11/10/2026
COMUNICATO STAMPA
PUMS, CASA COMUNE: «TANTE STRADE E ROTATORIE, MA QUALE IDEA DI CITTÀ?»
Presentate le osservazioni al Piano della mobilità sostenibile. «Montevarchi ha bisogno di una strategia per ridurre il traffico, non soltanto per far scorrere meglio le automobili. La bretellina non può condizionare il futuro della città».
Casa Comune Montevarchi ha presentato le proprie osservazioni al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), esprimendo un giudizio fortemente critico sull’impostazione generale e su alcune delle principali scelte infrastrutturali dell’Amministrazione Chiassai.
«Il Piano contiene un lavoro tecnico apprezzabile, ma rivela una contraddizione fondamentale: dichiara di perseguire la mobilità sostenibile, mentre le scelte strutturali continuano a privilegiare la circolazione automobilistica. Un piano che dovrebbe favorire la mobilità sostenibile senza di fatto prevedere proposte serie per la ciclabilità e il trasporto pubblico. Un ossimoro! Misurare il traffico non basta: bisogna comprenderne le cause e, soprattutto, decidere quale città vogliamo costruire nei prossimi quindici anni».
Per Casa Comune il PUMS e le scelte urbanistiche vanno di pari passo; era la nostra critica agli strumenti urbanistici. Oggi abbiamo un PUMS che, purtroppo, conferma quanto anticipato. È un piano che appare funzionale alla realizzazione di una infrastruttura: la bretellina.
La questione più controversa, infatti, rimane la cosiddetta bretellina Ponte Leonardo–Viale Matteotti. Casa Comune non contesta la necessità di nuovi collegamenti, ma chiede una revisione sostanziale del progetto: il tracciato non deve interessare Viale Matteotti e deve essere privilegiato il collegamento da Via Piave a Via Podgora e Via Unità d’Italia, prioritario rispetto al raccordo con Ponte Leonardo. Viale Matteotti deve invece diventare un viale urbano a traffico moderato, con Zona 30.
Netta anche la contrarietà alla rotatoria di Piazza Dante e alle due rotatorie previste in Piazza Garibaldi, ritenute incompatibili con una mobilità realmente attenta alla sicurezza dei pedoni e dei ciclisti.
Esistono, invece, infrastrutture che Casa Comune considera prioritarie e che meritano ben altra attenzione. Prima fra tutte il sottopasso ferroviario Marconi–Pacinotti, per il quale era già stato predisposto un progetto dalle precedenti amministrazioni. L’opera deve inserirsi in una riorganizzazione della viabilità a monte della ferrovia, comprendendo il collegamento tra Via di Mercatale e Piazza della Familiare, per alleggerire il Pestello e migliorare l’accessibilità dei quartieri.
Sul trasporto pubblico, sulla ciclabilità e sulla sicurezza stradale il Piano appare molto meno concreto. Mancano una vera proposta di rete del trasporto pubblico, collegamenti efficaci tra stazione, ospedale e frazioni e una rete ciclabile continua, utilizzabile quotidianamente per raggiungere scuole, servizi e luoghi di lavoro.
Casa Comune propone inoltre un’ampia area pedonale nel centro storico, parcheggi di prossimità e due ore di sosta gratuita per chi documenti acquisti o utilizzo di servizi nel centro, insieme a Zone 30 effettivamente attrezzate e non limitate alla segnaletica.
«C’è poi una questione politica che attraversa tutto il Piano: Montevarchi continua a essere pensata come un’isola. La mobilità è invece un problema dell’intero Valdarno. È incomprensibile non costruire una strategia comune con San Giovanni, Terranuova, Bucine e Cavriglia, a partire dal trasporto pubblico, dai collegamenti ciclabili e dalle infrastrutture stradali».
Emblematico è il caso di Levane, dove il confine amministrativo con Bucine continua a ostacolare una visione unitaria della mobilità e della qualità urbana, in sostanza di una Comunità.
Altrettanto importanti sono la riorganizzazione degli accessi al casello autostradale e la valutazione di un nuovo casello a sud, tra Malafrasca e Montalto.
Infine, Casa Comune denuncia la mancanza di una vera gerarchia delle opere, accompagnata da costi, finanziamenti, responsabilità e tempi certi. «Non basta elencare interventi da realizzare nei prossimi cinque o dieci anni. Occorre stabilire le priorità e dimostrare come si intendono realizzare. Il rischio è che il PUMS finisca per essere soprattutto lo strumento per giustificare la bretellina, anziché il progetto di una nuova mobilità».
«La domanda è semplice: vogliamo continuare ad adattare Montevarchi alle automobili o vogliamo finalmente organizzare la mobilità in funzione delle persone, della sicurezza, dell’ambiente e della qualità della vita? Per Casa Comune è questa la scelta che il Consiglio Comunale deve affrontare».
Montevarchi 10.10.26