Collettivo Politico 26x1

Collettivo Politico 26x1 Collettivo politico di studenti e studentesse, lavoratrici e lavoratori, per una Molfetta antifascista, antirazzista e antissesista.

Prende avvio un nuovo percorso che vuole riportare la politica per le strade e le piazze della città, per ricostruire conflitto tornando a creare reti di comunità collettiva. Come studenti e studentesse, lavorartici e lavoratori, intendiamo rimettere al centro il carattere di classe e i rapporti di sfruttamento, oppressione e repressione che oggi caratterizzano i luoghi in cui ci formiamo, scuola

e università, e i posti di lavoro che ci troviamo ad occupare (o dis-occupare) per permetterci di vivere e studiare. A partire da principi di antirazzismo, antifascismo e antisessismo vogliamo agire per contribuire a ribaltare i rapporti di forza all'interno di questi contesti, controinformando, mettendo assieme politica della cultura e cultura politica, generando pratiche di reale contropotere per cambiare lo stato di cose esistenti.

«Lasciamo quest'Europa che non ha mai smesso di parlare dell’uomo mentre lo massacrava dovunque lo incontrasse, a ogni a...
28/12/2015

«Lasciamo quest'Europa che non ha mai smesso di parlare dell’uomo mentre lo massacrava dovunque lo incontrasse, a ogni angolo di strada, a ogni angolo del mondo.
Ecco che per secoli l’Europa ha bloccato il progresso degli altri uomini e li ha asserviti ai suoi disegni e alla sua gloria; secoli nei quali in nome di una pretesa “avventura spirituale” ha soffocato quasi tutta l’umanità.(...)
Questa Europa che non smette mai di parlare dell’uomo, mai di proclamare che la sua sola preoccupazione è l’uomo, ora sappiamo quali sofferenze l’umanità ha pagato per ogni vittoria del suo spirito»
Frantz Fanon, I dannati della terra, 1961

Stasera dalle ore 20:30 presso Piazza Paradiso 20, proietteremo "La battaglia di Algeri" diretto da Gillo Pontecorvo, fi...
28/12/2015

Stasera dalle ore 20:30 presso Piazza Paradiso 20, proietteremo "La battaglia di Algeri" diretto da Gillo Pontecorvo, fim che narra la lotta di liberazione coloniale del Fronte di Liberazione Nazionale d'Algeria contro la Francia occupante.

Stasera dalle ore 20:30 presso Piazza Paradiso 20, proietteremo "Il tempo che ci rimane" diretto da Eila Suleiman, che r...
22/12/2015

Stasera dalle ore 20:30 presso Piazza Paradiso 20, proietteremo "Il tempo che ci rimane" diretto da Eila Suleiman, che ripercorre, attraverso le vicissitudini di tre generazioni, le violenze inflitte da Israele al popolo palestinese.

In concorso al 62° Festival di Cannes Il tempo che ci rimane, con la regia di Elia Suleiman, debutterà nelle sale italiane il prossimo 4 giugno. Il tempo che...

Ci vediamo tra poco, ore 20.30, con la proiezione di Hunger, in piazza Paradiso 20."Il britannico Steve McQueen ha con l...
07/12/2015

Ci vediamo tra poco, ore 20.30, con la proiezione di Hunger, in piazza Paradiso 20.
"Il britannico Steve McQueen ha con l'immagine un rapporto estremamente fisico, che qui porta all'estremo, dal fisico al fisiologico, poiché le armi della contestazioni sono dapprima i rifiuti del corpo e poi il corpo stesso, ultima risorsa a disposizione e ultimo baluardo di libertà: quella di poter scegliere di disporre di sé, della propria vita e della sua fine. Ed è tutto attorno a questo percorso insostenibile del libero arbitrio del protagonista che si muove Hunger, con una struttura originale e studiata, cerebrale, ma che procede verso la nudità (la coltre di neve, poi la coperta poi il lenzuolo/sudario), anzi la scarnificazione, e cerca la provocazione utile, vitale, morale, non quella sterile dello shock immediato e presto dimenticato."

Bobby Sands dice  .Il primo film della rassegna "Popoli in lotta" che proietteremo lunedì 7 dicembre, 20:30, presso Piaz...
05/12/2015

Bobby Sands dice .
Il primo film della rassegna "Popoli in lotta" che proietteremo lunedì 7 dicembre, 20:30, presso Piazza Paradiso, 20, sarà HUNGER di Steve McQueen, testimonianza di quale fosse il trattamento riservato ai prigionieri politici irlandesi nel carcere di Long Kesh in Irlanda del Nord. (Il trailer https://www.youtube.com/watch?v=w0IHeF44nAE)
"Ero soltanto un ragazzo della working class proveniente da un ghetto nazionalista, ma è la repressione che crea lo spirito rivoluzionario della libertà. Io non mi fermerò fino a quando non realizzerò la liberazione del mio paese, fino a che l'Irlanda non diventerà una, sovrana, indipendente, repubblica socialista". (Bobby Sands)

28/11/2015

Troviamo vergognosa la repressione e l'oppressione che, con la scusa dell' "allerta terrorismo", presidi e comitati di genitori, con dalla loro il pieno appoggio delle forze dell'ordine, stanno mettendo in atto nei confronti di studenti e studentesse che già occupano o intendo occupare i propri istituti scolastici in opposizione alla "Buona Scuola".
Si tratta di segnali pericolosi, perché possono prefigurare la sospensione del diritto a manifestare.
La preside di un liceo è arrivata a sporgere "denuncia con richiesta immediata di sgombero dei locali e tempestivo ripristino del servizio pubblico: c'è problema sicurezza legato ad allerta terrorismo" (http://roma.fanpage.it/liceo-virgilio-preside-e-genitori-c…/), mentre a Marano, a fronte di numerose scuole già occupate, gli studenti dei licei locali raccontano che i carabinieri hanno intimato loro di “segnalare” quei professori che appoggiano l’idea di occupare la scuola come forma di protesta (http://www.ilmeridianonews.it/2015/11/marano-i-carabinieri-agli-studenti-dei-licei-non-occupate/).
Siamo solidali con gli studenti e le studentesse colpite, continuiamo assieme a combattere quotidianamente, in ogni dove e con qualsiasi mezzo la "Buona Scuola".

Il ministro del "lavoro", venuto fuori dalle Cooperative, affermando che “prendere 110 e lode a 28 anni non serve a un f...
28/11/2015

Il ministro del "lavoro", venuto fuori dalle Cooperative, affermando che “prendere 110 e lode a 28 anni non serve a un fico, è meglio prendere 97 a 21″ esprime lo spirito classista che anima il governo, i suoi sostenitori e gran parte delle opposizioni parlamentari nei confronti del mondo dell'istruzione e del lavoro: qualcuno avrebbe detto che "ha la faccia come il c**o".
E' il simbolo di una lotta di classe combattuta dall'alto verso il basso. Proviamo a tradurre in termini concreti il senso materiale della frase del ministro e della sua "filosofia del tempo":
- ogni sapere critico va abolito: l'esame viene inteso come una pratica da risolvere nel minor tempo possibile; al diavolo gli approfondimenti, non sono produttivi;
- chi non può permetterselo deve astenersi dagli studi universitari: lo studente-lavoratore, che lavora per mantenersi gli studi, è caldamente indirizzato a "realizzarsi" solo nel proprio lavoro sottopagato;
- l'università ha valore di consumo e non d'uso: il sapere e la cultura non hanno più portata universale, ma vanno consumati rapidamente, per poter fruire delle poche competenze e conoscenze acquisite nel mondo del lavoro stravolto dal Jobs Act;
- chi non riesce a laurearsi in tempo è un "fallito": da chi ci chiama "bamboccioni" a chi preferisce l'inglese "choosy", nessuno degli aspiranti stregoni al governo ha mai fatto i conti con la deriva autoritaria che le istituzioni scolastiche stanno avendo, con la diminuzione del numero degli appelli, l'accorpamento di dipartimenti ed ex facoltà che appesantisce la burocrazia e taglia posti di lavoro, anche grazie ai continui tagli ai danni di scuole e università pubbliche.
La nostra idea di università, pubblica, gratuita e di massa per tutte e tutti, prevede l'abolizione del 3+2 e il ritorno alle lauree quadriennali e quinquinnali a ciclo unico, con la possibilità di co-programmare il percorso di studi da parte di ciascuno studente, la soppressione del linguaggio economico nel mondo universitario (a partire da crediti e debiti formativi), l'incremento massiccio del numero e dell'entità delle borse di studio, la cui copertura deve essere completa, la garanzia di alloggio negli studentati e dei pasti pagati in mensa per ogni studente fuorisede idoneo, l'accesso gratuito e illimitato a biblioteche, musei, mostre e iniziative, il ripristino del valore legale del titolo di studio.
Noi vogliamo un'università in cui ci si possa iscrivere e laureare a qualsiasi età e con qualsiasi valutazione numerica finale, e che lasci, a chi la frequenti, la possibilità di autorealizzarsi in ciò che più sente vicino ai propri interessi.

Aeroporto di Roissy, Francia. Armadietti dei dipendenti presenti perquisiti, armadietti dei lavoratori assenti fatti sal...
27/11/2015

Aeroporto di Roissy, Francia. Armadietti dei dipendenti presenti perquisiti, armadietti dei lavoratori assenti fatti saltare in aria. Di cosa andava alla ricerca la polizia? Qualche membro dell’ISIS? No: cercavano “elementi legati a fenomeni di radicalizzazione”. L’aeroporto di Roissy, infatti, era stato teatro della camicia strappata al manager della AirFrance arrivato lì per annunciare licenziamenti su licenziamenti.
Eccola la guerra. È contro di noi. È in atto già da tempo. Dopo gli attentati di Parigi accelera.

Dopo i fatti di Parigi ci siamo abituati alle notizie di perquisizioni ed arresti arbitrari in Francia e Belgio, anche senza alcun elemento probatorio, soltanto sulla base di sospetti delle forze di polizia. Queste operazioni vengono giustificate con possibili quanto generici "fenomeni di radicalizz…

Intervista a Yilmaz Orkan, membro del KNK (Consiglio nazionale del Kurdistan), in cui si parla di ISIS ("un fascismo del...
27/11/2015

Intervista a Yilmaz Orkan, membro del KNK (Consiglio nazionale del Kurdistan), in cui si parla di ISIS ("un fascismo del terzo millennio"), pace ("una bella parola", ma molto lontana), confederalismo democratico ("un progetto per tutti i popoli del Medio Oriente").

Abbiamo intervistato Yilmaz Orkan, membro del KNK (Consiglio nazionale del Kurdistan), per parlare di ISIS ( un fascismo del tero millennio ), pace ( una bella parola , ma molto lontana), confederalismo democratico ( un progetto per tutti i popoli del Med

L'iniziativa di ieri ha segnato un punto di partenza caratterizzante il nostro percorso. Abbiamo arricchito l'immagine d...
27/11/2015

L'iniziativa di ieri ha segnato un punto di partenza caratterizzante il nostro percorso. Abbiamo arricchito l'immagine di Benedetto Petrone e dei suoi compagni e compagne, abbiamo capito che uccidere Benedetto significava uccidere l'idea e la pratica di una politica viva, che puntava a riqualificare "Bari Vecchia" senza lasciarla in mano allo svago della "Bari Bene" come unica prospettiva, senza cacciare i suoi abitanti, senza svuotarla delle radici che la custodivano e la difendevano dalla criminalità organizzata e dalla speculazione. Era questo l'Antifascismo a "Bari Vecchia" negli anni '70, era solidarietà, condivisione e lotta per i diritti di tutta la comunità, era creatività carica di cambiamento, un antifascismo che non aveva bisogno della violenza per affermarsi, ma solo come arma per difendersi dagli attacchi infami dello squadrismo fascista.
Abbiamo capito anche che la logica del capro espiatorio ha inficiato la ricerca della verità su quanto accaduto, che tanto lavoro va ancora fatto per ricostruire ciò che successe la sera del 28 novembre 1977, chi furono i mandanti, chi coprì la fuga degli esecutori, chi da quella violenza si è totalmente ripulito per tornare a fare politica e distruggere il tessuto sociale della città.
Abbiamo capito che "Benny Vive" è un documentario che andrebbe visto in ogni scuola, in ogni luogo di lavoro oppresso e sfruttato, perché lascia insegnamenti profondi anche sul nostro presente.
Sappiamo che solo ri-articolando la memoria nell'attualità, rendendola forma di discussione critica, possiamo costruire il nostro futuro, e rendere giustizia alla morte di Benny e alle lotte dei suoi anni.
Un ringraziamento a coloro che hanno deciso di vivere il nostro primo passo, e a coloro che hanno deciso di accompagnarlo, a Luca Basso e a Pasquale Martino. E' solo l'inizio.

Solo il dibattito critico può proiettare la memoria al futuro, solo così la memoria si riarticola al presente ed è base ...
26/11/2015

Solo il dibattito critico può proiettare la memoria al futuro, solo così la memoria si riarticola al presente ed è base delle nostre vite, delle nostre lotte. Benedetto vive!

Il trailer del documentario che proietteremo stasera durante l'iniziativa.38 anni fa un omicidio politico sconvolse la c...
26/11/2015

Il trailer del documentario che proietteremo stasera durante l'iniziativa.
38 anni fa un omicidio politico sconvolse la città di Bari. A morire, nella difesa dei diritti degli abitanti della città vecchia, il diciottenne Benedetto Petrone. Degli aggressori del 28 novembre 1977 solo uno è il condannato. Oggi il documentario 'Benny Vive!' cerca le ragioni di quella triste storia svelandone le scomode verità attraverso i protagonisti di quegli anni.

IN ALLEGATO CON LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO DAL 26 NOVEMBRE 2012. 35 anni fa un omicidio politico sconvolse la città di Bari. A morire, nella difesa dei diri...

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