Girando per l'Abruzzo

Girando per l'Abruzzo Tutto ciò che riguarda il nostro meraviglioso Abruzzo: tradizioni, foto, video, avventure, economia,

Girando per l'Abruzzo oggi e' diretto in uno dei fantastici Borghi Abruzzesi e precisamente stiamo parlando di Scanno (A...
11/11/2017

Girando per l'Abruzzo oggi e' diretto in uno dei fantastici Borghi Abruzzesi e precisamente stiamo parlando di Scanno (Aq).

Scanno è un paese di circa 2.000 abitanti (1050 m di altitudine) famoso per la bellezza del suo borgo e del suo magico lago. Scanno inoltre è inserito tra i Borghi più belli d'Italia.

Scanno è situata nell'Alta Valle del Saggittario arroccata su uno sperone del Monte Carapale e il suo lago separa le montagne del Parco Nazionale creando spettacolari gole nella roccia. La bellezza di questi luoghi hanno attratto i più grandi fotografi di tutto il mondo.
A nord di Scanno inoltre troviamo l'Oasi WWF Gole del Sagittario un vero paradiso della natura, canyon scavati nella roccia dalle acque immersi in una ricca vegetazione.

Il borgo di Scanno è ricca di chiese, fontane, palazzi d'epoca, magnifici portali e affascinanti vicoli, dove si possono scoprire particolari dettagli architettonici e le botteghe degli artigiani (oro e merletti).

Il Lago di Scanno è lungo circa un chilometro e profondo dai 30 ai 40 metri, oggi è il più grande lago naturale d'Abruzzo, la sua formazione risale al periodo post-glaciale quando una frana dal Monte Genzana ostruì il passaggio del fiume Tasso.

Le acque sono alimentate dal fiume Tasso e da corsi d'acqua sottorranei. Il colore azzuro vivo tendente al verde sono date dalla presenza di microalghe e dal riflesso della ricca vegetazione circostante inoltre e' Il luogo l'ideale anche per gli amanti del birdwatching, dove e possibile osservare: aquile, castori, gufi, allocchi e gallinelle d'acqua.

Il Lago di Scanno ha la forma di un cuore e sul suo conto ci sono storie leggendarie, come quella narrata in un romanzo del XV secolo che ne attribuisce l'origine ad un'incantesimo di una maga.
Tale teoria trova riscontro anche nella tradizione popolare che narra di un mago ed una maga, di nome Donna Angiolina, che vivevano tra Villalago e Scanno. In uno scontro tra i due a base di incantesimi produssero la nascita del lago e delle rocce circostanti. L'incantesimo del mago recitava che dove fosse caduta la maga sarebbe nato un lago e viceversa le rocce dove fosse caduto il mago.

I misteri del lago continuano ancora oggi e diversi studiosi analizzado la zona per capire strani fenomeni. Le bussole dei sub nel lago impazziscono indicando tutte le direzioni eccetto il nord (prodotto da forze magnetiche di cui non si conoscono le origini). Il livello delle acque si alza e si abbassa anche di 3 metri. Gli episodi più evidenti ci sono stati con i terremoti dell'Aquila e di Amatrice.

Sul lago si sono registrate anche onde anomale e restituzione di oggetti delle guerre passate.

Ad oggi eminenti geofisici e vulcanologi non hanno ancora scoperto l'origine dei fenomeni.

Va detto che visitando il lago non si può non notare un'atmosfera magica!

In un altro paese un lago con tali caratteristiche sarebbe un'attrazione molto pubblicizzata e raccoglierebbe flotte di visitatori da tutto il mondo; ma il lago di Scanno con la sua bellezza ed i suoi misteri è, come tutto l'Abruzzo, un segreto ben custodito dedicato solo a pochi viaggiatori. Non ha caso nei siti di viaggio stranieri l'Abruzzo ha l'etichetta di "segreto meglio mantenuto d'Italia"

COME ARRIVARE A SCANNO

In auto:
da Roma: percorrere la A24 e la diramazione A25 per Pescara fino all'uscita di Cocullo; poi prendere la strada statale ss479 per Anversa e Scanno.

da Pescara: percorrere la A25 direzione Roma fino all'uscita di Cocullo; poi prendere la strada statale ss479 per Anversa e Scanno.
da L'Aquila: percorrere la A24 direzione Roma e poi la diramazione A25 per Pescara fino all'uscita di Cocullo; poi prendere la strada statale ss479 per Anversa e Scanno.

da Napoli: prendere la A1 direzione Roma fino a Sora, da qui la ss ### per la Forca d' Acero, passando poi per Opi e da lì la ss83 fino a Villetta Barrea, quindi la ss479 per Passo Godi e Scanno.

da Bari: prendere la A22 direzione Pescara e da lì la A25 direzione Roma fino all'uscita Cocullo; poi prendere la strada statale ss479 per Anversa e Scanno.

In bus:
da Roma stazione Tiburtina: autolinee Paoli Bus (ex Schiappa, con cambio a Sulmona).
da Sulmona: autolinee Paoli Bus o autolinee abruzzesi Arpa.
da Napoli: autolinee con cambio mezzo a Sulmona.

In treno:
da Pescara e da Roma: prendere il treno per Sulmona Centrale e da lì bus Arpa o Schiappa fino a Scanno.
da L'Aquila: linea L'Aquila-Sulmona e da lì bus Arpa o Schiappa fino a Scanno.

INDIRIZZI UTILI

Informazioni turistiche: IAT -Piazza S. Maria della Valle 12, Scanno (AQ) - tel 0864.74317 - [email protected]

Comune di Scanno: via Napoli 21, Scanno (AQ) - tel 0864 74545 oppure 0864 747284 - sito web: www.comune.scanno.aq.it

Autolinee Schiappa: via Domenico Tanturri 32, Scanno - tel 0864 74362

Scuola sci Scanno: tel 0864 747668
Sci Club Scanno: tel 0864 74493 - 0864 74671
Scuola Sci di Fondo Passo Godi: tel 0864 88207 - 333 3889911 - 339 7914381

Girando per l'Abruzzo torna e ci porta in uno dei meravigliosi Castelli Abruzzesi e lo fa' segnalando il Castello mediev...
23/10/2016

Girando per l'Abruzzo torna e ci porta in uno dei meravigliosi Castelli Abruzzesi e lo fa' segnalando il Castello medievale di Gagliano Aterno.

Situato nell'omonimo borgo di Gagliano Aterno (Aq) e' situato a 653 metri sul livello del mare nella Valle Subequana

La struttura, come oggi si presenta, è ritenuta uno dei castelli meglio conservati d'Italia.

Il Palazzo fortificato fu ricostruito, come attestato da una lapide, dalla contessa Isabella di Celano nel 1328; distrutto nel 1462 da Braccio da Montone, passò dai Piccolomini, feudatari nel 1463, ai Barberini che ne conservarono la proprietà sino al 1806.

Eretto su pianta triangolare, il manufatto si compone di tre corpi di fabbrica disposti attorno all'elegante cortile con loggiato.
Scenografico lo scalone a giorno che conduce al primo piano e notevole è il rivellino antistante l'ingresso principale, connesso con il ponte levatoio, uno dei pochi superstiti nella regione.
L'irregolarità della pianta denuncia fasi successive di completamento che dalla struttura militare si evolvono verso il castello-dimora cui si ispira il loggiato su due piani che conclude il lato verso il paese.

Di particolare grazia architettonica, la loggia su due ordini del prospetto verso il borgo, con archi acuti alla quota del cortile, e a pieno sesto al piano superiore. Il castello è di proprietà privata e tuttora usato come residenza».

INFO: Municipio tel. 0864-797401

COME ARRIVARE:
A24/A25 RM-PE uscita Pratola Peligna-Sulmona/ seguire indicazioni per Raiano/ Molina/ Castelvecchio Subequo/ Gagliano Aterno
Da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ Pratola Peligna/ Raiano/ Molina/ Castevecchio Subequo/ Gagliano Aterno

Girando per l'Abruzzo oggi ci porta in un meraviglioso Borgo Fortificato Abruzzese, stiamo parlando di Pettorano sul Giz...
13/08/2016

Girando per l'Abruzzo oggi ci porta in un meraviglioso Borgo Fortificato Abruzzese, stiamo parlando di Pettorano sul Gizio (Aq).

Immerso in un suggestivo panorama tra le montagne dell'Appennino, Pettorano sul Gizio e' un piccolo comune Abruzzese di 1.320 abitanti collocata a 625 mt. s.l.m.

sorge in un magnifico scenario naturale, sul Colle della Guardiola, che si affaccia sul fiume Gizio.
Il territorio comunale, compreso nell'area del Parco Nazionale della Majella, racchiude a sua volta la Riserva Naturale Monte Genzana e Alto Gizio.

Inserita anche nel club dei borghi più belli d'Italia,
le origini del borgo risalgono al IV sec. a. C. e lo scrittore latino Plinio lo ricorda con il nome di "Pagus Fabianus".
Nel medioevo ebbe notevole sviluppo sotto il dominio della famiglia ducale dei Cantelmo.

Il nucleo abitato, dominato dal maestoso castello Cantelmi (XIV-XV secc.) con l'imponente torre pentagonale, conserva intatte diverse porte di accesso ed è ricco di numerosi monumenti e palazzi tra i quali spiccano il Palazzo Ducale (XVI-XVII sec.), nel cui atrio (oggi piazza Zannelli) è posta la stupenda fontana cinquecentesca; la bella chiesa di S. Dioniso e la magnifica fontana monumentale in piazza Umberto I.

Superbo il panorama che si ammira da ogni angolo del paese.

COME ARRIVARE:
A24/A25 RM-PE uscita Pratola Peligna-Sulmona/ proseguire lungo la SS 17 direzione Sulmona/ Roccaraso/ Pettorano sul Gizio
da Napoli:
A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ Pettorano sul Gizio.

NUMERI UTILI:
Municipio tel. 0864-8115;
visite guidate su richiesta: Riserva Naturale Monte Genzana-Alto Gizio, tel. 0864-487006; fax. 0864-487965.

Girando per l'Abruzzo oggi sale a quota 1334 m s.l.m. e ci porta nella localita' montana di Ceppo frazione del comune di...
25/06/2016

Girando per l'Abruzzo oggi sale a quota 1334 m s.l.m. e ci porta nella localita' montana di Ceppo frazione del comune di Rocca S.Maria (Te) , per segnalare il suggestivo sentiero semplice da percorrere per raggiungere La Cascata della Morricana..

Ceppo è una località montana, nel comune di Rocca Santa Maria (Te), alla base dei Monti della Laga. Il luogo rientra nel territorio del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ed è immerso nel secolare Bosco Martese, il cui nome deriva dall'antica presenza di un tempio pagano dedicato al dio Marte.

Un intinerario semplice praticamente privo di qualsiasi problematica di orientamento situato all’interno del Parco Regionale Dei Monti della Laga che conduce fino alla maestosa Cascata della Morricana.

Si parte arrivando all’Albergo Julia e si prende a sinistra la strada sterrata che costeggia il Camping Ceppo e la si segue fino a raggiungere uno spiazzale in prossimità di una sbarra e un parco avventura allestito tra gli alberi del bosco dove è possibile lasciare l’auto.

Si prende quindi il Sentiero 333 a destra che si immerge nel Bosco Martese in direzione della fonte dei Guardiaboschi (1360mt) fino a raggiungere dopo circa 6 km di comodissima strada bianca e meno di 2 ore di cammino l’ingresso di un tratto decisamente più sconnesso affiancato in certi punti da una staccionata, lo si percorre fino a raggiungere una breve discesa che oltrepassando il Fosso della Seccinella (1430 mt) conduce presso il Fosso Valle Castellana dove lo scrosciare delle acque e' più impetuose nei mesi primaverili.

Camminando e' possibile ammirare il fittissimo Bosco Martese, dove tra gli altissimi Faggi è possibile osservare anche dei rari esemplari di Abete Bianco.

INFORMAZIONI UTILI:

In estate è aperto un campeggio attrezzato con oltre 100 posti tenda e circa 100 posti roulotte e per i più esigenti l’albergo Julia con 16 camere doppie e un ampio parcheggio da cui si diramano i sentieri più importanti della zona.

Campeggio del Ghiro Indirizzo: Contrada Ceppo, 1 Comune: Rocca Santa Maria (TE) Telefono: 0861/629008 – 629020

Ostello Anna & Ninocc di Di Pietro Giovanni e C. Sas Indirizzo: Contrada Ceppo Comune: Rocca Santa Maria (TE) Telefono: 0861 629000

Girando per l'Abruzzo oggi consiglia una visita in uno dei Borghi Abruzzesi piu' affascinanti del nostro territorio, sti...
26/03/2016

Girando per l'Abruzzo oggi consiglia una visita in uno dei Borghi Abruzzesi piu' affascinanti del nostro territorio, stiamo parlando di Atri (Te).

Atri è un'antica città d'arte Abruzzese e rappresenta uno dei centri storicamente ed artisticamente più significativi dell'Italia centro-meridionale.
La città sorge su tre colli (Maralto, Muralto e Colle di Mezzo) che si affacciano sul mare Adriatico, verso il quale digradano, sui maestosi calanchi naturali.
Dal centro storico di Atri si raggiungono in 10 minuti d'auto le spiagge di sabbia del comprensorio del Cerrano, dove sorge ancora la cinquecentesca Torre di Cerrano, fatta erigere da Carlo V nell'area dell'antico porto romano di Atri.
La zona costiera è oggi area marina protetta e nelle acque antistanti la Torre di Cerrano giacciono ancora i resti del porto di Atri. Il comitato di gestione del parco marino è costituito dalle municipalità di Atri, Pineto, Silvi.
In cinque minuti dal centro città, seguendo la strada provinciale che porta verso la frazione di Treciminiere e la confinante Città Sant'Angelo, si raggiunge la Oasi WWF dei Calanchi di Atri dove
attraverso un sentiero si puo' accedere alle grotte di Atri.

Il centro storico di Atri è ricco di monumenti, palazzi signorili, musei, caratteristici vicoli e piazze. Ogni palazzo, anche il più piccolo, ha una sua storia. La ricchezza e l'importanza dei monumenti, il centro storico ben conservato, ordinato e ricco di piante e fiori (molte volte premiato da Italia Nostra, che ha una sua sede in città) hanno fatto sì che Atri venisse proclamata a tutti gli effetti città d'arte.

Il suo affascinante centro storico è un dedalo di viuzze che hanno conservato l'antico aspetto medievale, in alcuni punti ricalcato sul modello della città romana. Il Corso Elio Adriano, per esempio, collega i due più importanti punti della città, Piazza del Duomo e Piazza Duchi Acquaviva (detta Piazza del Comune, già Piazza Guglielmo Marconi), che nell'epoca romana erano precisamente le Terme ed il Foro. Caratteristico soprattutto il rione di Capo d'Atri, quello di Santa Maria e quello di San Giovanni (nei pressi di Porta San Domenico), con delle minuscole vie che a volte permettono il passaggio di una sola persona per volta.

L'architettura esterna dei monumenti è rimasta in prevalenza medievale, mentre l'interno nel barocco ha subìto molti ritocchi, come è successo alle chiese di San Domenico e Santa Chiara. Molti anche i musei (ben 6), con l'aggiunta del Museo Scenografico che dovrebbe essere aperto in futuro, che ne fanno la città con il maggior numero di musei in Abruzzo. La ricchezza del patrimonio storico-artistico ed in genere culturale testimonia la grande importanza e la grande storia che Atri ha avuto nel passato.

COSA VISITARE:

La Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta,
Monumento Nazionale:
Fu costruita a partire dal 1260 circa e finita nel 1305. La chiesa era stata costruita sull'Ecclesia de Sancta Maria de Hatria (IX secolo), a sua volta costruita su una cisterna romana che ne divenne cripta, costruita a sua volta su un tempio di Ercole poggiante su antichissime mura ciclopiche tuttora visibili nella cripta. Nel 1335, sul lato sud, fu edificata la chiesa di Santa Reparata, modificata nel Cinquecento. La facciata, un tempo forse cuspidata, presenta un grande portale, un grande rosone e una nicchia con una statua della Madonna con Bambino di Raimondo del Poggio e Rainaldo d'Atri (capostipiti di una florida scuola di scultura e pittura detta "Atriana"); sul lato sud si aprono tre portali del XIV secolo che presentano, nelle lunette, affreschi dello stesso periodo: il primo, di Raimondo del Poggio, è anche la Porta Santa; il secondo di Rainaldo d'Atri; il terzo di Raimondo del Poggio. Il campanile, sul lato nord, è il più alto d'Abruzzo (ben 57 metri), per questo è visibile da più punti, dai centri della costa adriatica a quelli delle vallate circostanti.

Chiesa di Santa Reparata:
Si trova lungo Via Roma ed è annessa alla concattedrale; l'elegante chiesa ha due entrate, una lungo il marciapiede accanto alla concattedrale e un'altra, minore, lungo la navata destra del Duomo. Venne eretta nel 1355, in onore di Santa Reparata (martire di Cesarea), la quale era stata dichiarata patrona della città due anni prima; venne però ritoccata alla fine del Seicento e intorno al 1740 da Gian Battista Gianni, ed oggi si presenta in veste barocca.

Chiesa di Sant'Agostino
Si trova lungo il centralissimo Corso Elio Adriano. Venne eretta probabilmente nel XIII secolo e modificata nel XIV secolo ma dedicata ai Santi Giacomo e Caterina. Venne poi modificata ancora e dedicata a Sant'Agostino; probabilmente subì un rifacimento barocco. Oggi la chiesa è sconsacrata ed è adibita ad auditorium civico, ma conserva ancora alcuni elementi antichi.
La chiesa ha una facciata con portale decorata con santi e motivi vegetali. È del 1420, opera di Matteo da Napoli, ed è considerato uno dei capolavori dell'artista; nelle decorazioni lo scultore scolpì una lu**ca, le vetrate, gli altari barocchi, una ca****la con resti di affreschi e, pezzo forte, un grande affresco della Madonna delle Grazie tra santi e devoti (XV secolo), opera di Andrea De Litio, che si trova accanto all'ingresso laterale sul lato sinistro.

Chiesa del Santo Spirito (detta santuario di Santa Rita da Cascia)
La Chiesa del Santo Spirito, popolarmente chiamata Santuario di Santa Rita, si trova nell'omonimo largo nei pressi di Rocca Capo d'Atri, all'estremità del paese. La chiesa fu edificata sul finire del XIII secolo dagli agostiniani scalzi. Nel Cinquecento la chiesa fu ceduta agi francescani per poi tornare dopo un breve periodo in mano agli agostiniani scalzi. Nel XVII secolo la chiesa e il convento ad essa annesso furono passati alle monache agostiniane che vi introdussero il culto di Santa Rita da Cascia. A partire dalla seconda metà del XVIII secolo, le suore modificarono completamente la chiesa fino ai primi dell'Ottocento, portandola all'aspetto attuale. All'inizio del XIX secolo la chiesa e il convento furono abbandonati, ma gli atriani continuarono a curarla ed è grazie a loro che oggi possibile ammirare la chiesa. La facciata è in stile barocco ed è affiancata da un campanile a vela, che si differenzia da tutti gli altri campanili atriani in mattoni.
Nella ca****la e’ presente la statua dell'omonima Santa ed altre opere di artisti locali.
Sul lato destro possiamo ammirare un affresco del XVI secolo presumibilmente di scuola fiorentina.
La chiesa di Santa Chiara d'Assisi e il monastero delle ClarisseIl monastero e la chiesa furono fondati nel 1260 da due Clarisse, compagne di Santa Chiara, grazie anche all'aiuto di Filippo Longo di Atri (costruttore anche del monastero dei Francescani in Atri), settimo discepolo del santo di Assisi e grande amico di S.Chiara.
Nel corso del tempo tutto il monastero e la chiesa furono oggetto di diversi rifacimenti: il più importante fu quello avvenuto nel XVI secolo, quando i duchi Acquaviva modificarono sia la chiesa che il monastero, donando a quest'ultimo (come celle per le monache) le ex- scuderie che ormai non servivano più. Se l'aspetto esteriore è quello conferitogli nel Cinquecento, non si può parlare così per quello interno: la chiesa subì le trasformazioni barocche, mentre i vari locali del monastero, tra cui il chiostro, il giardino e la grotta di Lourdes, furono ristrutturati e rimessi a nuovo dalle suore negli anni cinquanta del Novecento, dopo alcuni danni causati dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Da ammiraregli Altari:
Altare dei tre santidel 1650, così chiamato perché la pala centrale raffigura appunto tre santi: Santo Stefano, San Lorenzo e san Pietro da Verona. L'altare è ricco di stucchi, attribuito a maestranze napoletane. La Pala centrale è preziosissima, opera della "Scuola degli Illuminati", la scuola di pittura aperta a Bologna dai Carracci.
Altare di San Gaetano da Thiene, realizzato nel 1766. Fu edificato sopra un altro, a spese di due clarisse, ricordate nell'iscrizione dell'altare. La doratura fu fatta in malo modo e perciò rifatta agli inizi del XIX secolo. Tutti gli stucchi sono di scuola napoletana, mentre la tela Madonna adorata da San Gaetano, opera del 1766 di Francesco De Mura e bottega, è copia della Madonna conservata in san Luca a Bologna, opera di Guido Reni: unica differenza il colore dell'abito del santo, che nel caso di Atri è nero.
Altare della Madonna delle Grazie, opera di modesti artisti locali del XVII secolo. Sull'altare c'è la statua in cartapesta del XVII secolo della Madonna delle Grazie, opera di scuola umbro- abruzzese. Ma l'opera più preziosa di questo altare è L'incoronazione di S.Agnese alla presenza di S.Chiara, opera del 1856 di Gennaro Della Monica, il noto pittore teramano. Sostituì una precedente tela ormai invecchiata.
Altare dell'Addolorata, della prima metà del XVIII secolo, con stucchi di scuola abruzzese. La nicchia, dove oggi c'è la statua vestita del Settecento, era un tempo occupato da una pala dipinta oggi conservata nel monastero. Alcuni riquadri sopra l'altare ospitano due tele di scuola napoletana della fine del Seicento.

Il Teatro Comunale :
Progettato nel 1857 dell'ingegnere teramano Nicola Mezucelli. La costruzione iniziò solo nel 1872 sotto la direzione dall'architetto Francesco Consorti. Nel 1879 la volta della platea venne decorata dal pittore napoletano Giustino di Giacomo con un affresco dal titolo “Armonia e melodia” raffigurante la musa Euterpe su un cavallo alato. L'opera, che nell'ambito dei lavori di restauro degli anni '80 presentava forti lacune, fu oggetto nel 1987 di un restauro-ripristino da parte dell'artista Ireneo Janni. Il teatro, dal tipico impianto neoclassico, con tre ordini di palchi, costituisce un mirabile esempio di Teatro all'italiana.

Il Museo capitolare
Fu voluto da monsignor Raffaele Tini e fu arricchito nel tempo da cospicue donazioni (come quella di ceramiche da parte della famiglia Bindi). Raccoglie opere che vanno dal XIII al XX secolo provenienti dalla città.
Il museo è ospitato nelle sale al piano superiore del chiostro benedettino di un monastero del XII secolo, divenuto nel XV secolo residenza dei canonici del duomo e cimitero episcopale. Comprende dieci sale oltre al chiostro e alla cripta.
La collezione del museo comprende una serie dipinti che vanno dal XIII al XX secolo, tra cui un affresco staccato del XIII-XIV secolo, una Madonna attribuita a Silvestro dell'Aquila e datata tra XV e XVI secolo e una Madonna con Bambino del suo allievo, Carlo dell'Aquila, un trittico con sculture di Tolmezzini, degli inizi del XVI secolo, una Madonna e Santi di Antonio Solario, una Natività e una Flagellazione attribuite a Pedro de Aponte e i Santi Francesco e Leonardo di Ippolito Borghesi, tutti ancora del XVI secolo, una Santa Reparata di Teodosio Ronci e Valerio Ronci e datata al 1605, una Madonna con santi datata al 1615 ed attribuita a Francesco Allegrini e al Cavalier d'Arpino, una Sacra Famiglia e santi di Girolamo Cenatiempo, del XVII secolo e sei Scene della vita di Cristo di Serafino Tamburelli del XVII-XVIII secolo; più recenti tre dipinti di genere di Tommaso Illuminati, del XX secolo.
La collezione di sculture comprende opere del XIII-XVI secolo, tra le quali un'ancóna di San Giacomo, attribuita alla bottega degli intagliatori Moranzoni[2] (XV secolo), una Madonna con il Bambino in terracotta di Luca della Robbia del 1470 circa, un angelo ligneo, opera del fondatore del museo, monsignor Tini, del 1931.
Di particolare interesse la collezione di manoscritti, che comprende un messale, un antifonario e un lezionario abruzzese (XIII secolo), il "decreto di Graziano" della metà del XIV secolo, il "Messale degli Acquaviva" e una raccolta di formulari giuridici, del XV secolo.
Una sala raccoglie la collezione Bindi, con ceramiche dal XVI al XX secolo, tra cui una Natività e un'Adorazione di Francesco Saverio Grue, del XVIII secolo
La raccolta è completata da oggetti liturgici dal XVI al XVIII secolo, tra i quali una serie di busti-reliquiario e resti di un ambone del XIII-XIV secolo, arredi sacri, tra cui armadi di sacrestia e un inginocchiatoio dell'intagliatore Carlo Riccione (XVII secolo), tessuti e paramenti sacri dei secoli XVII e XVIII. Infine sono presenti oggetti liturgici di oreficeria dal XII al XX secolo, tra cui un reliquario in cristallo di rocca di scuola veneziana del XII secolo.

COME ARRIVARE:
Auto
Da Nord e da Sud
Dall'autostrada Adriatica A14 (da nord: direzione Ancona; da sud: direzione Pescara), uscire a Atri/Pineto, seguire la direzione Atri prendendo la SP 28.
Da Pescara
Percorrere la SS 16 in direzione di Chieti, continuare in direzione dell'autostrada A 14, uscire a Atri/Pineto, seguire la direzione Atri prendendo la SP 28.
Da Chieti
Percorrere la SS 81, imboccare l'autostrada A 14, uscire a Atri/Pineto, seguire la direzione Atri prendendo la SP 28.

INFO:
Comune di Atri Centralino: +39.085.87911

Girando per l'Abruzzo oggi vi porta in un affascinante Borgo della provincia di Teramo dove alcune ricerche sostengono s...
13/02/2016

Girando per l'Abruzzo oggi vi porta in un affascinante Borgo della provincia di Teramo dove alcune ricerche sostengono sia nato Ponzio Pilato e stiamo parlando del piccolo paese di Bisenti.

Borgo di origine pre-romana situato alle falde del Gran Sasso d'Italia, Bisenti si trova a 274 m. slm. e conta 2.500 abitanti circa.

Bisenti vanta un glorioso passato di cui ancora oggi si possono ammirare le numerose testimonianze storico-artistiche.
Secondo un'antica leggenda, il piccolo centro Abruzzese avrebbe dato i natali a Ponzio Pilato.

Infatti ricerche meno e più recenti sostengono che a Bisenti,
sia nato il procuratore romano Ponzio Pilato. Proprio Cosi!
E pare sia stato possibile individuare esattamente l’abitazione dove avvenne questa nascita.
Questa casa è davvero particolare perché all’interno, nei sotterranei, c’è un pozzo di epoca romana.

Uno dei maggiori sostenitori di questa ipotesi al quale nessuno vuole più credere essere una leggenda,
afferma che “ciò che avvalora maggiormente l’ipotesi che Pilato possa essere stato a Bisenti è proprio la presenza di un qanat, ossia un sistema idraulico sotterraneo, dalle caratteristiche del tutto analoghe a un impianto di approvvigionamento idrico che porta l’acqua di una sorgente da Atam alla città di Gerusalemme, fatto costruire, come narrato dallo storico Giuseppe Flavio, proprio da Ponzio Pilato impiegando il denaro del Tempio.

Con buona probabilità, dunque, dopo la destituzione, tornato nella sua Bisenti, Ponzio Pilato in attesa di ricevere dalle autorità romane disposizioni in merito al suo futuro, ancora politicamente influente, prima di essere mandato in esilio fece in tempo a costruire un acquedotto molto simile all’infrastruttura idrica che alcuni anni prima aveva realizzato a Gerusalemme.

Oltre a questa curiosa ed interessante leggenda (o verita')
a Bisenti possiamo ammirare nel centro storico della cittadina elementi di sicuro valore storico-artistico, quali la chiesa si Santa Maria degli Angeli (XV-XVI sec.), la Torre medievale, unica superstite delle tre preesistenti, la "Palazzina Di Marco", che fu residenza del patriota Nicola Costantini, la caratteristica Fonte Vecchia.
Fuori dal paese, in località Troiano, si trova l'antica chiesa romanica di S. Pietro (XII sec.)..

** I QANAT sono un sistema di trasporto idrico usato per fornire una fonte affidabile d'approvvigionamento d'acqua per insediamenti umani e per l'irrigazione in ambienti caldi e aridi.

COME ARRIVARE:
Da Nord e da Sud
Dall'autostrada Adriatica A14 (da nord: direzione Ancona; da sud: direzione Pescara), uscire a Teramo/Giulianova/Mosciano Sant' Angelo, prendere la SS 80 Strada Statale del Gran Sasso in direzione Teramo, continuare sull'autostrada A 24, uscire a Val Vomano, prendere la SS 81 in direzione di Villa Vomano, proseguire sulla SS 365 fino a Bisenti.

Da Pescara
Percorrere la SS 16 in direzione di Chieti, continuare in direzione dell'autostrada A 14, uscire a Teramo/Giulianova/Mosciano Sant' Angelo, prendere la SS 80 Strada Statale del Gran Sasso in direzione Teramo, continuare sull'autostrada A 24, uscire a Val Vomano, prendere la SS 81 in direzione di Villa Vomano, proseguire sulla SS 365 fino a Bisenti.

Da Chieti
Percorrere la SS 81, imboccare l'autostrada A 14, uscire a Teramo/Giulianova/Mosciano Sant' Angelo, prendere la SS 80 Strada Statale del Gran Sasso in direzione Teramo, prendere l'autostrada A 24, uscire a Val Vomano, continuare sulla SS 81 in direzione di Villa Vomano, proseguire sulla SS 365 fino a Bisenti.

INFO
Municipio 0861 997156

Girando per l'Abruzzo oggi ci porta nel comune di Sulmona (Aq) a quota 1400mt slm, per parlarvi dell'eremo di Santa Croc...
23/01/2016

Girando per l'Abruzzo oggi ci porta nel comune di Sulmona (Aq) a quota 1400mt slm, per parlarvi dell'eremo di Santa Croce, noto anche come eremo di San Pietro.

Posta in una magnifica posizione sulla sommita' del Monte Morrone l'Eremo di Santa Croce e' una piccola costruzione, a pianta rettangolare, è composta da un ambiente largo solo 140 cm e coperto da una volta a botte in alcuni punti cadente.

In tale ambiente si conservano un altarino parzialmente diruto e, sopra di esso, una finestrella a strombo.
Sul lato est, nei pressi dello spigolo, vi sono ancora i resti di un ingresso secondario, successivamente murato.
Vicino l'altare e poco sopra di esso vi sono due piccoli ripostigli. Sugli intonaci, ancora visibili in alcuni punti, non vi sono tracce di colore.

La collocazione in altura dell'eremo e la sua esposizione agli agenti atmosferici hanno profondamente corroso le mura invecchiandole notevolmente. L'eremo fu il secondo fatto edificare da Pietro del Morrone dopo quello di Santa Maria. La costruzione dovette avvenire intorno al 1260.

L'Eremo si raggiunge partendo dalla località Colle delle Vacche e percorrendo un sentiero che sale attraverso un bosco di pini.
(Sentiero S)

COME ARRIVARE:
A24/A25 RM-PE uscita Pratola Peligna/ Sulmona/ proseguire in direzione Sulmona/ Badia
Da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ Badia

INFO:
Tel. +39.0864.41304 - +39.349.8474470

Girando per l'Abruzzo Augura a tutti gli Abruzzesi e non, un Felice e Sereno Natale.
25/12/2015

Girando per l'Abruzzo Augura a tutti gli Abruzzesi e non, un Felice e Sereno Natale.

Girando per l'Abruzzo torna dopo una pausa e lo fa' segnalando un affascinante Borgo fortificato della pronvicia dell'Aq...
19/12/2015

Girando per l'Abruzzo torna dopo una pausa e lo fa' segnalando un affascinante Borgo fortificato della pronvicia dell'Aquila, stiamo parlando di Fontecchio.

Fontecchio è un comune di 410 abitanti e Appartiene alla Comunità montana Sirentina ed al Parco Regionale Sirente Velino.

Il borgo fortificato e l’affascinante centro abitato, di nascita medievale, si è preservato essenzialmente integro nella struttura che prende il tipico aspetto di borgo fortificato, con percorsi a gradini acciottolati di larghezza ridotta con porte urbane e tratti di mura.

Facendosi più vicini al borgo, si può ammirare sulla destra la Porta Piazza o del Castello, con arco ribassato.
Una rampa giunge dalla prima cinta muraria fortificata fino alla Porta dei Santi, con arco acuto, sormontata dal massiccio torrione quadrangolare, reso più prezioso da un orologio stimato tra i più antichi in Italia, come dimostra il quadrante diviso in sei ore e il meccanismo, tuttora funzionante, che fa muovere solo la lancetta delle ore.

Nella parte centrale del borgo sorge isolata in Piazza del Popolo la Fontana Trecentesca di cui e simbolo del Borgo.
L'ambiente circostante, conservatosi come in origine, è parte integrante del monumento e contribuisce ad esaltare l'effetto d'insieme.
La vasca in pietra è costituita da robuste lastre levigate intervallate da semicolonne con capitelli e basi modanati. All'intorno l'abbeveratoio, fatto di rustiche vasche addossate ad un muro in pietra squadrata, si trovano delle nicchie ricavate nel muro ad incerto, un lungo sedile in pietra e una edicola votiva con un affresco raffigurante la Madonna col Bambino in trono fra due angeli.
Ai piedi della scalinata che conduce al Monumento, sulla sinistra si trova una lapide con iscrizione sormontata dallo stemma del Comune. Il Piccirilli riporta la seguente iscrizione: EN FONTEM VIVUM SANAE DULCEDINIS UNDE FONDICULIS NOMEN STEM MA LEVAMEN HONOS ID: OCT: a. s. Tale iscrizione termina con l'immagine allegata alla scheda.

Inoltre si conservano ancora la Porta dell’Orso e la Porta da Piedi, costruita per permettere l’accesso alla valle nel 1591.
Il massiccio palazzo fortificato appartenente ai baroni Corvi, situato a nord-est del paese, in un luogo dall’impervia orografia, risulta molto interessante e integrato in modo perfetto alle mura del borgo e costituisce una delle residenze che si sono conservate meglio d’Abruzzo.

Il palazzo, la cui costruzione si fa risalire al Quattro-Cinquecento, mostra particolari accortezze difensive, come la disposizione delle entrate, la distribuzione degli spazi interni, che si possono isolare tra loro, gli impianti a sporgere e il piccolo cortile delle armi.

Come arrivare:
A24 uscita L'Aquila est; SS 17 bis

Informazioni:
Municipio tel. 0862-85131

Indirizzo

Montesilvano Marina
65015

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