20/11/2012
Care/i amiche/i di fb,
nelle nostre home quotidiane vengono condivise emozioni, sensazioni, preoccupazioni, indignazioni, dolori, speranze, fedi calcistiche o sportive, utopie, pubblicità, oroscopi, profezie e tanto altro ancora.
Soprattutto leggiamo di una politica br**ta, vecchia, arrogante e ingorda. Eppure ci sono luoghi della politica che nessuno racconta: sono quelli in cui tanti ragazzi come me sentono il dovere di impegnarsi senza percepire un centesimo; sono quei luoghi in cui alla protesta si affianca la proposta su questioni laceranti come la disoccupazione, la precarietà esistenziale, la paura del futuro, la solitudine e la povertà in una società consumata dall'individualismo; sono quei luoghi in cui, cercando di unirsi, non ci si sente più tanto soli.
In questi giorni di grande sofferenza sociale, di vecchie e nuove guerre che fanno pagare il prezzo della vita anche ai bambini, di ingiustizie e violenze, ci può essere rassegnazione, oppure ci può essere speranza. Già, proprio la speranza che svanisce quando ci si sente persi, impotenti, immobili.
Riusciamo a provare speranza solo se ritorniamo a sentirci vivi e attivi, se proviamo a stare insieme sui nostri problemi e sui nostri bisogni.
Queste parole potrebbero sembrare romantiche o, ancora più banalmente, retoriche, se non riuscissimo a interpretare il momento storico delicatissimo che stanno vivendo l'Italia e l'Europa.
Adesso possiamo e dobbiamo scegliere.
Rassegnarci al governo dei potenti gruppi economici e finanziari, oppure partecipare infoltendo le schiere di chi non si rassegna e profonde impegno e passione?
Stare a casa o uscire per far pesare le proprie idee?
Credere che tra noi ed i palazzi ci possa essere solo un fossato, oppure costruire ponti, attraverso cui portare in quei freddi e oscuri palazzi una politica migliore?
Tacere nel disagio o unire le voci per diffonderle lontano?
Monti dopo Monti, oppure conquistare pianure di giustizia, bene comune, equità e progresso sociale?
Partecipare ai funerali del pianeta e dei territori devastati dallo sviluppo senza regole ambientali, oppure lottare per farle ripettare?
Pensare che la politica sia inaccessibile e sporca, oppure dissequestrarla e renderla rappresentativa dei bisogni di tutti?
Queste domande sono rimbalzate nei pensieri di quei tanti che, come me, hanno deciso di uscire di casa e provare a pensare che molte risposte possano dipendere anche da noi, dalla misura in cui riusciamo a parlarci, organizzarci, restare uniti, fare storia.
In fondo, tutti i progressi dell'umanità sono passatti attraverso la partecipazione e tutti gli arretramenti sociali, economici e culturali sono passati attraverso l'esclusione.
A questo punto la domanda diventa: da dove e da chi ripartire in un Paese e in un mondo così ingarbugliati e compromessi?
Ripartiamo da noi stessi e dalla nostra Italia da riscrivere perchè non tutto è perduto!
Ripartiamo dal sostegno ad una politica che ha già dimostrato di essere diversa da quella che abbiamo sempre conosciuto.
C'è una politica che ha dimostrato di ridurre i costi e di ampliare i diritti; che non ha avuto paura di farsi giudicare perchè innocente, fiduciosa e rispettosa della Magistratura; che è riuscita a trattare con potenti gruppi di interesse le ragioni dei più deboli e le ragioni dell'ambiente; che governando ha modificato in meglio gli indici dell'occupazione; che ha messo alla pari donne e uomini; che ha lottato strenuamente e ha vinto contro i progetti di licenziamento discriminatorio; che ha dimostrato di credere ancora nella scuola pubblica e nel suo rilancio; che crede in una democrazia partecipativa; che vuole riequilibrare la bilancia della ricchezza oggi pendente verso chi ha di più; che non ha paura di proporre tasse sui grandi patrimoni accumulati con l'evasione fiscale.
Ci accontentiamo di sapere che una buona politica esiste, oppure la possiamo far vincere?
Se insieme a tutti noi ti sei posto queste domande, è arrivato il momento di provare a dare una risposta più precisa.
Vuoi che il centrosinistra cancelli i danni che hanno prodotto Berlusconi e Monti, oppure che sia impantanato nella palude degli equilibrismi politici?
Una strada possibile sarebbe uscire di casa domenica prossima e andare a votare alle primarie del centrosinistra. E così pensare di essere ancora capaci di determinare qualcosa insieme a tanti altri, pensare che questa nostra Italia può ripartire senza lasciar nessuno indietro, immaginare di non essere isolati in un presente senza futuro, credere che la buona politica non può essere schiacciata dal peso della vecchia, sognare di non perdere sempre, riaprendo la partita che in questi anni non abbiamo pututo giocare perchè qualcuno era sceso in campo da solo.
In questa partita non sentirai mai urlare: "con noi o contro di noi".
Puoi restare in tribuna a vederci giocare fino allo strenuo delle nostre forze, oppure puoi cambiare le sorti di questa gara.
Puoi pensare di non scendere in campo, OPPURE VENDOLA!