Casa Comune Montevarchi

Casa Comune Montevarchi L’associazione Casa Comune è un'associazione di cultura e iniziativa politica che intende operare nel territorio toscano con l’attivazione di gruppi locali

L’associazione Casa Comune è una associazione di cultura e iniziativa politica che intende operare nel territorio toscano, con l’attivazione di gruppi locali. Trae ispirazione dai valori della Costituzione repubblicana e dall’ampia cultura democratica e progressista. Opera per affermare la libertà, la giustizia sociale, la partecipazione consapevole dei cittadini alla vita pubblica, l’integrazione

e contemporaneamente la valorizzazione delle diverse culture purché in conformità con i principi costituzionali e le leggi della Repubblica. Considera l’affermazione dell’integrazione Europea, in forma statuale federale, un obbiettivo fondamentale ove far consolidare e sviluppare la cultura dei diritti di cittadinanza e dei diritti civili affermatesi all’indomani della seconda guerra mondiale. Considera la laicità delle Istituzioni non un minus ma un modo per dare a ciascuno più diritti senza limitarne ad altri. Considera l’inclusione sociale un obbiettivo fondamentale per l’affermazione di una società libera ed equa e contemporaneamente l’ambito per lo sviluppo della creatività e crescita armonica delle persone. Considera la libertà economica una grande conquista del nostro tempo, che deve trovare il limite nella sua utilità sociale e dispiegarsi in armonia con la salvaguardia dell’ambiente e la tutela del lavoro. Considera l’esercizio del voto un diritto dovere al quale nessuno deve invitare a disertare. Considera il contrasto ad ogni forma di discriminazione il proprio terreno di azione. Considera che l’agire politico debba considerarsi un servizio, caratterizzato dal disinteresse, dall’onestà e dal perseguimento dell’interesse della comunità. L’associazione ritiene che il Paese debba essere interessato da un’ampia azione di riforme che riguardino la cultura e l’agire politico delle forze politiche, dei gruppi sociali, dei singoli cittadini, ma significativamente le Istituzioni ad ogni livello. L’associazione ritiene che l’azione fin ora intrapresa dal Parlamento sia insufficiente, talvolta inadeguata, altre ancora sbagliata. Tuttavia in particolare si ritiene che il riordino territoriale delle funzioni e del governo delle stesse debba essere prioritario, per questo ci adopereremo per essere promotori e protagonisti di una azione riformatrice in tal senso. L’attività associativa si esplicita attraverso incontri tra soci, produzione di documenti, organizzazione di incontri pubblici su temi politici, presenza sui media, partecipazione organizzata, secondo lo statuto, dei propri associati all’attivazione di iniziative elettorali compreso costituzione di liste o sostegno a liste e/o candidati.

Firma la petizione cliccando sul seguente link:https://c.org/5KtTTP7QYkPETIZIONE NAZIONALENo agli assessori in due Comun...
27/06/2026

Firma la petizione cliccando sul seguente link:

https://c.org/5KtTTP7QYk

PETIZIONE NAZIONALE

No agli assessori in due Comuni: il caso Piomboni ad Arezzo e Montevarchi impone una scelta e una nuova legge. Piomboni scelga. I Sindaci pongano rimedio. Governo e Parlamento cambino la legge.

Destinatari

Ai Sindaci di Arezzo e Montevarchi, ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, al Ministro dell'Interno e alla Presidente del Consiglio dei Ministri.

La nomina di Angiolino Piomboni ad Assessore sia del Comune di Arezzo, capoluogo di provincia, sia del Comune di Montevarchi, il Comune più popoloso della provincia dopo il capoluogo, con importanti deleghe in entrambe le amministrazioni, ha aperto un tema che va ben oltre la singola vicenda personale.

La legge oggi consente che una stessa persona possa ricoprire contemporaneamente incarichi assessoriali in Comuni diversi.

Tuttavia, ciò che è consentito dalla legge non sempre risponde ai principi di buona amministrazione, trasparenza, imparzialità e piena dedizione che i cittadini hanno il diritto di pretendere dai propri amministratori.

Amministrare una città significa assumere un impegno quotidiano, esclusivo e responsabile. Ogni Assessore è chiamato a rappresentare e tutelare esclusivamente gli interessi della comunità che gli ha affidato un ruolo di governo.

Quando lo stesso amministratore esercita contemporaneamente funzioni esecutive in due Comuni, soprattutto in due delle principali città della stessa provincia, è inevitabile che sorgano interrogativi sull'effettiva disponibilità di tempo, sulla priorità delle scelte amministrative e sulla possibile sovrapposizione di interessi.

Questa situazione non è soltanto il risultato di una scelta personale. È anche la conseguenza delle decisioni dei Sindaci che hanno conferito i due incarichi ed è, soprattutto, il segnale di una evidente lacuna dell'ordinamento, che il Parlamento ha il dovere di colmare.

Per questo chiediamo:

Ad Angiolino Piomboni: di compiere una scelta di responsabilità istituzionale, rinunciando a uno dei due incarichi assessoriali e indicando con chiarezza quale comunità intende continuare a servire.

Ai Sindaci di Arezzo e Montevarchi: di porre rimedio alla situazione istituzionale che essi stessi hanno determinato con la nomina del medesimo Assessore nelle rispettive Giunte, ricorrendo, qualora necessario, al provvedimento di revoca dell'incarico.

Al Governo e al Parlamento: di approvare una modifica legislativa che renda incompatibile il contemporaneo svolgimento di incarichi assessoriali in più Comuni, così da garantire che ogni amministratore possa dedicare il proprio tempo, il proprio lavoro e la propria responsabilità esclusivamente alla comunità che rappresenta.

Questa petizione non nasce contro una persona o una parte politica. Nasce per difendere un principio semplice: ogni città ha diritto ad amministratori pienamente dedicati alla propria comunità.

Se oggi la legge consente situazioni che mettono in discussione questo principio, allora è la legge che deve essere cambiata.

Firma questa petizione per chiedere una scelta oggi e una legge migliore per domani.

Firma la petizione cliccando sul seguente link:

https://c.org/5KtTTP7QYk

No agli assessori in due Comuni: il caso Piomboni a Montevarchi e Arezzo impone una scelta

25/06/2026

COMUNICATO DI CASA COMUNE MONTEVARCHI

PIOMBONI SCELGA: MONTEVARCHI NON È UNA CITTÀ A
MEZZADRIA

La nomina dell'assessore Piomboni nella Giunta del Comune di Arezzo, dove già era stato eletto consigliere alle ultime elezioni, mantenendo contemporaneamente il proprio incarico nella Giunta di Montevarchi, pone una questione che riteniamo politicamente inaccettabile.

Non si tratta di una questione giuridica. Si tratta di rispetto delle istituzioni e dei cittadini. Amministrare una città richiede dedizione, presenza, disponibilità di tempo e soprattutto la capacità di rappresentarne gli interessi senza ambiguità.

Montevarchi e Arezzo sono chiamati o possono essere
chiamati ad interagire su molte questioni, e quindi possono anche trovarsi a competere per risorse, investimenti, servizi e opportunità di sviluppo.

Per questo riteniamo che chi governa debba avere una sola priorità: la comunità che è chiamato ad amministrare.

Da anni assistiamo ad una curiosa evoluzione della mezzadria istituzionale. Prima il segretario comunale condiviso con la Provincia di Arezzo. Poi il segretario condiviso con il Comune di Norbello in Sardegna dove svolge l'incarico di sindaco. Oggi un assessore a metà tra Montevarchi e Arezzo.

Francamente ci sembra troppo.

La mezzadria appartiene alla storia delle nostre campagne e d è noto che non aveva un rapporto equilibrato tra le parti. Montevarchi invece dovrebbe appartenere al proprio futuro e non al vassallaggio di antica memoria.

Non siamo una “fattoria amministrativa” da gestire in compartecipazione. Non siamo una succursale di nessuno. Non siamo cittadini chiamati a prendere atto di decisioni assunte altrove.

Per queste ragioni chiediamo all'assessore Piomboni un gesto di chiarezza e di rispetto istituzionale, verso Montevarchi ma anche verso Arezzo: scelga se dedicarsi ad Arezzo dove peraltro ha partecipato alle elezioni ed è stato eletto e rassegni le dimissioni dal Comune di Montevarchi.

Chiediamo inoltre a tutte le forze politiche presenti nel Consiglio Comunale, di maggioranza e di opposizione, di esprimersi pubblicamente su questa vicenda.

Perché una città che vuole contare deve avere amministratori che la servano a tempo pieno e senza doppi ruoli che per loro natura pongono la città di Montevarchi in una condizione di subalternità.

Viene da chiedersi quale sarà il prossimo passo: una sindaca a mezzadria tra Montevarchi e qualche incarico nazionale? A giudicare dai post sui social si. Un'amministrazione comunale governata per quote come un podere di altri tempi?

Le istituzioni non sono proprietà privata di nessuno. Non sono un tappeto da spostare secondo convenienze politiche o personali. Appartengono ai cittadini.

E i cittadini di Montevarchi meritano amministratori pienamente dedicati alla loro città.

Casa Comune Montevarchi

02/06/2026

Comunicato stampa di Casa Comune Montevarchi

MIRAVALLE: MONDIALE A RISCHIO REALE, STA SCRITTO NEGLI ATTI. L’AMMINISTRAZIONE NON PUO’ SFUGGIRE ALLE SUE RESPONSABILITA’.

Le dichiarazioni della Vicesindaca Cristina Bucciarelli, in risposta al nostro comunicato, non sono state rassicuranti e non hanno per niente chiarito la vicenda del ricorso al Tar su Miravalle. Bucciarelli ha evitato di replicare, nel merito, alle questioni da noi sollevate sulla politica e su un metodo sbagliato di porsi di fronte alle domande dei cittadini: il problema, evidentemente, era più serio di quanto si volesse ammettere, tanto che lo svolgimento del Mondiale di Motocross a Montevarchi non è ancora certo.

A tal proposito occorre precisare:

Casa Comune pensa che il Mondiale si debba svolgere regolarmente e non ha mai chiesto il contrario. Il Motocross fa parte della storia sportiva della città e molti di noi, di questa storia, ne sono stati artefici.

Non conosciamo i ricorrenti al Tar, a differenza di quanto lascia intendere la Vicesindaca. Non siamo stati contattati da nessuno, non abbiamo agito per conto di altri né per creare dissenso ad arte. Il nostro comportamento nei confronti dell’amministrazione Chiassai è sempre stato improntato alla ricerca di un rispetto istituzionale nell’interesse di tutta la cittadinanza, diversamente dall’atteggiamento di chiusura dimostrato dall’amministrazione.

Constatato che nella delibera 117 del 28.05.2026, relativa all’affidamento dell’incarico al Legale per la difesa nei confronti dei ricorrenti al TAR, è stato scritto chiaramente che è richiesta la sospensiva degli atti e che il ricorso è stato notificato il 27 Maggio.

Conseguentemente, entro 30 giorni circa dalla notifica, la richiesta di sospensione degli atti verrà discussa, ovvero accolta/rigettata dal TAR. Da ciò si comprende che lo svolgimento del Mondiale è a rischio reale.

Va precisato che una sospensiva viene accordata solo quando sussistono presupposti giuridici cautelari molto gravi e che, nel caso venisse concessa, l’esito negativo sarebbe quasi certo anche nel merito. Quindi se ciò accadesse, significa che gli atti amministrativi sono evidentemente sbagliati.

Noi ci auguriamo che non sia così, per Montevarchi, per l’associazione sportiva, per i volontari, per tutte le persone che hanno lavorato per riportare il Mondiale a Miravalle. Perché una sospensione rappresenterebbe un danno che qualcuno dovrà pagare oltre che una figuraccia che la nostra città non merita.

Non possiamo fare finta che il problema non esista e soprattutto non possiamo accettare che qualcuno tenti di costruire preventivamente un alibi politico rispetto al suo agire. Se tutto andrà bene saremo i primi ad esserne felici, ma se dovesse accadere il contrario non basterà dire che qualcuno aveva presentato un ricorso o che ci sarebbero stati dei “nemici” come Casa Comune, il PD o altri.

La responsabilità politica e amministrativa delle scelte compiute, degli atti adottati e delle valutazioni effettuate appartengono esclusivamente a chi governa.

Montevarchi 2 giugno 2026

MIRAVALLE, IL TAR E LA POLITICA DELLO SPECCHIOA Montevarchi esiste ormai una regola non scritta: quando un cittadino pon...
31/05/2026

MIRAVALLE, IL TAR E LA POLITICA DELLO SPECCHIO

A Montevarchi esiste ormai una regola non scritta: quando un cittadino pone una domanda all'Amministrazione, l'Amministrazione non risponde alla domanda. Risponde al Cittadino.

È esattamente ciò che sta accadendo sulla vicenda Miravalle. Alcuni residenti hanno deciso di rivolgersi al TAR. Si può essere d'accordo oppure no. Si può ritenere il ricorso fondato oppure infondato. Sarà la magistratura amministrativa a stabilirlo.

Ma invece di discutere il merito delle questioni sollevate, ancora una volta si preferisce trasformare tutto in una rappresentazione propagandistica: da una parte chi ama Montevarchi, dall'altra chi la ostacola. Da una parte il progresso. Dall'altra i guastafeste. Da una parte chi costruisce. Dall'altra chi blocca.

È una tecnica comunicativa efficace. Peccato che abbia un difetto: non spiega nulla. Anzi, evita accuratamente di affrontare il punto centrale. Perché il problema non è il motocross. Non è il Mondiale. Non è neppure Miravalle. Il problema è il rapporto che questa Amministrazione ha sviluppato con il dissenso.

Qualunque osservazione diventa un attacco. Qualunque critica diventa un'offesa. Qualunque richiesta di verifica diventa una dichiarazione di guerra. Il ricorso al TAR non è il problema della democrazia.

Il vero problema nasce quando chi governa considera il controllo un fastidio e il dissenso una colpa. Forse è proprio qui che la vicenda Miravalle assume un significato che va oltre il motocross, perché ci parla di un modo di intendere il governo della città.

Un modo che sembra sempre più interessato alla costruzione del consenso e sempre meno disposto ad accettare il confronto.

Eppoi la storia politica locale dovrebbe insegnare un po' di prudenza. Perché basta sfogliare gli archivi per scoprire che proprio chi oggi si indigna per le verifiche ieri ne chiedeva in abbondanza.

Quando sedevano all'opposizione, nel 2010, l'attuale Vicesindaca Cristina Bucciarelli non si limitava a fare gli auguri al crossodromo. Chiedeva chiarimenti. Chiedeva controlli. Chiedeva verifiche. Parlava di rumore. Parlava di polveri. Parlava di sbancamenti. Parlava di modifiche del terreno. Parlava del deflusso delle acque. Parlava della tutela dei residenti. In sostanza faceva ciò che ogni opposizione dovrebbe fare in una democrazia. E faceva ciò che oggi alcuni cittadini stanno facendo attraverso gli strumenti previsti dall'ordinamento. La differenza è che allora le domande erano considerate legittime.

Oggi sembrano diventati argomenti da evitare. I controlli erano democrazia. Adesso sono fastidi. Le verifiche erano trasparenza. Adesso sono intralci. Le domande erano partecipazione. Adesso sono ostilità. La forza delle istituzioni non si misura dalla quantità di applausi che si raccolgono. Si misura dalla serenità con cui accettano le critiche. Anche quelle che non piacciono. Soprattutto quelle che non piacciono.

Perché una città sicura di sé non ha bisogno di trasformare ogni cittadino critico in un nemico. E una buona amministrazione non dovrebbe avere paura delle domande. Dovrebbe avere paura soltanto delle risposte che non riesce a dare.

Per questo sarebbe utile riportare Miravalle alla sua giusta dimensione. Un grande evento sportivo. Importante. Prestigioso. Ma pur sempre un evento, dal quale la Sindaca e la Vice cercheranno di trarne visibilità mediatica in vista delle elezioni del prossimo anno, ma non determinerà il futuro radioso di Montevarchi né costituirà una prova di fedeltà alla città e nemmeno una ragione per considerare nemico chi pone domande.

Del resto Miravalle non nasce oggi e nemmeno per opera dell’attuale Amministrazione, né il mondiale è per la prima volta che si tiene a Miravalle, ma per ben 6 volte si è tenuto (1980, 1982, 1984, 1998, 2003, 2006), prima dell’arrivo della Sindaca Chiassai Martini.

Tuttavia come non negare, anche alla luce di ciò che chiedeva Bucciarelli nel 2010 e osservando ciò che avviene in tutta Italia per la natura e caratteristiche di questi impianti, che insieme ad indubbi elementi positivi, la presenza e la rilevanza di elementi negativi, la necessità di uno sforzo di riflessione, di un confronto, come non pensare ad innovazioni.

Forse, più che indignarsi per un ricorso, o un articolo di richiesta chiarimenti, come il nostro precedente, sarebbe stato utile cogliere l'occasione per aprire finalmente una discussione seria sul futuro dell'impianto. Su come renderlo sempre più compatibile con il paesaggio. Con lo sviluppo turistico e ricettivo della zona, con le nuove frontiere anche di questo sport.

Ma questo richiede confronto, ascolto, visione, progettualità. Molto più difficile che pubblicare un comunicato indignato.
Il problema è che, ancora una volta, si è preferito trasformare una domanda sul futuro in una polemica sul presente, per coprire un agire amministrativo improvvisato e finalizzato solo alla propria visibilità

E questa sì che è un'occasione persa.

Montevarchi, 31 maggio 2026

12/04/2026

Casa Comune Montevarchi – Comunicato

Motocross, lavori senza chiarezza e silenzi: l’Amministrazione risponda subito!

Abbiamo letto con grande enfasi l’annuncio dell’Amministrazione comunale: a giugno Montevarchi dovrebbe ospitare una prova del mondiale di motocross. Una narrazione trionfale, costruita ancora una volta sull’immagine. Abbiamo visto anche una variante urbanistica che riguardava il crossodromo quanto meno dubbia sotto molti profili, paesaggistico, ambientale e di legittimità.

Peccato che, dietro agli annunci, emergano fatti che pongono interrogativi gravi e non più rinviabili.

Da quanto ci risulta, presso il crossodromo – bene pubblico e patrimonio della città – sarebbero stati eseguiti lavori di sbancamento, movimento terra e taglio di alberi, in assenza di una chiara informazione pubblica su autorizzazioni, progetti e procedure. Non solo: su tali interventi vi sarebbe stato un accesso da parte dei Carabinieri Forestali, parrebbe con un blocco dei lavori.

Se ciò fosse confermato, saremmo di fronte a un fatto di estrema gravità.

Per questo poniamo domande precise, alle quali l’Amministrazione non può sottrarsi:

- Chi ha eseguito quei lavori su un’area di proprietà comunale? il comune? Il Motoclub? in forza di quale atto amministrativo?

- Con quale titolo e con quali autorizzazione di natura edilizia e paesaggistica sono avviati i lavori?

- Dove sono gli atti, i progetti, le valutazioni ambientali e paesaggistiche da chi sono state rilasciate?

- Chi aveva il dovere di controllare da parte del Comune?

-Se si accertasse che i lavori fossero senza le previste autorizzazioni l’Amministrazione e in particolare la Sindaca era a conoscenza?

- perché nulla è stato comunicato ai cittadini?

Ad oggi, su tutto questo, il silenzio è totale.

Nel frattempo i lavori risultano fermi. E allora il quadro si fa ancora più preoccupante:

- il mondiale di motocross si farà davvero?

- in quali condizioni si trova l’impianto, ovvero ci sono atti di sequestro temporaneo?

- quali sono i rischi economici e organizzativi per il Comune?

- chi pagherà eventuali errori, ritardi o danni?

Non è più accettabile questo modo di amministrare: prima gli annunci, poi i problemi, infine il silenzio.

Il crossodromo non è un palcoscenico personale. È un bene pubblico, che richiede competenza nella gestione, visione per il futuro, in un mondo delle gare motoristiche dove tutto è cambiato, come cambiate sono le esigenze di tutela paesistica e ambientale, partendo prima di tutto dal rispetto delle regole, prime quelle ambientali, edilizie e urbanistiche in un contesto fragile, complesso come è quello in cui è collocato il nostro crossodromo.

Ancora una volta abbiamo un’Amministrazione e una Sindaca più attente a costruire visibilità e prospettiva personale che a garantire trasparenza, correttezza amministrativa e tutela dell’interesse collettivo.

Così non va.

Serve chiarezza immediata. Serve che l’Amministrazione dica tutto, perché i cittadini non sono spettatori di una campagna di immagine: sono i proprietari di quei beni e hanno diritto alla verità e non possono essere gestiti come beni propri né da parte della Sindaca ne da parte del Concessionario.

Casa Comune Montevarchi

12.4.26

26/03/2026

Casa Comune Montevarchi – Comunicato stampa

Rete gas: una scelta che riguarda tutti, non si decide senza la città. Il Consiglio Comunale sospenda oggi la decisione!!!

La decisione dell’Amministrazione comunale di procedere alla vendita della rete del gas rappresenta un passaggio di straordinaria rilevanza per il futuro di Montevarchi. Non si tratta, infatti, di un atto ordinario, ma della possibile alienazione del principale asset patrimoniale del Comune, costruito nel tempo con risorse pubbliche e quindi appartenente a tutta la comunità.

Parliamo inoltre di una infrastruttura energetica strategica, in una fase storica in cui il tema dell’energia è centrale sotto ogni punto di vista: economico, sociale, ambientale e geopolitico. In questo contesto appare ancora più grave affrontare una scelta di tale portata senza una visione complessiva e senza un coinvolgimento reale della comunità.

Per questo riteniamo inaccettabile che una decisione così rilevante venga assunta senza un ampio coinvolgimento della cittadinanza e senza un progetto chiaro, condiviso e trasparente sull’utilizzo delle risorse che deriverebbero dalla vendita, a maggior ragione se teniamo conto del fatto che il procedimento è iniziato da quasi due anni nella totale mancanza di informazione della popolazione.

Non è una decisione che può essere calata dall’alto, né tantomeno considerata come una prerogativa esclusiva dell’attuale Amministrazione né assunta con la stessa attenzione con cui si decide di fare una iniziativa da pochi spiccioli.

La rete del gas è un bene di tutti, non della Sindaca o della Giunta pro tempore. Prima ancora di discutere se sia opportuno venderla – cosa che peraltro merita una valutazione approfondita, seria e non ideologica – è necessario chiarire quali sarebbero gli obiettivi strategici di questa scelta e quali benefici concreti ne deriverebbero per la collettività.

Ad oggi tutto questo manca. Non esiste un progetto condiviso sull’impiego delle eventuali risorse, non esiste un percorso partecipativo, non esiste un confronto pubblico all’altezza della rilevanza della decisione.

Colpisce, inoltre, come, mentre si parla di strumenti come la Comunità energetica e di politiche legate alla transizione, senza produrre al momento utilità sociale, la gestione di un’infrastruttura così rilevante venga affrontata con logiche che appaiono più orientate alla comunicazione che a una visione strutturale. Il dubbio è legittimo: siamo di fronte a una scelta costruita nell’interesse della comunità oppure a un’operazione funzionale a percorsi politici personali? È una domanda che merita una risposta chiara.

Per queste ragioni chiediamo che il Consiglio comunale sospenda l’atto di autorizzazione alla vendita, in segno di rispetto verso la cittadinanza e verso il valore pubblico del bene in questione.

È necessario aprire un vero dibattito pubblico, che coinvolga cittadini, associazioni, categorie economiche e sociali, forze politiche. Solo così si può affrontare in modo serio e responsabile una scelta che inciderà profondamente sul futuro della città.

Asset patrimoniali di così vasta portata e valore economico, possono essere anche ceduti ma servono: 1-Valutazioni esaustive di tutte le condizioni e riflessi che questo determina a specifiche condizioni; 2-Un progetto chiaro e condiviso di dove e come si investono le risorse, delle conseguenze che la scelta ha nel futuro soprattutto nelle entrate e uscite correnti. Tutti presupposti che oggi non esistono e che purtroppo non sono stati alla base anche di scelte analoghe operate da questa amministrazione, quali ad esempio la vendita della partecipazione CONSIAG e che ha determinato uno squilibrio non banale.

Inoltre, considerato che l’attuale Amministrazione è ormai a fine mandato, riteniamo ancora più improprio assumere una decisione di questa portata. È giusto che siano i cittadini, attraverso il confronto elettorale, a esprimersi su una scelta così rilevante.

Montevarchi merita trasparenza, rispetto e partecipazione.

Casa Comune Montevarchi

08/03/2026

Pensiero di Giorgio Valentini in ricordo di Armando Noferi

Armando Noferi e una politica che sapeva rispettare

Con la scomparsa di Armando Noferi, Montevarchi perde una figura che ha attraversato una stagione significativa della sua vita politica e civile. Storico dirigente della Democrazia Cristiana, fu consigliere comunale per quattro legislature, dal 1972 al 1993, ricoprendo per un periodo il ruolo di capogruppo, anni nei quali il confronto politico era spesso intenso, talvolta duro, ma sempre profondamente radicato nella vita della comunità.

Armando interpretò quel ruolo con uno stile personale riconoscibile: ironico, schietto, diretto. Ma nello stesso tempo capace di dialogo e di rispetto. Sedendo nei banchi dell’opposizione non si sottraeva alla responsabilità di contribuire alle scelte amministrative della città, esprimendo con chiarezza le proprie posizioni e votando di conseguenza sugli atti che riteneva giusti per la comunità.

Era un modo di fare politica che oggi appare raro: fermo nelle idee ma mai ostile alle persone. Non a caso alcuni dei suoi amici più sinceri si trovavano proprio nel campo politico opposto al suo.

Per Armando il confronto non era mai un motivo di rottura umana, ma un terreno sul quale misurare serietà, rispetto e senso delle istituzioni.

Il mio legame con lui è stato anche personale, fatto di affetto e di grande stima. Amava ricordare, anche in Consiglio Comunale, soprattutto quando mi rivolgeva qualche critica — sempre franca e mai banale — il nostro legame di parentela: eravamo cugini di secondo grado. Era un modo affettuoso, accompagnato da quel sorriso ironico, dalle pause, dalla sua gestualità che lo caratterizzava.

L’ultima volta che ci siamo incontrati è stato in un pomeriggio di sole di tardo autunno. Aveva fatto due passi fuori casa. Era, come sempre, informato, curioso, attento a ciò che accadeva intorno a lui. Parlammo a lungo, di ricordi ma anche di futuro, come piaceva a lui.

Così mi piace ricordarlo: un politico serio, un uomo schietto, una persona capace di costruire rapporti veri.

Alla famiglia il cordoglio più sentito.
Ciao Armando!!

15/01/2026

Casa Comune pubblica il testo del ricordo/saluto tributato da Giorgio Valentini il 14 Gennaio 2026 a Montevarchi nella Insigne Collegiata di San Lorenzo durante la cerimonia funebre di Rolando Nannicini.

I componenti della nostra Associazione rinnovano, attraverso questa pagina, il cordoglio a tutta la famiglia per la scomparsa di Rolando.

Saluto funebre di Giorgio Valentini per Rolando Nannicini

Carissime e carissimi, prima di tutto un ringraziamento di cuore a Stefania e Tommaso per avermi onorato nel chiedermi di rivolgere a voi tutti questo ricordo di Rolando, auspicandomi di esserne all’altezza.

Oggi, siamo qui riuniti, per salutare Rolando Nannicini e manifestare alla famiglia il nostro affetto e il nostro cordoglio. Donne, uomini, di età diverse, di opinioni politiche e ceti sociali diversi, con diversi gradi di relazione con lui. Siamo qui, con la presenza del Gonfalone della Città e la presenza della Sindaca di Montevarchi e dei Sindaci del Valdarno e di altre Autorità, che ringrazio sentitamente anche a nome di tutti voi, e ci siamo con quel sentimento che si riserva solo alle persone che hanno lasciato un segno vero, concreto, riconoscibile. Non un segno fatto di cose effimere o di temporaneità, ma un segno di presenza costante, di cose tangibili che cambiano e hanno cambiato la vita delle persone, di impegno quotidiano, di responsabilità assunta verso il proprio territorio e la propria comunità.

Rolando, ha iniziato giovane, anzi giovanissimo, la sua militanza politica e il suo impegno civile nelle Istituzioni venendo eletto Consigliere comunale e poi Assessore nelle elezioni del 1972 e confermato Consigliere e Assessore fino al 1 Ottobre del 1980 per rimanere Consigliere comunale fino al Gennaio 1994, quando fu proclamato Sindaco, carica che ricoprirà fino alla fine del 2000 per poi essere eletto nelle elezioni politiche del 2001 Deputato nel collegio uninominale del Valdarno/Casentino

Il “Nanni” - come lo chiamavamo in molti - fu, fin dal suo primo momento, un’autentica novità, un portatore di una nuova energia nel campo politico della sinistra e del suo partito.

Fu un pioniere della politica locale di allora che consentì alla nostra città di cogliere al meglio le opportunità che si aprirono a seguito della regionalizzazione e di un rinnovato protagonismo degli enti locali in aderenza ai principi costituzionali. Introdusse nell’azione amministrativa nuovi paradigmi, ispirando visioni che si sarebbero anche prospettate e sviluppate anche successivamente. Ossia, per la prima volta, il governo del Territorio veniva inteso nella sua complessità, economica, sociale, territoriale regolatoria. Per lui pianificazione, programmazione e gestione erano processi distinti e integrati. Per il tempo un’autentica innovazione. È da qui che la pianificazione urbanistica si lega a quella del commercio, delle infrastrutture e a quella dell’edilizia popolare. Proprio a lui si deve l’inizio di una politica volta al recupero degli edifici storici anche a residenza sociale, proseguita poi negli anni successivi.

Altro paradigma del suo agire come amministratore locale è stato il tema dell’ambito ottimale per l’affermazione positiva di politiche attive. Per lui è sempre stato il Valdarno. È in questo ambito che quelle politiche iniziate a livello comunale si sono sviluppate con il suo contributo determinante, sia come Presidente dell’Associazione Intercomunale sia come Componente del Comitato di Gestione della USL 20/A.

Il suo impegno nel Valdarno non è stato episodico né superficiale. È stato un impegno lungo, coerente, determinante. Determinante per la realizzazione del nuovo Ospedale e per l’organizzazione di servizi sanitari all’altezza; determinante per i servizi sanitari di prevenzione, sia sui luoghi di lavoro che di vita; determinante nella definizione delle infrastrutture, nell’affermarsi delle politiche compensative a fronte di realizzazione di grandi opere (Direttissima, Cave), in grado di consentire una autentica sostenibilità delle stesse nella realtà valdarnese.

Lui sapeva che il governo era fatica, organizzazione, relazioni, e in ciò, caro Rolando, non ti sei mai risparmiato, come non ti è mai mancato il coraggio nelle scelte e anche nel fare sintesi.

Tu, Rolando, cercavi le soluzioni, non amavi gli scontri sterili, ma il confronto serio, documentato, approfondito. Eri pronto a cambiare opinione ma dovevi esserne convinto e tu assumevi sempre il dovere di argomentare le tue opinioni. Non amavi gli slogan. Infatti un tratto straordinario del tuo agire politico era lo studio, l’argomentazione, la dimostrazione, in perfetto stile di insegnante di matematica quale sei stato. Incarnavi il senso del fare, del fare insieme, del costruire giorno dopo giorno condizioni migliori per il lavoro, per le imprese, per la vita sociale, per la convivenza civile, per lo sport.

​Ci mancherai Rolando! Mi mancherai, perché il tuo viaggio, per gran parte, è stato percorso nella stessa strada mia e quando le strade sono state parallele (istituzioni /partito, istituzioni /diverse fuori /dentro il partito) la comunicazione non è mai mancata tra noi. Quando avevi qualcosa di importante dicevi “SENTI OMO, io e te dobbiamo ragionare!” Lo facevi tirando su la cravatta, abbassando gli occhiali, battendo il piede come un punto esclamativo e il tuo sorriso, immancabile, lasciava presagire ad un colloquio che sarebbe stato comunque fruttuoso. Quante volte lo hai fatto con me! Mi mancherà.

Voglio salutarti, ricordando uno degli ultimi tuoi saluti che mi hai rivolto nelle nostre telefonate di questi mesi difficili…In conclusione di una conversazione politica mi dici “…sai per la politica nazionale …il nostro programma è scritto nella Costituzione,… sul piano locale dobbiamo pensare…. “

Ciao “Nanni“, grazie di averti incontrato e camminato insieme!

Indirizzo

Via Cataliotti, 16
Montevarchi
52025

Sito Web

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