05/12/2016
Abbiamo combattuto una battaglia durissima: non siamo persone che si nascondono dietro a un dito, quindi sgombriamo subito il campo da equivoci, dicendo che nonostante il nostro impegno il risultato nazionale è stato deludente, poiché lontano dal traguardo auspicato. Se l'obiettivo è vincere il referendum, non può essere il 41% un risultato soddisfacente.
Come è andata a Molinella? Abbiamo preso il 47%. Un risultato che non avremmo firmato il giorno prima, quando tutti gli istituti di rilevamento davano il Si tra 44 e il 46% in Italia. Certamente l'esito del voto nazionale al 40/41% dice ora una cosa diversa: che abbiamo saputo allargare un consenso di 6/7 punti percentuali, raggiungendo più o meno il livello di consenso del Si dei comuni limitrofi.
Chi conosce la storia di Molinella sa perfettamente che, al netto delle tante e stimate persone indipendenti che con questo comitato hanno dato un contributo fattivo, libero e non scontato, le posizioni di partenza di consenso delle principali forze politiche a sostegno del Si (a Molinella una sola, effettivamente) non sono storicamente quelle dei comuni a noi vicini.
Questo 47% conferma che c'è un blocco riformista forte, con cui si dovrà fare i conti in futuro, ancorché sconfitto oggi. Il 53% che a Molinella ha votato No, come il
60% a livello nazionale, va rispettato come tutte le manifestazioni di partecipazione democratica. Naturalmente vediamo l'eterogeneità di questo "blocco" e guardiamo con preoccupazione alla capacità di rimettere mano al sistema paese, partendo da posizioni estremamente contraddittorie. Opporsi è sempre più facile di proporre.
Oggi abbiamo perso. Domani chissà. La strada dal 47 al 50%+1 non è lunghissima.