Casa Comune Montevarchi

Casa Comune Montevarchi L’associazione Casa Comune è un'associazione di cultura e iniziativa politica che intende operare nel territorio toscano con l’attivazione di gruppi locali

L’associazione Casa Comune è una associazione di cultura e iniziativa politica che intende operare nel territorio toscano, con l’attivazione di gruppi locali. Trae ispirazione dai valori della Costituzione repubblicana e dall’ampia cultura democratica e progressista. Opera per affermare la libertà, la giustizia sociale, la partecipazione consapevole dei cittadini alla vita pubblica, l’integrazione

e contemporaneamente la valorizzazione delle diverse culture purché in conformità con i principi costituzionali e le leggi della Repubblica. Considera l’affermazione dell’integrazione Europea, in forma statuale federale, un obbiettivo fondamentale ove far consolidare e sviluppare la cultura dei diritti di cittadinanza e dei diritti civili affermatesi all’indomani della seconda guerra mondiale. Considera la laicità delle Istituzioni non un minus ma un modo per dare a ciascuno più diritti senza limitarne ad altri. Considera l’inclusione sociale un obbiettivo fondamentale per l’affermazione di una società libera ed equa e contemporaneamente l’ambito per lo sviluppo della creatività e crescita armonica delle persone. Considera la libertà economica una grande conquista del nostro tempo, che deve trovare il limite nella sua utilità sociale e dispiegarsi in armonia con la salvaguardia dell’ambiente e la tutela del lavoro. Considera l’esercizio del voto un diritto dovere al quale nessuno deve invitare a disertare. Considera il contrasto ad ogni forma di discriminazione il proprio terreno di azione. Considera che l’agire politico debba considerarsi un servizio, caratterizzato dal disinteresse, dall’onestà e dal perseguimento dell’interesse della comunità. L’associazione ritiene che il Paese debba essere interessato da un’ampia azione di riforme che riguardino la cultura e l’agire politico delle forze politiche, dei gruppi sociali, dei singoli cittadini, ma significativamente le Istituzioni ad ogni livello. L’associazione ritiene che l’azione fin ora intrapresa dal Parlamento sia insufficiente, talvolta inadeguata, altre ancora sbagliata. Tuttavia in particolare si ritiene che il riordino territoriale delle funzioni e del governo delle stesse debba essere prioritario, per questo ci adopereremo per essere promotori e protagonisti di una azione riformatrice in tal senso. L’attività associativa si esplicita attraverso incontri tra soci, produzione di documenti, organizzazione di incontri pubblici su temi politici, presenza sui media, partecipazione organizzata, secondo lo statuto, dei propri associati all’attivazione di iniziative elettorali compreso costituzione di liste o sostegno a liste e/o candidati.

12/04/2026

Casa Comune Montevarchi – Comunicato

Motocross, lavori senza chiarezza e silenzi: l’Amministrazione risponda subito!

Abbiamo letto con grande enfasi l’annuncio dell’Amministrazione comunale: a giugno Montevarchi dovrebbe ospitare una prova del mondiale di motocross. Una narrazione trionfale, costruita ancora una volta sull’immagine. Abbiamo visto anche una variante urbanistica che riguardava il crossodromo quanto meno dubbia sotto molti profili, paesaggistico, ambientale e di legittimità.

Peccato che, dietro agli annunci, emergano fatti che pongono interrogativi gravi e non più rinviabili.

Da quanto ci risulta, presso il crossodromo – bene pubblico e patrimonio della città – sarebbero stati eseguiti lavori di sbancamento, movimento terra e taglio di alberi, in assenza di una chiara informazione pubblica su autorizzazioni, progetti e procedure. Non solo: su tali interventi vi sarebbe stato un accesso da parte dei Carabinieri Forestali, parrebbe con un blocco dei lavori.

Se ciò fosse confermato, saremmo di fronte a un fatto di estrema gravità.

Per questo poniamo domande precise, alle quali l’Amministrazione non può sottrarsi:

- Chi ha eseguito quei lavori su un’area di proprietà comunale? il comune? Il Motoclub? in forza di quale atto amministrativo?

- Con quale titolo e con quali autorizzazione di natura edilizia e paesaggistica sono avviati i lavori?

- Dove sono gli atti, i progetti, le valutazioni ambientali e paesaggistiche da chi sono state rilasciate?

- Chi aveva il dovere di controllare da parte del Comune?

-Se si accertasse che i lavori fossero senza le previste autorizzazioni l’Amministrazione e in particolare la Sindaca era a conoscenza?

- perché nulla è stato comunicato ai cittadini?

Ad oggi, su tutto questo, il silenzio è totale.

Nel frattempo i lavori risultano fermi. E allora il quadro si fa ancora più preoccupante:

- il mondiale di motocross si farà davvero?

- in quali condizioni si trova l’impianto, ovvero ci sono atti di sequestro temporaneo?

- quali sono i rischi economici e organizzativi per il Comune?

- chi pagherà eventuali errori, ritardi o danni?

Non è più accettabile questo modo di amministrare: prima gli annunci, poi i problemi, infine il silenzio.

Il crossodromo non è un palcoscenico personale. È un bene pubblico, che richiede competenza nella gestione, visione per il futuro, in un mondo delle gare motoristiche dove tutto è cambiato, come cambiate sono le esigenze di tutela paesistica e ambientale, partendo prima di tutto dal rispetto delle regole, prime quelle ambientali, edilizie e urbanistiche in un contesto fragile, complesso come è quello in cui è collocato il nostro crossodromo.

Ancora una volta abbiamo un’Amministrazione e una Sindaca più attente a costruire visibilità e prospettiva personale che a garantire trasparenza, correttezza amministrativa e tutela dell’interesse collettivo.

Così non va.

Serve chiarezza immediata. Serve che l’Amministrazione dica tutto, perché i cittadini non sono spettatori di una campagna di immagine: sono i proprietari di quei beni e hanno diritto alla verità e non possono essere gestiti come beni propri né da parte della Sindaca ne da parte del Concessionario.

Casa Comune Montevarchi

12.4.26

26/03/2026

Casa Comune Montevarchi – Comunicato stampa

Rete gas: una scelta che riguarda tutti, non si decide senza la città. Il Consiglio Comunale sospenda oggi la decisione!!!

La decisione dell’Amministrazione comunale di procedere alla vendita della rete del gas rappresenta un passaggio di straordinaria rilevanza per il futuro di Montevarchi. Non si tratta, infatti, di un atto ordinario, ma della possibile alienazione del principale asset patrimoniale del Comune, costruito nel tempo con risorse pubbliche e quindi appartenente a tutta la comunità.

Parliamo inoltre di una infrastruttura energetica strategica, in una fase storica in cui il tema dell’energia è centrale sotto ogni punto di vista: economico, sociale, ambientale e geopolitico. In questo contesto appare ancora più grave affrontare una scelta di tale portata senza una visione complessiva e senza un coinvolgimento reale della comunità.

Per questo riteniamo inaccettabile che una decisione così rilevante venga assunta senza un ampio coinvolgimento della cittadinanza e senza un progetto chiaro, condiviso e trasparente sull’utilizzo delle risorse che deriverebbero dalla vendita, a maggior ragione se teniamo conto del fatto che il procedimento è iniziato da quasi due anni nella totale mancanza di informazione della popolazione.

Non è una decisione che può essere calata dall’alto, né tantomeno considerata come una prerogativa esclusiva dell’attuale Amministrazione né assunta con la stessa attenzione con cui si decide di fare una iniziativa da pochi spiccioli.

La rete del gas è un bene di tutti, non della Sindaca o della Giunta pro tempore. Prima ancora di discutere se sia opportuno venderla – cosa che peraltro merita una valutazione approfondita, seria e non ideologica – è necessario chiarire quali sarebbero gli obiettivi strategici di questa scelta e quali benefici concreti ne deriverebbero per la collettività.

Ad oggi tutto questo manca. Non esiste un progetto condiviso sull’impiego delle eventuali risorse, non esiste un percorso partecipativo, non esiste un confronto pubblico all’altezza della rilevanza della decisione.

Colpisce, inoltre, come, mentre si parla di strumenti come la Comunità energetica e di politiche legate alla transizione, senza produrre al momento utilità sociale, la gestione di un’infrastruttura così rilevante venga affrontata con logiche che appaiono più orientate alla comunicazione che a una visione strutturale. Il dubbio è legittimo: siamo di fronte a una scelta costruita nell’interesse della comunità oppure a un’operazione funzionale a percorsi politici personali? È una domanda che merita una risposta chiara.

Per queste ragioni chiediamo che il Consiglio comunale sospenda l’atto di autorizzazione alla vendita, in segno di rispetto verso la cittadinanza e verso il valore pubblico del bene in questione.

È necessario aprire un vero dibattito pubblico, che coinvolga cittadini, associazioni, categorie economiche e sociali, forze politiche. Solo così si può affrontare in modo serio e responsabile una scelta che inciderà profondamente sul futuro della città.

Asset patrimoniali di così vasta portata e valore economico, possono essere anche ceduti ma servono: 1-Valutazioni esaustive di tutte le condizioni e riflessi che questo determina a specifiche condizioni; 2-Un progetto chiaro e condiviso di dove e come si investono le risorse, delle conseguenze che la scelta ha nel futuro soprattutto nelle entrate e uscite correnti. Tutti presupposti che oggi non esistono e che purtroppo non sono stati alla base anche di scelte analoghe operate da questa amministrazione, quali ad esempio la vendita della partecipazione CONSIAG e che ha determinato uno squilibrio non banale.

Inoltre, considerato che l’attuale Amministrazione è ormai a fine mandato, riteniamo ancora più improprio assumere una decisione di questa portata. È giusto che siano i cittadini, attraverso il confronto elettorale, a esprimersi su una scelta così rilevante.

Montevarchi merita trasparenza, rispetto e partecipazione.

Casa Comune Montevarchi

08/03/2026

Pensiero di Giorgio Valentini in ricordo di Armando Noferi

Armando Noferi e una politica che sapeva rispettare

Con la scomparsa di Armando Noferi, Montevarchi perde una figura che ha attraversato una stagione significativa della sua vita politica e civile. Storico dirigente della Democrazia Cristiana, fu consigliere comunale per quattro legislature, dal 1972 al 1993, ricoprendo per un periodo il ruolo di capogruppo, anni nei quali il confronto politico era spesso intenso, talvolta duro, ma sempre profondamente radicato nella vita della comunità.

Armando interpretò quel ruolo con uno stile personale riconoscibile: ironico, schietto, diretto. Ma nello stesso tempo capace di dialogo e di rispetto. Sedendo nei banchi dell’opposizione non si sottraeva alla responsabilità di contribuire alle scelte amministrative della città, esprimendo con chiarezza le proprie posizioni e votando di conseguenza sugli atti che riteneva giusti per la comunità.

Era un modo di fare politica che oggi appare raro: fermo nelle idee ma mai ostile alle persone. Non a caso alcuni dei suoi amici più sinceri si trovavano proprio nel campo politico opposto al suo.

Per Armando il confronto non era mai un motivo di rottura umana, ma un terreno sul quale misurare serietà, rispetto e senso delle istituzioni.

Il mio legame con lui è stato anche personale, fatto di affetto e di grande stima. Amava ricordare, anche in Consiglio Comunale, soprattutto quando mi rivolgeva qualche critica — sempre franca e mai banale — il nostro legame di parentela: eravamo cugini di secondo grado. Era un modo affettuoso, accompagnato da quel sorriso ironico, dalle pause, dalla sua gestualità che lo caratterizzava.

L’ultima volta che ci siamo incontrati è stato in un pomeriggio di sole di tardo autunno. Aveva fatto due passi fuori casa. Era, come sempre, informato, curioso, attento a ciò che accadeva intorno a lui. Parlammo a lungo, di ricordi ma anche di futuro, come piaceva a lui.

Così mi piace ricordarlo: un politico serio, un uomo schietto, una persona capace di costruire rapporti veri.

Alla famiglia il cordoglio più sentito.
Ciao Armando!!

15/01/2026

Casa Comune pubblica il testo del ricordo/saluto tributato da Giorgio Valentini il 14 Gennaio 2026 a Montevarchi nella Insigne Collegiata di San Lorenzo durante la cerimonia funebre di Rolando Nannicini.

I componenti della nostra Associazione rinnovano, attraverso questa pagina, il cordoglio a tutta la famiglia per la scomparsa di Rolando.

Saluto funebre di Giorgio Valentini per Rolando Nannicini

Carissime e carissimi, prima di tutto un ringraziamento di cuore a Stefania e Tommaso per avermi onorato nel chiedermi di rivolgere a voi tutti questo ricordo di Rolando, auspicandomi di esserne all’altezza.

Oggi, siamo qui riuniti, per salutare Rolando Nannicini e manifestare alla famiglia il nostro affetto e il nostro cordoglio. Donne, uomini, di età diverse, di opinioni politiche e ceti sociali diversi, con diversi gradi di relazione con lui. Siamo qui, con la presenza del Gonfalone della Città e la presenza della Sindaca di Montevarchi e dei Sindaci del Valdarno e di altre Autorità, che ringrazio sentitamente anche a nome di tutti voi, e ci siamo con quel sentimento che si riserva solo alle persone che hanno lasciato un segno vero, concreto, riconoscibile. Non un segno fatto di cose effimere o di temporaneità, ma un segno di presenza costante, di cose tangibili che cambiano e hanno cambiato la vita delle persone, di impegno quotidiano, di responsabilità assunta verso il proprio territorio e la propria comunità.

Rolando, ha iniziato giovane, anzi giovanissimo, la sua militanza politica e il suo impegno civile nelle Istituzioni venendo eletto Consigliere comunale e poi Assessore nelle elezioni del 1972 e confermato Consigliere e Assessore fino al 1 Ottobre del 1980 per rimanere Consigliere comunale fino al Gennaio 1994, quando fu proclamato Sindaco, carica che ricoprirà fino alla fine del 2000 per poi essere eletto nelle elezioni politiche del 2001 Deputato nel collegio uninominale del Valdarno/Casentino

Il “Nanni” - come lo chiamavamo in molti - fu, fin dal suo primo momento, un’autentica novità, un portatore di una nuova energia nel campo politico della sinistra e del suo partito.

Fu un pioniere della politica locale di allora che consentì alla nostra città di cogliere al meglio le opportunità che si aprirono a seguito della regionalizzazione e di un rinnovato protagonismo degli enti locali in aderenza ai principi costituzionali. Introdusse nell’azione amministrativa nuovi paradigmi, ispirando visioni che si sarebbero anche prospettate e sviluppate anche successivamente. Ossia, per la prima volta, il governo del Territorio veniva inteso nella sua complessità, economica, sociale, territoriale regolatoria. Per lui pianificazione, programmazione e gestione erano processi distinti e integrati. Per il tempo un’autentica innovazione. È da qui che la pianificazione urbanistica si lega a quella del commercio, delle infrastrutture e a quella dell’edilizia popolare. Proprio a lui si deve l’inizio di una politica volta al recupero degli edifici storici anche a residenza sociale, proseguita poi negli anni successivi.

Altro paradigma del suo agire come amministratore locale è stato il tema dell’ambito ottimale per l’affermazione positiva di politiche attive. Per lui è sempre stato il Valdarno. È in questo ambito che quelle politiche iniziate a livello comunale si sono sviluppate con il suo contributo determinante, sia come Presidente dell’Associazione Intercomunale sia come Componente del Comitato di Gestione della USL 20/A.

Il suo impegno nel Valdarno non è stato episodico né superficiale. È stato un impegno lungo, coerente, determinante. Determinante per la realizzazione del nuovo Ospedale e per l’organizzazione di servizi sanitari all’altezza; determinante per i servizi sanitari di prevenzione, sia sui luoghi di lavoro che di vita; determinante nella definizione delle infrastrutture, nell’affermarsi delle politiche compensative a fronte di realizzazione di grandi opere (Direttissima, Cave), in grado di consentire una autentica sostenibilità delle stesse nella realtà valdarnese.

Lui sapeva che il governo era fatica, organizzazione, relazioni, e in ciò, caro Rolando, non ti sei mai risparmiato, come non ti è mai mancato il coraggio nelle scelte e anche nel fare sintesi.

Tu, Rolando, cercavi le soluzioni, non amavi gli scontri sterili, ma il confronto serio, documentato, approfondito. Eri pronto a cambiare opinione ma dovevi esserne convinto e tu assumevi sempre il dovere di argomentare le tue opinioni. Non amavi gli slogan. Infatti un tratto straordinario del tuo agire politico era lo studio, l’argomentazione, la dimostrazione, in perfetto stile di insegnante di matematica quale sei stato. Incarnavi il senso del fare, del fare insieme, del costruire giorno dopo giorno condizioni migliori per il lavoro, per le imprese, per la vita sociale, per la convivenza civile, per lo sport.

​Ci mancherai Rolando! Mi mancherai, perché il tuo viaggio, per gran parte, è stato percorso nella stessa strada mia e quando le strade sono state parallele (istituzioni /partito, istituzioni /diverse fuori /dentro il partito) la comunicazione non è mai mancata tra noi. Quando avevi qualcosa di importante dicevi “SENTI OMO, io e te dobbiamo ragionare!” Lo facevi tirando su la cravatta, abbassando gli occhiali, battendo il piede come un punto esclamativo e il tuo sorriso, immancabile, lasciava presagire ad un colloquio che sarebbe stato comunque fruttuoso. Quante volte lo hai fatto con me! Mi mancherà.

Voglio salutarti, ricordando uno degli ultimi tuoi saluti che mi hai rivolto nelle nostre telefonate di questi mesi difficili…In conclusione di una conversazione politica mi dici “…sai per la politica nazionale …il nostro programma è scritto nella Costituzione,… sul piano locale dobbiamo pensare…. “

Ciao “Nanni“, grazie di averti incontrato e camminato insieme!

30/08/2025

CASELLO TRA VALDARNO E AREZZO: UNA SCELTA GIUSTA CON UNA CORRETTA LOCALIZZAZIONE PER ASSOLVERE AGLI OBIETTIVI SPERATI – PROMUOVERE L’INTESA PIÙ AMPIA POSSIBILE TRA ISTITUZIONI E SOCIETÀ VALDARNESE-

Un nuovo casello tra Arezzo e Valdarno: Casa Comune Montevarchi sostiene con convinzione la proposta del sindaco di Laterina Pergine,Tassini, e la posizione del sindaco di Castiglion Fibocchi.

Casa Comune Montevarchi esprime il proprio pieno sostegno alla proposta avanzata dal sindaco di Laterina Pergine e condivisa dal sindaco di Castiglion Fibocchi per la realizzazione di un nuovo casello autostradale tra Arezzo e Valdarno.

Non si tratta di un’idea nuova: già nel dibattito per l’approvazione del Regolamento urbanistico del 2010 la proposta fu avanzata e sostenuta. Oggi, però, i tempi sono maturi. Rispetto ad allora sono stati compiuti importanti passi avanti:

- è stata realizzata una parte rilevante della variante alla S.R. 69, che ha migliorato la viabilità di fondovalle;

- è in corso la realizzazione della terza corsia autostradale e sono, a nostro avviso, parzialmente definite le opere da realizzare a latere, tra le quali anche questa dovrebbe essere inserita.

Resta ora da completare il quadro con questo tassello mancante, che darebbe al Valdarno e alle aree limitrofe un sistema infrastrutturale finalmente integrato e moderno.

La localizzazione del nuovo casello sarà un elemento decisivo. Dovrà essere individuata con attenzione, affinché consenta di raggiungere alcuni obiettivi fondamentali:

• Attrazione di flussi autostradali destinati sia a nord che a sud;

• Garanzia di collegamenti più rapidi ed efficienti per le aree industriali e artigianali di Levane e Malafrasca, in direzione nord e sud;

• Favorire connessioni agevoli verso Siena e i territori della Toscana meridionale;

• Migliorare l’accessibilità per le zone produttive della Setteponti (Castiglion Fibocchi, San Giustino), con possibilità di accesso sia verso nord che verso sud;

• Garantire un incremento della sicurezza autostradale, salvaguardando i cittadini dei centri urbani attraversati dai flussi autostradali in caso di interruzioni, riducendo i rischi infortunistici e per la salute.

Montevarchi tra questi è tra i più esposti. A tal proposito sottolineiamo che un’iniziativa di questo genere potrebbe rispondere anche alle preoccupazioni di molti cittadini di Montevarchi in merito alla realizzazione del collegamento dal Ponte Leonardo a Viale Matteotti, sul quale Casa Comune ha già espresso le proprie critiche, in particolare per la natura della strada e per collegamento su una strada fortemente impegnata da pedoni e utenza debole ;

• Incremento della fluidità dei traffici, a beneficio di cittadini e imprese.

Per questo Casa Comune Montevarchi rivolge un appello a tutti i sindaci del territorio:

- alla Sindaca di Montevarchi, in primo luogo, per il ruolo centrale della città e per il contributo determinante che essa ha dato, insieme ad altri Comuni, alla realizzazione delle due grandi opere viarie già compiute;

- ai sindaci che hanno avanzato e sostenuto la proposta, ai quali va riconosciuto il merito di aver riaperto con coraggio una discussione decisiva per il futuro del Valdarno;

- e a tutti gli amministratori della vallata, a partire da Bucine, e delle aree limitrofe, a partire da Civitella in Val di Chiana, affinché si convochi al più presto un tavolo istituzionale in merito.

Un tavolo ampio e partecipato, aperto non solo alle istituzioni (Comuni, Provincia, Regione Toscana), ma anche alle organizzazioni di categoria, alle rappresentanze sociali, economiche e del mondo del lavoro.

Da questo percorso dovrà scaturire un protocollo di intesa con i passaggi necessari a definire localizzazione, finanziamenti e modalità di coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, compresa la Società Autostrade, che da un’opera di questo tipo trarrebbe benefici anche in termini di sicurezza e accessibilità.

Come già avvenuto in passato per altre opere decisive – dall’ospedale alla S.R. 69 – anche in questo caso è fondamentale lavorare insieme, con spirito unitario e visione di lungo periodo.

Solo così sarà possibile cogliere un’opportunità che può migliorare lo sviluppo economico e la qualità della vita del nostro territorio e garantire un governo del territorio all’altezza dei tempi.

Montevarchi, 30 Agosto 2025

24/08/2025

Riflessione di Casa Comune Montevarchi sulle Regionali in Toscana: candidati in cerca del loro futuro più che di rappresentanza del territorio

Le candidature per le prossime elezioni regionali in Toscana, nella nostra area, per quanto riguarda la Circoscrizione di Arezzo e quindi anche il Valdarno, appaiono, per quel che si sente in giro, più il risultato di calcoli interni ai partiti o loro correnti e ambizioni personali che di un reale disegno politico di sviluppo dei territori che andranno a rappresentare e anche ipoteticamente anche a governare.

Centrodestra: tra Montevarchi e Arezzo, candidati proiettati alle comunali

Nel campo del centrodestra, Fratelli d’Italia schiera due figure che pesano già nei rispettivi scenari locali. A Montevarchi, Lorenzo Allegrucci punta a rafforzare la sua presenza e il suo peso politico, con una candidatura che sembra legata non solo alla Regione ma anche al futuro assetto politico post–Chiassai.

Ad Arezzo, Gabriele Veneri, consigliere regionale uscente, cerca la conferma per consolidare il proprio profilo in vista della corsa a sindaco. In entrambi i casi, la candidatura regionale non appare come un impegno diretto per la Toscana, quanto piuttosto come un passaggio funzionale a costruire o rilanciare posizioni personali nei rispettivi comuni.

La sindaca Chiassai, in molte sue recenti prese di posizioni politiche, è sembrata più interessata a farsi notare da qualcuno dei leader politici del centrodestra – che da tempo pare non si fermino a Montevarchi - che al raggiungimento di risultati concreti per la città. Tuttavia, non avendo riscosso un grande successo, si accontenterebbe di candidarsi a fare anche l’assessore nella futura amministrazione. Così ci è parso, ma a chi dei suoi attuali assessori?

Centrosinistra: tra un bizantinismo delle regole, correnti, ambizioni personali e vecchi schemi

Nel centrosinistra il quadro è ancora più complesso. La legge elettorale, che impone, in caso di più preferenze, l’alternanza di genere, obbliga a costruire delle liste in modo da equilibrare la componente maschile con quella femminile.

Nel PD, però, questo meccanismo si è trasformato nel tempo in uno strumento di manovra interna, usato per rafforzare o indebolire singole correnti, candidati e, quindi, i rispettivi territori. Una dinamica che ha alimentato divisioni e lacerazioni che hanno determinato conseguenze non positive anche nelle elezioni comunali, e che rischia di ripetersi ancora una volta.

Su questo sfondo restano alcune figure che svolgono dei ruoli di primo piano da molti anni, con meriti, ma che necessitano di un ricambio, anche perché protagonisti di una stagione di non grandi successi elettorali in tutta la Provincia.

Si affaccia, sembrerebbe in modo prorompente, anche la prospettiva di candidature che riguardano Sindaci in carica, ancorché eletti da poco e che, in caso di elezione in Consiglio regionale, porterebbero anticipatamente al voto il loro comune.

Come non chiedersi se sia giusto, istituzionalmente e politicamente, che chi ha ricevuto un mandato dai cittadini lo abbandoni subito per un altro ruolo?

Una rappresentanza debole

Il risultato, in entrambe le coalizioni, è che le candidature appaiono più funzionali alle carriere personali, alle logiche di corrente o di pesatura tra le componenti delle coalizioni, che a dare risposte concrete, frutto di vere visioni strategiche, ai bisogni reali del territorio.

Arezzo e il Valdarno hanno bisogno di una rappresentanza forte, rinnovata, che abbia un progetto sulle grandi questioni – infrastrutture, sanità, lavoro, ambiente – mentre, ancora una volta, rischiano di ritrovarsi con candidati impegnati altrove, proiettati più verso i giochi di potere che verso i problemi reali delle comunità.

Ci vogliono candidati che siano animati da autentica passione e volontà di prendersi cura delle comunità, che abbiano possibilmente già mostrato qualcosa in tale direzione.

Questa riflessione dovrebbe essere molto accurata soprattutto nel Centrosinistra e nel PD in particolare, in quanto nella competizione sarà presente la lista civica regionale formata dal viareggino Giorgio Del Ghingaro, dal sangiovannese Francesco Carbini e dall’aretino Marco Donati, che ovunque si collochi e si connoti - forse anch’essa non scevra da orizzonti diversi da quelli dichiarati - sicuramente costituisce un segnale che deve spingere al cambiamento tutti, in particolare il campo che a noi di Casa Comune è affine, cioè il Centrosinistra.

Montevarchi 23 Agosto 2025
Casa Comune Montevarchi

22/08/2025

“Prima Silvia di Montevarchi”...

Ringraziamo “Prima Montevarchi” per la sollecitudine: ci fa piacere che abbiate interrotto la vacanza sotto l’ombrellone e con il cappellino di paglia per risponderci. È un segno di attenzione, anche se il tono è tipico di coloro i quali, più che cercare un confronto, si difendono accusando chi critica di essere in preda a insolazioni e amnesie. State sereni, godiamo di buona salute. Piuttosto non abbandonate per troppo tempo l’ombrellone, potrebbe esserci qualche altra “allerta rossa”...

Il commercio al dettaglio

Nel vostro comunicato sostenete che tutti i Comuni vivono la crisi, ma vi siete dimenticati di ricordare che, proprio sotto la vostra Amministrazione, dopo anni di critiche alla grande distribuzione dalle file dell’opposizione, sono stati aperti due nuovi supermercati e ne sono stati previsti altri. E i negozi in centro? Sempre meno, sempre più sbarrati, sempre più in crisi.

Non si chiuda gli occhi di fronte al fatto che, in altri Comuni del nostro Valdarno, questa crisi non si è materializzata in tutta quella drammaticità e desolazione che si respira a Montevarchi. Come non rendersene conto? Quando le risposte non sono facili, come in questo caso, occorre unirsi, ascoltare tutti, aprirsi e non chiudersi; poi, ovviamente, chi ha il dovere di decidere prenda i necessari provvedimenti. Voi, invece, siete chiusi nel fortino e, in questo modo, avete isolato sempre di più la città di Montevarchi.

Le strade del centro

La vostra Amministrazione lascerà le strade del centro in condizioni di sfascio totale a causa del traffico che avete deciso di riportarvi all’interno. Ai tempi del PIUSS, invece, con finanziamenti veri, si rifacevano le strade, si restaurava il palazzo del Podestà, si apriva il museo del Cassero, si ammodernava e ampliava il Museo Paleontologico, si riqualificava piazza Vittorio Veneto (oggi semidistrutta da un accesso improprio di mezzi pesanti senza manutenzione alcuna) e piazza Garibaldi, si apriva piazza dell’antica Gora e il Mercatale, vera autentica promozione delle produzioni agricole locali. Fatti, non miraggi.

Il piano del traffico

Ricordiamo a ‘Prima Montevarchi” che il piano del traffico è un documento di pianificazione obbligatorio e, soprattutto, necessario per intercettare finanziamenti; infatti, dopo la sua approvazione, è anche grazie a questo strumento che furono finanziate opere come il “Memorario” e le piste ciclabili. Sostenere che “costò troppo” è come lamentarsi di aver speso dieci euro per acquistare una chiave, dimenticandosi che, senza quella chiave, non è possibile aprire alcuna porta.

Oggi servirebbe un piano della mobilità, in particolare della mobilità sostenibile, che valorizzasse il trasporto pubblico locale e lo sforzo fatto per il cosiddetto sistema MIV, ma servirebbe uno sforzo per riconoscere che altri prima di voi hanno lavorato al bene comune, cosa impossibile perché si interromperebbe la vostra narrazione.

PNRR

E’ bene che siano arrivati i soldi del PNRR anche a Montevarchi, per scuole, aree sportive ecc. Probabilmente è il massimo che si poteva fare con l’attuale struttura comunale che è stata ridotta all’osso. Ma anche altri comuni non hanno fatto da meno, basti pensare a Cavriglia con il finanziamento del restauro del vecchio borgo di Castelnuovo per circa 20 milioni. Noi non avevamo borghi da proporre? Eppure, sulle scelte di destinazione, si sarebbe dovuto e potuto discutere nella città. Discutere, confrontarsi coi cittadini non è propaganda, è democrazia.

Le opere incompiute

E' facile accusare i “nostalgici del PIUSS”. A prescindere dal fatto che noi non nutriamo, in particolare, il sentimento della nostalgia, però ci sentiamo di dire che è troppo semplice, soprattutto, fare o completare le opere con i soldi nel cassetto procurati negli anni precedenti. Per noi è fondamentale che ci sia una continuità nell’Amministrazione, seppur con orientamenti diversi; il problema è che voi dividete il mondo in amici e nemici, in bene o male. Noi siamo consapevoli che è difficile progettare, stabilire relazioni, creare condivisione vera della città, partecipare a bandi, trovare soldi. Ma oggi, sotto la vostra guida, quali opere strategiche potete vantare? Chi verrà dopo di voi, che cosa troverà?

Nel comunicato parlate anche del Teatro Impero…ve l’ha detto la Sindaca che al Comune non è costato niente perché frutto della Perequazione? Si, proprio quello strumento che voi avete abolito dal Regolamento Urbanistico irridendo alle nostre osservazioni, più per insipienza che per scelta consapevole. La vostra opera strategica per il rilancio del centro è l’acquisto di un fondo in via Roma, senza destinazione certa e con vincoli idraulici evidenti che ne potrebbero perfino impedire il cambio di destinazione d’uso. Glielo avete chiesto a Silvia se si potrà fare il cambio d’uso? Ci potreste dare anche a noi la risposta per favore?

Donazione Galeffi

La vendita di questo immobile è un insulto a chi ha fatto la donazione e alla sua memoria etica morale e artistica. Per noi questo è. E registriamo un silenzio totale sul destino delle opere che vi erano conservate, grafiche o pittoriche. Dove sono? Che fine hanno fatto? Esiste un inventario? Qui non c’è né memoria né progettualità.

In conclusione:

Ci invitate all’uso del cappellino di paglia. A noi la storia del cappello piace, sia quello di paglia che di feltro, anche perché da quella storia è nato lo sviluppo industriale della nostra città e del Valdarno come è stato ampiamente evidenziato con la bellissima mostra su le SCARPE ad opera di cittadini e associazioni meritorie con il concorso positivo del Comune. Un evento che rischia di rimanere un episodio spurio se ad esso non si dà continuità, per esempio con un progetto che mescoli cultura, storia, formazione con il coinvolgimento di imprese, enti ecc.
Perché non ripartire da qui con un progetto per valorizzare il centro e le aree contermini?

In questo contesto, come non chiedere che fine ha fatto il progetto a suo tempo proposto da Prada riguardo all’ex pastificio? Silvia vi ha dato qualche notizia in merito? Alla città non ha comunicato niente, eppure sarebbe molto interessante sapere come, quando e in che direzione si potrebbe sviluppare quella parte di città.

Non è certo il sole a farci perdere la memoria, ma la vostra ostinazione a negare i fatti. Così, più che Prima Montevarchi, risultate come “Prima Silvia di Montevarchi.”

Indirizzo

Via Cataliotti, 16
Montevarchi
52025

Sito Web

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