Casa Comune Montevarchi

Indicazioni

Casa Comune Montevarchi L’associazione Casa Comune è un'associazione di cultura e iniziativa politica che intende operare nel territorio toscano con l’attivazione di gruppi locali

L’associazione Casa Comune è una associazione di cultura e iniziativa politica che intende operare nel territorio toscano, con l’attivazione di gruppi locali. Trae ispirazione dai valori della Costituzione repubblicana e dall’ampia cultura democratica e progressista. Opera per affermare la libertà, la giustizia sociale, la partecipazione consapevole dei cittadini alla vita pubblica, l’integrazione e contemporaneamente la valorizzazione delle diverse culture purché in conformità con i principi costituzionali e le leggi della Repubblica. Considera l’affermazione dell’integrazione Europea, in forma statuale federale, un obbiettivo fondamentale ove far consolidare e sviluppare la cultura dei diritti di cittadinanza e dei diritti civili affermatesi all’indomani della seconda guerra mondiale. Considera la laicità delle Istituzioni non un minus ma un modo per dare a ciascuno più diritti senza limitarne ad altri. Considera l’inclusione sociale un obbiettivo fondamentale per l’affermazione di una società libera ed equa e contemporaneamente l’ambito per lo sviluppo della creatività e crescita armonica delle persone. Considera la libertà economica una grande conquista del nostro tempo, che deve trovare il limite nella sua utilità sociale e dispiegarsi in armonia con la salvaguardia dell’ambiente e la tutela del lavoro. Considera l’esercizio del voto un diritto dovere al quale nessuno deve invitare a disertare. Considera il contrasto ad ogni forma di discriminazione il proprio terreno di azione. Considera che l’agire politico debba considerarsi un servizio, caratterizzato dal disinteresse, dall’onestà e dal perseguimento dell’interesse della comunità. L’associazione ritiene che il Paese debba essere interessato da un’ampia azione di riforme che riguardino la cultura e l’agire politico delle forze politiche, dei gruppi sociali, dei singoli cittadini, ma significativamente le Istituzioni ad ogni livello. L’associazione ritiene che l’azione fin ora intrapresa dal Parlamento sia insufficiente, talvolta inadeguata, altre ancora sbagliata. Tuttavia in particolare si ritiene che il riordino territoriale delle funzioni e del governo delle stesse debba essere prioritario, per questo ci adopereremo per essere promotori e protagonisti di una azione riformatrice in tal senso. L’attività associativa si esplicita attraverso incontri tra soci, produzione di documenti, organizzazione di incontri pubblici su temi politici, presenza sui media, partecipazione organizzata, secondo lo statuto, dei propri associati all’attivazione di iniziative elettorali compreso costituzione di liste o sostegno a liste e/o candidati.

11/10/2026

COMUNICATO STAMPA
PUMS, CASA COMUNE: «TANTE STRADE E ROTATORIE, MA QUALE IDEA DI CITTÀ?»

Presentate le osservazioni al Piano della mobilità sostenibile. «Montevarchi ha bisogno di una strategia per ridurre il traffico, non soltanto per far scorrere meglio le automobili. La bretellina non può condizionare il futuro della città».

Casa Comune Montevarchi ha presentato le proprie osservazioni al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), esprimendo un giudizio fortemente critico sull’impostazione generale e su alcune delle principali scelte infrastrutturali dell’Amministrazione Chiassai.

«Il Piano contiene un lavoro tecnico apprezzabile, ma rivela una contraddizione fondamentale: dichiara di perseguire la mobilità sostenibile, mentre le scelte strutturali continuano a privilegiare la circolazione automobilistica. Un piano che dovrebbe favorire la mobilità sostenibile senza di fatto prevedere proposte serie per la ciclabilità e il trasporto pubblico. Un ossimoro! Misurare il traffico non basta: bisogna comprenderne le cause e, soprattutto, decidere quale città vogliamo costruire nei prossimi quindici anni».

Per Casa Comune il PUMS e le scelte urbanistiche vanno di pari passo; era la nostra critica agli strumenti urbanistici. Oggi abbiamo un PUMS che, purtroppo, conferma quanto anticipato. È un piano che appare funzionale alla realizzazione di una infrastruttura: la bretellina.

La questione più controversa, infatti, rimane la cosiddetta bretellina Ponte Leonardo–Viale Matteotti. Casa Comune non contesta la necessità di nuovi collegamenti, ma chiede una revisione sostanziale del progetto: il tracciato non deve interessare Viale Matteotti e deve essere privilegiato il collegamento da Via Piave a Via Podgora e Via Unità d’Italia, prioritario rispetto al raccordo con Ponte Leonardo. Viale Matteotti deve invece diventare un viale urbano a traffico moderato, con Zona 30.

Netta anche la contrarietà alla rotatoria di Piazza Dante e alle due rotatorie previste in Piazza Garibaldi, ritenute incompatibili con una mobilità realmente attenta alla sicurezza dei pedoni e dei ciclisti.

Esistono, invece, infrastrutture che Casa Comune considera prioritarie e che meritano ben altra attenzione. Prima fra tutte il sottopasso ferroviario Marconi–Pacinotti, per il quale era già stato predisposto un progetto dalle precedenti amministrazioni. L’opera deve inserirsi in una riorganizzazione della viabilità a monte della ferrovia, comprendendo il collegamento tra Via di Mercatale e Piazza della Familiare, per alleggerire il Pestello e migliorare l’accessibilità dei quartieri.

Sul trasporto pubblico, sulla ciclabilità e sulla sicurezza stradale il Piano appare molto meno concreto. Mancano una vera proposta di rete del trasporto pubblico, collegamenti efficaci tra stazione, ospedale e frazioni e una rete ciclabile continua, utilizzabile quotidianamente per raggiungere scuole, servizi e luoghi di lavoro.

Casa Comune propone inoltre un’ampia area pedonale nel centro storico, parcheggi di prossimità e due ore di sosta gratuita per chi documenti acquisti o utilizzo di servizi nel centro, insieme a Zone 30 effettivamente attrezzate e non limitate alla segnaletica.

«C’è poi una questione politica che attraversa tutto il Piano: Montevarchi continua a essere pensata come un’isola. La mobilità è invece un problema dell’intero Valdarno. È incomprensibile non costruire una strategia comune con San Giovanni, Terranuova, Bucine e Cavriglia, a partire dal trasporto pubblico, dai collegamenti ciclabili e dalle infrastrutture stradali».

Emblematico è il caso di Levane, dove il confine amministrativo con Bucine continua a ostacolare una visione unitaria della mobilità e della qualità urbana, in sostanza di una Comunità.

Altrettanto importanti sono la riorganizzazione degli accessi al casello autostradale e la valutazione di un nuovo casello a sud, tra Malafrasca e Montalto.

Infine, Casa Comune denuncia la mancanza di una vera gerarchia delle opere, accompagnata da costi, finanziamenti, responsabilità e tempi certi. «Non basta elencare interventi da realizzare nei prossimi cinque o dieci anni. Occorre stabilire le priorità e dimostrare come si intendono realizzare. Il rischio è che il PUMS finisca per essere soprattutto lo strumento per giustificare la bretellina, anziché il progetto di una nuova mobilità».

«La domanda è semplice: vogliamo continuare ad adattare Montevarchi alle automobili o vogliamo finalmente organizzare la mobilità in funzione delle persone, della sicurezza, dell’ambiente e della qualità della vita? Per Casa Comune è questa la scelta che il Consiglio Comunale deve affrontare».

Montevarchi 10.10.26

Prosegue il tour di presentazioni del volume di Stefano Romei “Storia segreta del caso Moro. Dall’operazione Fritz all’e...
03/09/2026

Prosegue il tour di presentazioni del volume di Stefano Romei “Storia segreta del caso Moro. Dall’operazione Fritz all’enigma Pacepa”, con prefazione di Guido Salvini, pubblicato nei mesi scorsi dalla casa editrice All Around.

Dopo la tappa romana presso la Fondazione sul Giornalismo Italiano "Paolo Murialdi" e quella torinese al Salone Internazionale del Libro, Il volume di Stefano Romei verrà presentato in Toscana, a Montevarchi, Domenica 13 Settembre, alle ore 17.30, presso il prestigioso e storico Circolo Stanze Ulivieri.

Il dibattito verrà aperto con i saluti della dottoressa Elisabetta Benini, presidente del Circolo Stanze Ulivieri. L’autore avrà modo di dialogare con tre personaggi illustri a livello nazionale come il professor Tommaso Nannicini, già senatore e sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il professor Valdo Spini, già deputato, ministro e presidente della Fondazione Circolo Rosselli (Spazio QCR), Federico Zatti, giornalista e autore Rai, autore di un volume interessante uscito nel 2026 per Edizioni Piemme come “Il disegno. La mappa che riscrive il caso Moro”. Sarà presente a moderare il dibattito la dottoressa Giulia Bartalozzi, responsabile Ufficio Stampa dell’Accademia dei Georgofili.

La presentazione di Montevarchi è di grande attualità in quanto cade in un momento in cui si è riaperto il dibattito nazionale sul caso Moro. La recente ordinanza del GIP di Roma Dott. Francesco Patrono, a proposito del fascicolo aperto sulle cosiddette “terze presenze” in via Fani, ha accolto le tesi degli avv. Nicola Brigida e Guido Salvini che si erano opposti alla proposta di archiviazione del Pubblico Ministero, concedendo altri sei mesi di tempo per completare le indagini.

La prima parte del libro di Stefano Romei è dedicata proprio ad una ricostruzione storica dell’operazione Fritz nella quale, secondo l’autore, vi sono già numerosi indizi e riscontri sulle “terze forze”, specialmente nel concorso operativo e logistico della formazione tedesca Rote Armee Fraktion a fianco delle Br, sia nella fase della pianificazione che in quella dell’esecuzione.

In particolare le impressionanti analogie tra la “geometrica potenza” del rapimento Moro e il sequestro del presidente degli industriali tedeschi Hans-Martin Schleyer effettuato dalla RAF compreso l’utilizzo, in entrambi, della tecnica di guerriglia dei “cancelletti”, suggeriscono un livello di addestramento militare qualificato che le Br non possedevano, per loro stessa ammissione.

La seconda parte del volume di Stefano Romei, come ha ben sottolineato Francesco Grignetti nella recensione pubblicata nell’inserto “Tuttolibri” del quotidiano “La Stampa”, incastra molte tessere del mosaico in una chiave di lettura internazionale, dove spicca la figura del generale della Securitate romena Ion Mihai Pacepa, numero due DIE e braccio destro del dittatore Ceaușescu, fuggito improvvisamente in Occidente nell’estate 1978. Si tratta di un vero e proprio enigma per la posizione apicale di potere che occupava e per le cause, mai del tutto chiarite, della sua fuga.

L’autore ha colmato una lacuna storica in Italia, sottolineando l’importanza del personaggio negli equilibri strategici della Guerra fredda, incluse le rivelazioni pubblicate nel cap. 23 del suo libro “Red Horizons”, attraverso il suo omologo jugoslavo Silvo Gorenc, su Moro, le Br, il fallimento della trattativa Tito-Ceaușescu.

Firma la petizione cliccando sul seguente link:https://c.org/5KtTTP7QYkPETIZIONE NAZIONALENo agli assessori in due Comun...
27/06/2026

Firma la petizione cliccando sul seguente link:

https://c.org/5KtTTP7QYk

PETIZIONE NAZIONALE

No agli assessori in due Comuni: il caso Piomboni ad Arezzo e Montevarchi impone una scelta e una nuova legge. Piomboni scelga. I Sindaci pongano rimedio. Governo e Parlamento cambino la legge.

Destinatari

Ai Sindaci di Arezzo e Montevarchi, ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, al Ministro dell'Interno e alla Presidente del Consiglio dei Ministri.

La nomina di Angiolino Piomboni ad Assessore sia del Comune di Arezzo, capoluogo di provincia, sia del Comune di Montevarchi, il Comune più popoloso della provincia dopo il capoluogo, con importanti deleghe in entrambe le amministrazioni, ha aperto un tema che va ben oltre la singola vicenda personale.

La legge oggi consente che una stessa persona possa ricoprire contemporaneamente incarichi assessoriali in Comuni diversi.

Tuttavia, ciò che è consentito dalla legge non sempre risponde ai principi di buona amministrazione, trasparenza, imparzialità e piena dedizione che i cittadini hanno il diritto di pretendere dai propri amministratori.

Amministrare una città significa assumere un impegno quotidiano, esclusivo e responsabile. Ogni Assessore è chiamato a rappresentare e tutelare esclusivamente gli interessi della comunità che gli ha affidato un ruolo di governo.

Quando lo stesso amministratore esercita contemporaneamente funzioni esecutive in due Comuni, soprattutto in due delle principali città della stessa provincia, è inevitabile che sorgano interrogativi sull'effettiva disponibilità di tempo, sulla priorità delle scelte amministrative e sulla possibile sovrapposizione di interessi.

Questa situazione non è soltanto il risultato di una scelta personale. È anche la conseguenza delle decisioni dei Sindaci che hanno conferito i due incarichi ed è, soprattutto, il segnale di una evidente lacuna dell'ordinamento, che il Parlamento ha il dovere di colmare.

Per questo chiediamo:

Ad Angiolino Piomboni: di compiere una scelta di responsabilità istituzionale, rinunciando a uno dei due incarichi assessoriali e indicando con chiarezza quale comunità intende continuare a servire.

Ai Sindaci di Arezzo e Montevarchi: di porre rimedio alla situazione istituzionale che essi stessi hanno determinato con la nomina del medesimo Assessore nelle rispettive Giunte, ricorrendo, qualora necessario, al provvedimento di revoca dell'incarico.

Al Governo e al Parlamento: di approvare una modifica legislativa che renda incompatibile il contemporaneo svolgimento di incarichi assessoriali in più Comuni, così da garantire che ogni amministratore possa dedicare il proprio tempo, il proprio lavoro e la propria responsabilità esclusivamente alla comunità che rappresenta.

Questa petizione non nasce contro una persona o una parte politica. Nasce per difendere un principio semplice: ogni città ha diritto ad amministratori pienamente dedicati alla propria comunità.

Se oggi la legge consente situazioni che mettono in discussione questo principio, allora è la legge che deve essere cambiata.

Firma questa petizione per chiedere una scelta oggi e una legge migliore per domani.

Firma la petizione cliccando sul seguente link:

https://c.org/5KtTTP7QYk

No agli assessori in due Comuni: il caso Piomboni a Montevarchi e Arezzo impone una scelta

25/06/2026

COMUNICATO DI CASA COMUNE MONTEVARCHI

PIOMBONI SCELGA: MONTEVARCHI NON È UNA CITTÀ A
MEZZADRIA

La nomina dell'assessore Piomboni nella Giunta del Comune di Arezzo, dove già era stato eletto consigliere alle ultime elezioni, mantenendo contemporaneamente il proprio incarico nella Giunta di Montevarchi, pone una questione che riteniamo politicamente inaccettabile.

Non si tratta di una questione giuridica. Si tratta di rispetto delle istituzioni e dei cittadini. Amministrare una città richiede dedizione, presenza, disponibilità di tempo e soprattutto la capacità di rappresentarne gli interessi senza ambiguità.

Montevarchi e Arezzo sono chiamati o possono essere
chiamati ad interagire su molte questioni, e quindi possono anche trovarsi a competere per risorse, investimenti, servizi e opportunità di sviluppo.

Per questo riteniamo che chi governa debba avere una sola priorità: la comunità che è chiamato ad amministrare.

Da anni assistiamo ad una curiosa evoluzione della mezzadria istituzionale. Prima il segretario comunale condiviso con la Provincia di Arezzo. Poi il segretario condiviso con il Comune di Norbello in Sardegna dove svolge l'incarico di sindaco. Oggi un assessore a metà tra Montevarchi e Arezzo.

Francamente ci sembra troppo.

La mezzadria appartiene alla storia delle nostre campagne e d è noto che non aveva un rapporto equilibrato tra le parti. Montevarchi invece dovrebbe appartenere al proprio futuro e non al vassallaggio di antica memoria.

Non siamo una “fattoria amministrativa” da gestire in compartecipazione. Non siamo una succursale di nessuno. Non siamo cittadini chiamati a prendere atto di decisioni assunte altrove.

Per queste ragioni chiediamo all'assessore Piomboni un gesto di chiarezza e di rispetto istituzionale, verso Montevarchi ma anche verso Arezzo: scelga se dedicarsi ad Arezzo dove peraltro ha partecipato alle elezioni ed è stato eletto e rassegni le dimissioni dal Comune di Montevarchi.

Chiediamo inoltre a tutte le forze politiche presenti nel Consiglio Comunale, di maggioranza e di opposizione, di esprimersi pubblicamente su questa vicenda.

Perché una città che vuole contare deve avere amministratori che la servano a tempo pieno e senza doppi ruoli che per loro natura pongono la città di Montevarchi in una condizione di subalternità.

Viene da chiedersi quale sarà il prossimo passo: una sindaca a mezzadria tra Montevarchi e qualche incarico nazionale? A giudicare dai post sui social si. Un'amministrazione comunale governata per quote come un podere di altri tempi?

Le istituzioni non sono proprietà privata di nessuno. Non sono un tappeto da spostare secondo convenienze politiche o personali. Appartengono ai cittadini.

E i cittadini di Montevarchi meritano amministratori pienamente dedicati alla loro città.

Casa Comune Montevarchi

02/06/2026

Comunicato stampa di Casa Comune Montevarchi

MIRAVALLE: MONDIALE A RISCHIO REALE, STA SCRITTO NEGLI ATTI. L’AMMINISTRAZIONE NON PUO’ SFUGGIRE ALLE SUE RESPONSABILITA’.

Le dichiarazioni della Vicesindaca Cristina Bucciarelli, in risposta al nostro comunicato, non sono state rassicuranti e non hanno per niente chiarito la vicenda del ricorso al Tar su Miravalle. Bucciarelli ha evitato di replicare, nel merito, alle questioni da noi sollevate sulla politica e su un metodo sbagliato di porsi di fronte alle domande dei cittadini: il problema, evidentemente, era più serio di quanto si volesse ammettere, tanto che lo svolgimento del Mondiale di Motocross a Montevarchi non è ancora certo.

A tal proposito occorre precisare:

Casa Comune pensa che il Mondiale si debba svolgere regolarmente e non ha mai chiesto il contrario. Il Motocross fa parte della storia sportiva della città e molti di noi, di questa storia, ne sono stati artefici.

Non conosciamo i ricorrenti al Tar, a differenza di quanto lascia intendere la Vicesindaca. Non siamo stati contattati da nessuno, non abbiamo agito per conto di altri né per creare dissenso ad arte. Il nostro comportamento nei confronti dell’amministrazione Chiassai è sempre stato improntato alla ricerca di un rispetto istituzionale nell’interesse di tutta la cittadinanza, diversamente dall’atteggiamento di chiusura dimostrato dall’amministrazione.

Constatato che nella delibera 117 del 28.05.2026, relativa all’affidamento dell’incarico al Legale per la difesa nei confronti dei ricorrenti al TAR, è stato scritto chiaramente che è richiesta la sospensiva degli atti e che il ricorso è stato notificato il 27 Maggio.

Conseguentemente, entro 30 giorni circa dalla notifica, la richiesta di sospensione degli atti verrà discussa, ovvero accolta/rigettata dal TAR. Da ciò si comprende che lo svolgimento del Mondiale è a rischio reale.

Va precisato che una sospensiva viene accordata solo quando sussistono presupposti giuridici cautelari molto gravi e che, nel caso venisse concessa, l’esito negativo sarebbe quasi certo anche nel merito. Quindi se ciò accadesse, significa che gli atti amministrativi sono evidentemente sbagliati.

Noi ci auguriamo che non sia così, per Montevarchi, per l’associazione sportiva, per i volontari, per tutte le persone che hanno lavorato per riportare il Mondiale a Miravalle. Perché una sospensione rappresenterebbe un danno che qualcuno dovrà pagare oltre che una figuraccia che la nostra città non merita.

Non possiamo fare finta che il problema non esista e soprattutto non possiamo accettare che qualcuno tenti di costruire preventivamente un alibi politico rispetto al suo agire. Se tutto andrà bene saremo i primi ad esserne felici, ma se dovesse accadere il contrario non basterà dire che qualcuno aveva presentato un ricorso o che ci sarebbero stati dei “nemici” come Casa Comune, il PD o altri.

La responsabilità politica e amministrativa delle scelte compiute, degli atti adottati e delle valutazioni effettuate appartengono esclusivamente a chi governa.

Montevarchi 2 giugno 2026

MIRAVALLE, IL TAR E LA POLITICA DELLO SPECCHIOA Montevarchi esiste ormai una regola non scritta: quando un cittadino pon...
31/05/2026

MIRAVALLE, IL TAR E LA POLITICA DELLO SPECCHIO

A Montevarchi esiste ormai una regola non scritta: quando un cittadino pone una domanda all'Amministrazione, l'Amministrazione non risponde alla domanda. Risponde al Cittadino.

È esattamente ciò che sta accadendo sulla vicenda Miravalle. Alcuni residenti hanno deciso di rivolgersi al TAR. Si può essere d'accordo oppure no. Si può ritenere il ricorso fondato oppure infondato. Sarà la magistratura amministrativa a stabilirlo.

Ma invece di discutere il merito delle questioni sollevate, ancora una volta si preferisce trasformare tutto in una rappresentazione propagandistica: da una parte chi ama Montevarchi, dall'altra chi la ostacola. Da una parte il progresso. Dall'altra i guastafeste. Da una parte chi costruisce. Dall'altra chi blocca.

È una tecnica comunicativa efficace. Peccato che abbia un difetto: non spiega nulla. Anzi, evita accuratamente di affrontare il punto centrale. Perché il problema non è il motocross. Non è il Mondiale. Non è neppure Miravalle. Il problema è il rapporto che questa Amministrazione ha sviluppato con il dissenso.

Qualunque osservazione diventa un attacco. Qualunque critica diventa un'offesa. Qualunque richiesta di verifica diventa una dichiarazione di guerra. Il ricorso al TAR non è il problema della democrazia.

Il vero problema nasce quando chi governa considera il controllo un fastidio e il dissenso una colpa. Forse è proprio qui che la vicenda Miravalle assume un significato che va oltre il motocross, perché ci parla di un modo di intendere il governo della città.

Un modo che sembra sempre più interessato alla costruzione del consenso e sempre meno disposto ad accettare il confronto.

Eppoi la storia politica locale dovrebbe insegnare un po' di prudenza. Perché basta sfogliare gli archivi per scoprire che proprio chi oggi si indigna per le verifiche ieri ne chiedeva in abbondanza.

Quando sedevano all'opposizione, nel 2010, l'attuale Vicesindaca Cristina Bucciarelli non si limitava a fare gli auguri al crossodromo. Chiedeva chiarimenti. Chiedeva controlli. Chiedeva verifiche. Parlava di rumore. Parlava di polveri. Parlava di sbancamenti. Parlava di modifiche del terreno. Parlava del deflusso delle acque. Parlava della tutela dei residenti. In sostanza faceva ciò che ogni opposizione dovrebbe fare in una democrazia. E faceva ciò che oggi alcuni cittadini stanno facendo attraverso gli strumenti previsti dall'ordinamento. La differenza è che allora le domande erano considerate legittime.

Oggi sembrano diventati argomenti da evitare. I controlli erano democrazia. Adesso sono fastidi. Le verifiche erano trasparenza. Adesso sono intralci. Le domande erano partecipazione. Adesso sono ostilità. La forza delle istituzioni non si misura dalla quantità di applausi che si raccolgono. Si misura dalla serenità con cui accettano le critiche. Anche quelle che non piacciono. Soprattutto quelle che non piacciono.

Perché una città sicura di sé non ha bisogno di trasformare ogni cittadino critico in un nemico. E una buona amministrazione non dovrebbe avere paura delle domande. Dovrebbe avere paura soltanto delle risposte che non riesce a dare.

Per questo sarebbe utile riportare Miravalle alla sua giusta dimensione. Un grande evento sportivo. Importante. Prestigioso. Ma pur sempre un evento, dal quale la Sindaca e la Vice cercheranno di trarne visibilità mediatica in vista delle elezioni del prossimo anno, ma non determinerà il futuro radioso di Montevarchi né costituirà una prova di fedeltà alla città e nemmeno una ragione per considerare nemico chi pone domande.

Del resto Miravalle non nasce oggi e nemmeno per opera dell’attuale Amministrazione, né il mondiale è per la prima volta che si tiene a Miravalle, ma per ben 6 volte si è tenuto (1980, 1982, 1984, 1998, 2003, 2006), prima dell’arrivo della Sindaca Chiassai Martini.

Tuttavia come non negare, anche alla luce di ciò che chiedeva Bucciarelli nel 2010 e osservando ciò che avviene in tutta Italia per la natura e caratteristiche di questi impianti, che insieme ad indubbi elementi positivi, la presenza e la rilevanza di elementi negativi, la necessità di uno sforzo di riflessione, di un confronto, come non pensare ad innovazioni.

Forse, più che indignarsi per un ricorso, o un articolo di richiesta chiarimenti, come il nostro precedente, sarebbe stato utile cogliere l'occasione per aprire finalmente una discussione seria sul futuro dell'impianto. Su come renderlo sempre più compatibile con il paesaggio. Con lo sviluppo turistico e ricettivo della zona, con le nuove frontiere anche di questo sport.

Ma questo richiede confronto, ascolto, visione, progettualità. Molto più difficile che pubblicare un comunicato indignato.
Il problema è che, ancora una volta, si è preferito trasformare una domanda sul futuro in una polemica sul presente, per coprire un agire amministrativo improvvisato e finalizzato solo alla propria visibilità

E questa sì che è un'occasione persa.

Montevarchi, 31 maggio 2026

12/04/2026

Casa Comune Montevarchi – Comunicato

Motocross, lavori senza chiarezza e silenzi: l’Amministrazione risponda subito!

Abbiamo letto con grande enfasi l’annuncio dell’Amministrazione comunale: a giugno Montevarchi dovrebbe ospitare una prova del mondiale di motocross. Una narrazione trionfale, costruita ancora una volta sull’immagine. Abbiamo visto anche una variante urbanistica che riguardava il crossodromo quanto meno dubbia sotto molti profili, paesaggistico, ambientale e di legittimità.

Peccato che, dietro agli annunci, emergano fatti che pongono interrogativi gravi e non più rinviabili.

Da quanto ci risulta, presso il crossodromo – bene pubblico e patrimonio della città – sarebbero stati eseguiti lavori di sbancamento, movimento terra e taglio di alberi, in assenza di una chiara informazione pubblica su autorizzazioni, progetti e procedure. Non solo: su tali interventi vi sarebbe stato un accesso da parte dei Carabinieri Forestali, parrebbe con un blocco dei lavori.

Se ciò fosse confermato, saremmo di fronte a un fatto di estrema gravità.

Per questo poniamo domande precise, alle quali l’Amministrazione non può sottrarsi:

- Chi ha eseguito quei lavori su un’area di proprietà comunale? il comune? Il Motoclub? in forza di quale atto amministrativo?

- Con quale titolo e con quali autorizzazione di natura edilizia e paesaggistica sono avviati i lavori?

- Dove sono gli atti, i progetti, le valutazioni ambientali e paesaggistiche da chi sono state rilasciate?

- Chi aveva il dovere di controllare da parte del Comune?

-Se si accertasse che i lavori fossero senza le previste autorizzazioni l’Amministrazione e in particolare la Sindaca era a conoscenza?

- perché nulla è stato comunicato ai cittadini?

Ad oggi, su tutto questo, il silenzio è totale.

Nel frattempo i lavori risultano fermi. E allora il quadro si fa ancora più preoccupante:

- il mondiale di motocross si farà davvero?

- in quali condizioni si trova l’impianto, ovvero ci sono atti di sequestro temporaneo?

- quali sono i rischi economici e organizzativi per il Comune?

- chi pagherà eventuali errori, ritardi o danni?

Non è più accettabile questo modo di amministrare: prima gli annunci, poi i problemi, infine il silenzio.

Il crossodromo non è un palcoscenico personale. È un bene pubblico, che richiede competenza nella gestione, visione per il futuro, in un mondo delle gare motoristiche dove tutto è cambiato, come cambiate sono le esigenze di tutela paesistica e ambientale, partendo prima di tutto dal rispetto delle regole, prime quelle ambientali, edilizie e urbanistiche in un contesto fragile, complesso come è quello in cui è collocato il nostro crossodromo.

Ancora una volta abbiamo un’Amministrazione e una Sindaca più attente a costruire visibilità e prospettiva personale che a garantire trasparenza, correttezza amministrativa e tutela dell’interesse collettivo.

Così non va.

Serve chiarezza immediata. Serve che l’Amministrazione dica tutto, perché i cittadini non sono spettatori di una campagna di immagine: sono i proprietari di quei beni e hanno diritto alla verità e non possono essere gestiti come beni propri né da parte della Sindaca ne da parte del Concessionario.

Casa Comune Montevarchi

12.4.26

26/03/2026

Casa Comune Montevarchi – Comunicato stampa

Rete gas: una scelta che riguarda tutti, non si decide senza la città. Il Consiglio Comunale sospenda oggi la decisione!!!

La decisione dell’Amministrazione comunale di procedere alla vendita della rete del gas rappresenta un passaggio di straordinaria rilevanza per il futuro di Montevarchi. Non si tratta, infatti, di un atto ordinario, ma della possibile alienazione del principale asset patrimoniale del Comune, costruito nel tempo con risorse pubbliche e quindi appartenente a tutta la comunità.

Parliamo inoltre di una infrastruttura energetica strategica, in una fase storica in cui il tema dell’energia è centrale sotto ogni punto di vista: economico, sociale, ambientale e geopolitico. In questo contesto appare ancora più grave affrontare una scelta di tale portata senza una visione complessiva e senza un coinvolgimento reale della comunità.

Per questo riteniamo inaccettabile che una decisione così rilevante venga assunta senza un ampio coinvolgimento della cittadinanza e senza un progetto chiaro, condiviso e trasparente sull’utilizzo delle risorse che deriverebbero dalla vendita, a maggior ragione se teniamo conto del fatto che il procedimento è iniziato da quasi due anni nella totale mancanza di informazione della popolazione.

Non è una decisione che può essere calata dall’alto, né tantomeno considerata come una prerogativa esclusiva dell’attuale Amministrazione né assunta con la stessa attenzione con cui si decide di fare una iniziativa da pochi spiccioli.

La rete del gas è un bene di tutti, non della Sindaca o della Giunta pro tempore. Prima ancora di discutere se sia opportuno venderla – cosa che peraltro merita una valutazione approfondita, seria e non ideologica – è necessario chiarire quali sarebbero gli obiettivi strategici di questa scelta e quali benefici concreti ne deriverebbero per la collettività.

Ad oggi tutto questo manca. Non esiste un progetto condiviso sull’impiego delle eventuali risorse, non esiste un percorso partecipativo, non esiste un confronto pubblico all’altezza della rilevanza della decisione.

Colpisce, inoltre, come, mentre si parla di strumenti come la Comunità energetica e di politiche legate alla transizione, senza produrre al momento utilità sociale, la gestione di un’infrastruttura così rilevante venga affrontata con logiche che appaiono più orientate alla comunicazione che a una visione strutturale. Il dubbio è legittimo: siamo di fronte a una scelta costruita nell’interesse della comunità oppure a un’operazione funzionale a percorsi politici personali? È una domanda che merita una risposta chiara.

Per queste ragioni chiediamo che il Consiglio comunale sospenda l’atto di autorizzazione alla vendita, in segno di rispetto verso la cittadinanza e verso il valore pubblico del bene in questione.

È necessario aprire un vero dibattito pubblico, che coinvolga cittadini, associazioni, categorie economiche e sociali, forze politiche. Solo così si può affrontare in modo serio e responsabile una scelta che inciderà profondamente sul futuro della città.

Asset patrimoniali di così vasta portata e valore economico, possono essere anche ceduti ma servono: 1-Valutazioni esaustive di tutte le condizioni e riflessi che questo determina a specifiche condizioni; 2-Un progetto chiaro e condiviso di dove e come si investono le risorse, delle conseguenze che la scelta ha nel futuro soprattutto nelle entrate e uscite correnti. Tutti presupposti che oggi non esistono e che purtroppo non sono stati alla base anche di scelte analoghe operate da questa amministrazione, quali ad esempio la vendita della partecipazione CONSIAG e che ha determinato uno squilibrio non banale.

Inoltre, considerato che l’attuale Amministrazione è ormai a fine mandato, riteniamo ancora più improprio assumere una decisione di questa portata. È giusto che siano i cittadini, attraverso il confronto elettorale, a esprimersi su una scelta così rilevante.

Montevarchi merita trasparenza, rispetto e partecipazione.

Casa Comune Montevarchi

08/03/2026

Pensiero di Giorgio Valentini in ricordo di Armando Noferi

Armando Noferi e una politica che sapeva rispettare

Con la scomparsa di Armando Noferi, Montevarchi perde una figura che ha attraversato una stagione significativa della sua vita politica e civile. Storico dirigente della Democrazia Cristiana, fu consigliere comunale per quattro legislature, dal 1972 al 1993, ricoprendo per un periodo il ruolo di capogruppo, anni nei quali il confronto politico era spesso intenso, talvolta duro, ma sempre profondamente radicato nella vita della comunità.

Armando interpretò quel ruolo con uno stile personale riconoscibile: ironico, schietto, diretto. Ma nello stesso tempo capace di dialogo e di rispetto. Sedendo nei banchi dell’opposizione non si sottraeva alla responsabilità di contribuire alle scelte amministrative della città, esprimendo con chiarezza le proprie posizioni e votando di conseguenza sugli atti che riteneva giusti per la comunità.

Era un modo di fare politica che oggi appare raro: fermo nelle idee ma mai ostile alle persone. Non a caso alcuni dei suoi amici più sinceri si trovavano proprio nel campo politico opposto al suo.

Per Armando il confronto non era mai un motivo di rottura umana, ma un terreno sul quale misurare serietà, rispetto e senso delle istituzioni.

Il mio legame con lui è stato anche personale, fatto di affetto e di grande stima. Amava ricordare, anche in Consiglio Comunale, soprattutto quando mi rivolgeva qualche critica — sempre franca e mai banale — il nostro legame di parentela: eravamo cugini di secondo grado. Era un modo affettuoso, accompagnato da quel sorriso ironico, dalle pause, dalla sua gestualità che lo caratterizzava.

L’ultima volta che ci siamo incontrati è stato in un pomeriggio di sole di tardo autunno. Aveva fatto due passi fuori casa. Era, come sempre, informato, curioso, attento a ciò che accadeva intorno a lui. Parlammo a lungo, di ricordi ma anche di futuro, come piaceva a lui.

Così mi piace ricordarlo: un politico serio, un uomo schietto, una persona capace di costruire rapporti veri.

Alla famiglia il cordoglio più sentito.
Ciao Armando!!

Indirizzo

Via Cataliotti, 16
Montevarchi
52025

Sito Web

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Casa Comune Montevarchi pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi