ANPI Sezione di Montorio al Vomano

ANPI Sezione di Montorio al Vomano ANPI Sezione Montorio al Vomano è un'associazione apartitica che si occupa di preservare la memoria e diffondere i valori della Resistenza.

23/06/2026

Grazie ❤️
Fantastico concerto!
Bravissimi tutti!.
Ivan D'Antonio
e la sua super band! 🎵
Federico Adriani (batteria), Nino Gavioli (basso), Frank Capitanio (chitarra elettrica), Lorenzo Marcozzi (polistrumentista), Marilisa Speca (cori), Luca Di Giammarco (sax), Edolo Ciampichetti (batteria e percussioni) e Federico Di Luciano (violino)
😊 ❤️ 🎵

23/06/2026
23/06/2026

SOLIDARIETÀ A OUIDAD BAKKALI.

Nelle scorse ore alla Camera si è consumata una pagina buia. Gli interventi discriminatori e l'approccio razzista di alcuni deputati sugli ordini del giorno per la casa hanno costretto la deputata Ouidad Bakkali ad abbandonare l'Aula.
Come ha giustamente ricordato Gianni Cuperlo nel suo richiamo storico, queste parole sono la negazione diretta dell’Articolo 3 della nostra Costituzione, nato dal lavoro di costituenti come la giovanissima partigiana Teresa Mattei.
Quando una rappresentante delle istituzioni è costretta a uscire dall'Aula a causa di attacchi xenofobi, la sconfitta è di tutto il Parlamento e dello Stato di diritto nato dalla Resistenza.
L’ANPI esprime totale solidarietà a Ouidad Bakkali. Vigilare contro il razzismo e difendere l’uguaglianza di ogni cittadino è il dovere democratico di tutti.





Martedì 23 giugno alle 21:30.Non mancate al concero di Ivan D'Antonio e la sua fantastica band! 🎵Dopo il grande successo...
22/06/2026

Martedì 23 giugno alle 21:30.
Non mancate al concero di Ivan D'Antonio e la sua fantastica band! 🎵

Dopo il grande successo del concerto del 25 aprile, torna tutta la band a regalarci bellissima musica e profonde riflessioni, a Montorio presso i Giardini della Madonna del Ponte!

Con Ivan D'Antonio ci saranno Federico Adriani (batteria), Nino Gavioli (basso), Frank Capitanio (chitarra elettrica), Lorenzo Marcozzi (polistrumentista), Marilisa Speca (cori), Luca Di Giammarco (sax), Edolo Ciampichetti (batteria e percussioni) e Federico Di Luciano (violino) 😊


Ivan D'Antonio

𝗟𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗹𝗮𝗺𝗲: 𝗹𝗼 𝘀𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲.“Fossa comune per te e la tua famiglia; a casa zingara; t***a; remigrati; la...
17/06/2026

𝗟𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗹𝗮𝗺𝗲:
𝗹𝗼 𝘀𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲.

“Fossa comune per te e la tua famiglia; a casa zingara; t***a; remigrati; la beduina ha parlato; topo di fogna, zingara, e chi te segue è peggio di te; una che riproduce maranza; disinfestazione; dimmi tu sta mao mao; scimmia remigra con loro, maledetta; gli piace proprio farsi struprare; farete una br**ta fine; sparati; ti aprono come una mela; m***a beduina sappiamo dove vivete”.

Sono solo alcuni dei 13.700 insulti razzisti e sessisti ricevuti dalla deputata Ouidad Bakkali per aver espresso pubblicamente le sue idee sul tema della re-migrazione proposta da FC, che tanto vergognosamente sta svilendo l’Italia.

Come ANPI, usiamo le parole giuste: questo è squadrismo.

Ed è un veleno che purtroppo non ha colore politico. Nessuna fazione oggi in Italia è immune da questa deriva violenta. Lo dimostra la cronaca recente, quando alla Camera dei Deputati è stato rivolto alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni l'attacco sulle "ginocchiere".

La misoginia e la violenza verbale non hanno bandiere: sono lo strumento di chi non ha argomenti. Si preferisce distruggere e umiliare la persona – che sia una deputata dell'opposizione, la premier o una consigliera comunale – piuttosto che confrontarsi.

Dietro questa valanga di fango c’è però un problema ancora più grande e vicinissimo a tutti noi: la fine del pensiero autonomo.
Assistiamo a un preoccupante "effetto gregge". Lo schema è identico, dai palazzi di Roma alle piccole realtà locali: il politico di turno lancia l'insulto o la battuta sessista, si giustifica poi con argomentazioni deboli ma ad effetto, e subito scatta il riflesso condizionato del branco.

Basta un clic e centinaia di persone smettono di ragionare con la propria testa.
Si accodano docilmente, regalando condivisioni a comando e applausi acritici per difendere posizioni senza che ci sia dietro una reale consapevolezza.
Il funzionamento stesso degli algoritmi delle piattaforme social favorisce questa deriva, offrendo la possibilità di pilotare e gonfiare a dismisura le interazioni modificando la percezione del reale.

Si sta diffondendo una pigrizia intellettuale nel rinunciare a pensare con la propria testa, informarsi in modo approfondito, comprendere, riflettere, preferendo la comodità di fare massa a difesa di una tesi precostituita. Ma la storia insegna che una società democratica si regge sul pluralismo e sullo sforzo del confronto, non sull'obbedienza cieca o sul conformismo di cui il fascismo si è sempre nutrito.
Le parole non sono mai neutre: costruiscono il contesto in cui viviamo, le nostre relazioni, il nostro futuro. Tanto è facile distruggere, tanto è difficile poi ricostruire sulle macerie fatte di odio e denigrazione. Quando si normalizza la mancanza di rispetto e si trasforma la discussione pubblica in una tifoseria, si impoveriscono i diritti e la libertà di tutti.
Non possiamo poi meravigliarci se nelle scuole i fenomeni di cyberbullismo siano diventati un'emergenza, visto l’esempio che gli adulti offrono sui social.

E’ tanto preoccupante la violenza di chi scrive tanto quanto il silenzio di chi assiste senza intervenire, o di chi minimizza l'accaduto. Il limite della decenza e del buon senso viene superato ogni volta che rinunciamo a esercitare il dubbio e lo spirito critico. Quando si accetta l'insulto e si trasforma il dibattito in una gogna, si distrugge la democrazia.

Riprendiamoci allora il valore del confronto diretto, fatto di partecipazione e di incontri reali. Spazi fisici dove spesso i più agguerriti leoni e leonesse da tastiera tornano a essere persone tranquille, e dove, se c’è contrasto di idee, si è ancora capaci di argomentare civilmente.

La democrazia si difende ogni giorno rifiutando la violenza verbale e la cecità del gregge. Tornare a pensare con la propria testa, rifiutando le tifoserie e le narrazioni preconfezionate, è il primo vero atto di Resistenza.

Riprendiamoci il rispetto e la libertà di pensare. Riprendiamoci la vita sociale sana, quella vera!

In foto: Il Manifesto delle Parole Ostili. Un promemoria fondamentale, perché le parole che scegliamo raccontano chi siamo e definiscono la nostra civiltà.


Per questa domenica 21 giugno non prendete impegni!Dalle 18 in poi, siamo tutti invitati ad Azzinano di Tossicia per la ...
15/06/2026

Per questa domenica 21 giugno non prendete impegni!

Dalle 18 in poi, siamo tutti invitati ad Azzinano di Tossicia per la terza edizione dell'evento di Emergency, organizzato dai volontari locali sotto il motto "Questo evento ripudia la guerra".

Sarà un'importante occasione per scoprire i progetti del Programma Italia di Emergency relativi a cure e accoglienza. Avremo il piacere di incontrare e ascoltare diverse testimonianze, tra cui quella di Ousmane Thiam (mediatore culturale), Loredana Carpentieri (coordinatrice dell'ambulatorio) e Andrea Belardinelli (operatore umanitario).

A seguire ci saranno le visite guidate ai murales, le tradizionali frittelle e musica dal vivo con i The Relatives.
È prevista anche l'animazione per i bambini.

Una bella serata insieme all'insegna della solidarietà!

Ieri mattina si è insediato il nuovo Consiglio comunale. La Sezione ANPI "Donato Di Giammarco e Giuseppe Valentini" di M...
14/06/2026

Ieri mattina si è insediato il nuovo Consiglio comunale.
La Sezione ANPI "Donato Di Giammarco e Giuseppe Valentini" di Montorio al Vomano augura buon lavoro al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale, agli Assessori e a tutti i Consiglieri per questo nuovo mandato.

Tuttavia, riteniamo doveroso richiamare l'attenzione sulla necessità di mantenere sempre una rigorosa postura istituzionale all'interno dell'aula.
Siamo rimasti sconvolti e increduli nell'ascoltare l'andamento del confronto durante questa prima seduta, per le continue interruzioni e i commenti rivolti dal Sindaco alla consigliera di minoranza Alessia Nori.
Frasi come "non ti è bastata la lezione", "non ti hanno votato nemmeno i parenti" giudizi sullo "spessore zero" rivolto alla persona e infine l'invito a "prendere la scopa", calpestano i confini della normale dialettica politica e offendono la dignità delle istituzioni.
Liquidare il ruolo di una consigliera con argomentazioni che scivolano in attacchi personali e in beceri stereotipi sessisti non fa onore all'istituzione e ferisce la sensibilità dell'intera comunità.
Alla consigliera Nori va la nostra solidarietà.
La minoranza non rappresenta un ostacolo al funzionamento amministrativo, ma è un pilastro fondamentale della democrazia locale, espressione legittima di una parte importante della cittadinanza.
Il voto democratico conferisce il mandato di amministrare, ma impone anche il dovere di rispettare il pluralismo e la dignità di ogni eletto.
Chi rappresenta le istituzioni ha la responsabilità di svolgere il proprio mandato con "disciplina e onore" e dare l'esempio attraverso un linguaggio consono e rispettoso.

Ci auguriamo che i lavori del Consiglio proseguano in futuro con maggiore serenità e rispetto e che l'aula torni a essere il luogo del confronto civile e costruttivo che Montorio merita.



❤️ 𝐄𝐧𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐁𝐞𝐫𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐞𝐫.A quarantadue anni dalla sua scomparsa, l’ANPI ricorda Enrico Berlinguer, una delle figure più limp...
11/06/2026

❤️ 𝐄𝐧𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐁𝐞𝐫𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐞𝐫.

A quarantadue anni dalla sua scomparsa, l’ANPI ricorda Enrico Berlinguer, una delle figure più limpide, amate e autorevoli della storia della nostra Repubblica.

Berlinguer non è stato solo il leader del Partito Comunista Italiano; è stato, nel profondo, un instancabile custode e interprete dei valori nati dalla Resistenza e scolpiti nella nostra Carta Costituzionale.
In anni drammatici, segnati dalla violenza del terrorismo e dai tentativi di destabilizzare il Paese, seppe erigere un argine invalicabile a difesa delle istituzioni democratiche.

Per Berlinguer, la democrazia era un valore universale e irrinunciabile e con il suo celebre "strappo" da Mosca, affermò con forza che il socialismo poteva e doveva realizzarsi solo nel pieno rispetto delle libertà civili e politiche, del pluralismo e della partecipazione popolare. Una lezione di autonomia e di coraggio che ridefinì la sinistra europea.

Ci lascia in eredità la sua straordinaria "questione morale": il richiamo alla pulizia della politica, all'onestà intellettuale, al rispetto profondo per i cittadini e per i lavoratori.

Enrico. Il tuo esempio di rigore, umanità e fedeltà ai principi democratici continua a guidare il nostro cammino a difesa della Repubblica e dell'antifascismo🇮🇹





𝑳𝑨 𝑴𝑬𝑴𝑶𝑹𝑰𝑨 𝑫𝑬𝑳𝑳𝑨 𝑹𝑬𝑺𝑰𝑺𝑻𝑬𝑵𝒁𝑨 𝑼𝑴𝑨𝑵𝑰𝑻𝑨𝑹𝑰𝑨  🇮🇹𝑶𝑮𝑮𝑰 𝑳𝑨 𝑪𝑶𝑴𝑴𝑬𝑴𝑶𝑹𝑨𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬 𝑨 𝑹𝑶𝑪𝑪𝑨𝑭𝑰𝑵𝑨𝑫𝑨𝑴𝑶Oggi, 9 giugno, la sezione di Montorio d...
09/06/2026

𝑳𝑨 𝑴𝑬𝑴𝑶𝑹𝑰𝑨 𝑫𝑬𝑳𝑳𝑨 𝑹𝑬𝑺𝑰𝑺𝑻𝑬𝑵𝒁𝑨 𝑼𝑴𝑨𝑵𝑰𝑻𝑨𝑹𝑰𝑨 🇮🇹
𝑶𝑮𝑮𝑰 𝑳𝑨 𝑪𝑶𝑴𝑴𝑬𝑴𝑶𝑹𝑨𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬 𝑨 𝑹𝑶𝑪𝑪𝑨𝑭𝑰𝑵𝑨𝑫𝑨𝑴𝑶

Oggi, 9 giugno, la sezione di Montorio dell'ANPI ha accolto con onore e profondo rispetto l'invito a partecipare alla commemorazione delle vittime dell’eccidio di Roccafinadamo.

Siamo stati accolti, con un'esemplare postura istituzionale, dal Sindaco di Penne, Gilberto Petrucci, che nel suo intervento ha sottolineato, con parole lontane da ogni vuota retorica, il valore della Resistenza e l'importanza di una memoria attiva, capace di farsi guida per il presente.

L’emozione più grande è stata il caloroso affetto ricevuto dai cittadini e, in particolare, dai familiari delle vittime. A loro abbiamo voluto portare l'abbraccio più sincero e profondo del cuore antifascista di Montorio al Vomano, il luogo dove si consumò la tragedia e che oggi custodisce la stessa identica memoria.

All'inizio di giugno del 1944, si trovavano nei campi Isidoro con il figlio quindicenne Raimondo, Michele, giovanissimo, appena sopravvissuto alla campagna di Russia, Regolo e Corradino. A poca distanza ci fu uno scontro a fuoco tra partigiani e soldati tedeschi. Nella fuga, i partigiani feriti cercarono scampo e chiesero aiuto. Non sappiamo se i quattro contadini fecero in tempo ad aiutarli o se furono solo testimoni inermi, ma per i tedeschi il sospetto fu sufficiente: vennero arrestati sul posto.
Solo il piccolo Raimondo riuscì a salvarsi fuggendo nei campi. Oggi sua figlia ci ha rivelato che in realtà suo padre fu salvato da un soldato tedesco, un biondino diceva lui, che gli fece cenno di fuggire, forse impietosito dalla sua giovane età.

Vennero rinchiusi a Teramo, ma il loro destino era segnato dal desiderio di vendetta dei fascisti. Eravamo ormai alla fine della guerra. I repubblichini erano ormai sconfitti, terrorizzati dall'arrivo degli alleati, ma cercavano qualcuno da uccidere per vendicarsi e per dare un'ultima lezione di terrore alla popolazione, prima di fuggire.
Prelevarono dal carcere di Teramo i quattro innocenti, li portarono a Montorio e, nei pressi del cimitero, furono uccisi.

Avvenne tutto sotto gli occhi di due ragazzini che erano saliti su un grande albero di ciliegio per raccogliere i frutti. Nascosti tra le foglie, quei bambini assistettero a tutto: videro gli uomini allineati contro il muro di cinta, li sentirono parlare, chiedere la salvezza per i più giovani ma poi li videro cadere a terra sotto le scariche di mitra del Battaglione “M”.

I loro corpi vennero gettati in una fossa comune a Montorio sotto la parola “sconosciuti” e per molto tempo a Roccafinadamo non si seppe quale fine avessero fatto. Ma la memoria non si è interrotta: la tenacia del figlio di Isidoro, Amerigo Di Donato, che per vent'anni ha lottato per riportare quei corpi a casa, dimostra che la ricerca della verità è stata più forte della violenza che voleva cancellarli.

Nel nostro intervento abbiamo ricordato come la vicenda di Isidoro, Regolo, Corradino e Michele sia l'espressione più pura di quella che gli storici definiscono “Resistenza umanitaria". Questa non fu fatta solo con le armi, sulle montagne: ci fu un'opposizione disarmata e altrettanto coraggiosa, portata avanti da persone semplici che scelsero di non girarsi dall'altra parte e di aiutare chi lottava per la libertà.
È per questo che oggi possiamo considerare Isidoro Di Donato, Regolo Antosa, Corradino Astolfi e Michele Marino, veri e propri eroi della Resistenza.

Un momento di altissimo valore è stato il prezioso intervento del Colonnello Antonio Di Donato, nipote di Isidoro. Con il Colonnello ci lega un profondo e comune interesse per la ricerca storica: un lavoro rigoroso e necessario per far emergere la verità e dare giustizia alle vittime contro ogni tentativo di oblio.

Abbiamo salutato i cittadini, il Sindaco e tutti i presenti con un invito e una promessa: consolidare e coltivare il legame profondo che unisce le nostre comunità. Un legame nato dal dolore di quel tragico 9 giugno, ma che oggi vogliamo trasformare in qualcosa di vivo e di condiviso da trasmettere alle nuove generazioni nel nome dei valori democratici e della nostra Costituzione.

Grazie Roccafinadamo.❤️ 🇮🇹


Gilberto Petrucci Sindaco di Penne
Di Donato





Con l’approvazione definitiva in Senato della norma che introduce il consenso informato preventivo delle famiglie per le...
05/06/2026

Con l’approvazione definitiva in Senato della norma che introduce il consenso informato preventivo delle famiglie per le attività scolastiche su sessualità, affettività e rispetto delle differenze, si compie un passo indietro preoccupante per il nostro sistema formativo.

Come ANPI, non possiamo che considerare questa misura un intervento ideologico e regressivo. Viene colpita al cuore l’autonomia scolastica e, con essa, la libertà d'insegnamento e il diritto delle nuove generazioni a una formazione completa, laica e pluralista, pilastri fondamentali della nostra democrazia e della Costituzione.

Questa decisione si pone in aperta contraddizione con i trattati internazionali, a partire dalla Convenzione di Istanbul, e con le linee guida di OMS e UNESCO, che indicano nell’educazione affettiva uno strumento indispensabile per prevenire la violenza di genere, il bullismo e le discriminazioni.

L'introduzione di questo vincolo rischia di produrre una profonda discriminazione sociale: le famiglie con minori strumenti culturali o condizionate da pregiudizi potrebbero negare il consenso, privando proprio i soggetti più vulnerabili di un'adeguata guida pedagogica. In assenza della mediazione scientifica e protetta della scuola, questi ragazzi verranno inevitabilmente lasciati in balia della rete, dove rischiano di attingere a forme di disinformazione e diseducazione sessuale prive di filtri e tutele.

Anziché valorizzare l'istituzione scolastica come presidio di uguaglianza, si sceglie la via del controllo, delegittimando il ruolo di insegnanti ed esperti e alimentando una cultura della paura che lascia i giovani più soli.

La scuola della Repubblica, nata dalla Resistenza, deve rimanere uno spazio di libertà, inclusione e crescita civile, capace di colmare i divari di partenza.

Condividiamo fermamente la denuncia e l'appello di Alessia D'Innocenzo, Responsabile dell’area Prevenzione di "Differenza Donna".
Rifiutiamo l'idea che il diritto all'istruzione venga piegato a logiche di censura politica. Continueremo a vigilare e a mobilitarci affinché l'educazione all'affettività sia garantita a tutte e tutti come un diritto strutturale e non negoziabile.





Alessia D'Innocenzo
Associazione Differenza Donna
CGIL Teramo

Indirizzo

Via L. B. Patrizi, 14
Montorio Al Vomano
64046

Telefono

+393490529969

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