04/10/2026
Stamattina anche a Monserrato la comunità si è riunita per ricordare Norma, 83 anni dopo il suo martirio, così come stanno facendo in queste ore tanti patrioti in oltre 400 città italiane ed estere. Tra ieri e domani in tutto il mondo sono in corso gli svolgimenti di questa stessa cerimonia. Anche a New York, Buenos Aires, Montevideo, Melbourne, Dublino.
Una manifestazione organizzata dal Comitato 10 Febbraio e giunta quest'anno alla sua ottava edizione. A Monserrato alla sua seconda edizione.
È per noi un dovere testimoniare con la nostra presenza la vicinanza a Norma, una donna uccisa in maniera orribile e che preferì morire per non rinnegare la Patria Italiana, diventata suo malgrado un simbolo.
Attraverso lei ricordiamo anche i tanti martiri delle foibe che ne hanno condiviso la tragica fine.
Tra il 1943 e il 1945, il confine orientale e la Venezia Giulia furono coinvolti da una pagina tra le più drammatiche della storia italiana. Popolazioni legate da generazioni alla propria lingua, cultura e identità, vennero colpite da una dura e violenta persecuzione per mano dei partigiani comunisti jugoslavi guidati dal maresciallo Tito.
È in questo contesto di profondo dolore che cade la vicenda di Norma Cossetto, una giovane studentessa di 23 anni ad un passo dalla laurea che girava in bicicletta tra i paesi dell'Istria per raccogliere il materiale per la sua tesi. Arrestata e interrogata, rifiutò di rinnegare le proprie radici e la propria appartenenza.
Era un'italiana ed è per questo che subì giorni di indicibili violenze prima di essere gettata ancora viva nella foiba di Villa Suran, profonda 130 m, nella notte tra il 4 e il 5 ottobre del 1943.
La sua tragedia precedette quella di migliaia di altre vittime e il drammatico esodo di oltre 300.000 esuli giuliano-dalmati.
In quella foiba i suoi aguzzini volevano cancellarne il ricordo, far sparire il suo ca****re, annientare la sua fede nella patria italiana.
Ma non potevano sapere che il loro disprezzo per la vita umana avrebbe trasformato Norma nel simbolo delle donne che ancora oggi, in tempo di pace o durante i conflitti armati, sono vittime di violenza e dei cosiddetti stupri di guerra.
Non sapevano neppure che nel 2005, finalmente, dopo tanti anni nei quali si tentò di dimenticare questa barbarie, l'allora presidente Carlo Azeglio Ciampi avrebbe conferito a Norma Cossetto la Medaglia d'Oro al Merito Civile con la seguente motivazione:
" Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba, luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio. "
Come in tutte le tantissime città che la ricordano oggi, abbiamo deposto in sua memoria una sola rosa rossa, che vuol essere innanzitutto un simbolo. Il simbolo della giovinezza interrotta: la memoria dei sogni, dello studio e del futuro spezzato di una ragazza di 23 anni. Il simbolo del sacrificio e della dignità: la testimonianza di una fierezza che non si è piegata davanti alla violenza. Il simbolo universale contro la violenza sulle donne: un monito costante e partecipe contro ogni soprassalto di barbarie ed emarginazione femminile. Un simbolo di unione e memoria condivisa: un gesto semplice ed essenziale che unisce oggi tante comunità in Italia nel dovere del ricordo.
Depositando questa rosa, abbiamo rinnovato il dovere della memoria, affinché il suo esempio di coraggio e di amore per la libertà resti un monito indelebile per le generazioni presenti e future.
Per Norma Cossetto e per tutti i martiri delle foibe.
Abbiamo anche ricordato che già lo scorso anno abbiamo chiesto all'Amministrazione Comunale di dedicare a Norma Cossetto l'installazione di una panchina tricolore, come già è stato fatto in tante città italiane. È un progetto che proveremo a riproporre perché è doveroso continuare a chiederlo, per Norma, per la nostra storia e per la nostra patria. Ringraziamo tutti i presenti alla cerimonia e vi diamo appuntamento al 10 febbraio 2027, quando si celebrerà il Giorno del Ricordo, per commemorare 20.000 connazionali infoibati e 350.000 esuli dal confine orientale d'Italia. Grazie ancora a tutti per la partecipazione.