05/06/2026
In questi ultimi giorni di scuola, durante i quali i docenti stanno già preparando le documentazioni per la valutazione finale degli alunni, voglio condividere questa riflessione di LORENZO BRAINA, per quegli alunni che non ce la faranno e per quei genitori ai quali dovremo comunicare che loro figlio o figlia verrà trattenuto!
Perdere un anno non è una vergogna, alle volte aiuta a crescere!
“La scuola sta finendo.
E ogni anno, quando arriva questo periodo, mi torna in mente il ragazzo che ero. Quello che aspettava giugno come si aspetta una sentenza.
Alcuni anni con la quasi certezza della bocciatura. Più di una volta, a dire il vero. Altri anni sperando in un miracolo. Altri ancora facendo conti improbabili per capire se tre o quattro materie a settembre potessero essere considerate una buona notizia.
Raramente dall'altra parte della barricata, tra quelli sicuramente promossi. A dire il vero mai.
Io ero uno di quelli che arrivavano spesso in ritardo. Non solo a scuola, anche nella vita.
Per questo, oggi, mentre la scuola finisce, penso a quei ragazzi che perderanno un anno.
E qui, se potessi rivolgermi a lui o a lei direi anzitutto che bisogna essere onesti.
Avresti potuto e dovuto impegnarti di più. A volte hai rimandato, altre hai fatto finta che il problema non esistesse sperando che sparisse da solo.
Lo sai tu, lo sanno i tuoi genitori e lo so anch'io che sono stato te prima di te.
Ma c'è una differenza enorme tra aver sbagliato e essere uno sbaglio. Hai commesso degli errori, forse anche tanti.
Ma non sei i tuoi errori, non sei la tua bocciatura.
Perché una bocciatura è un fatto non un'identità.
È una porta che si chiude, certo. Ma spesso è anche una porta che si apre. A me è successo così. Quelle insufficienze, quelle paure, quei fallimenti che allora sembravano enormi, col tempo non hanno definito la mia vita.
Mi hanno insegnato qualcosa. A volte l'umiltà, a volte la fatica, a volte il fatto che i miracoli esistono raramente e che quasi sempre bisogna rimboccarsi le maniche.
Perciò, se hai preso tutti dieci, festeggia.
Se hai preso sei stiracchiati, festeggia.
Se hai qualche materia da recuperare, lavora e poi festeggia.
E se hai perso un anno, piangi se ne hai bisogno. Arrabbiati, assumiti la responsabilità di ciò che non hai fatto.
Poi però rialzati.
Perché un esame misura un esame, un voto misura un voto, una pagella misura una pagella ma nessuna di queste cose misura il valore di una persona.
Per fortuna gli esseri umani non sono una media matematica: sono storie.
E alcune delle storie più belle che conosco sono iniziate proprio da una bocciatura, da una caduta, da un ritardo...
Perché i fiori non sbocciano tutti nello stesso giorno. Alcuni arrivano presto, altri hanno bisogno di una stagione in più e non per questo sono meno belli. Anzi alcune volte sono proprio quelli che si fanno attendere più a lungo a mettere radici profonde e a restare in fiore più a lungo.”
( cit. LORENZO BRAINA)