08/05/2026
Servizio rifiuti Monte Porzio Catone: cosa ci dicono i dati 2019-2024
Riportiamo un’analisi tecnica e ragionata dei dati ISPRA del Comune di Monte Porzio Catone per il periodo 2019–2024. Tutti i riferimenti numerici citati provengono dalle sezioni dei dati comunali riportati qui: https://tinyurl.com/5eyns99t
Si tratta di informazioni ufficiali e accessibili a tutti, che permettono di osservare come si sono evoluti i quantitativi di rifiuti raccolti negli anni.
Nello specifico, il periodo mostra forti oscillazioni nelle quantità raccolte per diverse frazioni, con alcune anomalie che meritano una certa attenzione. La popolazione di Monte Porzio Catone negli ultimi sei anni è rimasta sostanzialmente stabile. Nonostante questo, i quantitativi di rifiuti per abitante mostrano alcune variazioni significative che andrebbero approfondite meglio.
Partiamo dalla voce "Altro RD" Rifiuto (in)Differenziato. Anno 2019: 64,93 t, anno 2024: 211,19 t = +225%. Una crescita così marcata è anomala. La categoria “Altro RD” è spesso un contenitore eterogeneo e un aumento di questa entità può indicare errori di classificazione da parte del gestore, cambi di contratto o modalità di conferimento oppure, ipotesi peggiore, inserimento improprio di frazioni che dovrebbero stare altrove. Da verificare con urgenza perché probabilmente è la voce che pesa più di tutte sul costo generale del servizio.
Ingombranti misti. Anno 2019: 93,46 t, anno 2024: 133,94 t
= +43%. Una crescita costante che vede nel 2020 un crollo a 8,81 t, totalmente incoerente con gli altri anni. Probabile errore di caricamento dati, servizio sospeso durante pandemia o
cambio modalità di raccolta (es. solo su prenotazione). Da verificare.
Carta e cartone. Anno 2019: 258,78 t, anno 2024: 310,42 t = +20%. Trend regolare, coerente con probabile aumento imballaggi da e-commerce. Nessuna criticità evidente.
Frazione organica. Anno 2019: 727,90 t, anno 2024: 857,65 t = +18%. Crescita fisiologica, ma con un picco anomalo nel 2021 (979,48 t). Possibili cause: conguaglio per variazione stagionale, aumento utenze non documentate o errori di pesatura. Da verificare dettagli di conferimento.
Legno. Anno 2019: 50,24 t, anno 2024: 144,87 t = +188%. Incremento enorme e non spiegabile senza un cambiamento strutturale come per esempio l'apertura e potenziamento del centro di raccolta, attivazione nuove utenze commerciali o errori di classificazione.
Metallo. Anno 2019: 16,98 t, anno 2024: 42,47 t = +150%. Un aumento significativo da verificare se dovuto a incremento raccolta multimateriale, cambi di impianto di conferimento o variazioni nel metodo di stima.
Plastica. Anno 2019: 105,85 t, anno 2024: 0,10 t = CROLLO del 99,9%. Gravissima anomalia. Nel 2024 la plastica praticamente scompare dai dati. Possibili spiegazioni: passaggio da raccolta monomateriale a multimateriale (ma allora dovrebbe aumentare il metallo o la carta), errore di caricamento dei dati o cambio codice CER utilizzato e non documentato. Da approfondire immediatamente.
RAEE. Anno 2019: 34,07 t, anno 2024: 51,60 t = +51%. Crescita coerente con trend nazionale.
Tessili. Anno 2019: 1,45 t, anno 2024: 4,51 t = +210%. Aumento importante, probabilmente dovuto a potenziamento raccolta abiti usati e/o maggiore sensibilità della popolazione.
Vetro. Anno 2019: 267,33 t, anno 2024: 314,25 t = +17%. Trend regolare, nessuna criticità da evidenziare.
Pulizia stradale a recupero. Anno 2019: 61,93 t, anno 2024: 42,87 t = –30%. Riduzione significativa che potrebbe indicare minore attività di spazzamento, cambio delle voci nel capitolato d'appalto o diversa classificazione dei materiali.
Cosa significa tutto questo per noi cittadini?
Quando i dati sono instabili o incoerenti, succedono tre cose:
1. Aumentano i costi di smaltimento. Più indifferenziato = più costi per discarica o termovalorizzatore.
2. Peggiorano i ricavi da riciclo. Se la qualità della RD cala, i consorzi pagano meno o applicano penali.
3. ARERA può imporre regole più rigide. Dati incoerenti = PEF più difficili da giustificare = rischio di aumenti futuri della TARI per inefficienze del sistema.
In conclusione, visto che la popolazione risulta stabile e i comportamenti non possono sempre giustificare le oscillazioni registrate è plausibile che il problema non sia come produciamo i rifiuti, ma come questi vengono gestiti, classificati e trattati.
Chiedere chiarezza non è polemica: è un atto di responsabilità verso il nostro territorio e verso le nostre tasche.