26/03/2016
Girando per l'Abruzzo oggi consiglia una visita in uno dei Borghi Abruzzesi piu' affascinanti del nostro territorio, stiamo parlando di Atri (Te).
Atri è un'antica città d'arte Abruzzese e rappresenta uno dei centri storicamente ed artisticamente più significativi dell'Italia centro-meridionale.
La città sorge su tre colli (Maralto, Muralto e Colle di Mezzo) che si affacciano sul mare Adriatico, verso il quale digradano, sui maestosi calanchi naturali.
Dal centro storico di Atri si raggiungono in 10 minuti d'auto le spiagge di sabbia del comprensorio del Cerrano, dove sorge ancora la cinquecentesca Torre di Cerrano, fatta erigere da Carlo V nell'area dell'antico porto romano di Atri.
La zona costiera è oggi area marina protetta e nelle acque antistanti la Torre di Cerrano giacciono ancora i resti del porto di Atri. Il comitato di gestione del parco marino è costituito dalle municipalità di Atri, Pineto, Silvi.
In cinque minuti dal centro città, seguendo la strada provinciale che porta verso la frazione di Treciminiere e la confinante Città Sant'Angelo, si raggiunge la Oasi WWF dei Calanchi di Atri dove
attraverso un sentiero si puo' accedere alle grotte di Atri.
Il centro storico di Atri è ricco di monumenti, palazzi signorili, musei, caratteristici vicoli e piazze. Ogni palazzo, anche il più piccolo, ha una sua storia. La ricchezza e l'importanza dei monumenti, il centro storico ben conservato, ordinato e ricco di piante e fiori (molte volte premiato da Italia Nostra, che ha una sua sede in città) hanno fatto sì che Atri venisse proclamata a tutti gli effetti città d'arte.
Il suo affascinante centro storico è un dedalo di viuzze che hanno conservato l'antico aspetto medievale, in alcuni punti ricalcato sul modello della città romana. Il Corso Elio Adriano, per esempio, collega i due più importanti punti della città, Piazza del Duomo e Piazza Duchi Acquaviva (detta Piazza del Comune, già Piazza Guglielmo Marconi), che nell'epoca romana erano precisamente le Terme ed il Foro. Caratteristico soprattutto il rione di Capo d'Atri, quello di Santa Maria e quello di San Giovanni (nei pressi di Porta San Domenico), con delle minuscole vie che a volte permettono il passaggio di una sola persona per volta.
L'architettura esterna dei monumenti è rimasta in prevalenza medievale, mentre l'interno nel barocco ha subìto molti ritocchi, come è successo alle chiese di San Domenico e Santa Chiara. Molti anche i musei (ben 6), con l'aggiunta del Museo Scenografico che dovrebbe essere aperto in futuro, che ne fanno la città con il maggior numero di musei in Abruzzo. La ricchezza del patrimonio storico-artistico ed in genere culturale testimonia la grande importanza e la grande storia che Atri ha avuto nel passato.
COSA VISITARE:
La Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta,
Monumento Nazionale:
Fu costruita a partire dal 1260 circa e finita nel 1305. La chiesa era stata costruita sull'Ecclesia de Sancta Maria de Hatria (IX secolo), a sua volta costruita su una cisterna romana che ne divenne cripta, costruita a sua volta su un tempio di Ercole poggiante su antichissime mura ciclopiche tuttora visibili nella cripta. Nel 1335, sul lato sud, fu edificata la chiesa di Santa Reparata, modificata nel Cinquecento. La facciata, un tempo forse cuspidata, presenta un grande portale, un grande rosone e una nicchia con una statua della Madonna con Bambino di Raimondo del Poggio e Rainaldo d'Atri (capostipiti di una florida scuola di scultura e pittura detta "Atriana"); sul lato sud si aprono tre portali del XIV secolo che presentano, nelle lunette, affreschi dello stesso periodo: il primo, di Raimondo del Poggio, è anche la Porta Santa; il secondo di Rainaldo d'Atri; il terzo di Raimondo del Poggio. Il campanile, sul lato nord, è il più alto d'Abruzzo (ben 57 metri), per questo è visibile da più punti, dai centri della costa adriatica a quelli delle vallate circostanti.
Chiesa di Santa Reparata:
Si trova lungo Via Roma ed è annessa alla concattedrale; l'elegante chiesa ha due entrate, una lungo il marciapiede accanto alla concattedrale e un'altra, minore, lungo la navata destra del Duomo. Venne eretta nel 1355, in onore di Santa Reparata (martire di Cesarea), la quale era stata dichiarata patrona della città due anni prima; venne però ritoccata alla fine del Seicento e intorno al 1740 da Gian Battista Gianni, ed oggi si presenta in veste barocca.
Chiesa di Sant'Agostino
Si trova lungo il centralissimo Corso Elio Adriano. Venne eretta probabilmente nel XIII secolo e modificata nel XIV secolo ma dedicata ai Santi Giacomo e Caterina. Venne poi modificata ancora e dedicata a Sant'Agostino; probabilmente subì un rifacimento barocco. Oggi la chiesa è sconsacrata ed è adibita ad auditorium civico, ma conserva ancora alcuni elementi antichi.
La chiesa ha una facciata con portale decorata con santi e motivi vegetali. È del 1420, opera di Matteo da Napoli, ed è considerato uno dei capolavori dell'artista; nelle decorazioni lo scultore scolpì una lu**ca, le vetrate, gli altari barocchi, una ca****la con resti di affreschi e, pezzo forte, un grande affresco della Madonna delle Grazie tra santi e devoti (XV secolo), opera di Andrea De Litio, che si trova accanto all'ingresso laterale sul lato sinistro.
Chiesa del Santo Spirito (detta santuario di Santa Rita da Cascia)
La Chiesa del Santo Spirito, popolarmente chiamata Santuario di Santa Rita, si trova nell'omonimo largo nei pressi di Rocca Capo d'Atri, all'estremità del paese. La chiesa fu edificata sul finire del XIII secolo dagli agostiniani scalzi. Nel Cinquecento la chiesa fu ceduta agi francescani per poi tornare dopo un breve periodo in mano agli agostiniani scalzi. Nel XVII secolo la chiesa e il convento ad essa annesso furono passati alle monache agostiniane che vi introdussero il culto di Santa Rita da Cascia. A partire dalla seconda metà del XVIII secolo, le suore modificarono completamente la chiesa fino ai primi dell'Ottocento, portandola all'aspetto attuale. All'inizio del XIX secolo la chiesa e il convento furono abbandonati, ma gli atriani continuarono a curarla ed è grazie a loro che oggi possibile ammirare la chiesa. La facciata è in stile barocco ed è affiancata da un campanile a vela, che si differenzia da tutti gli altri campanili atriani in mattoni.
Nella ca****la e’ presente la statua dell'omonima Santa ed altre opere di artisti locali.
Sul lato destro possiamo ammirare un affresco del XVI secolo presumibilmente di scuola fiorentina.
La chiesa di Santa Chiara d'Assisi e il monastero delle ClarisseIl monastero e la chiesa furono fondati nel 1260 da due Clarisse, compagne di Santa Chiara, grazie anche all'aiuto di Filippo Longo di Atri (costruttore anche del monastero dei Francescani in Atri), settimo discepolo del santo di Assisi e grande amico di S.Chiara.
Nel corso del tempo tutto il monastero e la chiesa furono oggetto di diversi rifacimenti: il più importante fu quello avvenuto nel XVI secolo, quando i duchi Acquaviva modificarono sia la chiesa che il monastero, donando a quest'ultimo (come celle per le monache) le ex- scuderie che ormai non servivano più. Se l'aspetto esteriore è quello conferitogli nel Cinquecento, non si può parlare così per quello interno: la chiesa subì le trasformazioni barocche, mentre i vari locali del monastero, tra cui il chiostro, il giardino e la grotta di Lourdes, furono ristrutturati e rimessi a nuovo dalle suore negli anni cinquanta del Novecento, dopo alcuni danni causati dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Da ammiraregli Altari:
Altare dei tre santidel 1650, così chiamato perché la pala centrale raffigura appunto tre santi: Santo Stefano, San Lorenzo e san Pietro da Verona. L'altare è ricco di stucchi, attribuito a maestranze napoletane. La Pala centrale è preziosissima, opera della "Scuola degli Illuminati", la scuola di pittura aperta a Bologna dai Carracci.
Altare di San Gaetano da Thiene, realizzato nel 1766. Fu edificato sopra un altro, a spese di due clarisse, ricordate nell'iscrizione dell'altare. La doratura fu fatta in malo modo e perciò rifatta agli inizi del XIX secolo. Tutti gli stucchi sono di scuola napoletana, mentre la tela Madonna adorata da San Gaetano, opera del 1766 di Francesco De Mura e bottega, è copia della Madonna conservata in san Luca a Bologna, opera di Guido Reni: unica differenza il colore dell'abito del santo, che nel caso di Atri è nero.
Altare della Madonna delle Grazie, opera di modesti artisti locali del XVII secolo. Sull'altare c'è la statua in cartapesta del XVII secolo della Madonna delle Grazie, opera di scuola umbro- abruzzese. Ma l'opera più preziosa di questo altare è L'incoronazione di S.Agnese alla presenza di S.Chiara, opera del 1856 di Gennaro Della Monica, il noto pittore teramano. Sostituì una precedente tela ormai invecchiata.
Altare dell'Addolorata, della prima metà del XVIII secolo, con stucchi di scuola abruzzese. La nicchia, dove oggi c'è la statua vestita del Settecento, era un tempo occupato da una pala dipinta oggi conservata nel monastero. Alcuni riquadri sopra l'altare ospitano due tele di scuola napoletana della fine del Seicento.
Il Teatro Comunale :
Progettato nel 1857 dell'ingegnere teramano Nicola Mezucelli. La costruzione iniziò solo nel 1872 sotto la direzione dall'architetto Francesco Consorti. Nel 1879 la volta della platea venne decorata dal pittore napoletano Giustino di Giacomo con un affresco dal titolo “Armonia e melodia” raffigurante la musa Euterpe su un cavallo alato. L'opera, che nell'ambito dei lavori di restauro degli anni '80 presentava forti lacune, fu oggetto nel 1987 di un restauro-ripristino da parte dell'artista Ireneo Janni. Il teatro, dal tipico impianto neoclassico, con tre ordini di palchi, costituisce un mirabile esempio di Teatro all'italiana.
Il Museo capitolare
Fu voluto da monsignor Raffaele Tini e fu arricchito nel tempo da cospicue donazioni (come quella di ceramiche da parte della famiglia Bindi). Raccoglie opere che vanno dal XIII al XX secolo provenienti dalla città.
Il museo è ospitato nelle sale al piano superiore del chiostro benedettino di un monastero del XII secolo, divenuto nel XV secolo residenza dei canonici del duomo e cimitero episcopale. Comprende dieci sale oltre al chiostro e alla cripta.
La collezione del museo comprende una serie dipinti che vanno dal XIII al XX secolo, tra cui un affresco staccato del XIII-XIV secolo, una Madonna attribuita a Silvestro dell'Aquila e datata tra XV e XVI secolo e una Madonna con Bambino del suo allievo, Carlo dell'Aquila, un trittico con sculture di Tolmezzini, degli inizi del XVI secolo, una Madonna e Santi di Antonio Solario, una Natività e una Flagellazione attribuite a Pedro de Aponte e i Santi Francesco e Leonardo di Ippolito Borghesi, tutti ancora del XVI secolo, una Santa Reparata di Teodosio Ronci e Valerio Ronci e datata al 1605, una Madonna con santi datata al 1615 ed attribuita a Francesco Allegrini e al Cavalier d'Arpino, una Sacra Famiglia e santi di Girolamo Cenatiempo, del XVII secolo e sei Scene della vita di Cristo di Serafino Tamburelli del XVII-XVIII secolo; più recenti tre dipinti di genere di Tommaso Illuminati, del XX secolo.
La collezione di sculture comprende opere del XIII-XVI secolo, tra le quali un'ancóna di San Giacomo, attribuita alla bottega degli intagliatori Moranzoni[2] (XV secolo), una Madonna con il Bambino in terracotta di Luca della Robbia del 1470 circa, un angelo ligneo, opera del fondatore del museo, monsignor Tini, del 1931.
Di particolare interesse la collezione di manoscritti, che comprende un messale, un antifonario e un lezionario abruzzese (XIII secolo), il "decreto di Graziano" della metà del XIV secolo, il "Messale degli Acquaviva" e una raccolta di formulari giuridici, del XV secolo.
Una sala raccoglie la collezione Bindi, con ceramiche dal XVI al XX secolo, tra cui una Natività e un'Adorazione di Francesco Saverio Grue, del XVIII secolo
La raccolta è completata da oggetti liturgici dal XVI al XVIII secolo, tra i quali una serie di busti-reliquiario e resti di un ambone del XIII-XIV secolo, arredi sacri, tra cui armadi di sacrestia e un inginocchiatoio dell'intagliatore Carlo Riccione (XVII secolo), tessuti e paramenti sacri dei secoli XVII e XVIII. Infine sono presenti oggetti liturgici di oreficeria dal XII al XX secolo, tra cui un reliquario in cristallo di rocca di scuola veneziana del XII secolo.
COME ARRIVARE:
Auto
Da Nord e da Sud
Dall'autostrada Adriatica A14 (da nord: direzione Ancona; da sud: direzione Pescara), uscire a Atri/Pineto, seguire la direzione Atri prendendo la SP 28.
Da Pescara
Percorrere la SS 16 in direzione di Chieti, continuare in direzione dell'autostrada A 14, uscire a Atri/Pineto, seguire la direzione Atri prendendo la SP 28.
Da Chieti
Percorrere la SS 81, imboccare l'autostrada A 14, uscire a Atri/Pineto, seguire la direzione Atri prendendo la SP 28.
INFO:
Comune di Atri Centralino: +39.085.87911