16/09/2026
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Abbiamo chiesto al Presidente della Regione di ve**re in Consiglio a spiegare alle lucane e ai lucani che cosa cambia con il decreto sul petrolio. Ci ha risposto con un comunicato firmato insieme al Ministro che quel decreto lo ha scritto. ร un dettaglio che dice tutto: la difesa dellโautonomia della Basilicata รจ stata affidata a una nota redatta a quattro mani con Roma. Non รจ questa la sede e non รจ questo il modo.
Leggiamo quella nota per quello che รจ: un testo pensato per calmare, non per informare. Ma il decreto parla di chi decide, e di quanto tempo ha per farlo. Dice che se la Regione non risponde entro quarantacinque giorni, Roma puรฒ nominare qualcuno che risponda al posto suo. Rassicurare sui tetti mentre si toglie tempo alla decisione รจ come promettere che il limite di velocitร resta lo stesso mentre si allentano i freni.
Le stesse parole le abbiamo giร sentite. Nel 1998 ci dissero che il petrolio avrebbe cambiato la Basilicata. Nel 2006 ci ripeterono che le garanzie sarebbero state rafforzate. Nel 2017, quando dal Centro Olio uscirono quattrocento tonnellate di greggio finite nella terra della Val dโAgri, a poca distanza dallโinvaso che dร da bere a mezza Puglia, ci dissero che i controlli erano rigorosi. Oggi la nota usa le stesse parole di allora: garanzie ยซferme e rafforzateยป, gestione ยซrigorosaยป. Ogni volta che la produzione deve crescere, il vocabolario della rassicurazione torna identico. E ogni volta i lucani sono chiamati a fidarsi, mai a decidere.
Poi cโรจ la promessa delle royalties che ยซaumentano in proporzioneยป. ร vero, e proprio per questo non รจ una notizia: se si estrae di piรน si incassa di piรน, con qualunque percentuale, anche la piรน bassa. La domanda che i lucani si fanno da trentโanni รจ piรน semplice. Se questa รจ la regione piรน ricca di petrolio del Paese, perchรฉ proprio non riusciamo a garantire sviluppo, perchรฉ dal primo settembre paghiamo due euro e cinquanta per ogni ricetta in farmacia? Perchรฉ perdiamo piรน di tremila abitanti lโanno? Nessuna nota firmata con un ministro risponde a questo, e nessun aumento ยซin proporzioneยป lo ha mai fatto.
Cโรจ infine una contraddizione che riguarda direttamente questโAula. La nota dice che il ruolo della Regione resta ยซfermo e imprescindibileยป. Ma a luglio, in Consiglio, abbiamo dovuto discutere di permessi di ricerca su cui la Giunta aveva giร deliberato prima che il Consiglio ne fosse investito. Il ruolo della Regione non puรฒ essere imprescindibile a Roma e trascurabile a Potenza. Se il Presidente crede a quello che ha firmato, lo dimostri in Aula.
Per questo confermiamo la richiesta di un Consiglio regionale straordinario, chiediamo che la Giunta porti in Aula gli accordi che ha sottoscritto con le compagnie e lโelenco dei procedimenti oggi pendenti in Basilicata, e che lโAvvocatura regionale valuti subito se le prerogative della Regione siano state lese. Non stiamo chiedendo di spegnere i pozzi domani e siamo assolutamente accorte rispetto allโimpatto occupazionale di questo indotto. Stiamo chiedendo che la Basilicata smetta di essere trattata come un territorio da rassicurare e torni a essere una comunitร da ascoltare. I lucani sono stanchi, e hanno ragione. Non di petrolio: di promesse.
Alessia Araneo , Viviana Verri