09/06/2026
𝑳𝑨 𝑴𝑬𝑴𝑶𝑹𝑰𝑨 𝑫𝑬𝑳𝑳𝑨 𝑹𝑬𝑺𝑰𝑺𝑻𝑬𝑵𝒁𝑨 𝑼𝑴𝑨𝑵𝑰𝑻𝑨𝑹𝑰𝑨 🇮🇹
𝑶𝑮𝑮𝑰 𝑳𝑨 𝑪𝑶𝑴𝑴𝑬𝑴𝑶𝑹𝑨𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬 𝑨 𝑹𝑶𝑪𝑪𝑨𝑭𝑰𝑵𝑨𝑫𝑨𝑴𝑶
Oggi, 9 giugno, la sezione di Montorio dell'ANPI ha accolto con onore e profondo rispetto l'invito a partecipare alla commemorazione delle vittime dell’eccidio di Roccafinadamo.
Siamo stati accolti, con un'esemplare postura istituzionale, dal Sindaco di Penne, Gilberto Petrucci, che nel suo intervento ha sottolineato, con parole lontane da ogni vuota retorica, il valore della Resistenza e l'importanza di una memoria attiva, capace di farsi guida per il presente.
L’emozione più grande è stata il caloroso affetto ricevuto dai cittadini e, in particolare, dai familiari delle vittime. A loro abbiamo voluto portare l'abbraccio più sincero e profondo del cuore antifascista di Montorio al Vomano, il luogo dove si consumò la tragedia e che oggi custodisce la stessa identica memoria.
All'inizio di giugno del 1944, si trovavano nei campi Isidoro con il figlio quindicenne Raimondo, Michele, giovanissimo, appena sopravvissuto alla campagna di Russia, Regolo e Corradino. A poca distanza ci fu uno scontro a fuoco tra partigiani e soldati tedeschi. Nella fuga, i partigiani feriti cercarono scampo e chiesero aiuto. Non sappiamo se i quattro contadini fecero in tempo ad aiutarli o se furono solo testimoni inermi, ma per i tedeschi il sospetto fu sufficiente: vennero arrestati sul posto.
Solo il piccolo Raimondo riuscì a salvarsi fuggendo nei campi. Oggi sua figlia ci ha rivelato che in realtà suo padre fu salvato da un soldato tedesco, un biondino diceva lui, che gli fece cenno di fuggire, forse impietosito dalla sua giovane età.
Vennero rinchiusi a Teramo, ma il loro destino era segnato dal desiderio di vendetta dei fascisti. Eravamo ormai alla fine della guerra. I repubblichini erano ormai sconfitti, terrorizzati dall'arrivo degli alleati, ma cercavano qualcuno da uccidere per vendicarsi e per dare un'ultima lezione di terrore alla popolazione, prima di fuggire.
Prelevarono dal carcere di Teramo i quattro innocenti, li portarono a Montorio e, nei pressi del cimitero, furono uccisi.
Avvenne tutto sotto gli occhi di due ragazzini che erano saliti su un grande albero di ciliegio per raccogliere i frutti. Nascosti tra le foglie, quei bambini assistettero a tutto: videro gli uomini allineati contro il muro di cinta, li sentirono parlare, chiedere la salvezza per i più giovani ma poi li videro cadere a terra sotto le scariche di mitra del Battaglione “M”.
I loro corpi vennero gettati in una fossa comune a Montorio sotto la parola “sconosciuti” e per molto tempo a Roccafinadamo non si seppe quale fine avessero fatto. Ma la memoria non si è interrotta: la tenacia del figlio di Isidoro, Amerigo Di Donato, che per vent'anni ha lottato per riportare quei corpi a casa, dimostra che la ricerca della verità è stata più forte della violenza che voleva cancellarli.
Nel nostro intervento abbiamo ricordato come la vicenda di Isidoro, Regolo, Corradino e Michele sia l'espressione più pura di quella che gli storici definiscono “Resistenza umanitaria". Questa non fu fatta solo con le armi, sulle montagne: ci fu un'opposizione disarmata e altrettanto coraggiosa, portata avanti da persone semplici che scelsero di non girarsi dall'altra parte e di aiutare chi lottava per la libertà.
È per questo che oggi possiamo considerare Isidoro Di Donato, Regolo Antosa, Corradino Astolfi e Michele Marino, veri e propri eroi della Resistenza.
Un momento di altissimo valore è stato il prezioso intervento del Colonnello Antonio Di Donato, nipote di Isidoro. Con il Colonnello ci lega un profondo e comune interesse per la ricerca storica: un lavoro rigoroso e necessario per far emergere la verità e dare giustizia alle vittime contro ogni tentativo di oblio.
Abbiamo salutato i cittadini, il Sindaco e tutti i presenti con un invito e una promessa: consolidare e coltivare il legame profondo che unisce le nostre comunità. Un legame nato dal dolore di quel tragico 9 giugno, ma che oggi vogliamo trasformare in qualcosa di vivo e di condiviso da trasmettere alle nuove generazioni nel nome dei valori democratici e della nostra Costituzione.
Grazie Roccafinadamo.❤️ 🇮🇹
Gilberto Petrucci Sindaco di Penne
Di Donato