04/09/2026
Così vanno le cose, così devono andare?
Il 26 agosto l’amministrazione statunitense ha inserito il collettivo Autistici/Inventati nella lista “Specially Designated Nationals and Blocked Persons List” con la qualifica SDGT (Specially Designated Global Terrorist) con la motivazione di essere un “gruppo estremista con sede in Italia che sviluppa e gestisce infrastrutture digitali utilizzate da cellule violente di Antifa e altri militanti dell’estrema sinistra in diversi Paesi”.
Per chi non lo conoscesse il collettivo si presenta così:
“Autistici/Inventati nasce in Italia nel marzo 2001 dall’incontro di persone e collettivi attivi nella tecnologia, nella privacy, nei diritti digitali e nell’attivismo politico. Il collettivo offre infrastrutture gratuite e alternative alle grandi piattaforme commerciali. A/I si presenta come realtà antifascista, antirazzista, antisessista e antimilitarista, contraria al capitalismo e all’autoritarismo, e seleziona i progetti ospitati sulla base della compatibilità con questi principi. L’infrastruttura è gestita attraverso un’associazione formalmente riconosciuta, la sua attività passa attraverso una forma associativa disciplinata dall’ordinamento, con responsabilità giuridiche, rapporti contrattuali e i relativi adempimenti e controlli.”
Si tratta di un atto con pesanti ripercussioni preso senza fornire motivazioni, prove o indicazioni di specifiche inchieste in corso.
Nel giro di poche ore tutti i servizi offerti dal collettivo non sono stati più raggiungibili (ora, almeno temporaneamente, ripristinati con diverse soluzioni tecniche) e l’account Paypal sospeso così come, nel giro di pochi giorni, è stato sospeso il conto corrente aperto in Banca Etica.
Questa vicenda apre, o meglio dovrebbe aprire (anche da parte della vasta platea di, sedicenti, sovranisti) una discussione su tantissimi temi: l’accesso (e l’indipendenza) ai servizi digitali, la protezione dei dati personali di chi questi servizi utilizza, la proprietà (o il potere di indirizzo e di coercizione) delle reti e dei servizi informatici, il sistema bancario e finanziario, le capacità di autonomia dell’Unione Europea e di tutti gli Stati membri, la frantumazione di ogni diritto e della legalità democratica, la libertà di scelta, il capitalismo della sorveglianza e tanto altro ancora.
L’espressione di solidarietà e le dichiarazioni a sostegno del collettivo (che ricordiamo segue analoghe decisioni prese contro Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati) e il riportare i temi indicati al centro della discussione pubblica sono un atto doveroso non tanto, e non solo, nei confronti del collettivo stesso ma per quanto il collettivo rappresenta come simbolo di una situazione nella quale tante altre associazioni, enti, partiti, azienda e singole persone potrebbero un domani trovarsi.
E’ il momento di non arretrare e di non tacere prima che una frase dei Peanuts possa diventare realtà: “Beh! Meglio tardi che mai. No, tardi non è meglio; tardi è tardi”
Luca Radaelli, Segreteria Sinistra Italiana Monza e Brianza