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Studiando si impara
04/10/2017

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Solo per chi è in possesso della licenza e dei requisiti necessari. ..Pizza 100% kamut
15/03/2017

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Grano khorasan a marchio KAMUT®, il grano antico per la vita moderna: scopri il nostro patrimonio culturale, trova delle ricette e vieni a conoscere la nostra tradizione agricola e i nostri valori.

05/03/2017
20/05/2015

Tre serate per scoprire e assaggiare le migliori birre artigianali italiane con stand gastronomici e tanto divertimento!

Impasto focaccia
18/02/2015

Impasto focaccia

Regola del giorno per un buon impasto ci vuole una buona lievitazione ;-)
03/11/2014

Regola del giorno per un buon impasto ci vuole una buona lievitazione ;-)

19/08/2014

sapevi che ....
Il licopene è una sostanza naturale presente in alcuni alimenti di origine vegetale. Appartiene al gruppo dei carotenoidi, un insieme di pigmenti di colore giallo-violetto molto diffusi in natura. licopene pomodoriL'interesse scientifico verso il licopene è dovuto alle sue spiccate proprietà antiossidanti. Tale caratteristica lo rende particolarmente utile nel combattere l'invecchiamento, le malattie cardiovascolari e persino alcune forme tumorali.
DOVE SI TROVA IL LICOPENE?
Se consideriamo il contenuto di licopene nei vari cibi il pomodoro è sicuramente l'alimento principe (da 3 a 40 mg/kg di prodotto fresco). Altre fonti minori sono rappresentate da vegetali come pompelmo rosa, arance rosse, carote, albicocche e cocomeri. Al contrario di molte vitamine e minerali l'assorbimento del licopene aumenta all'aumentare della temperatura. Anche altri fattori come il grado di maturazione e l'ambiente in cui il pomodoro viene coltivato influenzano in modo significativo la presenza della sostanza nel frutto. Salse, succhi e ketchup sono quindi una fonte migliore rispetto al pomodoro fresco. Inoltre, considerata la sua elevata liilicità, il licopene viene assorbito più facilmente in presenza di lipidi, grazie allo stimolo sulla produzione dei sali biliari. Alla luce di tutti questi elementi il massimo assorbimento di licopene si ha per esempio consumando una pizza con pomodorini maturi, salsa di pomodoro siciliano, mozzarella di bufala e olio di oliva. Al contrario mangiando una bella insalata con pomodori verdi del trentino l'assorbimento di licopene sarà inferiore. Un ottimo metodo per valutare la presenza di questa sostanza in un frutto è quello di osservarne la colorazione. Tanto più questa si avvicina al rosso intenso e tanto maggiore sarà il contenuto in licopene. Una volta assorbito, a livello intestinale il licopene viene depositato nelle ghiandole surrenali, nel fegato, nei testicoli, nella mammella e nella prostata, formando vere e proprie scorte necessarie per fronteggiare eventuali carenze.
I CAROTENOIDI E GLI EFFETTI BENEFICI DEL LICOPENE
I carotenoidi sono un ampio gruppo di sostanze capitanate dal β-carotene. Sebbene si conoscano oltre 600 tipi di carotenoidi i più importanti dal punto di vista nutrizionale sono il licopene, la zeaxantina, la luteina ed il l β-carotene. Quest'ultimo in particolare è il principale precursore della vitamina A. Le altre sostanze, come il licopene, hanno invece un'attività antiossidante più spiccata. Questa caratteristica li rende particolarmente efficaci nel combattere i radicali liberi, un piccolo gruppo di molecole o ioni ritenute responsabili di gran parte delle malattie degenerative. Sono davvero molti gli studi che attribuiscono al licopene un ruolo di primaria importanza per il nostro organismo. Negli ultimi anni si sono avvicendate moltissime ricerche che hanno portato gli studiosi ad una serie di conclusioni che riassumiamo nei seguenti punti.
L'attività antiossidante del licopene si associa ad una riduzione di alcune forme tumorali come il cancro alla prostata, all'apparato digestivo in genere, alla cervice o collo dell'utero, alla mammella (Vedi: Dieta e cancro) La regolare assunzione di licopene diminuisce l'incidenza delle malattie cardiovascolari, diminuendo il rischio di aterosclerosi e di attacchi cardiaci In caso di prolungata esposizione ai raggi ultravioletti il licopene esercita un'azione protettiva sulla pelle, allontanando il rischi del foto daneggiamento Sempre grazie alle sue proprietà antiossidanti, il licopene protegge l'organismo da malattie neurologiche quali l'Alzheimer e il morbo di Parkinson.

Farmacocinetica

Distribuzione tissutale del licopene[32]

Tessuti nmol/g

Fegato 1,28–5,72
Rene 0,15–0,62
Surrenali 1,9–21,6
Testicoli 4,34–21,4
Ovaio 0,25–0,28
Tessuto adiposo 0,2–1,3
Polmone 0,22–0,57
Colon 0,31
Mammella 0,78
Pelle 0,42

Dopo l'ingestione, il licopene è incorporato in micelle lipidiche nel piccolo intestino; le micelle sono formate da grassi alimentari e da acidi biliari, questi aiutano a solubilizzare la coda idrofobica del licopene facilitando l'assorbimento sulle cellule della mucosa intestinale con un meccanismo di trasporto passivo. Poco si sa circa il metabolismo epatico del licopene, ma come gli altri carotenoidi, il licopene è incorporato in chilomicroni e viene rilasciato nel sistema linfatico. Nel plasma, il licopene è trasportato dalle lipoproteine a densità molto bassa (VLDL) e da quelle a densità bassa (LDL). Il licopene è presente a maggiori concentrazioni nel tessuto adiposo, nelle surrenali, nel fegato e nel testicolo

Lo staff vi augura buone ferie ...
05/08/2014

Lo staff vi augura buone ferie ...

20/07/2014

TECNOLOGIA & SCIENZA

Annuncio degli esperti riuniti a Genova per il congresso internazionale dell'Aic la malattia in Italia colpisce 75mila persone, ma oltre 500mila non sanno di averla

ADDIO ALLA DIETA SENZA GLUTINE ARRIVA LA PILLOLA ANTI-CELIACHIA

Il farmaco scoperto tre anni fa negli Usa da un italiano elimina i sintomi nell'85% dei casi
La sperimentazione procede veloce. Prevista una rivoluzione nei prossimi cinque anni

Addio alla dieta senza glutine arriva la pillola anti-celiachia
Un corteo di malati di celiachia
GENOVA - Addio all'alimentazione "su misura" con prodotti senza glutine per i celiaci. Presto una pillola potrebbe tradurre in realtà il sogno di tante persone costrette a una dieta che mette al bando pasta, pane, biscotti ma anche le salse e tutto ciò che può essere contaminato dalla farina, come la frittura. Una malattia che solo nel nostro Paese colpisce oltre 75.000 persone, ma si stima che siano oltre mezzo milione gli italiani che non sanno di essere celiaci.

I sintomi (vomito, diarrea, perdita di peso) nascondono difetti di digestione e assorbimento degli alimenti e provocano gravi complicanze, dall'osteoporosi all'aborto spontaneo al linfoma intestinale. La pillola permette di bloccare l'effetto tossico del glutine consentendo ai celiaci di alimentarsi in modo normale. Il farmaco è in dirittura d'arrivo. Gli studiosi ipotizzano una rivoluzione per i pazienti nel giro di cinque anni. Lo annunciano i massimi esperti mondiali della patologia, riuniti al Galata Museo del Mare di Genova per il congresso internazionale organizzato dall'Associazione italiana celiachia.

La sperimentazione sui primi 110 pazienti ha dimostrato che il farmaco, scoperto tre anni fa negli Stati Uniti da un ricercatore italiano, elimina i sintomi associati al consumo di glutine nell'85% dei casi; entro dicembre i risultati su altri 180 pazienti. Studi sull'uomo anche per un nuovo farmaco, una proteasi che aiuta i pazienti a digerire il glutine.

"La dieta priva di glutine è assolutamente sicura ma impone restrizioni alimentari difficili da seguire, soprattutto in particolari età della vita come quella adolescenziale - ha spiegato Umberto Volta, responsabile del centro per la diagnosi di celiachia dell'ospedale Sant'Orsola - Malpighi di Bologna e presidente del comitato scientifico dell'Aic, l'unica associazione pazienti italiana - i celiaci sono esposti al pericolo delle contaminazioni e vorrebbero tornare a mangiare normalmente, senza sottoporsi a rinunce che spesso comportano problemi psicologici. Da qui la spinta da parte dei pazienti affinché la ricerca fornisca una terapia alternativa".
"Appena tre anni fa sperimentammo su ratti diabetici un farmaco inibitore di una proteina intestinale, la zonulina: gli animali mantenevano intatta la barriera intestinale e non producevano gli autoanticorpi che scatenano la reazione immunitaria - ha aggiunto Alessio Fasano, direttore del Centro di ricerca sulla celiachia e biologia mucosale della Maryland University di Baltimora, Usa - i risultati sono stati così positivi che siamo arrivati a studiare il farmaco nell'uomo, percorrendo in soli tre anni i passi che di norma, quando si sviluppano nuovi medicinali, si realizzano in dieci o quindici anni".

"Nella fase più recente di sperimentazione clinica condotta su un centinaio di pazienti il farmaco ha dimostrato molta efficacia - spiega Fasano - i celiaci trattati con un placebo ed esposti al glutine hanno sviluppato i sintomi classici nel 75% dei casi, le persone che hanno assunto il farmaco li hanno avuti in appena il 14% dei casi".

"Un ottimo risultato - aggiunge il ricercatore - come conferma il fatto che questa stessa percentuale si è registrata in coloro che avevano assunto il doppio placebo, ovvero erano stati esposti a un "finto" glutine e alla pillola-placebo. Sono già stati avviati test più approfonditi su 180 pazienti e i risultati saranno disponibili entro la fine dell'anno".

Il farmaco individuato dal gruppo guidato da Fasano e sviluppato dalla Alba Therapeutics blocca l'aumento della permeabilità intestinale indotto dal glutine inibendo una proteina, la zonulina, che regola l'apertura dei "cancelli" dell'intestino. "La zonulina è una specie di chiave che apre le porte fra una cellula e l'altra della parete intestinale - ha aggiunto ancora Fasano - l'intestino è coperto da un singolo strato di cellule che formano una barriera formidabile contro gli attacchi esterni ma i celiaci perdono questa caratteristica perché producono troppa zonulina". La pillola anti-celiachia, assunta prima di pasti contenenti farine pericolose, potrebbe perciò impedire il passaggio del glutine nel corpo, la successiva reazione immunitaria e quindi il danno alla mucosa intestinale.

Ma le buone notizie non finiscono qui. E' infatti allo studio sull'uomo anche un altro farmaco in grado di rendere il glutine "innocuo" per i celiaci: si tratta di una proteasi capace di smantellare completamente il glutine, digerendolo del tutto e rendendolo non tossico.

"La proteasi isolata dai ricercatori del dipartimento di chimica dell'università di Stanford in California è nella fase uno di sperimentazione sull'uomo, e si attendono i primi risultati entro il prossimo anno - ha detto Fasano - sappiamo già che l'approccio funziona, stiamo cercando di capire come utilizzare il farmaco al meglio: si potrebbe usare per "predigerire" il glutine e poi panificare, creando nuovi prodotti speciali che saranno però più economici e gustosi rispetto ai cibi senza glutine ora disponibili; o potremmo somministrare ai pazienti una pillola prima dei pasti, per far loro assimilare il glutine senza sviluppare sintomi".

LA REPUBBLICA
(19 settembre 2008)

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