MoVimento 5 stelle Montespertoli

MoVimento 5 stelle Montespertoli Gruppo comunale del Movimento 5 Stelle a Montespertoli per una gestione partecipata del bene comune. Non ideologie di sinistra o di destra, ma idee.

Il MoVimento 5 Stelle è una libera associazione di cittadini. Non è un partito politico nè si intende che lo diventi in futuro. Vuole realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.

13/02/2021

Ho lavorato nel “Palazzo”, occupando la “poltrona” più importante. Ma tra i corridoi e gli uffici di Palazzo Chigi, anche alla fine delle giornate più dure e dopo le scelte più gravose, ho sempre avvertito l’orgoglio, l'onore e la responsabilità di rappresentare l'Italia.

Sono grato a Voi cittadini per il sostegno e l'affetto, che ho avvertito forti e sinceri in questi due anni e mezzo. Ma vi sono grato anche per le critiche ricevute: mi hanno aiutato a migliorare, rendendo più ponderate le mie valutazioni e più efficaci le mie azioni.

La forza e il coraggio dimostrati dalla intera comunità nazionale soprattutto durante quest’ultimo anno di pandemia sono stati davvero incredibili: ci hanno dimostrato che ogni ostacolo, anche il più alto e insidioso, può essere superato, scacciando via le paure e i calcoli di convenienza, fidando nel coraggio dell’azione, nella determinazione dell’impegno, nell’etica della responsabilità. Io stesso ho cercato di far tesoro di questa esperienza, pur con i miei limiti, ma - vi assicuro - con tutto il mio impegno e la mia massima dedizione.

Da oggi non sono più Presidente del Consiglio. Torno a vestire i panni di semplice cittadino. Panni che in realtà ho cercato di non dismettere mai per non perdere il contatto con una realtà fatta di grandi e piccole sofferenze, di mille sacrifici ma anche di mille speranze che scandiscono la quotidianità di ogni cittadino.

È davvero necessario che ognuno di noi partecipi attivamente alla vita politica del nostro Paese e si impegni, in particolare, a distinguere la (buona) Politica, quella con la - P - maiuscola, che ha l’esclusivo obiettivo di migliorare la qualità di vita dei cittadini, dalla (cattiva) politica, intesa come mera gestione degli affari correnti volta ad assicurare la sopravvivenza di chi ne fa mestiere di vita.

Insieme a tanti preziosi compagni di viaggio abbiamo contribuito a delineare un percorso a misura d’uomo, volto a rafforzare l’equità, la solidarietà, la piena sostenibilità ambientale. Il mio impegno e la mia determinazione saranno votati a proseguire questo percorso. La chiusura di un capitolo non ci impedisce di riempire fino in fondo le pagine della storia che vogliamo scrivere.

Con l’Italia, per l’Italia. Grazie.

10/02/2021
09/02/2021

Il Recovery Fund rappresenta il pilastro del programma per la ripresa, che dovrà passare da transizione verde e biodiversità, trasformazione digitale, coesione economica, competitività e coesione sociale e territoriale. Saranno essenziali, allo stesso modo, la prevenzione di crisi future e le politiche per giovani e bambini.

Il regolamento del Recovery Fund, il cui voto si terrà questa sera al Parlamento europeo, riceverà il nostro Sì convinto e responsabile.

Per la prima volta nella storia dell'Unione assistiamo all’emissione di debito comune, alla condivisione del rischio tra Stati europei e a finanziamenti a fondo perduto per i Paesi che più hanno subito le conseguenze della pandemia.

Si tratta di un'occasione irripetibile e di uno strumento essenziale per la ripartenza dell'Italia e il MoVimento 5 Stelle voterà compatto a favore.

08/02/2021

Tema: Perché il giornalismo in Italia è considerato di bassa qualità?

Svolgimento:

08/02/2021

Comincia ora una settimana delicatissima e cruciale per il futuro del nostro Paese e, per quanto ci riguarda, anche per i destini del nostro MoVimento. A prescindere da come si concluderà, questo momento storico rappresenta uno spartiacque decisivo: ci sarà un prima e ci sarà un dopo.

Formulo i miei migliori auguri e mando tutto il mio incoraggiamento a coloro che si sono assunti l’enorme responsabilità di questo negoziato, con l’auspicio che si proceda quanto prima ad allargare la condivisione e il confronto, in modo pieno ed efficace, all’intero Movimento 5 Stelle. È giusto e naturale che si dia centralità e priorità al coinvolgimento dei colleghi di Camera e Senato, i quali saranno chiamati presto a esprimere un voto di fiducia in Parlamento, ma non fino a giungere a una esclusività dello stesso. Il contributo della riflessione dei portavoce locali, regionali, europei e degli attivisti è qualcosa di più di un punto di vista e di un valore aggiunto: è un dovere, di fronte a una scelta che ci coinvolge tutti, dal primo all’ultimo.
Se la coesione dei nostri gruppi nelle camere è fondamentale per uscire a testa alta da questo negoziato, l’unità dell’intero Movimento è imprescindibile per il futuro del nostro progetto.

In un’attualità che si azzuffa e si accapiglia solo sul poco edificante esercizio del toto-poltrone, ribadisco che l’elemento veramente dirimente sono i temi dell’azione di governo, temi che a mio umile parere vanno messi nero su bianco, con un patto chiaro, alla tedesca, sul perimetro della sua azione, e in questo senso è altrettanto importante stabilire bene tanto ciò che dovrà essere realizzato quanto ciò che non dovrà essere invece toccato, onde evitare spiacevoli sorprese tra qualche mese.

Una volta terminate le consultazioni e acquisiti tutti gli elementi necessari, la coerenza imporrà a tutti noi di assumere una posizione chiara, in prima linea, mettendoci la faccia, senza che nessuno di noi che ci riconosciamo come membri della nostra comunità, della nostra famiglia a 5 stelle possa trincerarsi in un “armiamoci e partite”, a maggior ragione ingiustificabile nei momenti più drammatici.

Attenderò con umiltà e fiducia di conoscere il risultato dei nostri sforzi negoziali, così come spero faranno tutti, prima di assumere una posizione ragionata, di testa e non solo di pancia. Dire di più in questo momento sarebbe scorretto e dannoso. Ma ribadisco quanto già detto più volte: la democrazia partecipativa è il nostro DNA, la nostra identità.
Rinnegarla equivarrebbe ad assumersi la responsabilità di riconoscere che siamo diventati altro da noi.

Vi lascio con un’ultima considerazione, che racchiude pienamente il mio pensiero.
Non potevamo sottrarci al negoziato a qualunque costo. Ma non possiamo concludere un accordo a qualunque prezzo.

06/02/2021

VOTARE È UN DIRITTO. MA SOPRATTUTTO, VOTARE È UN DOVERE!

Sono giornate convulse, piene di colpi di scena e di retroscena non sempre edificanti, piuttosto il contrario.
Ma c’è una discussione, anzi una vera e propria polemica che ondeggia tra il surreale e il ridicolo.
Una polemica che negli ultimi giorni sento crescere internamente, sempre di più, e che mi fa arrabbiare e indignare, anzi lo dico chiaramente, che mi fa proprio incazzare: quella sul nostro voto interno.

Se ne parla come se il diritto al voto nel MoVimento fosse divenuto patrimonio esclusivo di questa o quella corrente di pensiero, nella fattispecie specifica di quanti ritengono si debba essere aprioristicamente contrari al sostegno a un esecutivo (di cui ancora non si conoscono programmi, composizione e contorni) con al vertice Draghi, e al contempo fosse divenuto lo spauracchio di coloro che sono invece altrettanto aprioristicamente a favore, pronti a liquidare con disprezzo la democrazia partecipativa come un vecchio gadget di marketing elettorale da sb****re in soffitta.

Voglio essere molto chiaro, con gli uni e con gli altri: partecipare, ragionare, scegliere e poi VOTARE non è un diritto di qualcuno, come si vorrebbe far credere, ma semmai è soprattutto un DOVERE di tutti.

La DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA non è un optional per il MoVimento 5 Stelle, ma è il nostro DNA, è la quintessenza del nostro metodo di partecipazione alla vita pubblica del Paese. Senza di essa non può esserci legittimità per scelte così importanti e gravide di conseguenze. Chi non è d’accordo può benissimo iscriversi a un partito, l’offerta non mi pare manchi. Passando però dalle preventive dimissioni, tanto più che quel metodo così vituperato è proprio quello che ha consentito a tutti quanti noi di ricoprire gli incarichi che ricopriamo, e forse sarebbe bene rammentarlo a chi se ne sta distrattamente dimenticando.

Questo non vuol dire, però, che le nostre attuali modalità siano le uniche e le migliori possibile, e che non serva urgentemente aprire un vero dibattito su come perfezionarle. Durante gli Stati Generali ho messo la faccia su una serie di proposte migliorative, e non ho certo cambiato idea: in primis è imprescindibile avere quesiti chiari e redatti in modo neutrale e trasparente. In secondo luogo, si deve dare un adeguato tempo di dibattito interno, con la possibilità di ascoltare debitamente pro e contro. E poi, soprattutto, decidere chi è il nostro corpo elettorale: per me il diritto di partecipare e contribuire alla crescita del Movimento deve essere dato a tutti, anche a chi preferisca, per le proprie ragioni (che non possono essere in ogni caso oggetto di una presunzione di condivisibilità), mantenere l’anonimato. Ma quello di decidere ce lo si guadagna sul campo, mettendoci la faccia: quindi diritto di voto solo a chi ha profilo certificato e pubblico, nel pieno rispetto delle vigenti norme europee e italiane sulla privacy. A chi ha dato l’anima per il nostro progetto in questi anni, non a chi si accontenta di un click distratto ogni tanto.
Ognuno vale uno, ma uno non vale l’altro.

Ma anche queste considerazioni devono cedere il passo alla realtà: e se non è possibile operare tutti i miglioramenti necessari al salto di qualità con tempistiche così strette, ciò non può costituire una giustificazione per eliminare semplicemente il processo di votazione.

Quella del voto della nostra comunità è per me una linea rossa invalicabile. Non esprimerò alcun giudizio politico a priori, e personalmente mi prenderò tutto il tempo che occorre per valutare il quadro e tutti i suoi elementi, molti dei quali ancora mancanti, come spero faremo tutti. Non vi nasconderò i miei dubbi e le mie perplessità, ma cercherò di condividerle il più possibile con tutti voi.
Ma chiedo con forza il rispetto da parte di tutti dei nostri principi democratici, e il rispetto del risultato che emergerà.
Ognuno di noi dovrà prendersi in coscienza il suo pezzetto di diritti e libertà, ma soprattutto di doveri e responsabilità.

Altrimenti della nostra identità non resterà davvero più nulla, se non uno sbiadito e nostalgico ricordo.

04/02/2021

Nella nostra attività abbiamo messo al centro sempre e solo le persone. Avremmo voluto farlo per conto nostro, ma in Italia non si può ancora governare da soli. Lo sappiamo tutti, noi del MoVimento 5 Stelle siamo diversi dai partiti tradizionali: siamo nati per essere alternativi. Eppure ci siamo trovati a dover condividere un percorso nell’interesse della comunità nazionale.

In questi anni con Pd e Leu si è avviato un dialogo che ha portato a risultati positivi, nonostante la dura crisi conseguente alla pandemia. È innegabile che si tratti di un patrimonio condiviso di idee, progetti e linguaggio, come peraltro ieri ha ribadito Vito Crimi, rivolti verso uno sviluppo sostenibile del nostro Paese e in prospettiva europea.

Ritengo che questo patrimonio vada oltre la somma dei singoli fattori. Perciò il percorso avviato non deve concludersi. È un impegno che ha giovato agli italiani e che può dare loro frutti ancora migliori. Perciò ritengo irrinunciabile portare le nostre richieste a Mario Draghi, ascoltarlo e poi decidere di conseguenza. Lo dobbiamo ai singoli, alle famiglie che soffrono e che quindi aspettano segnali politici.

In caso contrario, saremmo per partito preso fuori dal processo di rilancio del Paese. Soprattutto non avremmo peso politico rispetto alla destinazione delle risorse del Recovery Fund, che in larga parte si basa sulla transizione ecologica, cioè uno dei nostri cavalli di battaglia.

Grazie alla sapiente regia del presidente Giuseppe Conte, finora con il Reddito di cittadinanza abbiamo aiutato i più deboli, poi abbiamo ampliato le prospettive assunzionali e rafforzato lo Stato sociale.
Ancora, abbiamo bloccato i licenziamenti e introdotto il super bonus del 110%, con importanti ripercussioni economiche nel settore dell’edilizia. Inoltre abbiamo investito anche sui giovani, sulla tutela ambientale, sull’agricoltura italiana, sulla sostenibilità, la digitalizzazione e la formazione scolastica.

Perciò non possiamo bruciare questo lavoro, che abbiamo condiviso con il presidente Conte e con gli alleati del Pd e di Leu. Si tratta del nostro curriculum e programma politico: dignità, diritti, sviluppo sostenibile, emancipazione, comunità del futuro.

Inoltre il Paese deve fare i conti con la pandemia. Perciò occorre entrare nel merito delle urgenze e delle priorità, mantenendo la nostra linea e cercando di essere incisivi. Per tutte queste ragioni non possiamo rifiutare il dialogo con Draghi, indispensabile per capire quale sia la sua visione di governo e quali impegni intenda assumere nei confronti del parlamento.

04/02/2021

🇮🇹
Credo che Giuseppe Conte sia un'immensa risorsa per il Paese, la sua competenza e onestà intellettuale sono un patrimonio da non dissipare. Io non sono d'accordo con un governo tecnico, il Paese ha bisogno di politica, di ministri del M5s, di temi del M5s, che è l'unico argine all'appetito degli avvoltoi.
Un M5s che deve essere rilanciato e rafforzato e mi auguro che Giuseppe Conte ne sia presto la guida.

04/02/2021

I motivi del mio No a Draghi.

1. Ci ritroveremmo, di nuovo, in maggioranza con Renzi. L’uomo che non vuole poltrone, ma a luglio scorso, al rinnovo delle presidenze delle commissioni, ne ha preteso un buon numero (compresa quella della trasporti, dove mi trovo io). E poi che facciamo? Riprendiamo nelle commissioni a discutere della prescrizione, dei suoi veti sulla legge elettorale, delle marchette da fare a Confindustria sul recovery plan e senza neanche la mediazione e la garanzia di Giuseppe Conte. No, grazie.

2. Nessuno discute Mario Draghi. Grandi successi, uomo di enorme spessore. Ed anche esponente di un sistema (al potere da sempre) che ha portato l’Italia verso la povertà in un turbine di corruzione, raccomandati, tecnocrazia e conflitti di interesse. Chi mi ha votato lo ha fatto perché voleva che il Paese cambiasse rotta.

3. Capisco le difficoltà del Pd. Anche loro dicevano ‘mai più con Renzi’ e ‘o Conte o voto’. Cambiare idea può essere sinonimo di intelligenza e bisogna adeguarsi alle situazioni. Però così diventa schizofrenia. Io credo che la coerenza in politica sia un grande valore (ed il M5S dovrebbe ritornare granitico in questo).

4. C’è tutta la possibilità che un governo autorevole, in questi mesi, lavori alle emergenze indicate da Mattarella e nel frattempo organizzare le elezioni anticipate che si possono tenere già a giugno-luglio (quando d’estate il virus concede una tregua e le vaccinazioni sono andate avanti).

5. Ci dicono di essere responsabili. Sarà un concetto ad intermittenza. Noi siamo stati sempre responsabili (al punto da perdere consenso). Quando ieri facevamo presente le esigenze del Paese, però era ‘mercato delle vacche’, ‘attaccamento alla poltrona’. Oggi chiamateci pure ‘irresponsabili’, non è certo la faccia di bronzo che vi manca.

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Montespertoli
50025

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