Grazie a questo accordo, studentesse e studenti con disabilità visiva, con disabilità percettive o di lettura, o con specifiche disabilità fisiche possono richiedere l’adattamento dei testi di studio in formato digitale accessibile e, nei casi previsti, anche in versione cartacea (braille o a caratteri ingranditi), nel rispetto della normativa vigente.

L’Ateneo è inoltre accreditato come entità autorizzata presso il Ministero della Cultura e mette a disposizione ulteriori strumenti per l’accesso ai contenuti digitali, inclusi ebook in formato accessibile certificati LIA.

Parlare di Braille significa parlare di strumenti e servizi concreti che rendono possibile la formazione e la piena partecipazione alla vita accademica.

Perché l’accessibilità non è un principio astratto: è una condizione necessaria per rendere effettivo il diritto allo studio.

Indirizzo

Via Giuseppe Ferrari 5/a
Monza
20900

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 17:00
Martedì 08:00 - 17:00
Mercoledì 08:00 - 17:00
Giovedì 08:00 - 17:00
Venerdì 08:00 - 14:00

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