15/09/2026
L'importanza di conoscere
Domani 16 settembre a Monterappoli c'è il secondo incontro che abbiamo organizzato per conoscere il Servizio Sanitario Nazionale.
Conoscere per comprendere perchè la difesa del SSN dalla sua progressiva privatizzazione e finanziarizzazione deve essere al primo punto (assieme alla difesa di tutti i Servizi Pubblici Essenziali) di qualsiasi programma politico
E conoscere permette anche di capire che questa classe politica ha obiettivi completamenti diversi.
Quanto capita agli insegnanti è la prova che non c'è più tempo...
(di Gabriele Busti )
Da due giorni bestemmio amaramente per questa maledetta polizza sanitaria destinata al mondo della scuola, è come se qualcuno mi avesse fatto un’intramuscolo a tradimento di rabbia e di sconforto.
Sostanzialmente si chiede, a 1 480 000 dipendenti pubblici, di togliersi di mezzo da un Sistema Sanitario Nazionale debilitato ed esangue che ha alzato bandiera bianca rispetto alla prevenzione e alla diagnostica, e di trasferirsi dai privati. Il transito sarà a completo carico dello stato il quale si permetterà di sottrarre fondi pubblici destinati alla pubblica istruzione - a casa mia si chiama ancora così - per gettarli dentro le casse degli investitori privati della sanità.
E mai a nessuno, tra quelli usi a riempirsi la bocca con la parola "democrazia", gli sia venuto in mente di chiedere l'assenso della gente rispetto a questa distruzione deliberata del patrimonio collettivo.
Ti avvisano una settimana prima della scadenza, ti mandano un pannello pubblicitario di cinquantuno pagine. Se accetti, in nessun modo puoi tornare indietro. La Camorra, non c’è dubbio, è più discreta.
Eccoli lì, il gatto e la volpe. Ti rifiuti? Non sei né un oppositore, né un benefattore, né un eroe, sei solo un co****ne che rinuncia alla possibilità di evitare di pagare di tasca tua delle visite specialistiche che potrebbero salvarti il c**o e che il SSN non riuscirebbe mai a smaltire in tempo. Risparmi due lire dal dentista, forse. Oddio, non è detto, anzi, è più probabile che no, ma che fai, non ci provi? Già fatichi ad arrivare a fine mese (e peggio verrà), magari sei emigrato al Nord e l’affitto ti fotte due terzi dello stipendio, magari ti hanno accorpato due cattedre a 50 km di distanza l’una dall’altra e non puoi nemmeno sperare di usare la merdosa carta del docente per metterci la benzina, però ci puoi comprare un biglietto per il concerto di Ultimo. E’ estremamente probabile, dato l’andazzo, che tu sia solo come un cane. Ti permetti anche di fare lo schizzinoso?
In nessun modo troverai una sponda politica o sindacale disposta a prendere in consegna il tuo rifiuto dell’assunto demoniaco per cui lo stato è obbligato a finanziare il proprio stesso smantellamento allo scopo precipuo di far arricchire i fondi di investimento internazionali.
Gli stessi fondi che hanno finanziato la nascita di quegli ospedalini tristissimi venuti su come funghi tra i capannoni delle zone commerciali al tempo del Covid, e a cui tutti abbiamo già dato la tangente.
I sindacati sono d’accordo, il ministro è felice, l’opposizione nemmeno respira per evitare di far vedere che esiste rispetto a questa partita a briscola. Metti una firmetta, ci vogliono due minuti, per quattro anni sei un filino meglio coperto, hai solo da guadagnare. Poco che fosse, che te ne frega?
Vogliono che ci metti la tua mano, sulla distruzione dello stato. Vogliono poterti rinfacciare che eri d’accordo con tutto quello che hanno fatto. Ti stava bene, conveniva anche a te.
Nel 2000 l’OMS pubblica il World Health Report, il Sistema Sanitario Nazionale italiano è valutato come il secondo assoluto al mondo per la sua capacità di risposta assistenziale, per l’efficienza e l’universalità delle cure in rapporto alle risorse investite. Ed eccoci qui, Vostro Onore, a ventisei anni di distanza da questo onorevole traguardo.
[Io penso che gli vado in c**o anche se vado in c**o solo a me stesso]