04/04/2026
Dopo quasi cinque anni giunge al termine per alcuni degli indagati una vicenda che ha segnato profondamente la vita politica locale del Valdarno Inferiore. All'epoca dell'emersione dell'inchiesta, il Partito Democratico della zona del cuoio confermava la propria fiducia agli amministratori coinvolti, auspicando che fosse accertata il prima possibile la loro estraneità alle accuse, conoscendone l'impegno e la serietà. Esprimendo parimenti la massima fiducia nel ruolo della magistratura e nel suo operato.
Chiedevamo allora che venisse condotta un'approfondita analisi, da parte di tutti i livelli della politica, su quali potessero essere le azioni più efficaci da intraprendere per coniugare lo sviluppo economico con le esigenze di tutela dell’ambiente, del lavoro, della salute pubblica e della legalità.
Ed eravamo convinti di agire con coerenza, poiché del principio "produrre senza inquinare" la classe politica del nostro territorio ha fatto il suo imperativo. Perché crediamo, e abbiamo sempre creduto, che uno sviluppo di alta qualità si caratterizzi anche per la sua sostenibilità ambientale.
Ed è dalle parole equilibrate di Giulia Deidda che questa riflessione deve riprendere.
Per rilanciare con forza il modello di economia circolare fin qui raggiunto, avviare un aggiornamento tecnologico delle infrastrutture impiantistiche, che riguardi tutti i processi produttivi. E salvaguardare un'occupazione di qualità, che ha significato per decenni progresso e riscatto sociale per migliaia di famiglie.
È un percorso che gli amministratori e le amministratrici locali del Partito Democratico del Valdarno Inferiore non hanno mai avuto il timore di intraprendere, tenendo la schiena sempre dritta.
È dunque da qui che noi ripartiamo.