Circoli PD Sacca - Crocetta - Albareto

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Circoli PD Sacca - Crocetta - Albareto Pagina ufficiale dei Circoli del Partito Democratico Sacca - Crocetta - Albareto di Modena

23/10/2026

𝗖𝗼𝘀𝗮 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝗱𝗲 𝗶𝗻 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮'. 𝗔𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗠𝗼𝗱𝗲𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼

Ritorna l'appuntamento assieme agli assessori del Partito Democratico del Comune di Modena, che incontrano le frazioni della città.

Il prossimo incontro, in programma giovedì prossimo 29 ottobre alle ore 20.30 presso la Polisportivo di San Damaso in Via Scartazzetta 53, vedrà la partecipazione del sindaco di Modena Massimo Mezzetti, del segretario cittadino e capogruppo in consiglio comunale Diego Lenzini e degli assessori Francesca Maletti, Andrea Bortolamasi, Giulio Guerzoni e Federica Venturelli.

L'iniziativa è ad ingresso libero e aperta alla cittadinanza.

22/10/2026
14/10/2026

👉 Sabato 17 ottobre alle ore 18.30 a Modena, presso la Polisportiva San Faustino in Via Wiligelmo 72 a Modena, presentazione del libro "Volti Italiani" con l'autrice Victoria Karam.

Con lei interverranno Luigi Vaccari (Dirigente Scolastico), Houda Ly (Giovani Democratici), Bernard Dika (Sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana), Federica Venturelli (Assessora Scuola Comune di Modena) e Andrea Bortolamasi (Assessore Sport e Cultura Comune di Modena).

Coordina Danaida Delaj, responsabile Giustizia della Segreteria PD cittadina.

14/10/2026

Espriamo la nostra piena solidarietà agli agenti della Polizia Locale, uno dei quali rimasto ferito venerdì sera in Largo Garibaldi, mentre era impegnato nei controlli serali nel centro storico, nonché la propria vicinanza ed estrema gratitudine al corpo della polizia locale e a tutte le forze dell’ordine per il lavoro che quotidianamente svolgono a tutela della sicurezza, della legalità e della convivenza civile.

Serve massima fermezza e severità per quanto accaduto. L’episodio risulta ancora più grave e odioso per la dinamica entro cui l’aggressione è inserita, cioè per la futilità e la totale gratuità dell’aggressione nei confronti dell’agente.
Un neo diciottenne che aggredisce un agente in questo modo ci impone di lavorare ancora di più per fare in modo non solo che episodi simili non riaccadano, ma capire come evitare che certa devianza giovanile si trasformi in una bomba sociale.

Il ragazzo in questione si è completamente infischiato del decreto anti-maranza e questo è la dimostrazione che i decreti sicurezza sono stati un fallimento e non hanno prodotto alcun risultato in questi 4 anni. Dopo anni di misure unicamente punitive, vediamo continuare a manifestarsi fenomeni di devianza giovanile.
È proprio tutto ciò che dovrebbe imporre una riflessione seria, perché se la risposta continua a essere la stessa e i problemi restano, allora è necessario cambiare approccio.

Per questo come PD Città di Modena chiediamo al Governo Meloni di non limitarsi alla solidarietà alle forze dell’ordine su casi simili che sono sempre più frequenti in tutta Italia, ma di passare ai fatti, perché la sicurezza non può essere soltanto un tema per fare propaganda, ma richiede finanziamenti strutturali per i Comuni, rafforzamento degli organici della Polizia Locale e delle Forze dell’ordine, oltre ad una riforma organica del settore e garanzie reali per chi opera quotidianamente sul territorio: contratti, retribuzioni, previdenza, coperture assicurative e tutele per chi rischia in servizio sono questioni di dignità professionale, non dettagli secondari.

Non è accettabile chiedere alla Polizia Locale una presenza sempre più intensa e responsabilità sempre maggiori, senza riconoscerne appieno il ruolo, le specificità professionali e le condizioni in cui opera, come evidenziato anche da ANCI, servono investimenti strutturali e tutele adeguate, non misure parziali che lasciano i Comuni soli a sostenere il peso della sicurezza urbana.

La condanna della violenza è netta, così come deve essere netta la risposta delle istituzioni. Le responsabilità individuali vanno accertate con rapidità e perseguite con rigore, soprattutto quando sono coinvolti minori o giovani, senza fare generalizzazioni, perché la violenza non ha nazionalità.

Non si tratta di scegliere tra fermezza ed educazione, perchè una città sicura deve essere ferma con chi viola la legge, ma deve anche impedire che marginalità, disagio o prepotenza gratuita si trasformino in nuovi episodi di violenza.

Senza responsabilità non c’è educazione e senza educazione rischiamo soltanto di preparare la prossima violenza.

Continueremo a sostenere il lavoro della Polizia Locale e di tutte le forze dell’ordine e a chiedere che alle parole seguano impegni verificabili, come maggiori risorse ai Comuni, più strumenti agli operatori, più prevenzione e più tutele per chi la sicurezza la garantisce ogni giorno.

La sicurezza non si proclama, ma si costruisce e chi la garantisce non deve essere lasciato solo”.

29/09/2026

Oggi questo Signore qui compie 75 anni.

E, se ci penso ora su due piedi, non mi viene in mente un politico che sappia incarnare più e meglio di Pier Luigi Bersani oggi il senso stesso della politica intesa come cura della comunità.

Comincia a farlo prestissimo quando, da chierichetto, organizza il suo primo sciopero: non gli tornava il modo in cui il parroco di Bettola gestiva le offerte, così convince i suoi “colleghi” a togliersi la tunica prima della messa come gesto di protesta.

Lo fa nel novembre del 1966, subito dopo l’alluvione di Firenze. Pier Luigi ha 15 anni e si mette in viaggio, armato di pala, per dare una mano. Spalerà per giorni, assieme a ragazzi arrivati da tutta Italia: i primi “angeli del fango”.

Poi arriva la laurea in Filosofia, con specializzazione sulla Storia del cristianesimo, strana vocazione per un non credente come lui che pure è sempre riuscito a mettere insieme con sorprendente coerenza laicismo e sacro, Keith Richards e Papa Giovanni XXIII (“una bella coppia”, mi ha detto un giorno, durante un’intervista).

Ma il Bersani così come lo conosciamo è quello politico, dai primi anni in Avanguardia operaia alla solidità pratica e teorica della scuola emiliana del Pci, con cui entrerà in Consiglio comunale e poi regionale, prima di diventare Presidente della sua Regione, parlamentare e ministro.

È in quegli anni che Bersani segna indelebilmente il Paese in modi che hanno cambiato in meglio la vita di ognuno di noi, togliendo privilegi ai pochi per dare diritti a tutti.

È il tempo delle famose “lenzuolate”.

È grazie a lui se possiamo comprare un farmaco da banco anche in una parafarmacia o al supermercato, e pagarlo meno.

Se non è più necessario andare da un notaio per il semplice passaggio di proprietà di un’auto.

E ancora l’abolizione delle tariffe minime obbligatorie per i professionisti e l’apertura alla pubblicità informativa delle professioni.

Ma soprattutto lo dobbiamo a lui a un certo punto se abbiamo cominciato a pagare per una ricarica del cellulare quello che consumavamo davvero, senza dazi né balzelli.

Anche cambiare operatore telefonico non solo si poteva finalmente fare con facilità, ma spesso era addirittura conveniente. Sempre grazie a lui. E lo stesso avviene per le assicurazioni.

Bersani è anche il ministro che ha introdotto la portabilità dei mutui da una banca all’altra, senza dover ripartire ogni volta da zero.

Anche questo lo dobbiamo a lui, a un comunista che non sopportava caste e corporazioni chiuse e intoccabili.

Poi c’è il Bersani comunicatore, che quasi inventa dal nulla una neolingua fatta di metafore ardite e fulminanti (“la mucca nel corridoio”, “smacchiamo il giaguaro”), battute da bar diritte ma mai volgari, i proverbi popolari, le sentenze definitive.

E c’è il Bersani che nel 2013 è di fronte all’occasione della vita per diventare Presidente del Consiglio e cambiare, forse, la Storia di questo Paese, ma i tempi non sono ancora maturi e 101 franchi tiratori di Prodi faranno il resto.
E lui, a differenza di quasi tutti, ne prende atto, si assume responsabilità non sue e lascia la segreteria del Pd.

C’è ancora il Bersani privato, quello che un giorno del 2014 ha un malore, un aneurisma, la corsa in ospedale, il trasferimento a Parma, un intervento di ore.

Quando tutto finisce, la sua paura più grande è capire se il cervello funziona ancora come prima.

Funziona così bene da intuire, ai tempi del renzismo tracimante, quando è il momento di rompere e andarsene, lasciando il partito che aveva contribuito a fondare.

Farà in tempo a tornare e a riprenderselo sulle spalle. Ma prima fa qualcosa a cui non siamo abituati in un Paese di cozze attaccate alla poltrona come fosse uno scoglio. Lui, che ci sarebbe entrato fischiettando per l’ennesima volta, alla vigilia delle Politiche decide che basta così, che è il momento di chiudere con la politica parlamentare, di lasciare spazio ad altri, cedere campo ai più giovani. In quanti l’avrebbero fatto?

Più che la fine, è un nuovo inizio, in quella che è finita per essere la sua stagione politica più felice: quella del “vecchio” saggio, del padre nobile che dispensa consigli e umilia dialetticamente la destra ogni volta che va in televisione, di cui ormai è una star assoluta.

Chi l’avrebbe mai detto che avrebbe fatto tanta strada quel consigliere comunale di collina che da bambino fomentava scioperi in sacrestia, studiava Marx e adorava papa Roncalli?

Ne manca solo uno, di scalino, quello più alto e ambito, quel Colle che stuzzica gli appetiti di una destra sempre più estrema e sempre meno nascosta.
E anche per questo Pierluigi Bersani sarebbe uno degli ultimi argini democratici, l’ultimo uomo forse a poter salvare quel che resta di una Costituzione di cui negli ultimi anni hanno provato in tutti i modi a far strame, senza mai riuscirci fino in fondo.

Pier Luigi Bersani, prima ancora che un grande politico, è una persona perbene.

Ed è a lui, all’uomo, che oggi voglio augurare tanti auguri di buon compleanno.

29/09/2026

Il 29 settembre 1944 iniziava la strage di Marzabotto e Monte Sole: dal 29 settembre al 5 ottobre, 1830 persone furono assassinate dai nazisti con la collaborazione dei fascisti, tra loro centinaia di bambini.

82 anni dopo celebriamo la memoria delle vittime di uno dei più efferati eccidi nazifascisti di civili compiuto in Italia durante la seconda guerra mondiale.

26/09/2026

𝗦𝗢𝗦𝗧𝗘𝗚𝗡𝗢 𝗔𝗟 𝗖𝗢𝗠𝗠𝗘𝗥𝗖𝗜𝗢 𝗗𝗜 𝗣𝗥𝗢𝗦𝗦𝗜𝗠𝗜𝗧𝗔': "𝗟𝗔 𝗧𝗥𝗔𝗦𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗢𝗥𝗘 𝗜𝗠𝗣𝗢𝗡𝗘 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗘 𝗦𝗙𝗜𝗗𝗘, 𝗡𝗘𝗖𝗘𝗦𝗦𝗔𝗥𝗜𝗢 𝗣𝗥𝗢𝗦𝗘𝗚𝗨𝗜𝗥𝗘 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗙𝗥𝗢𝗡𝗧𝗢"

I consiglieri comunali del Partito Democratico cittadino Lucia Connola e Mattia Gualdi hanno commentato l’approvazione lunedì in consiglio comunale della mozione a sostegno del commercio di prossimità esprimendo inoltre apprezzamento e sostegno alla proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”

“Con l'approvazione di questa mozione affermiamo come principio che il commercio di prossimità non è soltanto una componente economica, ma è una parte fondamentale della nostra idea di città. Un negozio aperto, un'attività artigiana, un pubblico esercizio o un mercato sono presenze che contribuiscono a mantenere vivi i quartieri, creare relazioni e rendere gli spazi pubblici più frequentati e vissuti.

La trasformazione del commercio è ormai strutturale e riguarda anche Modena, che vede la crescita dell'e-commerce, il cambiamento delle abitudini di consumo, l'aumento dei costi di gestione, l'evoluzione demografica e la presenza di locali commerciali sfitti come nuove sfide che le amministrazioni e agli operatori economici si trovano ad affrontare. Non possiamo quindi pensare di affrontare questi cambiamenti con interventi occasionali, ma serve una strategia di lungo periodo che metta insieme rigenerazione urbana, mobilità, sicurezza, cultura, eventi, accessibilità e sviluppo economico. In questo senso, la mozione rappresenta un ulteriore passo nel percorso che Modena ha già intrapreso.

Oltre a riconoscere il lavoro già svolto dall'Amministrazione comunale attraverso gli interventi di rigenerazione del centro storico e dei quartieri, il sostegno ai mercati, la collaborazione con le associazioni di categoria e la Camera di Commercio, i Distretti del Commercio e le iniziative finalizzate a migliorare la qualità e l'attrattività degli spazi urbani, un’attenzione particolare viene dedicata al tema dei locali commerciali sfitti, al ricambio generazionale e all'imprenditoria giovanile e femminile, alla digitalizzazione delle piccole imprese e alla necessità di rendere più accessibili bandi, contributi e strumenti di finanza agevolata.

Sostenere il commercio di prossimità non significa difendere un modello del passato, ma creare le condizioni perché nuove imprese possano nascere, i giovani possano investire e le attività esistenti possano innovare e affrontare la transizione digitale.

Le amministrazioni locali possono fare molto, ma non possono fare tutto, per questo è necessario un maggiore intervento dello Stato allo scopo di sostenere una strategia nazionale che metta a disposizione dei territori risorse, strumenti fiscali, semplificazioni e misure specifiche per la rigenerazione commerciale. Il commercio di prossimità produce un valore che va oltre la singola impresa e che riguarda l'intera comunità.

Tra gli impegni assunti figurano anche il rafforzamento del confronto con le associazioni di categoria e gli operatori economici, il monitoraggio dell'andamento del commercio e dei locali sfitti e l'avvio di un percorso partecipato per una strategia comunale sul commercio di prossimità, coinvolgendo istituzioni, imprese, Camera di Commercio, Università e cittadini.

L'approvazione di questa mozione non è un punto di arrivo, ma un impegno a continuare il lavoro, perché vogliamo una città nella quale i centri storici e i quartieri siano vivi, accessibili e attrattivi, nella quale chi apre un'attività trovi condizioni favorevoli e nella quale il commercio sia riconosciuto come parte integrante delle politiche di rigenerazione urbana”.

14/09/2026

Grazie, di cuore!

Insieme a tutte le volontarie e ai volontari della Festa, abbiamo dato forma a “Questo sentimento popolare”: qualcosa che abbiamo fatto vivere negli incontri, nella voglia di esserci, di condividere momenti e idee, nel fare la propria parte per un mondo più giusto.
La Festa dell’Unità provinciale di Modena 2026 è stata tutto questo: orgoglio, partecipazione, valori condivisi, persone che scelgono di stare insieme e di fare qualcosa di bello per tutte e tutti.
Un enorme grazie a tutte le volontarie e i volontari, ai fornitori e agli sponsor che hanno reso possibile, ancora una volta, questa storia di passione, impegno e buona politica.

Indirizzo

Viale Gramsci
Modena
41122

Orario di apertura

10:30 - 12:00

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