20/02/2023
Al teatro Lea Padovani 𝑬𝒏𝒛𝒐 𝑫𝒆𝒄𝒂𝒓𝒐 va in scena con 𝑵𝒐𝒏 𝒆̀ 𝒗𝒆𝒓𝒐 𝒎𝒂 𝒄𝒊 𝒄𝒓𝒆𝒅𝒐, uno spettacolo del grande Peppino De Filippo per la regia di Leo Muscato.
Ad accompagnare Decaro in questa grande interpretazione ci sono Francesca Ciardiello,Carlo Di Maio, Roberto Fiorentino, Massimo Pagano, Gina Perna, Giorgio Pinto, Ciro Ruoppo, Fabiana Russo e Ingrid Sansone.
📆𝗦𝗔𝗕𝗔𝗧𝗢 𝟮𝟱 𝗙𝗘𝗕𝗕𝗥𝗔𝗜𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗘 𝗢𝗥𝗘 𝟮𝟭:𝟬𝟬
📍𝗧𝗘𝗔𝗧𝗥𝗢 𝗟𝗘𝗔 𝗣𝗔𝗗𝗢𝗩𝗔𝗡𝗜 – 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗮𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼
ℹ️Info
🎭Biglietteria del Teatro:
⏰Lun-ven 10-12; mart e giov anche dalle 15:30 alle 17:30
📞Tel. 0766 870 115
📧[email protected]
𝗦𝗜𝗡𝗢𝗦𝗦𝗜 𝗘 𝗡𝗢𝗧𝗘 𝗗𝗜 𝗥𝗘𝗚𝗜𝗔
L’avaro, avarissimo imprenditore Gervasio Savastano, vive nel perenne incubo di essere vittima della iettatura. La sua vita è diventata un vero e proprio inferno perché vede segni funesti ovunque: nella gente che incontra, nella corrispondenza che trova sulla scrivania, nei sogni che fa di notte. Forse teme che qualcuno o qualcosa possa minacciare l’impero economico che è riuscito a mettere in piedi con tanti sacrifici. Qualunque cosa, anche la più banale, lo manda in crisi.
Chi gli sta accanto non sa più come approcciarlo. La moglie e la figlia sono sull’orlo di una crisi di nervi; non possono uscire di casa perché lui glielo impedisce. Anche i suoi dipendenti sono stanchi di tollerare quelle assurde manie ossessive. A un certo punto le sue fisime oltrepassano la soglia del ridicolo: licenzia il suo dipendente Malvurio solo perché è convinto che porti sfortuna.
L’uomo minaccia di denunciarlo, portarlo in tribunale e intentare una causa per calunnia. Sembra il preambolo di una tragedia, ma siamo in una commedia che fa morir dal ridere. E infatti sulla soglia del suo ufficio appare Sammaria, un giovane in cerca di lavoro. Sembra intelligente, gioviale e preparato, ma il commendator Savastano è attratto da un’altra qualità di quel giovane: la sua gobba. Da qui partono una serie di eventi paradossali ed esilaranti che vedranno al centro della vicenda la credulità del povero commendator Savastano.
Peppino De Filippo aveva ambientato la sua storia nella Napoli un po’ oleografica degli anni 30. Luigi aveva posticipato l’ambientazione una ventina d’anni più avanti.
Noi seguiremo questo sua intuizione avvicinando ancora di più l’azione ai giorni nostri, ambientando la storia in una Napoli anni 80, una Napoli un po’ tragicomica e surreale in cui convivevano Mario Merola, Pino Daniele e Maradona.
Lo spettacolo concepito con un ritmo iperbolico condenserà l’intera vicenda in un solo atto di 90 minuti.