21/06/2026
Abbiamo letto le dichiarazioni del
Sindaco sulla mancata apertura estiva della piscina scoperta e, sul punto specifico, non possiamo che concordare con i dubbi e le perplessità già puntualmente elencate da Moli: le tempistiche con cui si è proceduto a compiere gli interventi necessari per far ripartire l’impianto lasciano infatti molte domande aperte sulle reali intenzioni dell’amministrazione.
Detto questo, per non tornare su argomenti già ampiamente dibattuti, vorremmo sottolineare due aspetti che dopo gli annunci e le risposte di ieri devono essere chiariti meglio, anche per non generare false speranze nei cittadini.
La prima questione riguarda il piano del Sindaco su come ristrutturare l’impianto. Riteniamo del tutto auspicabile la partecipazione al bando Sport e Periferie per garantire al comune fondi esterni da utilizzare per la ristrutturazione dell’impianto. Ciò che non viene spiegato, però, sono le variabili e le tempistiche che questo percorso comporta.
Anzitutto, l’ottenimento del finanziamento non è affatto scontato: numerosi Comuni parteciperanno al bando e l’esito si conoscerà soltanto tra diversi mesi.
In caso di esito positivo, sarà poi necessario definire gli accordi con i soggetti privati che il Comune sta cercando (e ha già cercato) sia per quanto riguarda il resto degli investimenti (il bando Sport e Periferie da solo non garantisce l’importo necessario nella sua totalità), sia per individuare una durata della gestione che consenta il rientro economico degli investimenti effettuati. Anche questa fase richiederà tempo e, nel caso vada tutto bene, il soggetto privato dovrà comunque essere individuato attraverso un procedimento a evidenza pubblica, che si tratti di un project financing o di una gara. Altri mesi, dunque.
Poi dovranno essere realizzati i lavori. Gli interventi di competenza del Comune richiederanno una gara d’appalto, cui andranno aggiunti i tempi di esecuzione del cantiere. A questi si sommeranno quelli relativi alle opere realizzate dal gestore individuato, anche se alcune attività potrebbero svolgersi in parallelo. Si tratta comunque di altri tempi necessari e difficilmente comprimibili
Nella sostanza, la strada auspicabile è questa, tuttavia ci si scorda di dire che è una strada, anche nell’ipotesi più favorevole, attraverso la quale l’impianto nella sua completezza (piscina coperta compresa) rivedrà la luce come minimo fra 3 anni. Difficile fare diversamente, ma bisognerebbe dirlo chiaramente.
Seconda questione: a Molinella, dalle parti dei supporters più esagitati dell’attuale maggioranza (per ca**tà, non sono tutti così, ma alcuni si fanno notare) c’è un evidente allergia al fatto che l’opposizione a Molinella faccia…l’opposizione. Osserviamo una discreta intolleranza verso quella che è una prerogativa del dibattito pubblico democratico, cioè dire quando non si è d’accordo e perché (e aggiungiamo che l’opposizione nelle sue varie declinazioni ha sempre cercato di esercitare questa prerogativa con toni e termini più che civili).
Ecco, qui va chiarito un equivoco. Aver perso le elezioni non obbliga nessuno al silenzio. Anche perché nei tanto citati “10 anni precedenti” a nessuno che manifestava civilmente ed educatamente un’opinione è mai stato intimato di stare zitto. Oggi il tentativo di creare una ricucitura all’interno di una comunità sempre più spaccata non passa dal silenzio, passa invece dal dire le cose che si ritengono giuste con toni e modalità rispettose. Chi pretende il silenzio, peraltro praticandolo poco in altri mandati con situazioni invertite, ha un’idea di democrazia discutibile. E forse non è neanche democrazia.