14/03/2025
Riguardo alla polemica sollevata dalla Consigliera Censori sull’installazione di una Stazione Radio Base (SRB) per la telefonia mobile in via Beato Venanzi, mi corre l’obbligo di fare chiarezza precisando fatti e circostanze che testimoniano la piena trasparenza e correttezza dell’operato dell’amministrazione comunale in passato come oggi.
Forse se la Consigliera avesse approfondito meglio la questione dal punto di vista normativo e tecnico avrebbe potuto evitare una presa di posizione inutile, quanto strumentale e demagogica.
Ma vado con ordine: la Deliberazione che in passato vietava la sperimentazione del 5G sul territorio comunale fu adottata nel 2019 in linea con altre deliberazioni comunali, successivamente tutte annullate dalla giurisprudenza amministrativa per “incompetenza”.
La normativa italiana (art. 8, L. 36/2001) vieta, infatti, ai Comuni di impedire l’installazione di impianti telefonici, stabilendo che sono i gestori a determinare le aree per garantire la copertura. Pertanto, affermare che si possano imporre aree ritenute più idonee è del tutto inesatto e fuorviante, essendo i gestori stessi i soggetti preposti ad individuare le modalità per la migliore copertura del territorio.
La normativa europea e italiana intende garantire agli operatori la massima copertura delle reti per la telefonia mobile su tutto il territorio nazionale impedendo, di fatto, agli Enti locali di operare scelte sul piano regolamentare e privandoli di ogni discrezionalità.
Tornando alla vicenda attuale, ricordo che l’istanza per l’installazione della Stazione Radio Base è stata pubblicata per 30 giorni sull’albo pretorio, come previsto dalla prassi amministrativa, garantendo in tal modo che i cittadini fossero ufficialmente informati sull’intervento. Strumentalizzare la relativa conoscenza della normativa da parte della cittadinanza a fini meramente politici risulta quindi inopportuno e inesatto.
È importante inoltre sottolineare che, in assenza di un provvedimento autorizzativo, non è possibile procedere con un’impugnativa al TAR, come erroneamente suggerito dalla Consigliera. Ribadisco che la normativa impedisce ogni forma di discrezionalità da parte dei Comuni riguardo alla localizzazione degli impianti.
Per fare ulteriore chiarezza, rammento che, quando la Consigliera Censori ricopriva un ruolo di responsabilità come capogruppo consiliare di maggioranza, non sollevò alcuna obiezione riguardo all’installazione dell’impianto di un’altra antenna nel maggio 2020, né si interrogò sull’iter da seguire per garantire la trasparenza del processo decisionale del quale anche lei era parte. Oggi, però, sembra aver ritrovato la verve e accusa la nostra amministrazione di non essere stata trasparente.
Chi mi conosce sa che il sottoscritto e l’amministrazione, sia ieri che oggi, è sempre stata impegnata a garantire informazioni corrette ed a promuovere soluzioni volte a garantire lo sviluppo e il benessere del della comunità. Continueremo a lavorare con impegno e coerenza su questo percorso.
N.B non ho cacciato nessuno dite la VERITÀ