27/01/2021
È di ieri la notizia che la amministrazione presenterà, al Consiglio Comunale, la richiesta di cittadinanza onoraria per la senatrice a vita Liliana Segre. Giuseppe Colonna, sarà un onore, un orgoglio poter avere come concittadina una straordinaria donna, una testimone coraggiosa, una lottatrice instancabile che tiene ben alta la bandiera della tolleranza e che si batte ancora oggi contro ogni discriminazione.
La Senatrice è una degli 11 sopravvissuti viventi della criminale brutalità della Shoah. A loro si aggiungono i sopravvissuti ex deportati per motivi variamente politici non ebrei, ex deportati politici tra i circa 1000 italiani che subirono il male dei campi di sterminio e che sono ad oggi in vita. Secondo l'ANED, Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti, in totale potrebbero essere circa solo 20.
A loro è toccato e tocca ancora il racconto, la trasmissione verbale, fisica, dell'orrore di cui l'uomo si è macchiato. Sulla loro pelle, nei loro occhi sono impresse immagini tra le più terribili della storia dell'uomo.
Quante volte etichettiamo una persona o un gruppo di persone che si macchiano di atroci crimini come bestie, come mostri. Una etichetta del genere serve solo a farci meno paura, all'allontanare tali comportamenti da quelli di un essere umano e, quindi, dai nostri. Usiamo la parola mostro per marcare la differenza tra noi e loro, perché abbiamo paura di quello che noi stessi siamo capaci di fare, che proprio noi possiamo essere artefici di tali nefandezze.
Eppure, basterebbe ascoltare e guardare Adolf Eichmann mentre cerca di giustificare il proprio operato nel processo del 1961 per capire quanto possa essere umano il male, quanto sia drammaticamente intrinseco nella nostra natura. Nostra. Un male banalizzato dalla sua figura, dalle sue affermazioni, dalla sua vigliacca difesa. Anche lui si dimostra umano, allontanando da sè una responsabilità, dipingendosi come mero esecutore di ordini.
Liliana Segre è il simbolo del ricordo. È il simbolo della memoria. Ci ha ricordato e ricorda ancora di cosa siamo stati capaci, noi uomini. Ci ricorda di quali malvagità siamo capaci di macchiarci. Ci ricorda di quanto non siano stati dei mostri, delle bestie quei criminali ma di quanto fossero semplicemente umani perché lei ha toccato la loro pelle, sentito la loro voce, visto i loro occhi, sentito il loro odore. Sarà un vero privilegio poterci dire concittadini di una persona di tale levatura.
Abbiamo deciso di allegare la nostra proposta, datata 16 Novembre 2019, solo perché tra i commenti è presente una integrazione di Stefano Gaudiuso che sentiamo di fare nostra e con enorme piacere notiamo come sia già condivisa da molti. Non possiamo accettare che siano, contemporaneamente, cittadini del nostro amato paese sia chi quelle leggi le ha firmate che chi le ha subite. Non possiamo fare ancora finta di nulla, non possiamo ancora procrastinare. È ora che a Benito Mussolini sia definitivamente tolta la cittadinanza onoraria.
Come ben evidenzia Nicola Bellantuono, lo dobbiamo anche alla memoria del povero Peppino Di Vagno, il primo parlamentare ucciso dalla furia fascista proprio qui, a Mola.
Ripetiamo lo stesso appello che abbiamo rivolto a tutti per fare di Liliana Segre nostra concittadina:
"Ci auspichiamo che la nostra proposta raccolga molte adesioni da parte di singoli cittadini, rappresentati di Associazioni e Forze politiche, e che venga accolta in primis dall’Amministrazione unitamente all’intero Consiglio comunale."
Questa volta, davvero, dovete rispondere in maniera decisa e dobbiamo tutti collaborare.
https://www.facebook.com/FuturaMola/posts/856193228164643
Mola di Bari, 14 novembre 2019
Oggetto: proposta di insignire la senatrice a vita Liliana Segre della cittadinanza onoraria del nostro Comune
L’associazione “FUtuRA” di Mola di Bari, invita il Sindaco, la Giunta e tutto il Consiglio comunale ad accogliere la proposta di insignire la senatrice a vita Liliana Segre della cittadinanza onoraria del nostro Comune.
Siamo stati ispirati dalle numerose iniziative promosse da tanti Comuni italiani e in particolare da quella del presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, che in occasione dell'anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani chiama a raccolta il 10 dicembre 2019 a Milano tutti i sindaci d'Italia, da nord a sud, piccoli e grandi Comuni, di ogni appartenenza politica o partitica, per manifestare insieme, indossando la fascia tricolore, in segno di solidarietà alla senatrice a vita Liliana Segre, da qualche giorno costretta a vivere sotto scorta ed a consegnarle una fascia tricolore a testimonianza della totale, piena e incondizionata condivisione di quei valori che la senatrice rappresenta e che sono le fondamenta della nostra Repubblica.
Ci hanno profondamente colpito le parole proferite da questa sopravvissuta all'Olocausto nel corso di una trasmissione televisiva andata in onda il 2 novembre su Rai3. Al conduttore che, a proposito del numero 75190 tatuatole sul braccio sinistro nel campo di concentramento di Auschwitz, le chiedeva se avesse mai pensato di toglierselo o di coprirlo, questa straordinaria donna, con enorme dignità, rispondeva: «Assolutamente no. Quel numero lo porto con grande onore perché è la vergogna di chi lo ha fatto». È stato, crediamo per molti, un momento particolarmente toccante.
Purtroppo le recenti notizie testimoniano, ogni giorno, come l'odio, la discriminazione, l'intolleranza, la violenza, la stupidità trovino sfogo in Italia, spesso incontrando anche una certa tendenza all’assuefazione, al giustificazionismo, alla minimizzazione, ancora oggi, a più di ottant'anni di distanza da quel 5 settembre 1938, quando, con l'approvazione delle leggi razziali fu scritta la pagina più spregevole della storia del Paese. Sono sempre più frequenti gli episodi, le circostanze, le enunciazioni che evidenziano ostilità ingiustificata e accanimento intriso di livore nei confronti di popoli che hanno sofferto molto nella storia recente del nostro paese. È successo anche qualche giorno fa, col raid vandalico al giardino inaugurato recentemente proprio dalla senatrice Segre.
La notizia dell'assegnazione della scorta a questa tenace testimone dello sterminio degli ebrei, ci pone l’obbligo di dare un segnale ai portatori di odio e a quella politica incapace di trovare, su temi così delicati, un terreno d'incontro, da tenere al riparo dalle strumentalizzazioni dettate solo dalla continua ricerca del consenso a tutti i costi.
In un paese democratico come il nostro, tutto questo non deve succedere. La prima scorta di Liliana Segre dobbiamo essere noi. Schierarsi dalla sua parte significa schierarsi a difesa dei principi e dei valori fondanti della nostra Costituzione. Ciascuno è chiamato a fare la propria parte e sarebbe bello che un gesto simile provenisse dall’intero Consiglio comunale che rappresenta la comunità a cui tutti noi apparteniamo.
È importante che anche la nostra Mola esprima con orgoglio, e a gran voce, una promulgazione di estraneità a quei fenomeni di razzismo, di discriminazione e d'intolleranza.
Ci auspichiamo che la nostra proposta raccolga molte adesioni da parte di singoli cittadini, rappresentati di Associazioni e Forze politiche, e che venga accolta in primis dall’Amministrazione unitamente all’intero Consiglio comunale.
Fiduciosi che tutti Voi apprezziate lo spirito della nostra proposta che non dovrebbe avere alcun colore politico, giacché condiviso dovrebbe essere lo sgomento provato nel veder messa sotto protezione un’anziana signora che ha subito tanto male in maniera estremamente malvagia e per la sola colpa, poiché qualcuno ha ritenuto dovesse considerarsi tale, di essere ebrea.
Cordiali saluti
Antonio Tricase - Ass. FUtuRA Mola di Bari