15/03/2017
L’isola che… c’è… rischia di non esserci più
Art. 1 - L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro […]
Art. 2 - La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo [...]
Art. 3 – […] È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 4 - La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
La Cooperativa Sociale “L’isola che… c’è” rischia di scomparire. Questa è la triste realtà alla quale, nostro malgrado, ci stiamo progressivamente avvicinando. Ma com’è possibile se la nostra compagine sociale è composta da giovani in possesso non solo delle competenze e professionalità richieste, ma anche e soprattutto di grande passione, energia, motivazione e spinta propositiva nel dare il nostro contributo all’interno del vasto mondo del terzo settore?
I nostri propositi sono sempre stati la promozione di diritti umani fondamentali quali il diritto all’autodeterminazione, alla vita, alla libertà individuale e ad un’esistenza dignitosa… e purtroppo sono questi stessi propositi professionali che non possiamo assicurare a noi stessi con continuità. Fin dalla nostra costituzione (11 Giugno 2015) siamo abituati a fare gli equilibristi sul filo dello scioglimento viaggiando con una media di ritardo nei pagamenti degli stipendi che si assesta tra i 5 e i 7 mesi.
7 (SETTE) MESI SENZA VEDERE UN EURO!! PUR CONTINUANDO A LAVORARE, SENZA INTERRUZIONI, CON PASSIONE E SENSO DI RESPONSABILITÀ!! PER QUANTO F***E POSSA APPARIRE, QUESTA È ESATTAMENTE LA NOSTRA SITUAZIONE ORAMAI INACCETABILE!!
E tutto questo senza tener conto del castelletto finanziario di cui ci siamo dotati che ci permette di avere degli anticipi sulle fatture emesse, altrimenti i ritardi sarebbero stati ancora più corposi. Ovviamente, chiedendo anticipi sulle fatture, alla banca dobbiamo pagare gli interessi, e qui il cerchio si chiude: i soldi dall’amministrazione comunale non arrivano -> chiediamo degli anticipi bancari -> i ritardi continuano a crescere -> anche gli interessi da pagare continuano a crescere.
Questo circolo vizioso non risolve la situazione ma la aggrava, visto che va verso la direzione di “mettere delle toppe”… esattamente il contrario di ciò che da anni si richiede a gran voce all’amministrazione comunale: riorganizzare il sistema di gestione delle risorse economiche per garantire una regolarità dei pagamenti.
Inevitabilmente questa situazione insopportabile non solo determina uno svuotamento di energie e speranze per il futuro, ma anche un allontanamento progressivo di soci fondatori dalla cooperativa. Siamo partiti in 24, pieni di fiducia ed entusiasmo, allo stato attutale rimaniamo in 15… nel giro di un anno e mezzo più di un terzo delle persone che con sacrificio ed abnegazione hanno dato forma a questa avventura hanno abbandonato i loro sogni.
Ovviamente quanto descritto finora non riguarda esclusivamente la nostra Cooperativa, ma ogni realtà del territorio occupata nel sociale. Allo stesso tempo non si può neanche nascondere che per una start-up le difficoltà risultano amplificate.
Allo scopo di porre rimedio a questa situazione insostenibile, Sabato 11 Marzo la compagine sociale al completo dell’Isola che… c’è ha incontrato in Sala Consiliare il Sindaco di Monterotondo Mauro Alessandri e l’assessore alle Politiche Educative Riccardo Varone. C’è stato uno scambio franco ed onesto da ambo le parti, con il Primo Cittadino che si è impegnato fin da subito ad assicurare una regolarità nei pagamenti proprio per permettere alla nostra Cooperativa di mantenersi in vita.
Pur se l’Amministrazione Comunale si è sempre mostrata pronta a rispondere alle nostre domande, accogliamo con fiducia le intenzioni del Sindaco ma temiamo che, anche a causa di problemi non direttamente collegati al servizio di Integrazione Scolastica, il sistema possa subire nuovamente blocchi e interruzioni, andando a danneggiare ancora gli operatori della nostra Cooperativa e chiunque sia impiegato nel settore.
Tale comunicato pertanto vuole denunciare una situazione che non riguarda solo il Comune di Monterotondo, ma rientra in un “sistema nazionale” che impedisce regolarmente agli operatori del terzo settore di godere dei diritti fondamentali espressi in apertura della lettera.
Edit: l'amministrazione comunale ci ha comunicato che sta adempiendo ai pagamenti pregressi.