14/06/2026
Ma che bella città!
“Ma dove sono capitato? Ma che paesotto, pardon cittadina, è mai questa? "Oh my God!” esclamerebbe attonito e basito uno spaesato viandante. Gia, è proprio così. Queste sarebbero le frasi testuali che pronuncerebbe un turista, anche se solo opinatamente giunto sulle sacre sponde del porticciolo più a nord del buonsenso, ovvero nella non più ridente (se mai lo è stata) località bisiaca denominata Monfalcone o come qualcuno preferisce Cisint-city.
Giunto da terre lontane il barbaro, nonché invasore, nonché pacifico, nonché turista e non per caso, si troverebbe suo malgrado a fare i conti con la mancanza di una panchina per riposare le sacre terga, e dovrebbe meschinello tagliarsi la barba e prestare attenzione a cosa mangia per evitare di essere scambiato per un radicaleterroristaislamico. Il malcapitato, ignaro di essere guardato e scannerizzato da centinaia di telecamere, potrebbe cercare riparo nei parchi del feudo verdognolo sbiadito legafratelliano, ma sbatterebbe irrimediabilmente la testa contro i cancelli che chiudono i preziosi tesori arbicolofloreali e boscosi della città, che tra l’altro è la maggior consumatrice di territorio della regione…
Come se non bastasse, strani individui con improbabili occhiali da sole farlocchi, con impermeabili stile tenente Colombo, cannocchiale al collo e cuffie stereo primordiali, con enfasi e passo marziale pedinano con eccelsa e operosa discrezione ogni movimento sospetto del turista ormai infelice.
E allora che fa il ns eroe pellegrino (non in terra santa) sempre più impaurito pensando di aver sbagliato percorso e di essere capitato nel Bronx, anche perché minacciosi si fanno avanti le guardie imperiali, di tutto punto armate, per identificare le generalità ed eventualmente rispedire al mittente i sospettati di “stranierita’ orientale” Cosa può fare dunque il viaggiatore stanco? Scappa, scappa, corre come se non ci fosse un domani e gambe in spalla cerca di varcare il confine comunale per uscire dall’incubo appena vissuto, cancellando dal suo taccuino questa cittadella ingrata e miope e soprattutto senza memoria!
Se ci fosse una morale in questa triste cronaca sarebbe: ”Puoi dare dieci, cento, mille deleghe ad un consigliere ma quello che veramente conta nessuno te lo può regalare", ovvero l’amore per il prossimo e la tolleranza.
“La cattiveria è degli sciocchi, di quelli che non hanno ancora capito che non vivremo in eterno”
Alda Merini