26/10/2014
Negli ultimi giorni ha fatto molto discutere un nostro post riguardante la questione dei richiedenti asilo attualmente ospitati nel nostro comune. Si tiene a precisare che questo comunicato di risposta è stato rimandato il più possibile, perché da un lato abbiamo atteso che i toni si abbassassero e dall'altro, per avere un maggiore spazio di riflessione. In merito ai primi due punti trattati nel nostro post precedente confermiamo quanto scritto:
1)Non ha senso accusare l'Amministrazione Comunale di "essere in balia di decisioni prese dall'alto", in quanto è palese che la suddetta non può intervenire in una trattativa tra la Prefettura ed un privato (l'hotel New Philosophy) che prevede la messa in pratica di una direttiva comunitaria.
2) Per quanto sia encomiabile il desiderio di integrazione che smuove la richiesta delle opposizioni, confermiamo che a nostro avviso non è sensato investire nell'integrazione di un gruppo di persone che tra pochi mesi si troveranno in un'altra parte d'Italia se non d'Europa.
Ma probabilmente ciò che maggiormente ha smosso gli animi è il terzo punto del nostro post. Molti si sono sentiti infasiditi perché, a loro dire, sono stati definiti razzisti. Si precisa innanzitutto che non sono stati definiti razzisti coloro che hanno scritto l'interpellanza o che l'hanno sostenuta, ma alcuni dei contenuti della stessa (come il sostenere che un immigrato che parla per strada richieda una sorveglianza particolare) e sopratutto alcuni commenti e immagini pubblicate proprio qui su Facebook e che non sono stati adeguatamente moderati. Prima su tutte la famosa foto della partita di calcetto. Da quì nasceva il nostro legittimo dubbio circa le reali intenzioni dei promotori. Ribadiamo che non era nostra intenzione raccontare alcuna verità, noi ci siamo fermati a fornire una nostra opinione su alcuni specifici punti. Siamo contenti di aver ricevvuto delle precisazioni sulle motivazioni e le intenzioni dei gruppi di opposizione, che nonosante alcuni modi a nostro avviso scorretti, erano delle migliori e speriamo che in futuro non si ripetano certi malintesi.
A ulteriore conferma del fatto che il nostro obiettivo non era l'interpellanza in toto, ma soltanto alcune sue parti e soprattutto i commenti sccessivi, c'è la tempisica; infatti il nostro intervento si è verificato oltre due mesi e mezzi dopo che 'interpellanza era stata protocollata e successivamente alla comparsa su Facebook di alcune foto e commenti da noi ritenuti razzisti.
Detto ciò, desideriamo porre altre precisazioni sugli attacchi rivolti alla nostra organizzazione:
1) Il sindaco Caioni ha diritto di condividere e apprezzare qualsivoglia elemento presente su Facebook inclusi quelli da noi pubblicati. Questo non prova alcunché circa i rapporti di questa organizzazione con l'amministrazione comunale.Non è un mistero che a diversi dei GD, prima delle elezioni comunali, sono stati contattati da ben due liste su tre ed è altrettanto noto che entrambi gli inviti sono stati rifiutati. Perciò è evidente che i GD erano, sono e saranno all'opposizione pur facendolo in maniera ragionata e non aprioristica, a prescindere da ciò che il sindaco fa sia su Facebook che nella sua vita quotidiana. Questi sono i fatti, mentre tutto il resto sono opinioni che per quanto rispettabili, sono prive di fondamento.
2) ciò che è più grave in questa vicenda è il modo in cui ci è stato risposto. Da un lato noi abbiamo espresso specifiche opinioni su alcuni comportamenti, mentre dall'altra parte, sia in maniera diretta che indiretta, sono state fornite opinioni e giudizi sulle persone aderenti ai GD, e addirittura sulle loro famiglie e sulle altre associazioni del paese di cui fanno parte. A titolo esemplificativo ne riportiamo alcuni:
ipocriti
moralisti
perbenisti
maleducati
ragazzini che devono strisciare per terra e smettere di farsi mantenere dalle famiglie
ragazzetti
sciocchi
piccoli democratici ecc...
Pur essendo consapevoli della gravità di queste affermazioni non abbiamo intenzione di rispondere a tono, perché si tratta di un registro e di uno stile che non ci appartengono. Riteniamo tuttavia che questi toni siano parzialmente comprensibili a causa della passione che ci spinge noi tutti ad impegnarci in politica, e che a volte, ci porta a trascendere il piano politico per giungere al piano personale, che però tale dovrebbe rimanere. Da parte nostra, l'educazione ed il rispetto delle diversità di opinioni e delle singole persone che ci hanno sempre contraddistinto continueranno ad essere parte dello stile con cui continueremo, sempre e comunque, a portare avanti gli obiettivi che hanno portato alla nascita del nostro circolo.
Speriamo quindi di poter chiudere qui questa spiacevole vicenda con la speranza di poterci confrontare il più presto possibile su nuovi temi per costruire il bene della nostra comunità, partendo dalle nostre differenze e lasciando da parte i giudizi sui singoli individui.