01/10/2026
📚🍽️ DA 40 A 30 ORE: QUANDO A RIMETTERCI SONO I BAMBINI
La scuola aveva programmato tutto per tempo.
Come ogni anno, era prevista l’attivazione del tempo prolungato con 40 ore settimanali, un servizio importante per le famiglie e per gli studenti.
Peccato che per fare 40 ore serva anche la mensa scolastica.
E qui nasce il problema.
Non stiamo parlando di un evento improvviso o imprevedibile. Non stiamo parlando di una richiesta arrivata all’ultimo minuto. Il tempo prolungato è un’attività programmata con largo anticipo e conosciuta da tutti gli enti coinvolti.
Eppure il Comune non si è attivato per tempo per garantire il servizio mensa.
Il risultato?
La scuola, pur avendo programmato 40 ore, è stata costretta a ridurre l’orario a 30 ore settimanali, privando studenti e famiglie di un servizio che era stato previsto e organizzato.
La domanda è semplice:
❓ Come può un’amministrazione farsi trovare impreparata su un’attività che si ripete ogni anno?
❓ Come si può parlare di sorpresa quando la programmazione scolastica viene predisposta mesi prima?
❓ E soprattutto, perché a pagare il prezzo di questa mancanza di organizzazione devono essere bambini e famiglie?
Noi continuiamo a pensare che amministrare significhi programmare, prevenire i problemi e collaborare con le istituzioni del territorio.
Perché quando la scuola è costretta a passare da 40 a 30 ore non perde la scuola.
Perdono gli studenti.
Perdono le famiglie.
Perde tutta la comunità.
E francamente, su questa vicenda, noi non vediamo luce.
📚🍽️💡