21/04/2026
La Liberazione di Mirandola avvenne domenica 22 aprile 1945, nelle ultime ore della ritirata tedesca dalla Pianura Padana. Fu una liberazione combattuta dai partigiani locali prima dell’arrivo degli Alleati, e Mirandola divenne Comune capoposto partigiano per quelle giornate.
22 aprile 1945: come andò la Liberazione • Nella notte tra il 21 e il 22 aprile il 1° Battaglione patrioti della zona di Mirandola, guidato dalla “missione inglese” di collegamento, decise di anticipare gli Alleati per evitare che i tedeschi in ritirata distruggessero la città. • A piccoli gruppi i partigiani raggiunsero Mirandola prima di mezzanotte. Durante l’avvicinamento catturarono 3 agenti della Questura repubblicana fascista, subito eliminati. • All’alba del 22 le avanguardie della Brigata “Remo” entrarono in azione contro le retroguardie tedesche. Alla periferia ci furono scontri con reparti fascisti in ritirata: i partigiani, in inferiorità numerica, si sganciarono per poi rientrare con tutto il battaglione. • Il battaglione occupò la città creando posti di blocco nei punti periferici. I tedeschi furono scacciati dal centro e attaccati sulle colonne in ritirata. Mirandola restò in mano partigiana, sotto bombardamento per ore, fino all’arrivo degli Alleati. • Nella notte 22-23 aprile durante i rastrellamenti caddero 2 partigiani: “Hans”, soldato tedesco passato alla Resistenza, ed Erminio Ori di Mirandola.
La relazione ufficiale del Comando Piazza di Mirandola conferma che la città fu “liberata definitivamente domenica 22 aprile”.
I partigiani di Mirandola: chi erano
Organizzazione
• La zona faceva capo alla Brigata “Remo”, inquadrata nelle formazioni SAP e GAP della Bassa Modenese. Il 1° Battaglione patrioti operava specificamente nel territorio di Mirandola. • Erano attivi collegamenti con la missione britannica paracadutata per coordinare l’insurrezione con l’avanzata del 5° Corpo Britannico.
Azioni e sacrifici nei mesi precedenti
La primavera 1945 fu durissima nella Bassa: i nazifascisti risposero all’attività partigiana con rappresaglie e rastrellamenti.
• 22 febbraio 1945: 5 giovani partigiani impiccati per rappresaglia agli alberi del viale di circonvallazione di Mirandola. • 10 marzo 1945: eccidio al Mulino di Mezzo di Concordia, 8 vittime. • 3 marzo 1945: rastrellamento a Cavezzo, 4 partigiani massacrati.
Questi episodi mostrano il prezzo pagato dalla Resistenza mirandolese e il clima in cui maturò l’insurrezione del 22 aprile.
Memoria
• Oggi ANPI Mirandola cura il progetto “Bassa Resistente” e il censimento dei cippi partigiani. • In Piazza della Costituente 1 c’è una lapide ai partigiani, inaugurata nel 1955 su iniziativa di CVL e Amministrazione comunale. • Tra le pubblicazioni locali c’è proprio “La liberazione di Mirandola” edita dalla sezione ANPI. Contesto più ampio
Mentre i partigiani liberavano Mirandola il 22 aprile, quello stesso giorno il 5° Corpo Britannico entrava a Bondeno, Cento e Mirabello e Modena veniva liberata dalle forze partigiane dopo la resa del presidio tedesco. Bologna era già stata liberata il 21 aprile.
In breve: Mirandola si liberò da sola, con il 1° Battaglione e la Brigata “Remo” che nella notte del 22 aprile cacciarono tedeschi e fascisti, tennero la città sotto il fuoco e la consegnarono agli Alleati. Una pagina di insurrezione popolare che costò mesi di rastrellamenti e impiccagioni, ma evitò distruzioni all’ultimo minuto.