17/09/2026
💶Misterbianco Fiera, altri 1,5 milioni di soldi pubblici per la viabilità del Distretto commerciale. Ma quanti soldi sono arrivati nelle tasche dei misterbianchesi?
❓Quanto lavoro è stato prodotto per i nostri concittadini grazie a questi e agli altri fondi? Quanto fino ad oggi è stato realmente realizzato del progetto annunciato e quale beneficio concreto ne ha ricavato fino a oggi la città? Il sindaco dovrebbe rispondere.
Un po’ di storia. Il primo passaggio è stato la convenzione approvata a maggioranza dal Consiglio comunale ai sensi dell’art. 23-quater del D.P.R. 380/2001, la norma che disciplina gli usi temporanei degli immobili. Attraverso questo strumento è stato consentito l’utilizzo fieristico degli ex stabilimenti Fratelli Costanzo senza procedere, nella fase prevista dalla convenzione, al cambio di destinazione d’uso. Una scelta che ha prodotto effetti economici e urbanistici rilevanti e che è stata oggetto di un acceso confronto in Consiglio comunale.
È una procedura che ho contestato fin dall’inizio, sia in Consiglio comunale sia pubblicamente, mettendo in discussione l’interpretazione e l’applicazione dell’art. 23-quater a un intervento di queste caratteristice. Una contestazione che risulta anche dagli atti e dal dibattito consiliare nel quale venne affrontato esplicitamente anche il tema degli oneri connessi al mancato cambio di destinazione d’uso, e l'applicabilità della convenzione ai fini autorizzativi per la tipologia di interventi necessari per la fruibilità dei capannoni (servizi igienici, impianti e strutture non removibili), visto che la norma dice altro.
Oggi arriva un altro capitolo. La Regione Siciliana ha finanziato con 1,5 milioni di euro un intervento di riqualificazione della viabilità del Distretto commerciale. Il progetto prevede il completamento dell’apertura di via Bologna, il collegamento con via Marshall attraverso una nuova rotatoria e il miglioramento dei collegamenti con Montepalma, con la rete extraurbana e, come dichiarato dalla stessa Amministrazione comunale, anche con il centro fieristico.
Si tratta quindi di un intervento pubblico più ampio della sola rotatoria e che interessa un’area strategica per diverse attività produttive e commerciali. Ma proprio per questo diventa legittimo chiedersi quale sia, a distanza di anni, il rapporto tra gli investimenti pubblici realizzati nell’area e il progetto di sviluppo che era stato prospettato alla città.
Negli anni scorsi il polo fieristico era stato presentato come una grande occasione di crescita per Misterbianco, con ricadute attese sullo sviluppo economico e occupazionale e con una riqualificazione complessiva dell’area. Anche negli atti consiliari venivano richiamate queste prospettive.
Oggi, però, è necessario verificare quanto di quelle prospettive si sia concretizzato. A noi sembra ben poco. Alcuni spazi del complesso hanno assunto nel tempo destinazioni commerciali e, per gli edifici direzionali di corso Carlo Marx, si parla oggi anche di utilizzi diversi rispetto alle funzioni ricettive che erano state prospettate a servizio del polo fieristico.
Non è una questione ideologica e non si tratta di mettere in discussione l’esistenza di un centro fieristico a Misterbianco. La questione è molto più concreta: quale ritorno ha avuto fino a oggi la città rispetto alle aspettative generate e agli interventi pubblici realizzati o programmati attorno a quell’area?
Servono numeri. Quanti investimenti privati previsti dal progetto originario sono stati effettivamente realizzati? Quanti nuovi posti di lavoro stabili sono stati creati? Quali strutture e servizi annunciati sono stati completati? Quale ricaduta economica ha prodotto il polo per Misterbianco? E quale parte del progetto complessivo rimane ancora da realizzare?
Per anni si è parlato di un grande progetto capace di cambiare il volto di questa parte della città. Al momento sembra tutto un grande bluff.