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    Forza Anna Maria Ida Celesti
11/04/2026

Forza Anna Maria Ida Celesti

08/04/2026

Stamattina alle 5 ho svegliato il mio avvocato. Sapevo che sarebbe stata pubblicata su un giornale una porcheria, un’altra, che mi riguardava e ho atteso di leggerla. È il destino di chi finisce nel “registro degli infangati”, di coloro che - per ca**tà! - non sono indagati, non sono in alcun modo coinvolti in un’inchiesta ma vengono ugualmente investiti da colate di fango (chiamiamo le cose con il loro nome anche se con un eufemismo) pur non essendo - ribadisco - oggetto di indagini giudiziarie o sfiorati da alcun sospetto. Nel caso della nuova iscrizione nel “registro degli infangati” c’è, secondo quanto si legge sul Fatto Quotidiano, un’intercettazione risalente al 1 marzo 2021 (cinque anni fa!) in cui un mafioso di nome Gioacchino Amico dopo la mia nomina a Sottosegretario alla Difesa nel governo presieduto da Mario Draghi direbbe a un suo interlocutore di conoscermi e di aver “parlato” con me. Nulla di più, a quanto pare perché ovviamente non ho cognizione degli atti. Il mafioso in questione oggi è un collaboratore di giustizia. Il contenuto di questa intercettazione è rimasto per un lustro nei cassetti della Procura di Milano perché evidentemente era irrilevante e non necessitava di alcun approfondimento investigativo: oggi però, cinque anni dopo ripeto, improvvisamente salta fuori. E tanto basta a autorizzare il “Fatto” a mettere in connessione il mio nome con un’inchiesta su “mafia e politica”, a parlare di me come inserito in una “rete” di questo boss, di essere addirittura “amico del mafioso pentito”. Fango allo stato puro, ribadisco. Non sono “amico” di Amico, ma neppure conoscente: non ho proprio assolutamente memoria di averlo incrociato, di avergli parlato, men che mai di aver avuto alcun tipo di relazione con lui. Zero, il nulla. Prima di vederlo sui giornali in un selfie vergognosamente usato contro Giorgia Meloni ignoravo la sua esistenza. Epperò mi trovo nel mezzo di questo pantano putrido e puzzolente nel quale sono certo sciacalletti e quaqquaraqua’ inizieranno a nuotare ricorrendo alla formula vigliacchetta di insinuare perché coperti dalla circostanza che “nelle carte si dice che..” e via infangando. Ci sono passato altre, troppe volte. È da poco diventata definitiva, ad esempio, una sentenza (mica l’unica) che mi ha risarcito dopo cinque anni (cinque!) per una diffamazione simile originata sempre in Sicilia per la quale anche la società editoriale “Il Fatto” ha dovuto pagare i danni mentre altri (tra cui Report e la Rai) hanno riconosciuto di aver sbagliato nei miei confronti ristabilendo la verità.
Affronterò serenamente anche questa porcheria, al pari di quella recentissima che vede la Procura di Roma protagonista per un’altra vicenda.
Voglio però denunciare ancora una volta la barbarie di un sistema che nel mio caso produce solo una notte insonne e pochi altri fastidi, in altri genera mostri capaci di deviare, divorare e rovinare la vita di persone perbene. Nella recente campagna referendaria per riformare l’ordinamento giudiziario mi sono battuto anche e soprattutto per questo. Ribadisco come fossi perfettamente cosciente che, quale fosse stato l’esito, avrei pagato le conseguenze di questo impegno che mi ha visto contrapposto frontalmente a schiere di avversari in toga o armati di penna. Il conto, puntualmente, mi viene presentato. Dopo l’antipasto di Roma ora è la volta di Milano. Sono rassegnato e preparato al fatto che non mancheranno altre “portate”. Saranno tutti bocconi indigesti, con buona pace di sicofanti e imbroglioni. Di una cosa siano fermamente certi.
Mi troveranno sempre lì dove sanno e cioè a difendere princìpi e valori a cui ho uniformato tutta la mia vita: io non mi muoverò di un millimetro e li farò annegare in quel pantano dove, ancora una volta, provano a stare a galla.

19/03/2026
07/03/2026

Una giustizia moderna è una giustizia dove chi accusa e chi giudica restano su percorsi distinti, per garantire davvero equilibrio e terzietà.

Il 22 e 23 marzo votiamo SÌ.

07/03/2026

28/02/2026

24/02/2026

               ̀    .        La Sinistra introduce il diritto alla felicità, Forza Italia presenta una proposta di legge...
04/02/2026

̀ . La Sinistra introduce il diritto alla felicità, Forza Italia presenta una proposta di legge per il Diritto alla Salute chiedendo tempi certi per screening oncologici. Trovate le differenze

*Tumori/Toscana, proposta di legge Forza Italia: "Diritto esigibile e data certa per screening oncologici"*
_Stella e Ferri: "Nessuna spesa in più, ma obiettivo tempi chiari per esami e colmare criticità"_

Firenze, 4 febbraio - Una proposta di legge regionale che sancisca e fissi le "Disposizioni per la garanzia del diritto esigibile agli screening oncologici nella Regione Toscana". A presentarla, proprio in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, il gruppo di Forza Italia all'Assemblea toscana, con i consiglieri *Marco Stella* e *Jacopo Ferri*. La legge non modifica né amplia i Lea, ma interviene esclusivamente sull'organizzazione, sui tempi e sulle modalità di accesso a prestazioni già previste. L'obiettivo è quello di sancire diritti esigibili e date certe per gli screening oncologici, aumentando l'adesione ai test e riducendo le disuguaglianze territoriali.
"La Toscana - sottolineano Stella e Ferri - presenta livelli di qualità elevati nei programmi di screening oncologico, tuttavia persistono differenze tra le Asl nei tempi di accesso e nei percorsi di presa in carico. L'assenza di tempi formalmente garantiti incide sulla percezione di affidabilità del servizio, l'adesione allo screening del colon-retto rimane inferiore agli altri screening. Questa proposta di legge mira a colmare tali criticità attraverso strumenti di governance e coordinamento. Il riconoscimento dello screening come diritto esigibile rafforza la tutela del cittadino e introduce un principio di responsabilità organizzativa delle Asl. I tempi proposti sono coerenti con le capacità organizzative del SSR toscano, risultano compatibili con le evidenze operative già presenti e favoriscono diagnosi precoci".
La proposta di legge, evidenziano i due consiglieri di Forza Italia "non introduce nuove prestazioni, non determina incrementi strutturali di personale e valorizza strumenti già esistenti (Ispro, Fascicolo Sanitario Elettronico, sistemi di monitoraggio). L'impatto è prevalentemente organizzativo e gestionale, e l'attuazione avviene nell'ambito delle risorse già destinate alla prevenzione. La legge - chiariscono Stella e Ferri - non comporta nuovi o maggiori oneri strutturali a carico del bilancio regionale".

Indirizzo

Monsummano Terme
51015

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